venerdì 29 luglio 2011

Davide Benincasa Intrecci di rime

Davide Benincasa

Intrecci di rime

Edizioni Gli Occhi di Argo, 2011

Intervista di Carina Spurio


“Intrecci di rime”, Edizioni Gli Occhi di Argo, è il titolo della sua raccolta poetica, comprende 13 poesie e l’introduzione a cura di Milena Esposito che definisce la sua poesia (tra terzine , endecasillabi con rima alternata e novenari con rima ripetuta), “acqua di musica”. Come è nato questo libro? E perché la scelta di questo titolo?

“Intrecci di Rime” nasce grazie al concorso “Nuovi Autori” indetto dal collettivo Occhi di Argo.Il bando del concorso prevedeva l’invio di una piccola silloge di poesie (almeno dieci e un massimo di venti). A pochissimi giorni dalla scadenza, ritagliando sdruciti scampoli di tempo, ho pazientemente intrecciato fili di parole per tessere alcuni componimenti. La raccolta è stata completata con l’inserimento di ulteriori tre liriche, che attendevano, in disparte, il momento per “uscire dal cassetto”. Le varie opere (tranne la quadrilogia sulle stagioni) sono impostate su tematiche appositamente slegate tra loro, abbracciano stili differenti e di diversa connotazione sono gli approcci alla poetica espressa. Dopo aver trasmesso la raccolta, una brevissima attesa e l’insperata notizia che la silloge era stata valutata positivamente dalla giuria. Riassumendo: questo libro è nato nell’intimità del silenzio notturno, dispensatore di stimoli poetici, come una sfida, soprattutto contro me stesso. Il titolo, deciso dopo molti ripensamenti, è una conseguenza logica della forma stilistica utilizzata: tutti i componimenti seguono volutamente una metrica, nella quale i versi, danzando in rima, s’intrecciano fra loro.


Lei è fine conoscitore della rima e della metrica in un’epoca in cui nella compulsiva frammentazione del verso giace l’essiccamento della parola messa in forma nelle espressioni imprevedibili della poesia racconto …

Onestamente non posso (…e non oso) definirmi “fine” conoscitore della rima e della metrica; preferisco asserire che si tratta di sbiadite reminiscenze scolastiche. Personalmente ho sempre avuto una predilezione per la poesia classica, dove, se non sempre vige la presenza della rima, il ritmo è comunque scandito da un metro preciso, che dona vita e connotati ben definiti al verso. Nelle mie opere ricerco continuamente la musicalità delle rime, costruendo versi seguendo una logica metrica; questa poi si evolve con il progredire stesso della composizione poetica.
La struttura di un componimento è l’elemento fondamentale, imprescindibile e inderogabile del mio modo di vivere e scrivere la poesia. A un primo approccio, comporre imponendosi vincoli metrici, sembrerebbe limitante e restrittivo. Ritengo, invece, che vedere la poesia sotto questa forma, è una sfida aperta, uno stimolo per lo scrittore, il quale esprime le sue emozioni, i suoi concetti, le sue sensazioni giocando con i vocaboli e si diverte a imbrigliare i suoi pensieri, muovendosi a ritmo tra paletti definiti.


Per lei la poesia è passione oppure libertà?

La poesia risiede in un lembo della nostra anima; nella sua intangibilità essa concilia passione e libertà allo stesso tempo. La poesia è ardente passione, un tramite per esternare le proprie sensazioni, le emozioni, le vibranti pulsazioni del cuore e tramutarle in parole; un mezzo di comunicazione per far conoscere se stessi e i propri ideali. La lirica è altresì libertà di sfogare questa passione, di lasciarla ardere senza soffocarla al proprio interno, per non scottarsi; è libertà di percepire, sentire ed esporre i sentimenti e gli ideali secondo una propria ottica, senza vincoli e compromessi; è libertà di plasmare a proprio piacimento l’astrattezza del pensiero attraverso la scrittura.


La poesia è sincera?

Probabilmente la poesia è sincera, poiché nasce come espressione del pensiero interiore del poeta, manifesta le sue sensazioni, le sue percezioni, le sue emozioni.
Se da un lato, quello passionale la lirica è sincera, come detto nella risposta precedente, è anche libertà di esprimersi senza accettare compromessi; questo m’induce a credere che, nella sua inconsistenza, la lirica sia espressione della predisposizione d’animo in un preciso momento e non in senso assoluto. Pertanto ritengo che un fondamento di verità stia alla base della “scultura poetica”. Il resto viene modellato a colpi di scalpello (più o meno delicati) dal poeta, che ne delinea, soggettivamente, le forme più esteriori in base allo stato di quell’istante.


“Vago, solingo, in un altro universo,/ alla ricerca di un lido migliore,/ ove cullare mi lascio; disperso:/ un giardino dove cogliere un fiore,/ per inspirarne la garbata aulenza/ […] […] Ma d’improvviso, nel mondo ripiombo,/ un sordo tonfo e ritorno al presente.”/ Da “Sogno di una fuga dal Mondo”…
La parola del poeta da dove viene?

Il poeta, ma ogni essere umano in generale, è un sognatore. La sua parola proviene dal turbinio di malcontento che ne lacera l’anima. Spesso la società, soprattutto quella moderna, frenetica, caotica, vuota d’ideali, ci veste di un abito che a noi sta stretto. Per non soffocare in queste vesti, per non cedere alla ripetitiva quotidianità, per estraniarci da ciò che non piace e fa soffrire, immaginiamo, sogniamo e fantastichiamo (vago solingo in un altro universo). Evadere dall’oppressione del quotidiano, ovvero fuggire dal Mondo, per non lasciarsi schiacciare dalla monotonia (alla ricerca di un lido migliore), riscoprendo le piccole cose (un giardino dove cogliere un fiore), insignificanti agli occhi di una comunità (o massa) spesso insofferente e insoddisfatta (per inspirarne la garbata aulenza).Purtroppo l’incanto svanisce (nel mondo ripiombo) e si deve tornare con i piedi in terra (un sordo tonfo), cercando la forza, il coraggio e le motivazioni per affrontare e per “vivere” la vita (ritorno al presente), con la piccola consolazione che mai nessuno potrà veramente toglierci la possibilità di sognare.



