martedì 22 giugno 2010

Sandro Galantini

Un libro di Sandro Galantini pubblicato da Ricerche&Redazioni nel 2004 nell'Archivio Storico del Museo dell'Omeopatia di Roma.

Il libro dello storico giuliese Sandro Galantini, Scritti di Rocco Rubini, pubblicato nel 2004 per la casa editrice teramana Ricerche&Redazioni di Damiani&Marramà, è stato recentemente inserito nell'Archivio Storico del Museo dell’Omeopatia di Roma, sorto per iniziativa della Fondazione Negro. Il Museo dell'Omeopatia, nella sede di Piazza Navona 49 a Roma, vuole proseguire l’opera di Antonio Negro che, in tale sede, nel 1950 fondò l'Accademia di Medicina Omeopatica.Libri, manoscritti, documenti ed oggetti riferiti all’omeopatia italiana ed estera, dalle origini ai giorni nostri, si accompagnano ad un’ampia raccolta di opere di Samuel Hahnemann e ad una ricca collezione di antichi contenitori di rimedi omeopatici.Il Museo vuole essere centro di ricerca e studio per quanti si interessano all’Omeopatia e desiderano collaborare alle finalità dell’Archivio e alle iniziative della Fondazione.Il volume di Galantini, che ha restituito vita e opere di Rocco Rubini, nato a Cellino Attanasio e tra i più importanti esponenti italiani della medicina omeopatica dell'800, sin dall'indomani della pubblicazione ha suscitato grande interesse ed apprezzamento nella comunità scientifica nazionale.Il VolumeSCRITTI DI ROCCO RUBINIa cura di Sandro Galantini, Teramo, Ricerche&Redazioni, 2004"Piccola Biblioteca Scientifica Abruzzese" (1)228 pagine - ISBN 88-88925-02-3 - € 12.00La ristampa in anastatica degli scritti di Rocco Rubini, medico omeopatico di Cellino Attanasio vissuto a Napoli nel XIX secolo, inventore della canfora Rubini. Il volume, che inaugura la collana Piccola Biblioteca Scientifica Abruzzese, ripropone tre rarissimi scritti del Rubini, che testimoniano del suo impegno di omeopatico, della generosa e intensa attività spesa a beneficio della salute pubblica. Maestro riconosciuto e figura eminente nella pratica e nella diffusione dell’omeopatia in campo internazionale, Rubini viene ricordato, tra i pionieri in Italia della scienza omeopatica, da Thomas Lindsey Bradford nella sua opera Pioneers of Homoeopathy (1897). Tra gli scritti ristampati: “Statistica dei malati di cholera morbus curati colla sola canfora in Napoli” (1885) e “Cactus grandiflorus patogenia” (1864). Con saggio storico di Sandro Galantini.

lunedì 21 giugno 2010

“Federico II. Vento di soave” e “Masaniello. 1647 a Napoli è rivoluzione” di Manuele Morgese.

Teramo, mercoledì 23 giugno 2010, ore 19:00,
presso il Ghost Bar, via M. Delfico 10D (ex Cine-teatro Apollo).

La Zikkurat Edizioni&Lab presenta “Federico II. Vento di soave” e “Masaniello. 1647 a Napoli è rivoluzione”, due opere teatrali del Premio Gassman 2010, per la sezione Giovani Talenti, Manuele Morgese.

La Zikkurat Edizioni&Lab, casa editrice che fa della sperimentazione, del rapporto con il territorio e della contaminazione tra discipline e campi del sapere differenti la propria mission, presenta i due volumetti, due opere teatrali, ma anche due libri:

Federico II. Vento di soave, una tragedia in due atti, che narra del rapporto fra l'imperatore Federico II e la sua giovanissima amante Bianca Lancia di Agliano;
Masaniello. 1647 a Napoli è rivoluzione, che vanta l’autorevole prefazione di Riccardo Reim, narra della storica vicenda partenopea, che ben si adatta al contesto storico attuale, dominato dal qualunquismo e dalla banale devozione alle apparenze propria del consumismo di massa.


