martedì 10 novembre 2009

L'Estroverso. Mensile di Informazione, Attualità e Cultura


Anno III Numero 6 Novembre – Dicembre 2009

L’Estroverso
Mensile di Informazione, Attualità e Cultura. (CT)


Il tempo, l’atomo e l’uomo.
di Carina Spurio

Nella vita quotidiana la nostra prima percezione di tempo è il susseguirsi di momenti. Misuriamo la nostra giornata attraverso gli appuntamenti, gli avvenimenti, e tutto ciò che ci accade in sequenza; come se la terra fosse piatta anche se tutti sappiamo che è sferica. I popoli primitivi, in assenza di orologi, si basavano sulla posizione del sole segnata su semplicissime meridiane e la concezione della ciclicità del tempo pareva essere condivisa da molti filosofi greci. L’antica categoria filosofica ci ha dato molteplici interpretazioni di tempo: “Immagine mobile dell’eternità” nella definizione di Platone. “Il numero del movimento secondo il prima e il poi” nella concezione di Aristotele, per lui, il tempo è “il numerato e il numerabile” e fino al XVII secolo le teorie cicliche di tempo sembrano convivere con la concezione del tempo lineare. Il Cristianesimo modifica e cambia le credenze occidentali in fatto di tempo, ma molti di noi, ancora oggi, vivono e lavorano pensando che il tempo sia non solo lineare ma anche fisso. Questa concezione del tempo è opera di Isaac Newton (1643/1727) grande scienziato inglese, le cui leggi hanno imperato nel mondo per ben due secoli; leggi famose come principi della fisica classica. Cosa affermava Newton? "Il tempo assoluto, vero e matematico, grazie e se stesso e alla sua natura, scorre uniformemente e non dipende da un qualsiasi agente esterno". Stesso concetto per quanto concerneva lo spazio. Ci pensa Einstein (1879-1955) con le sue teorie rivoluzionarie a spalancare le porte della fisica moderna, con la teoria della relatività ristretta del 1905, la quale racconta al mondo intero e meravigliato che non esiste alcun quadro di riferimento assoluto. Einstein, sostituisce i concetti newtoniani, con lo spazio-temporale e quadrimensionale (spazio, tempo, massa, energia) all'interno del quale il solo assoluto è la velocità della luce, poi, con la teoria della relatività generale nel 1916, in cui lo scienziato afferma che: “lo spazio e il tempo sono curvi per il peso della massa dei corpi in esso contenuti”; spazio-tempo curvi intorno a sé stessi come in una sfera chiusa. Se la teoria della relatività mette in evidenza diversi tipi di tempo, un passo ulteriore lo compie la meccanica quantistica , la quale, riunisce le teorie fisiche che descrivono il comportamento della materia a livello microscopico, (Max Planck) pronta a dimostrare che un corpo si muove a ritroso nel tempo. La meccanica quantistica si occupa della componente base dell'universo, l'atomo, compreso del suo nucleo e dei suoi elettroni. Dalle collisioni a prima vista casuali che si verificano fra le particelle atomiche si nota che alcune di esse rimbalzano nel loro passato e si scontrano con altre particelle, per poi tornare di nuovo nel presente. La nostra vita quotidiana ci fa pensare che ciò sia impossibile, ma alcuni fisici che seguivano le teorie dell'americano Richard P. Feymann, confermavano il percorso delle particelle atomiche pur