Quali sono i suoi poeti preferiti?

I miei poeti preferiti sono quelli studiati sui banchi di scuola. Su tutti, citerei Dante, Foscolo, Manzoni, Ariosto, Tasso. Scrittori che trovano nella metrica l’arte di fare poesia, maestri inarrivabili. L’elenco degli autori che mi piacciono (italiani e non) è comunque lunghissimo; ammiro anche tanti talenti “sconosciuti” dei quali ho avuto il piacere di leggere alcune opere all’interno di antologie poetiche.



Cosa legge un poeta?

Sinceramente, non so cosa legga un poeta; posso solo rispondere per me stesso.
Il risicato tempo libero non mi concede di dedicare il giusto spazio alla lettura e di questo molto mi rammarico, perché essa, oltre a essere fonte d’ispirazione, è la palestra ideale per tenere allenata la mente. Ad ogni modo, leggo di tutto, riviste storiche e scientifiche, romanzi di ogni genere, saggistica, ma anche fumetti, quotidiani e “settimane enigmistiche”… e, naturalmente, poesie, preferibilmente a pillole, per non farne indigestione. La poesia non deve essere letta con superficialità, non la si può fermare a un iniziale stadio epidermico, sul quale scivolerebbe via in pochi istanti, ma deve essere digerita, immagazzinata in uno strato più profondo, quello dell’anima. Perché ciò avvenga, la nostra mente deve essere “filosoficamente” predisposta ad accettare e capire il poliedrico pensiero poetico. Diverse antologie sono accatastate disordinatamente sul mobilio di casa mia, volumi contenenti decine, addirittura centinaia di opere, ma per apprezzarle appieno ne “ingerisco” solo alcune per volta, affidandomi alla sorte, sfoglio pagine a caso, mi soffermo su alcune, lasciandomi suggestionare dal titolo o dal nome dell’autore. Ho letto (e ogni tanto ripasso) i classici greci, l’Iliade e l’Odissea di Omero, le grandi tragedie di Eschilo, di Sofocle e di Euripide, la Teogonia di Esiodo; amo oltre misura la mitologia e il periodo storico a essa collegato. Non di meno, mi appassionano i capolavori latini come l’Eneide e le Bucoliche di Virgilio o la Metamorfosi di Ovidio. Adoro i grandi autori della letteratura italiana (Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Boccaccio, Foscolo, Manzoni), i libri che mi hanno fatto amare e mi hanno avvicinato alla letteratura.
Mi piace molto il romanzo-storico (Manfredi) e non disdegno il genere fantasy.



Quali sono stati gli autori che l’hanno influenzata - ispirata?

Apprezzo la letteratura in generale, e ogni genere letterario, poco o tanto, mi affascina; trovo ispirazione da tutto ciò che mi colpisce, indipendentemente dalle mode, dal periodo storico o dalla forma espressiva. L’ispirazione spesso la trovo leggendo opere di autori non famosi, comunque molto validi, comunicativi, scrittori che hanno pubblicato alcune poesie su pagine web o in antologie.
I grandi autori li ho citati prima, ma mi sento troppo distante da loro per affermare che mi hanno “influenzato”.



Cosa è per lei l’amicizia?

Infinite citazioni sono state espresse nei riguardi dell’amicizia. Alcuni poeti riuscirebbero a scrivere migliaia di versi su questo tema. Qualcuno si chiede se esista veramente, altri sostengono che sia un bene raro.
L’amicizia, per quanto facile sia da descrivere, è difficile da definire con esattezza, è impossibile delinearne i connotati per farle un identikit.
Ritengo sia impossibile fornire una risposta assoluta. In questo momento, per me di vaghezza, la descriverei “improvvisando poeticamente”, in terzine di novenari con rima ripetuta (ABC ABC):

è nel buio, un attimo di luce,
nel bisogno, una forte mano
che salda, afferra il tuo inciampare,

è il vento che nel cuore adduce
un vagar d’onde, e di lontano
s’ode aspro il balsamo del mare.

A parte tutto, di una cosa sono convinto: l’amicizia è un sentimento che dovrebbe essere coltivato con sapienza.



Che domande si fa più spesso?

Non mi pongo troppe domande, perché non saprei darmi risposta (e se avessi la risposta, non avrei necessità di farmi domande - perdoni per favore la banale disquisizione filosofica). Quindi i quesiti li serbo per gli altri. Dubbi infiniti, cosa voglio e cosa vorrei essere lo sapevo da bambino, certezze, queste, tramutate in remore nell’adolescenza e in rassegnazione nella maturità. Cosa mi riserva il futuro non lo voglio sapere, preferisco “assaggiare” ciò che mi viene offerto giorno per giorno, nonostante le delusioni, le amarezze e le sconfitte.



L’amore. Cos’è per lei l’amore?