Già insignito nel 2009 del premio Ennio Flaiano, Manuele Morgese, nonostante la giovane età, svolge da anni la sua attività di attore, autore, regista e produttore di teatro in Abruzzo, dove è impegnato nella diffusione della cultura teatrale e nella formazione di giovani attori.
Laureato in Lettere moderne ad indirizzo spettacolo, si è poi diplomato presso l’Accademia nazionale d’arte drammatica dello Stabile di Napoli. Attualmente è impegnato su vari fronti: direttore artistico e fondatore della Compagnia TEATROZETA e del Piccolo Teatro Studio (L’Aquila); direttore artistico di Teatri Possibili (L’Aquila) e della stagione teatrale "Volo libero" in collaborazione con l'Atam. Dal 2008 è direttore artistico del Teatro EUR di Roma.

Interverranno:
Marco Santarelli - Direttore Zikkurat Edizioni&Lab e Associato di Ricerca CNR/ISC
Irene Merlini - Redazione Zikkurat Edizioni&Lab, esperta in Philosophy for Children
Luca Serani - Attore
Mauro Gambini - Moderatore

Sarà presente l’autore

mercoledì 16 giugno 2010

IV° Concorso di Poesia "diVerso in Verso" 2010

Il Comune di Crognaleto Presenta:

IV° Concorso di Poesia “diVerso in Verso”

Parco Culturale 18/08/2010 h:16:00

Nerito di Crognaleto incontra i Poeti

di Carina Spurio

“I Poeti vivono per sciogliere i silenzi delle attese in attesa di niente. Di notte s’aggirano tra le macerie del plesso solare e sui percorsi senza bussola. Sobbalzano davanti ai tronchi spezzati dal dolore, slogandosi caviglie immaginarie. Scendere dentro sé raramente è dolce. Tra polveri antiche e cimiteri personali, capita di incrociare una coda di cometa che ispira una sillaba che illumina tutti i nostri ieri come una nuova alba da vivere.”

La rassegna letteraria, organizzata dal Comune di Crognaleto, ha lo scopo di presentare, dopo una selezione, le opere poetiche degli autori partecipanti. L’interazione culturale si prefigge di individuare i poeti presenti sul territorio e andare oltre la conoscenza astratta, elaborando un’esperienza conoscitiva che miri al contatto reale tra autore e pubblico, per conservare e rendere visibile la cultura locale restituendo alla comunità il frutto dell’ingegno dell’artista. Il progetto, riservato a tutti gli autori, intende rappresentare un momento di incontro, al fine di dare una maggiore visibilità e di conseguenza una maggiore diffusione alle opere letterarie degli stessi, percorrendo il sentiero culturale già intrapreso negli anni scorsi al fine di incentivare la creatività artistica.

REGOLAMENTO E BANDO DI CONCORSO

Art 1. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia.
Art 2. Una Poesia (a tema libero) che non superi i 25 versi.
Art 3. La partecipazione è assolutamente gratuita.
Art 4 L’ opera dovrà essere inviata entro e non oltre il 20 Luglio 2010 alla seguente e-mail :
carina.spurio@gmail.com
Art 5. Il Materiale inviato non sarà restituito e l’organizzazione si riserva di divulgare opere, con ogni mezzo pubblicitario, nulla è dovuto all’autore, pur garantendo la citazione dell’autore medesimo .
Art 6. I Poeti vincitori saranno avvisati tramite l’indirizzo di posta elettronica indicato nella scheda di partecipazione. I Poeti esclusi o non vincitori saranno invitati alla cerimonia di premiazione.
Art 7. Non sono previsti rimborsi in denaro, spese viaggi e pernottamento.
Art 8. Ai Poeti classificati saranno assegnati i seguenti premi: Trofei e attestati di merito


PREMIAZIONE
La premiazione avverrà il 18 Agosto alle ore 16 all’interno del Parco Culturale adiacente alla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo sito in Nerito di Crognaleto, Teramo.