sapendo che le prove matematiche e scientifiche per dimostrarlo erano molto complesse. Se la materia si muove dal presente al passato è possibile che la mente dell'uomo possa compiere lo stesso percorso e andare contro il tempo convenzionale? La scienza dice no. Il tempo passato è passato, il presente è adesso, il futuro non esiste è ipotetico; una realtà non avvenuta e ancora in potenza. Nel frattempo i fisici moderni hanno fatto molti progressi e sembra attuale il momento di rimettere in discussione le concezioni del passato fra materia, mente e spirito. Questo universo oltre alla sua natura misteriosa, avrebbe altre particolarità sconvolgenti. Secondo Bohm (Fisico dell’Università di Londra), oltre agli atomi, anche il percorso delle particelle subatomiche mostrerebbe un livello di realtà del quale siamo inconsapevoli. La loro separazione parrebbe apparente e questo potrebbe significare che ad un livello ancora più profondo tutte le cose siano collegate infinitamente e gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano, potrebbero essere connesse con le particelle subatomiche di un pesce che nuota, di un cuore che batte, di un astro che brilla in cielo. Tutto compenetra tutto e la natura è un'immensa rete collegata. Nell’infinitamente piccolo, l’atomo si rompe insieme a tutte le particelle che lo compongono. Le particelle subatomiche incontrandosi ad alta energia spariscono senza un perché, altre, appaiono senza un senso logico (Premio Nobel Rubbia). Nel mondo sconosciuto l’infinitamente piccolo diventa immenso. E’ sorprendente scoprire che nell’ aria ci sono milioni di miliardi di miliardi di atomi. La mente umana si confonde, come quando con il naso all’insù e lo sguardo incollato al cielo cerchiamo di contare i miliardi di stelle. Davanti a quel cielo noi esseri umani siamo il nulla, eppure all’infinitesimo, le particelle atomiche e subatomiche che lo compongono è infinitamente grande. In un battito di cuore milioni di miliardi di miliardi di atomi diffondono la loro energia che nell’uomo si trasformerà in vita e pensiero. In un cielo puntellato di stelle che sembrano tutte uguali, come immagini di mondi lontani e sconosciuti, troviamo l’atomo del carbonio, dell’azoto, dell’idrogeno, dell’ossigeno. L’atomo, nelle sostanze viventi è alimento, zucchero nella frutta ingerita dall’uomo, fluisce nel suo sangue fino a raggiungere la cellula nervosa e si trasformerà in pensiero in un lontano ricordo, oppure, uscirà dai nostri polmoni di nuovo libero nell’aria mentre respiriamo. Viviamo dell’energia del sole, continuamente trapassati dalla sua luce, sfiorati dalla sua energia come i microrganismi, la formica, il leone e l’elefante. La natura, immersa nelle sue tante elaborazioni ci stupisce in silenzio e sotto la diretta complicità della luce degli atomi compie le sue trasformazioni, non esclude l’uomo; un curioso individuo con un’anima che si muove su un insieme di miliardi di miliardi di atomi che allineati in modo unico ed irripetibile mettono in moto la sua fantasia ed il suo pensiero. L’uomo in futuro farà ancora molte scoperte e chissà se mai attraverserà l’antro della conoscenza totale di ogni cosa mentre si muove nel mondo tra l’arte, la scienza, la cultura e la fede.