Come per l’amicizia, un sentimento indefinibile, difficile da individuare, da non confondere con la semplice infatuazione, da non banalizzare come si fa nei rotocalchi e nelle riviste di gossip. L’amore teoricamente non può finire e non può esaurirsi. Non concordo con chi sostiene di essere stato innamorato, ma non lo è più. A quelle persone chiedo se sono sicure di essere state davvero innamorate.
Su quest’argomento, più assiduamente che sull’amicizia, i poeti hanno versato torrenti d’inchiostro (compreso il sottoscritto). Probabilmente è il tema più abusato nella poesia. Cosa esso sia realmente, non riesco a descriverlo; se ne sono mai stato veramente colpito, non posso saperlo. Comunque, “arrangiando” sul momento una sestina di decasillabi con rima baciata (AABBCC), se ne potrebbe abbozzare una traccia:

Dell’amicizia lo sconfinare
diventa amore; il lento ancheggiare
sullo sfondo sabbioso del cielo
nel trasparire di un molle velo.
Un filo di rossetto sbavato
da un bacio. E il vento… soffia, ostinato.



Il suo film preferito?

I miei film preferiti sono: “Lo chiamavano Trinità” e il suo seguito “Continuavano a chiamarlo Trinità”. Rispolverano bei ricordi. Li guardai per la prima volta da bambino; tutta la famiglia (genitori e i due fratelli), davanti alla televisione (all’epoca in bianco e nero) per condividere serenamente momenti piacevoli, ormai un po’ troppo lontani. Il mio cuore nostalgico rivolge continuamente uno sguardo al passato; ancora oggi, dopo anni (e nonostante l’ennesima visione), li rivedo volentieri. Sono amante del cinema, in particolare dei film d’azione; un elenco delle mie pellicole preferite sarebbe lunghissimo.


Che rapporto ha con internet?

Con internet ho instaurato un rapporto di dipendenza quasi assoluta. Lo utilizzo giornalmente per informarmi, per leggere, per scrivere, per contattare gli amici, per visionare la posta elettronica, per investire in borsa, per assecondare le mie passioni, per incrementare la mia collezione di dischi musicali, per conoscere altre persone, anche lontane. E’ un modo per rilassarmi e per distendere i nervi.
Internet è il mezzo d’informazione e comunicazione che ha rivoluzionato la società e che ha aperto al Mondo le porte su una nuova visione della vita, un ponte che unisce culture diverse, un portale spazio/temporale che riduce le grandi distanze. Spero che un giorno non lontano possa diventare l’arma per superare le avversità e le diversità socio-razziali.



Cosa sta scrivendo attualmente?

Al momento sto scrivendo pochissimo, qualche stentato componimento poetico per partecipare ad alcuni concorsi. Le idee sono molteplici, davvero tante, ma le capacità, il morale, gli stimoli e soprattutto il tempo scarseggiano…

…il tuono / della poesia vibra e scuote la penna; / sul candido foglio, riversa il suono / della scrittura, che ancora tentenna. / Nero inchiostro sporca la pergamena, / ma solo sterili parole – vuote – / il rasentare accidioso avvelena / il nido dell’anima di ombre – ignote –

Questi versi, tratti da “Vuota ispirazione”, rappresentano al meglio il mio periodo attuale.



Nasce in provincia di Modena e vive con la sua famiglia nel Comune di Maranello. Che tipo di rapporto ha con la sua città?

Di Maranello, grazie all’automobilismo, si sente parlare spesso sui giornali sportivi. Più precisamente abito a Torre Maina una frazione, fino a pochi anni addietro definita “di campagna”; sono sentimentalmente molto legato al mio paese, dal quale ogni tanto sono lontano. Il territorio, prevalentemente agricolo, è di natura collinare; si possono trovare pace e tranquillità e ci si può ancora svegliare grazie al canto di un gallo (…solo uno non di più ormai) o di una tortora.
Non partecipo molto alla vita comunitaria, preferisco godermelo dal punto di vista paesaggistico, nella solitudine, distante dalla sterilità di inutili argomentazioni. Essendo un podista ho percorso centinaia di volta tutte le strade; lo conoscevo molto bene, case, alberi, animali. Ora, è molto cambiato.


Lavora come impiegato, attività che condivide con la passione per il podismo e l’allevamento dei suoi amati gatti Nebelung. Riesce a trovare il tempo da dedicare alla scrittura?

Il tempo è come acqua raccolta con le mani, la si sente scivolare via, ma per quanto ci si affanni, non è possibile trattenerla. Ci voltiamo indietro, in apparenza per un attimo, ma quando torniamo a guardare avanti ci si accorge che è trascorsa una vita. Purtroppo non riesco a trovare il tempo da dedicare alla scrittura.
Il lavoro erode la maggior parte della giornata, le ore più belle. L’allevamento dei gatti (seppure fatto con piacere) richiede anch’esso la sua fetta di tempo. Il podismo, al quale mi dedico tutti i giorni (senza pause), non solo consuma le immediate ore del “dopo lavoro”, ma logora anche il fisico e la mente. Qualche minuto lo devo spendere per le “faccende” quotidiane e altri momenti (che vorrei non finissero mai) li dedico alla famiglia. Pertanto il mio approccio alla scrittura è limitato alle sole ore notturne (…e avviene in condizioni psico-fisiche a dir poco scadenti).

P.S: rispondo a questa domanda all’una di notte, dopo una giornata lavorativa lunghissima, dopo essere passato dal veterinario e dopo aver fatto un allenamento molto pesante.


A fine intervista vorrei dedicasse alcuni suoi versi ai nostri lettori …

…improvvisiamo appositamente qualche nuovo verso, riguardo un tema molto attuale… in terzine di decasillabi con rima ripetuta (ABC ABC)

Scontata nell’ordire proclami
su vesti d’organza trasparenti
l’indifferenza morde feroce.