Segreteria
Carina Spurio

Presenta
Maria Rita Piersanti

Voci recitanti
Ilario Lorusso
Letizia Palumbi

Interverranno
Fabio Sorrentino
Gian Franco Manetta
Danilo Scastiglia

Giuria:
Fiorella Zilli (Insegnante)
Dott.ssa Cesira D’Innocenzo (Architetto)
Anna Cortellini (Insegnante)
Maria Savini (Insegnante)
Dott.ssa Valentina Savini (Archeologa)
Dott.ssa Roberta Pilotti (Magistrato Onorario)
Dott.ssa Alessia Mocci (Lettere, critico letterario e cinematografico)
Caterina Falconi (Scrittrice)
p. Vincenzo D’Antico
Dott. Sandro Galantini (Storico e Giornalista)
Beniamino Biondi (Critico Letterario)
Raul Ricci (Giornalista)

La casa editrice Ricerche&Redazioni di Giacinto Damiani
sarà presente durante la cerimonia di premizione.

Intervalli Musicali
Quartetto “Darius Milhaud”

Allestimenti Artistici
Daniela Savini
Gianni Di Francesco

Materia e Movimento
Foto artistiche
Cristiano Del Grosso

Allestimento floreale
“Progetto Verde”
di Alessandro Di Donatantonio


Foto Nerito
Giuseppe Ceci

martedì 11 maggio 2010

Danilo Scastiglia, autore teatino si racconta.


Danilo Scastiglia, autore teatino si racconta:

di Carina Spurio



Il tuo primo libro dal titolo“Alchimie” (Edizioni Simple, 2009) è composto da cinque racconti in cui descrivi la quotidianità priva di ipocrisie. Da quale esigenza nasce e qual è l’aspetto piu’interessante del testo?

“Alchimie” è nato dall’esigenza di descrivere situazioni della quotidianità, senza filtri e censure, in maniera asciutta e più veritiera possibile. Molto spesso determinati scrittori cercano di scrivere quello che vorrebbero che i lettori leggessero. Non si mettono in gioco descrivendo anche cose scomode che non condividono. Io ho cercato proprio questo, raccontare situazioni che nella vita di tutti i giorni accadono, in alcuni passi anche forti. Intendo in situazioni erotiche quando si descrive un’approccio tra due esponenti dei due sessi o ciò che alle volte può accadere anche al primo appuntamento. Tutto ciò lo si può condividere o meno. L’obiettivo prioritario è far interrogare chi legge i miei racconti, scuotere le coscienze ed entrare nelle storie. Credo che questo sia riuscito visto i vari attestati che ho avuto il piacere di ricevere.


Hai avuto riconoscimenti al livello nazionale. Il 7 novembre 2009 uno dei racconti inseriti in Alchimie è stato premiato alla “1° Edizione del Concorso Internazionale di Poesia, Prosa ed Arti Figurative” organizzato dall’Associazione No-Profit La Finestra Eterea. Racconta…

Aver partecipato al concorso internazionale organizzato dall’Associazione No-Profit La Finestra Eterea, mi ha permesso di poter far conoscere anche al di fuori dei confini locali i miei scritti. A Cinisello Balsamo (MI), ho intanto avuto l’occasione di conoscere tante altre persone motivate, che consumano con passione e amore quello che fanno, che scrivano poesia, prosa o che trattino la pittura o la scultura. Tutte persone che commentano la realtà o i sogni in modo genuino e competente. Da Trapani al Brennero. Essere stato uno tra i premiati e rappresentare Chieti e l’Abruzzo mi ha riempito di orgoglio. Ti cito le motivazioni per cui hanno premiato il racconto “I fantastici quattro”.
“ L’autore descrive come scorre la vita quotidiana dei nostri giorni dove incomprensioni, speranze, innamoramenti si consumano e quando sembrano esaurirsi si ripropongono di nuovo. E fortunatamente alla fine non tutto ritorna noiosamente da capo ma qualcosa di positivo germoglia e vive…”

Per te scrivere è una passione o qualcosa da cui non puoi prescindere?

E’ stato un sogno che cullavo da tanti anni, diciamo una passione che molte volte è stata repressa o tenuta nel cassetto. Poi non ce l’ho fatta più ed ho deciso di riaprire quella passione che non è mai sopita. E devo dire che visti i buoni risultati devono essere fiero di me stesso. Lo scrivere alle volte ti fa da terapia, ti permette di esprimere concetti o modi di vedere la vita che molto spesso determinate persone non hanno desiderio ma soprattutto fegato di stare ad ascoltare…

Credi che il mondo dell’editoria sia aperto a nuovi talenti?