sabato 24 ottobre 2009

Immaginate la regazza. Giovanni Catalano

Giovanni Catalano

Immaginate la ragazza
Collana a cura di Valentino Ronchi
Lampi di stampa, 2008

di Carina Spurio

La lotta quotidiana non è solo quella con il tempo ma anche quella con le parole che mantengono intatta la purezza del senso quando provengono da un’esperienza comune, sebbene siano inserite nel disagio di vivere tra finito e infinito nel caotico esistere pieno di colorate chimere. Giovanni Catalano nella sua raccolta poetica dal titolo “Immaginate la ragazza”, Lampi di stampa, 2008, conferma che tra poesia e vita non c’è differenza, entrambe, possono coesistere nel momento in cui riflettono l’essere intento a vivere la vita e a scandire il suo ritmo tra mille oggetti sparsi in uno spazio variabile:
<>.
In un piccolo frammento di tempo si trovano sentimenti deliziosi che si rinnovano con incredibile forza all’interno di un secondo che rievoca il suono dell’amore. L’amore è un groviglio ma anche sconvolgimento, caos che da forma alle immagini interiori. <>, come se fossimo strappati da uno stato di quiete collegato con qualcosa che ad un tratto si trasforma e muta con forza imprevedibile, la forza dell’amore. Giovanni Catalano lo conferma e scrive: <>. In poche righe si avverte il bisogno di lacerarsi e di lacerare, accanto al rapimento che colpisce nel profondo dell’anima mentre si è intenti ad inventare il significato dell’altro; verso l’orizzonte, tra nuvole imbronciate, i fantasmi interiori emergono ed hanno un nuovo nome, una nuova essenza. Nella fase della fascinazione si resta incantati da un’unica immagine e il senso di questa affermazione, Giovanni Catalano, lo racchiude in questo passo splendido: <>. In questa chiusa si percepisce quella specie di forza di gravità che come un’immagine allucinatoria si eleva dalla realtà interiore; teneramente abbracciata a quei tratti somatici dai quali non si può sfuggire. Poi, la vita vera, e : <>.
L’incantesimo si frantuma vivendo, si confonde con l’oggetto del desiderio nei gesti quotidiani fino al momento in cui, il giovane autore, con i sensi ancora caldi descrive drammaticamente l’epilogo d’amore: <<>>. Nel pianeta dell’amore ci sono le premesse e le promesse, ma anche un senso di eternità esposto alla caducità del tempo. Tutti sappiamo che la dimensione dell’eterno è sfiorata dall’ombra del destino e che le storie finiscono, sebbene tendiamo a viverle come se durassero per sempre. Giovanni Catalano ne è consapevole fino in fondo e ricorda: <<>>.
Le pagine della silloge scorrono quanto le immagini intrise di emozioni, di attimi in cui, qualcuno si guarda negli occhi per la prima volta in luoghi o situazioni occasionali. E nelle immagini che confinano il pathos dell’amore, cade una pioggia leggera, si posa su lenzuoli invisibili che proteggono amori vissuti o immaginari, i quali, non lasciano traccia ma l’ansia di un attimo diviso in quattro sezioni in una delle quali la ragazza si distrae nei gesti quotidiani e : <<>>.


Giovanni Catalano (Palermo, 1982) vive e lavora a Milano. Questa é la sua opera prima. Immaginate la ragazza, certo, ma non solo. Perché qui si tratta di un piccolo calibrato canzoniere, fitto di amori e di visioni ottenute attraverso lenti deformanti - o formanti, a seconda dei punti di vista. Scene, luoghi e personaggi dall’oggi che si ripresentano in una sorta di eterno ritorno ma anche improvvise sortite nell’infanzia e nell’adolescenza, o anticipazioni di un futuro ancora lontanissimo eppure già profetizzabile. Prefazione di Gianluca Chierici e postfazione di Domenico Cipriano.