Foglie attendono gialle sui rami;
tremule, nell’agonia dei fendenti
d’autunno, parlano sottovoce.

…ai lettori lascio l’interpretazione di questi versi, con la speranza che possano essere messi in pratica nella vita quotidiana.


Per finire, un doveroso ringraziamento a Milena e Francesco di Occhi di Argo.
Un grazie di cuore alla poetessa Carina Spurio per il tempo a me dedicato e per aver stimolato la mia sopita creatività con le sue domande.


Davide Benincasa nasce in Provincia di Modena il 21 Marzo 1975. Da sempre risiede nel Comune di Maranello, con la famiglia. Lavora come impiegato, attività che condivide con la passione per il podismo e l’allevamento dei suoi amati gatti Nebelung.
Tra gli estenuanti allenamenti e i vari impegni quotidiani, riesce a ritagliarsi qualche momento da dedicare alla scrittura. Nel 2010 inizia a partecipare ai suoi primi concorsi e, a sorpresa, arrivano diversi riscontri positivi, soprattutto in campo poetico.
Tra i risultati più importanti può annoverare: l’inserimento tra dei dieci vincitori del premio “Una poesia nel cassetto” 2010 (Flanerì), vincitore ex-aequo di “Una poesia per il Quadro” (MB edizioni) e la selezione per l’esposizione del collettivo “Decadence Suite”.
Altre soddisfazioni sono arrivate da selezioni per la pubblicazione nelle antologie “La biblioteca d’Oro” (Unibook), “Il Suono del Silenzio” (TA.TI Edizioni), “Il Federiciano”, “Tra un fiore colto e l’altro donato”, “Poesie del Nuovo Millennio” (Aletti Editore), “E’ solo poesia” (GDS Edizioni), “Calliope Regina” (Unibook).
Infine ha avuto il piacere di conoscere il collettivo di “poesiaèrivoluzione” ed essere selezionato per la pubblicazione sulle antologie “La Notte” e “La Maschera”, con le poesie “Soltanto, attendo La Notte” e “Dietro la Maschera”. Altre pubblicazioni in antologie di racconti e fiabe. Recente la selezione di una silloge poetica per il concorso “Nuovi Autori”, indetto al collettivo “Occhi di Argo”.

venerdì 15 luglio 2011

L'addestratrice. Elvira Facciolini

L’addestratrice

Elvira Facciolini

Demian Edizioni, 2011

Intervista di Carina Spurio


“L’addestratrice”, Demian Edizioni, 2011 è il titolo del tuo primo romanzo fantasy. Il termine fantasy, deriva dalla lingua inglese ed indica un genere letterario nato nell’ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito e la fiaba stagliati dentro mondi e dimensioni immaginarie. Nel tuo racconto che ha come protagonisti personaggi di pura fantasia:”Tutto ha inizio in una strana notte nera come la pece … Akila, sedici anni, viene catapultata in un mondo tutto nuovo e strano, parallelo alla Terra , abitato da gente stravagante ed infestato da animali bianchi con gli occhi di ghiaccio”...
Racconta …
Non si tratta di comuni animali, sono in realtà dei veri e propri mostri spietati come del resto lo è anche chi dà loro ordini. Questi esseri hanno tutti delle caratteristiche particolari: sono bianchi e con gli occhi di ghiaccio. Apparentemente per caso, la protagonista s'imbatte in uno di questi, una tigre bianca, con cui ingaggia una lotta terribile al termine della quale l'animale muore e lei scopre di possedere una sorta di potere molto inquietante. L'uccisione della tigre scatena l'ira di tutti coloro che comandano le bestie bianche e che decidono di vendicarsi dell'affronto subìto, rapiscono la protagonista e tentano di far del male ai suoi amici, così la ragazza finisce nel mondo delle bestie bianche. Alla fine non le rimarrà altro che accettare un terribile compromesso.



Da dove ha origine la tua passione per il fantasy?
La mia passione per il fantasy è nata assieme a quella per la lettura. Questo è un genere che mi ha sempre affascinata fin dai primissimi romanzi che ho letto. E' incredibile cosa la mente umana sappia creare per allontanarsi dalla realtà che vive.



E la scelta del titolo?
La scelta del titolo è stata difficoltosa. Abbiamo deciso di intitolare il romanzo “L'addestratrice” poiché dà una vaga idea degli argomenti trattati. Ovviamente c'è anche un'altra motivazione che il lettore scoprirà arrivando alla conclusione della storia.


Nella copertina si ammira L’incubo H. Fuseli, 178, un’opera enigmatica e famosa che rivela chiaramente la materializzazione del sogno. L’immagine mostra la dimensione oscura dell’uomo (Inconscio), quella parte che si tende a rifiutare e che malgrado tutto prende forma attraverso ricordi ed emozioni rimosse. Anche tu hai trasformato qualcosa che ti era apparentemente estraneo?
Probabilmente sì, l'ho fatto anche se non intenzionalmente. Penso che nei racconti di fantasia la parte inconscia della mente di chi scrive sia continuamente espressa e che prenda vita assumendo la forma di mostri e creature fantastiche. Nel quadro di Fuseli è un incubo a materializzarsi creando questi due animali inquietanti immersi nell'ombra. Credo che nessuna immagine sia più giusta per illustrare questo romanzo, infatti i due animali rappresentano paure e timori e forse anche quelli della mia storia simboleggiano difficoltà ed ostacoli da superare e che sono causa di timore ed inquietudine, chissà...


Hai appena 19 anni e sei già autrice di un romanzo, avresti mai immaginato di scrivere un libro alla tua età?
Non avrei nemmeno immaginato di scrivere un intero libro fino in fondo! E' stata una sorpresa anche per me essere riuscita a concluderlo ed anche a pubblicarlo. Sono molto contenta di averlo fatto e spero che sia gradito ai lettori.