Mi fai una domanda che mi sta particolarmente a cuore. Molti non sanno che per i nuovi talenti o scrittori emergenti la strada è ardua e totalmente in salita. Molti non sanno che quasi la totalità delle case editrici, una volta che hanno letto i manoscritti e che danno parere favorevole alla pubblicazione ti chiedono poi dei compensi anche molto onerosi. Non ritengo che se si ha la stoffa per scrivere bisogna al tempo stesso pagare un compenso che il più delle volte stronca la voglia di scrivere di tanti nuovi talenti. Come ben sai anche io mi sono trovato ad un bivio ed ho deciso di intraprendere la strada più ardua, difficile ma che mi sta dando innumerevoli soddisfazioni. Infatti, mi sono autofinanziato e mi autodistribuisco in proprio “Alchimie”. E considerando che il libro è possibile acquistarlo tramite il sottoscritto ed in un’unica libreria, aver raggiunto quasi 250 copie vendute ha dell’incredibile. Ci tengo a sottolineare anche che per mia scelta il libro lo vendo a 9 euro perché reputo che la lettura, di qualsiasi genere si tratti non debba avere costi insostenibili per chi divora libri.

Quali sono i tuoi generi letterari preferiti, quelli che senti piu’ vicini al tuo modo di essere?

Diciamo che adorando la narrativa, leggo diversi autori, posso citarti Coelho, Brizzi, Irvin Welsh, Fabio Volo, adoro Nick Hornby, Bukowsky oppure Zàfon o Sheakspeare… Ce ne sarebbero altri ma mi fermo qui.

Stai lavorando ad un nuovo romanzo?

Da poco ho terminato di tradurre “Alchimie” in spagnolo, perché credo che la lingua iberica sia molto più idonea ad accogliere il mio libro, vedremo. Al mio nuovo romanzo, mancano pochi dettagli, non tarderà ad arrivare J

Che rapporto hai con Chieti la città in cui risiedi?

Come credo tutti gli scrittori che non risiedono in una grossa città metropolitana. Ho avuto modo di sentirne la mancanza e di assaporarne tutti i pregi solo quando l’ho dovuta abbandonare per ben cinque anni per un lavoro in Piemonte. Tra pregi e difetti non cambierei mai Chieti con un’altra città. Chieti mi ha permesso di vivere e fruire di quella cultura e quella storia intrinseca di fascino che emana passeggiando per le vie storiche o ascoltando il misere il venerdì santo ad esempio….


Un sogno….

Riuscire ad avere un seguito più ampio grazie a ciò che scrivo, senza dover barattare nulla che coerentemente difendo…

Una dedica…

La dedica, forse a me stesso. Tantissimi non avrebbero mai creduto in ciò che sono riuscito a fare, ma diciamo che la dedica può andare anche a chi mi ha dato fiducia e sostegno e me ne darà ancora…

Un ringraziamento…

Indubbiamente a te Carina, che ti reputo prima di tutto una cara amica e poi una collega. E tu sai il perché. Ringrazio anche tutti coloro che hanno avuto l’occasione di leggere “Alchimie” e che attraverso il “passa parola” hanno fatto si che i miei racconti avessero l’opportunità di essere letti non solo a Chieti. Da Torino ad Ancona, da Verona a Como... Grazie a tutti ancora. Sostenete i nuovi talenti che non si vogliono arrendere a certe regole…

Silenzi di Pietra Sergio Scacchia di Carina Spurio

Martedì 11 maggio 2010 Ora: 18.00 - 20.00
Luogo: Gazebo del Grand'Italia - piazza Martiri a Teramo

"Silenzi di pietra" è un libro concepito con felicità, con freschezza, con la purezza e il respiro dell'aria aperta.Un viaggio che l'autore compie nella parte più recondita del centro Italia, nei monti della Laga e i Sibillini, tra paesi abbandonati, memorie di pastori e carbonai, storie e leggende, tradizioni e curiosità. Sullo sfondo una natura incredibilmente bella che riserva sorprese, genera avventura, in un mondo dietro casa imprevedibile, assolutamente remoto, tutto da raccontare.