venerdì 2 ottobre 2009

Narciso. Carina Spurio

Unheimlich scriveva Freud, il perturbante, ciò che dovrebbe restare nascosto eppure riaffiora. Di fronte al perturbante l’Io ha due scelte: seguire la via della fascinazione che conduce ad una catabasi o tradurre in arte questo surplus che confonde, è presente e vivo eppure sfugge alla comprensione. Carina Spurio sceglie questa seconda via e fa del verso poetico una necessità, una fuga dall’apnea. Plasma il verso e spalma se stessa nella parola, non fugge, mescola e fa proprio quell’eccesso di vivere che non rende vana l’esperienza poetica.
Il canto assume così un sapore materico: la scrittura ha per Carina Spurio un peso corporeo, un pieno approccio sensoriale, che mischia e si fonde nella rilettura, nello straniamento. Ed ecco Lacca di Garanza che non è revisione ma vera e propria creazione a partire dal colore, ecco Il sapore dell’estasi che già attraverso il titolo conduce per le strade di un ossimoro vissuto senza paura di bruciarsi. Perché la scrittura a piene mani di Carina ha tutta la vita delle farfalle di Montale che si avvicinano alla luce pur sapendo di bruciarsi le ali, perché la poesia non ha nulla delle finzioni di “chi crede che la realtà sia quella che si vede”. Non è questa l’esperienza di chi guarda il polipo ( “sei lui, ti credi te” ) ma quella del mare: “essere vasto e diverso e insieme fisso”, che rigetta sulla spiaggia “le inutile macerie del suo abisso”. E’ l’esperienza del contatto con un marasma di sensazioni che ruotano senza sosta, che non prescinde dal valore del ricordo, dell’appropriazione: “ora sì, posso dire che mi appartieni, che qualcosa tra di noi è accaduto, irrevocabilmente”; è l’esigenza di fermarsi per capire, allontanarsi, prendere tempo in questo eccesso. C’è l’amore in queste pagine di Carina Spurio che non è amore semplice ma quello vasto “che brucia la vita e fa volare il tempo” cui la poetessa non si sottrae, nel quale affonda le mani per trovare colore in un barattolo di vernice pieno, amore che non sia solo “la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’ illude” ma anche quello totalizzante che inizia con l’ascolto, la percezione dell’orecchio musicale, infine, la percezione privilegiata che è poesia. Perché “l’amore aiuta a vivere, a durare”, è cecità della ricerca, ingenuità a prescindere, mistificazione per non sapere. Rifiuto alla resa nel volgersi a “ciò che è in noi oppure non esiste”. Carina Spurio gode del valore della Possibilità, conosce il valore dell’attesa perché ha conosciuto l’assenza: in fondo ha vissuto appieno. Siamo ben oltre una scrittura di compiacimento, ogni parola è scavata nell’anima “come in un abisso”, siamo molto vicini alla poesia di Jenny Mastoraki, ad Eliot, a Neruda. Si è vicini all’aprirsi “alle parole d’amore che non ti ho detto”, all’amare anche quando non si ama perché Carina Spurio sa bene che “la fede è una persona”.
Asteria Casadio

sabato 26 settembre 2009

Ugo De Vincentiis. La Gola.

Carina Spurio è nata a Teramo. Si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha scritto e pubblicato quattro raccolte poetiche: Il Sapore dell’estasi 2005 Edizioni Kimerik riproposto in edizione aggiornata nel 2006, Lacca di Garanza 2007 Ed. Il filo s.r.l Roma. Tra Morfeo e vecchi miti 2008 Ed. Nicola Calabria Editore. Le sue poesie sono state pubblicate in 30 Antologie Poetiche. Due sue Antologie Poetiche sono testo scolastico: Antologia “I Nuovi Poeti Italiani”. 2007, Vincenzo Grasso Editore e “Conoscere la Metrica” attraverso i Poeti Classici Contemporanei. 2008, Vincenzo Grasso Editore. Di recente redatto la premessa del testo poetico “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte Meravigliosa di Roma. Collabora con diversi mensili; Hermes Periodico Mensile Di Informazione e Cultura, Domus Periodico Di informazione Immobiliare, Buono e Bello tracciati di cultura, tradizione e società, L’Unico quotidiano web di Roma, Il ReteGiornale. Teramani.net, Il giornale 24 ore .
Dal suo esordio, avvenuto alla Villa Suite di Teramo nell’agosto 2005, la sua produzione letteraria vanta più di 30 testi editi. “Carina Spurio torna con un’antologia curata personalmente dal titolo Narciso dopo aver emozionato il pubblico italiano e straniero (basti pensare al successo di Lacca di garanza – ed Il Filo – nelle librerie francesi). I suoi versi, di una musicalità unica, cantano il microcosmo delle percezioni e coinvolgono il lettore come solo la lingua dei veri poeti sa fare. Evocazione ed immedesimazione si fondono grazie alla forza emozionale di una voce che può considerarsi a buon diritto una delle più nuove delle letteratura.” Collana Evoé Voci

domenica 13 settembre 2009

Comitato di Studi In Onore di Giammario Sgattoni


COMITATO DI STUDI IN ONORE DI GIAMMARIO SGATTONI
Viale Europa, 49-64100 Teramo – Tel. 0861.411094
www.comitatosgattoni.com
comitatosgattoni@gmail.com