Cosa vorresti dire ai lettori de “L’addestratrice”?
Vorrei ringraziali di cuore per aver deciso di leggere il romanzo. Essendo una storia di fantasia ognuno potrà interpretarla a suo modo, anche se a me piace semplicemente guardarla come pura invenzione e nient'altro.


Sono venuti prima i personaggi o la storia?
Prima i personaggi, anzi il personaggio. Ho iniziato pensando a chi dovesse essere protagonista della storia, alla fine ho optato per Akila, una ragazza che aveva la mia stessa età quando ho cominciato a scrivere, cioè sedici anni. Ho deciso di narrare le sue avventure come se si trattasse di una mia amica che a sua volta me le raccontava.


Cos’è per te la scrittura passione o libertà?
Entrambe, in primo luogo deve essere passione perché immagino che altrimenti non avrei scritto nulla, ma è anche libertà, infatti ho scelto il genere fantasy per non essere vincolata dalla leggi della realtà che viviamo, senza le quali ho potuto scrivere tutto ciò che mi veniva in mente, anche cose davvero assurde.


Come concili la scrittura con lo studio?
E' dura. Quando ho tanto da studiare sono costretta ad abbandonare la scrittura creativa ma mi sento come se mi mancasse qualcosa. Ci sono delle volte, comunque, in cui sono così ispirata che se non ho tempo di scrivere durante il giorno lo faccio in piena notte, al letto, con enorme disappunto da parte di mia sorella che dorme nella mia stessa stanza.


Oltre alla scrittura hai la passione per il disegno …
Adoro disegnare. Ci sono emozioni che riesco ad esprimere in modo efficace soltanto disegnando perché non otterrei lo stesso impatto con le parole. E' semplicemente un altro modo di esprimere quello che si sente dentro.


L’ultimo libro che hai letto?
Non è un fantasy, si tratta di un libro di Giorgio Faletti, “Io sono Dio”. Mi piacciono molto i suoi libri, li ho letti tutti.


A chi dedichi la tua creatività?
A chi mi ha dato appoggio e coraggio, cioè alle mie due prime lettrici e amiche Laura ed Erika. Ovviamente lo dedico anche alla mia famiglia, con un grazie particolare a mio padre senza il quale non ci sarebbe stato alcun romanzo scritto da me.


Ti piace il cinema?
Mi piace tantissimo, ci vado sempre! Di solito comunque i film tratti dai libri non rendono giustizia alla storia narrata, forse perché mentre si legge si ha il potere di immaginare, che viene invece meno vedendo un film.



Sei taciturna o loquace?
Dipende dalla situazione, di solito sono abbastanza loquace.


Come trascorri il tuo tempo libero?
Con i miei amici, qualsiasi cosa diventa divertente con loro.


Sei innamorata?
No e penso che mia nonna non sarà molto contenta di saperlo!


La letteratura è una porta che si apre verso mondi meravigliosi e sconosciuti:nei tuoi progetti futuri pensi di sperimentare nuovi generi, oppure di riproporti con un nuovo romanzo fantasy?
Per ora penso di continuare con il genere fantasy, del resto è quello che mi piace di più. Ovviamente comunque si dovrà attendere il responso dei lettori. Escluderei altri generi con i quali non saprei proprio come muovermi, almeno per ora.



Vivi a Montorio al Vomano. Qual è il rapporto con il tuo paese?
Mi piace, è piccolo e tranquillo, secondo me come posto in cui vivere non è male. Mi piace soprattutto il fatto che tutti si conoscano, più o meno, e trovo che questo sia rassicurante.


Elvira Facciolini è nata a Teramo nel 1991 ed è studentessa universitaria. Oltre alla scrittura la sua passione è il disegno.

venerdì 8 luglio 2011

Sandro Galantini



Presentazione editoriale del volume di Sandro Galantini Giulianova e la civiltà balneare. Turismo, Ambiente e modificazioni urbane dall'Ottocento preunitario al 1940, Teramo, Ricerche&Redazioni, 2011, pp. 228

Giulianova Lido, Centro Congressi Kursaal, 19 luglio, ore 21:30

Interventi:

Francesco Mastromauro, Sindaco di Giulianova
Mauro Di Dalmazio, Assessore al Turismo Regione Abruzzo
Giuseppe Antonio Di Michele, Assessore alla Cultura Provincia di Teramo

Bernardo Cardinale, Università degli Studi di Teramo
Gabriele Rossi, Touring Club Italiano e Fondazione Banco di Napoli
Rosy Scarlata, Università degli Studi Teramo