Una certosina, attenta e appassionata opera di Sergio Scacchia, escursionista e viaggiatore, pronto a fermarsi attratto da ogni possibile richiamo dato dalla montagna e dai suoi abitanti. Zone percorse in lungo e largo, nelle varie stagioni, dall’alba al tramonto, inseguendo storie, racconti e leggende, recuperando testimonianze preziosissime degli ultimi “personaggi” sopravvissuti e ancora tenacemente abbarbicati in queste lande sempre più deserte. Un documento che si srotola nelle varie località, intrecciato con i ricordi delle persone incontrate e con suggestioni evocate, a volte impalpabili, altre evidenti e nette.
Si tratta di un miscuglio a tratti esplosivo, tra conoscenza e esperienza in ambiente, sui sentieri della montagna, da paese a paese. Dalle pagine trasudano importanza e radici di un’agognata “cultura della montagna”, di una rivisitata occasione per “cittadini” di riappropriarsi di segni e valori prossimi, prima della loro definitiva scomparsa, prima che immobilismo e tecnologia acciambellino tutto in spazi virtuali.
Sergio Scacchia ci provoca e ci invita a diventare “viaggiatori” e ci indica che tutto il percorso è la meta. Ogni passaggio dei racconti è fonte di inspirazione per una descrizione, un’osservazione, un aspetto naturalistico, un manufatto e tanto altro ancora. Impariamo così a scoprire quanto è accaduto nelle tre regioni dei Monti della Laga: Abruzzo, Lazio e Marche e si accende la voglia di partecipare e condividere, decisi a ripercorrere alcuni avvenimenti.
Ci attendono torrenti e cascate tra le più belle dell’Appennino che nei rigidi inverni si trasformano in palestre ideali per le arrampicate su ghiaccio. I piccoli borghi costellano la montagna, pochi gli abitanti tanta la ricchezza di storia e natura, tra boschi nei quali sono presenti anche l’abete bianco e rare orchidee. In quota anche l’eccezionale lago di Campotosto. Versanti diversi con il più ripido e sgarupato quello laziale, aspro e selvaggio quello marchigiano, ondulato e accattivante quello abruzzese.
Luoghi da esplorare a piedi, lungo i sentieri, accompagnati dal Club Alpino Italiano, interessato descriverli e segnarli, recuperando le antiche vie di comunicazione
Filippo Di Donato Cai Abruzzo
rappresentante Cai nella FederParchi