Scheda del volume

Dal litorale insalubre e disabitato di primo Ottocento, con la città collinare ancora rinserrata nella cinta difensiva quattrocentesca e interamente rivolta al fertile retroterra agricolo, alla Giulianova balneare e turistica del Ventennio fascista.
Lo storico Sandro Galantini, attingendo da una ricca documentazione archivistica senza tuttavia trascurare le fonti bibliografiche e giornalistiche, con questo denso volume pone il suo sguardo indagatore sulla nascita e sullo sviluppo successivo del turismo balneare a Giulianova. Dai resoconti dei viaggiatori italiani e stranieri, con le notazioni, qui per la prima volta in traduzione italiana, dello scozzese Charles Mac Farlane e dello statunitense Theodore Bacon, rispettivamente del 1848 e del 1860, alle descrizioni contenute nelle prime guide; dalla delibera decurionale del 1856, atto ufficiale di disciplina dei bagni di mare a Giulianova, al rapido evolversi della villeggiatura nei decenni postunitari, con la creazione, il 12 luglio 1874, dello stabilimento marino, la struttura turistica per eccellenza che segna il punto di svolta nella storia locale della balneazione.
Quindi, tra Otto e Novecento, la nascita delle colonie marine, la creazione, nel settembre 1891, dell'ippodromo della Torre, il rapido affermarsi delle mode e dei riti del divertimento estivo, il diffondersi sul litorale della spensierata architettura delle ville in stile liberty e, dopo la Prima guerra mondiale, l'impostazione turistica modernamente intesa che, grazie anche ad un imponente piano di opere pubbliche, farà di Giulianova, negli anni '30 del Novecento, una delle stazioni balneari più importanti dell'Abruzzo portando così a compimento, ad un settantennio dalla sua germinazione a valle, la costruzione fisica della città litoranea.
Quello proposto da Sandro Galantini è dunque un viaggio intrigante e sinora mai intrapreso, lungo quasi cento cinquant'anni, nella storia turistica ma anche sociale, politica, urbanistica ed economica di Giulianova, avendo sullo sfondo gli eventi che segnano il passaggio, in Abruzzo come nel resto d'Italia, dagli aristocratici tour e dai soggiorni “per diporto” di primo Ottocento alle villeggiature borghesi dell'età giolittiana, sino alle vacanze sociali nel periodo tra le due guerre.


Notizie sull'Autore.

Sandro Galantini, 47 anni, è membro della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, dell'Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche ed è Socio corrispondente dell'Istituto di Studi Abruzzesi.
Autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche, direttore di due collane editoriali, direttore responsabile del quadrimestrale di letteratura “Lìnfera”, membro del Comitato di redazione di “Aprutium”, organo dell'Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche, Sandro Galantini è stato insignito di importanti riconoscimenti per la sua attività, tra i quali il premio giornalistico “Polidoro”, il premio speciale “Lago Gerundo” per la saggistica storica, il premio “Filomena Carrara” sempre per la saggistica storica e il premio internazionale “Sciacca” per meriti culturali. Dal 1987 si occupa della storia della regione Abruzzo con particolare attenzione all'età moderna e contemporanea.

domenica 12 giugno 2011

La neve in tasca. Patrizia Di Donato.

La neve in tasca è il titolo del nuovo libro di Patrizia Di Donato, Edizioni Duende, 2011. L’autrice, nata a Giulianova, città in cui risiede con la sua famiglia, ferma il tempo compiuto all’interno di una trama lineare che si specchia nelle difficoltà della vita quotidiana, dalle quali riemergono storie di donne intente a rivisitare i luoghi del dolore, della perdita, della sofferenza, della malattia e della povertà. Patrizia Di Donato verga le immagini della sua anima con il tratto dolce della nostalgia. Nei suoi racconti, i ricordi reclamano i propri diritti con forza, per rinascere sostanza e per difendere ciò che sembrava perduto nel procedere lineare e irreversibile del tempo. Qui, il divino scrivere non perde la sua accezione primaria di essere arte misteriosa e lo stile dell’autrice, vibrante e delicato, procede tra un passato da rivisitare e la voglia di ricostruire qualcosa che le appartiene: “ La scrittura in fondo è una seduta di terapia psicologica. A volte stai lì e parli, piangi, fai delle soste, poi torni a parlare. A volte menti, menti su tuo marito, su tua madre, su tuo fratello, e guardi fuori, per rinunciare a quegli occhi puntati sulla tua anima, sui tuoi sogni, sui tuoi ricordi divisi come puzzle. Cerchi nella scrittura un dialogo con te stessa e le sei grata perché spalanca il suo armadio e ti dona gli abiti di cui hai bisogno, le valige per i viaggi, le scarpe comode e scomode per raccontare un dolore o un piacere. Io non la rinnego e confesso che questo libro è pieno di me” scrive l’autrice, lasciandosi possedere dal suo imperativo interiore divenuto uno strumento prezioso, per regalare l’eternità a vite che potevano durare un istante. Concetto di eternità che Patrizia Di Donato trasferisce magistralmente nella sua forma immutabile, “vivo e come nuovo”, (come scrisse Luigi Pirandello nell’introduzione ai Sei personaggi in cerca d’autore), nella figura di Tina l’ostetrica che torna a casa dopo una notte di duro lavoro. “La mattina rincasava con le caviglie gonfie come mongolfiere, la frangetta divisa in due, ebbra di felicità. Quanta vita era scivolata su quelle mani! <> diceva alle sue donne. <>.“


Carina Spurio
“Lo strillone”, Roseto,
10 Giugno, 2011."