www.caiabruzzo.it www.caicastelli.it

giovedì 29 aprile 2010

Narciso - Carina Spurio di Alessia Mocci

Narciso – Carina Spurio
di Alessia Mocci
La raccolta di poesie “Narciso” si apre con la lirica omonima per spezzare la linea di confine tra il nostro presente, la nostra vita, e ciò che è dato sapere ai poeti. Un estro antico, tramandato sin dai primordi dei pensieri percepito dalle anime altre, rivive nel versificare dell’autrice del libro Carina Spurio. La Spurio intrattiene un personalissimo rapporto con il figlio di Liriope e Cefiso, uno scavare incessante (“Raccontami di te/…Dimmi/…Parlami…”) verso la verità di ciò che accadde allo sventurato, uno scavare logorato dai misteri del tempo e dai flussi delle acque che rapirono la sua illibata immagine. Non si percepisce una forte contrapposizione tra il presente ed il passato. I versi, nel loro incedere, si riempiono di mattiniera foschia e l’io diviene una benevola controparte dell’altro. Si può sussurrare che la tematica portante della raccolta di poesie è proprio questa illuminata comprensione verso l’altro, il diverso, un profondo interesse da parte della Spurio nei confronti della comunicazione, della trasmissione dell’ istante che ripete ciclicamente il suo mutare da attimo a “senza principio né fine”. La Spurio palesa questa sua presa di posizione anche nella struttura della raccolta, infatti, le liriche si susseguono trascinate da un filo conduttore diatropico, il titolo. Non è stato il caso, né l’ordine alfabetico né l’ordine temporale a determinare l’ubicazione delle liriche nella raccolta. Ci troviamo davanti ad un ingegnoso telaio che racconta una storia parallela ed, allo stesso tempo, obliqua. Leggendo, infatti, i titoli delle liriche, “Narciso”, “Assenze”, “Sequenze”, “Libera”, “SS80”, “Fly On caffè”, “Un attimo”, “Il sapore di un bacio”, “Montagna Madre”, “Tempo”, “Dilemmi”, “L’eterna storia”, “Euritmia cromatica”, “Respiro”, “Selene”, “Petali di pensieri”, “ad Alessandra”, “Il sacro e il profano”, “Nasco da…”, “Sesto senso”, due liriche senza titolo, “Incanto”, una lirica senza titolo, “Ritmo inquieto”, “Lacca di garanza”, “Sogni preziosi”, “Osservando Kandisky”, “Pregno antico”, “Verso il futuro”, “Metafore”, “Noi”, “Percorsi”, “Vocazione”, “Seta”, “Brama”, “Ieri”, scorgiamo una musicalità ed una geometria strutturale e semantica che l’autrice, forse, voleva tenere nascosta così come Narciso, per troppo amore, celò il suo viso agli altri stringendolo solo a se. L’ultima poesia, “Ieri”, (“Ti ho sognato,/ le mie dita fra le tue dita/ nessuna distanza./ In un istante ho immaginato/ di chiedere alle stelle/ di fermare il tempo,/ per allungare l’attimo in cui/ ti avrei dato un nome,/ un colore, un motivo.”) vede l’armonia tra presente e passato, tra tempo ed attimi, tra “io” e “tu”; quasi si può scorgere l’angelica forma del “Narciso” iniziale mentre il sogno diviene realtà e l’“io” intrattiene una conversazione con l’altro, un lucido e circolare procedere verso la Pura Poesia senza il completo estraniamento dalla realtà.
Leggendo diverse recensioni sulla tua nuova raccolta di poesie, ho notato una parola associata al tuo versificare che si ripete: “urgenza”. Sapresti darmi una spiegazione? E’ la chiave di lettura per le tue opere?
“Urgenza”, la parola ricorrentemente associata al mio versificare è “una” delle tante definizioni contenute nella forza tentacolare che assale il poeta e si insinua in ogni angolo del pensare e del vivere. Per questo, penso che il termine “urgenza” non sia l’unica parola-chiave per le mie opere, malgrado scrivere spesso sia una “necessità”. “Necessità” non intende cedere, non può farlo: ne + cedere. “Notwendigkeit” (ciò che non potrebbe essere altrimenti) avrebbe detto Kant se fosse stato in vita. Eppure, non fui preda del fascino di questa inflessibile dea all’inizio. Il mio verso, come hai ben scritto, esplose dal piacere, affidato ad “un lucido e circolare procedere”. La mia prima Poesia nacque dall’ “assenza”, dall’attimo in cui la consequenzialità della sillabe si arrese al gesto mosso dalla privazione. Senza quel vuoto dentro non avrei potuto catturare quel fiato sinistro in cerca di uno spazio. Versai: “Cosa ho se non ti ho?” (da “Noi”). Un verso, una domanda! Avevo racchiuso un istante in un grumo che perse calore prima della finitura. Da quel giorno Poesia fu comunicazione dei sensi, per non costringerli al silenzio affinché il binomio “io/tu” potesse diventare “noi”. Oggi so che Poesia non è una formula. Piu’ che un profitto è una perdita e non si avvale di strumenti logici. Ci sono giorni in cui ancora mi tenta, soprattutto quando proviene dall’immobilità, dal vuoto di me, dalla gioia e dal dolore altrui e come una spettatrice decide di testimoniare. Continua a resistere sgorgando dalla mia mano, mentre labbra serrate conservano il senso deglutito nelle tenebre. “Senza il completo estraniamento dalla realtà” la imprimo nel candido niente, invaso da pericolosi enjambements, innocui come una farsa teatrale e adagiati come le bugie automatiche sul mio fiato e resto a “guardarla” come un atto d’amore che non merita i miei brividi.