lunedì 16 maggio 2011

Il Piacere di Scrivere...Poesia

I Edizione

Il Piacere di Scrivere si è rivelata in poco meno di due mesi una realtà, anche
se piccola, nel campo della letteratura. Ha dato spazio ad autori sconosciuti e
non e strumenti per farsi conoscere, un compito al quale questo blog è stato
destinato sin dall'inizio.
Forte di questa determinazione, si dà il via, con il presente bando (scaricabile
in fondo all'articolo) al concorso "Il Piacere di Scrivere...Poesia" I Edizione.
1. Al concorso possono partecipare tutti i cittadini italiani dai 18 anni in
su;
2. Il concorso è totalmente gratuito;
3. E' ammessa una sola poesia inedita ad autore non superiore ai 35
versi;
4. Tema libero: gli unici temi esclusi sono l'erotico e la violenza;
5. Le poesie dovranno essere inviate all'indirizzo e-mail
ilpiacerediscrivere@gmail.com
con oggetto "Concorso". Nel corpo dell'e-mail, gli autori dovranno indicare:
nome, cognome, e-mail, propria biografia in massimo 4 righe. La poesia
dovrà essere di carattere 14 Times New Roman con titolo e firma dell'autore,in allegato alla e-mail, con eventuale immagine che la descriva in formato.jpeg (sempre in allegato) entro e non oltre il 04/12/2011 (farà fede la data di arrivo
dell'e-mail);
6. Il giudizio sarà basato sui voti arrivati al sito. I "Mi Piace" su Facebook non conteranno. E' possibile votare una sola poesia (non la propria) dando un voto da 0 a 10;
7. Tutti i diritti delle poesie restano dei rispettivi autori, che non
richiederanno compenso per la pubblicazione in e-book;
8. I più votati con la media più alta saranno pubblicati nell'e-book (scaricabile gratuitamente) dal titolo "Il Piacere di Scrivere...Poesie vol.I" e i primi 20 avranno la possibilità di inserire la propria poesia in video all'interno del nostro canale Youtube, che apriremo al termine del concorso;
9. Tutti i partecipanti riceveranno via e-mail un attestato di partecipazione.
10. I risultati saranno resi noti su: Facebook (nostra pagina fan), Twitter,
Shvoong, Craiglist, Youtube. Partecipando, gli autori accettano interamente il presente bando.

venerdì 13 maggio 2011

Prima Donna di Azzurra Marcozzi




"Prima Donna" raccolta di poesie di Azzurra Marcozzi (Evoé Edizioni)

La radicale verità dell’amore, anche di quello non più vissuto e sofferto nella sua immediatezza ma che ancora schiude i propri argini e cerca un’opportunità di risurrezione («E sogni a testa in giù appena si può, / appesa alle redini del giorno, / fluttuando tra nubi e lenzuola»), e poi il passato annodato all’anima, la nostalgia, lo struggente distacco da stagioni trascorse e la memoria non doma, come pure un presente che a volte sembra infrangersi contro i ruvidi argini di cesure e contrasti rendendo perciò precaria la libertà della propria anima, donde gli interrogativi cruciali che frugano nei dolori antichi e recenti dell’essere, sono alcuni dei temi sui quali fa perno la palpitante poesia di Azzurra Marcozzi raccolta in Prima donna, suo volume d’esordio. Mostrando di possedere un già autonomo e sicuro codice espressivo che, per scelta consapevole, non stravolge lessico e sintassi tramite compiaciuti rimandi intertestuali restituendo perciò alla parola, senza mai pregiudicarne la capacità seduttiva, tutta la sua limpidezza e probità di dettato, Azzurra Marcozzi apre ampi varchi sul suo prismatico mondo interiore, dove la corsa dell’anima e del pensiero aduna vibranti pronunce, e, allo stesso tempo, offre la misura dell’anelito a restituire senso e valore, e magari le negate epifanie del sogno, ad una contemporaneità arida, stremata dalle liturgie imperanti dell’apparire e dell’effimero («adoriamo la carne e tutto ciò che ha odore umano, / non dei valori di ognuno, ma della carnalità di tutti»). Cose, persone, eventi vengono dunque catturati nel discorso poetico dell’Autrice - che su di essi posa uno sguardo diremmo di nativa purezza - e rilucono come segnali ed emblemi, intessendo tra loro trame e svelando in prospettiva un insieme di corrispondenze segrete. Su tutto alita, sempre, una dolcezza non languida ed estenuante ma flebile, filtrata attraverso una sensibilità quanto mai tenera e delicata (Ricordi di Natale, Tempo di pioggia, Con semplicità, Angelo blu), sebbene spesso affiorino d’improvviso, come i corsi dei fiumi carsici, toni vivacemente colorati, di elevata temperatura. Grammaticature, diciamo così, fosforescenti, crepitanti, laviche, carnali (Passione infedele, Hero, Oggi sei tu, Natura animale, Sensi, Aria di noi, Il volto) le quali donano al «viaggio» del cuore di Azzurra Marcozzi, che è itinerario verso e dentro la vita nutrito certamente di memorie e di ricerche metafisiche, di inquietudini («Voliamo incalzati sul fato imminente, / c’è ombra su terre increspate d’autunno»), di pene e di consuntivi talvolta amari, di solitudini e di dinieghi ma anche di orizzonti aperti, di riferimenti solidi che giovano a puntellare le gracili geometrie della vita (Un padre, Prima donna), brividi inattesi e marcature originalissime, invero non facilmente rinvenibili nelle produzioni degli esordienti. C’è insomma in Azzurra Marcozzi, la quale disvela con Prima donna i frutti già maturi della sua passione poetica, quella che potremmo definire, mutuando una felicissima espressione di Ferruccio Masini, una «alchimia degli opposti», giacché il senso di un’esplosione tellurica, ci si passi il termine, procede in parallelo con i tersi accenti di un’emozione perfusa, spoglia di ogni scoria terrena. Ecco, allora, che nella nostra Autrice l’amore – non importa se franto o piegato dalla dura esperienza del dolore – diviene irrinunciabile e privilegiato strumento per ristabilire un significato plausibile alla slabbrata topografia esistenziale, facendosi momento di vita dialetticamente congiunto ad altri momenti racchiusi nel cerchio del tempo, trascorso e presente.
Sandro Galantini

martedì 10 maggio 2011

Silvestro Cutuli

SILVESTRO CUTULI

Materia/ Antimateria

a cura di
Manuela Valleriani

dal 7 al 25 maggio 2011
Venezia, S. Marco 3287 - Salizada S. Samuele 30124
l 7 maggio 2011 è stata inaugurata presso la Galleria Forme d'Arte di Venezia, alla presenza di un nutrito pubblico e dello stesso artista, una personale di Silvestro Cutuli, originario della provincia di Reggio Calabria ma teramano d'adozione da vari anni.