La tua raccolta ha una struttura inusuale, infatti, la maggior parte delle poesie sono seguite da un commento critico e stilistico. E’ stata una scelta che muove prettamente dal bisogno di diverso ed originale?
“Narciso” è un’antologia poetica che contiene liriche selezionate dai miei precedenti quattro libri di versi pubblicati nel seguente triennio: 2005 / 2008. Nei capitoli scanditi anno per anno i relativi commenti critici e stilistici sono rimasti invariati, non per un bisogno di originalità o di differenziazione, ma per legittimare quanti avevano collaborato attivamente alla realizzazione del testo.
In foto: Alessia Mocci

mercoledì 28 aprile 2010

Riccardo Raimondo - Intervista 2010 di Carina Spurio


Riccardo Raimondo - Intervista 2010 di Carina Spurio

Hanno detto di lui:
«[...] oscilla tra prosa poetica e verso. Pratica la prima con ritmi incalzanti, cercando di assecondare l'ansia del sentimento».Maurizio Cucchi (LASTAMPA 19/03/2010)
Riccardo Raimondo è nato a Siracusa nel 1987. Studia Lettere Moderne a Catania. Collabora con le seguenti riviste: Potpourri e Tribeart. Ha collaborato anche a progetti d'arte visiva con la fotografa Jessica Hauf (atelierhauf.com). Ha scritto testi per alcune canzoni tra cui Tre sul rouge con Adriana Spuria (myspace.com/adrianaspuria). Ha pubblicato nelle antologie: Il Potere dei Coriandoli a cura di Antonino Di Giovanni, Giovanni Caviezel e Chiara Tinnirello, A&B 2009,In Albergo, Perrone Lab 2010. Cose a parole II ed., Perrone Lab 2010. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta di versi dal titolo Lo Sfasciacarrozze, A&B.

Chi è Riccardo Raimondo?
Bella domanda. Chi sono? Sono io?Mammifedo bidepe, anima in viaggio (?).
Cosa comunichi con la tua poesia? Come definiresti la tua poetica?
Mi chiedono di parlare della mia poesia? Per quanto ne so io la poesia è sempre un atto anarchico, c’è sempre un margine di ribellione in chi compone versi. Perché il verso è qualcosa che sconquassa il linguaggio e lo costringe ad arrivare al limite della sua funzione. Bisogna sfasciarlo dunque questo linguaggio, per farlo poi brillare di nuova vita.Dal comunicare al supercomunicare.
Scrivi di getto o assecondi delle pause?
Cerco di trovare il giusto equilibrio tra geometria e passione
Attualmente quali sono gli autori che trovi interessanti ?
Trovo interessante Maurizio Cucchi o Andrea ZanzottoQuale è il tuo rapporto con la tradizione, con gli autori del passato?L'evoluzione è dimenticare la storia a memoria...Quali le letture che ti hanno in qualche modo “formato”?Non mi sono mai formato. Cerco ancora la mia forma, e forse in fondo non voglio trovarla. Non la troverò mai. Ciò che mi sento di dire però è che non amo il feticismo di certi poeti che leggono solo libri di poesia. Sembrano drogati. Un “poeta” dovrebbe dedicarsi a leggere di tutto (filosofia, fumetti, etologia, botanica, critica letteraria, riviste glamour): il mondo intorno a noi è spaziosissimo e contiene estremissime estremità.Mi piace spaziare.
Internet è la distruzione oppure è la rinascita della poesia?Internet è solo un mezzo. La risposta sta negli uomini che lo usano.

Internet è solo un mezzo. La risposta sta negli uomini che lo usano.
In che modo arrivi alla tua prima pubblicazione?
Racconta…
Su facebook ho spammato alcune poesie all'editore Mauro Bonanno che non ha potuto fare a meno di leggerle.
Lo Sfasciacarrozze la tua prima raccolta di versi quale messaggio contiene?
Mi piace pensarla come un'opera giovanile. Volevo che la ricerca del mio linguaggio passasse attraverso uno sfascio. Mi sono divertito. Mi sono sentito vivo. La mia curiosità si è accesa solo sulle macerie del senso, tra i rottami della forma.
Un tuo sogno?
Riuscire a vivere solo vendendo libri di poesia.
A chi dedichi la tua creatività?
A volte alla mia compagna, a volte a un amico, a volte al cielo, a mia madre, a mia sorella, a un sasso, a una nuvola. A volte la dedico a me stesso. Ma nella maggior parte dei casi non ci sono dediche: è solo la parola che mi attraversa.
In futuro nel tuo cassetto cosa c’è…
Una nuova raccolta di versi.