Materia/ Antimateria, questo il titolo dell'esposizione, è a cura della storica d'arte Manuela Valleriani, e rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 25 maggio.

In mostra un ciclo di lavori di pittura digitale realizzati nel 2010, a testimonianza di una fervida e interessante ricerca sperimentale che Silvestro Cutuli conduce ormai da diverso tempo sulla materia.


Silvestro Cutuli è nato a Laureana di Borrello (R.C.) nel 1948. Ha conseguito il Diploma di Scultura presso l'Accademia di Belle di Belle Arti di Firenze e insegnato nel Liceo Artistico della città, oltre che in quello di Teramo. Ha svolto un’intensa attività artistica esordendo nel 1972 quale vincitore del 1° Premio dell'Accademia Nazionale di San Luca di Roma, riservato agli studenti delle Accademie di Belle Arti. Ha partecipato a numerose rassegne nazionali ed internazionali, fra le quali: 1985 - Tsukuba, Expo '85 - Tsukuba ( Giappone ); Internazionale Kunstibiennale Seetal - Meisìerschwanden ( CH ); 1988 - Museo d'Arte Moderna Bagdad (Iraq ); Personale alla Galleria Les Mouettes - Losanna ( CH ); 1989 - Gruppo Horror Vacui Fondazione Bauby Firmin - Perpignan ( Francia ); 1990 - Gruppo ,' Horror Vacui Galleria Marianne - Argeles sur Mer (Francia); Art 54 Gallery - New York ;" I Maestri dell'Arte Italiana Ginza Dai Ichi - Tokio. Spiral, Minato-Ku, Tokyo(Giappone ) Canon Digital Creators Contest 2002, e 2003 Concorso Internazionale per Creatori di Immagini e Arte Digitale. Attualmente è impegnato in un importante ricerca sperimentale sull’arte digitale. Sue opere si trovano in numerosi ed importanti musei pubblici e in collezioni private in Italia e all'estero. Attualmente risiede a Teramo dove vive e lavora.


Mostre personali:

1981 Circolo Culturale Lo Svarietto - Teramo.1987 Museo Nazionale - L'Aquila 1988 Centro Arte Trifoglio " - Pescara .1988 Palazzo Melchiorre Delfico - Teramo 1988 Galleria Les Mouettes - Losanna (CH) .1989 Museo Nazionale - L'Aquila 1989 Palazzo Melchiorre Delfico - Teramo .1989 Centro Arte,' Trifoglio - Chieti 1990 Centro Arte Contemporanea Angelus Novus - L'Aquila. 1990 Ateliers Castellarte '90 - Castelbasso (TE).1991 Galleria della Tartaruga - Roma.1996 Stamperia dell'Arancio - Grottammare ( AP). 1997 Antologica Telematica con la presentazione del 1° vol. dell’Archivio dell’Arte Abruzzese Contemporanea dedicato a Silvestro Cutuli - L’Aquila. 2000: Provider Tiscali - Sito web: web.tiscali.it/Cutuli, Mostra Personale Telematica “Le interrogazioni dell’immaginario”. 2004 Provider Tiscali – Sito:web:web.tiscali.it/cutuli - Mostra Personale Telematica “Riflessa Mente” D’Après William Turner, opere digitali di grande formato. 2005 Provider Tiscali - Sito web : www.silvestrocutuli.it – Mostra Personale Telematica “Stones” opere digitali di grandi dimensioni. 2005 MU.SP.A.C. - Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea L’aquila15 / 31 dicembre 2005 - “Noùs: Magma intelligente” - Antologica 1990 - 2005. 2006 Pinacoteca Civica di Teramo - “Noùs: Magma intelligente” - Antologica 1990 - 2005 - 21/1/ - 3/ 3 / 2006. 2007 Galleria dell’Artistico – Treviso - “Madreterra” - 3 -18 / 4 / 2007. 2007: Centro Arte Contemporanea “Il Castello” Maddaloni (CE) “ Madreterra “ 2 - 28 / 6 / 2007. Banca di Teramo “Il lato oscuro / Le porte del nulla “ 4 Marzo - 4 Aprile 2009.


Hanno tra gli altri scritto: G. Amodio - G. Benedetto - C.Fabrizio Carli - T. Cianciotta - R. Ciprelli F. Colombo - G. Corrieri - T. Coltellaro - M. D' Alessandro - A. D'Amore - E. Di Carlo - M. Di Cicco - E. Di Federico - G. Di Genova - R. Di Marzio - A. Di Nicola - T. Filippini - L. Paolo Finizio - R. Fiorini - A. Fusaro - M. Gallucci - A. Gasbarrini - J. Giganti - F. Giovannetti - F. lanni - R. Mancini - A. Marroni - L. Martella - M. Martelli - A. Melarangelo - C. Melloni C. Mezzasalma - G. B. Nisii - F. Pennella - G. Perrotti - M. Profeta - M. Cristina Ricciardi - N. Rosa - L. Rucci - G. Saverioni - M. Schioppa - E. Sciarra - G. Sgattoni - F. Sortino L. Strozzieri - A. Tatafiore - M. Troilo - M. Valleriani - S. Ventresca - A. Visconti.


Contatti:

studio: via Cona, 101 - 64100 Teramo - tel./fax: 0861 - 245106.
abitazione: via A. Diaz, 34 - 64100 Teramo - tel. 0861 - 240696
cell.: 320 - 0414840
e-mail:
infotiscali@silvestrocutuli.it
sito web: www.silvestrocutuli.it