Dopo l’edizione del volume curato dal Comitato, Questo impavido canto di resistenza, edizione critica di una silloge poetica sgattoniana che tanti consensi ha ricevuto, il Comitato di studi in onore di Giammario Sgattoni rende noto che, nell’arco della programmazione 2009-10, il primo appuntamento sarà costituito da un convegno di studi che si terrà a Teramo a fine novembre, mirante ad approfondire in campi diversi l’eclettica opera dell’illustre Concittadino. Prenderanno parte alla discussione i Prof. Moretti e Forlizzi che si occuperanno dello Sgattoni letterato, il Dott. Capezzali che ricostruirà l’apporto del Nostro nella Società di Storia Patria e la Prof.ssa Ghisellini che analizzerà gli studi sgattoniani in campo archeologico. Porterà il suo saluto ed illustrerà la feconda attività del Comitato il presidente Prof. Casadio. Il convegno infatti, vuole essere un’apertura e un rendiconto alla cittadinanza dei lavori del Comitato, un primo colloquio condotto da specialisti che intendono rendere più fruibile l’opera sgattoniana attraverso una ricerca che non trova il suo punto di arrivo nel convegno e non ha nulla dell’estempoaraneità e della celerità di studi condotti dai non addetti ai lavori. Per i suddetti motivi il convegno, pur avendo il rigore scientifico richiesto, non si sottrarrà al dibattito.


Teramo 08/09/09 Il presidente Prof. Valerio Casadio

martedì 11 agosto 2009

Nerito di Crognaleto Reading di Poesia

Tra il silenzio e la tecnologia
di Giulia Savini

Si pensa che la poesia sia dimenticata perché si vive in un mondo fatto di computer, netlog, telefonini e quan’altro. Per alcuni , però, la poesia non è dimenticata, anzi, ha cambiato modo di vestirsi. La si ritrova nelle strofe delle canzoni, nei 160 caratteri di un sms, nella velocità delle emails, come a darci coraggio prendendoci per mano e spiegandoci il mondo delle emozioni. Per questo motivo, il terzo appuntamento dedicato alla poesia ed alla prosa che si è svolto a Nerito di Crognaleto è stato un reading. Il progetto di lettura è nato da un’idea al femminile, infatti, il reading è stato organizzato da Rita Spurio, Rosaria Rossi e curato da Carina Spurio. L’evento culturale è stato dedicato alla costante ricerca del confronto in nome della comunicazione; tra il coinvolgimento emotivo di ogni artista che ha ascoltato la lettura della sua opera e la serenità che una terra di montagna dona a chi la sa amare e rispettare. Ognuno dei 50 partecipanti è stato presentato al pubblico e chi di loro era presente, ha ascoltato le lettura della sua opera ed ha ricevuto un diploma di partecipazione. Ha condotto il reading Maria Rita Piersanti intervallata dalle voci recitanti di Ilario Lorusso e Letizia Palumbi. Poco prima della conclusione della manifestazione, il Sindaco di Nerito di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo ha salutato i partecipanti al reading ponendo l’accento sul disagio che il sisma ha procurato alla nostra terra, ed ha affermato che, in un momento duro come questo la poesia è l’alternativa giusta per ricongiungere il passato con il futuro.
Hanno partecipato:
Vinia Mantini di Ortona, Caterina Falconi di Giulianova, Fernando D’Angelantonio di Cermignano, Pino D’Ignazio di Teramo, Paola Rodomonti di Teramo, Giammario Sgattoni con la raccolta poetica pubblicata post mortem dal titolo “Questo impavido canto di resistenza” Edizioni Evoè,2008, Daniela Bruni curzi di San Benedetto del Tronto,Gabriella Falanga di Giulianova,Walterina Rosati di Giulianova, Giuliana Sanvitale di Giulianova,Tonino Di Natale di Teramo, Stefania Pierini di Roma, Maria Di Blasio Ricci di Teramo, Roberto Cornice do Ornano Grande frazione di Colledara (Te), Giovannantonio Macchiarola, poeta-attore-performer pugliese, Irene Quaranta di Nerito di Crognaleto, Iannascoli Elisabetta di Montesilvano, Danilo Scastiglia di Chieti, Asteria Casadio di Teramo, Matteo Pazzi di Voghiera (Fe), Gino Romani nato a Cesacastina, Francesco Olivieri di Verona, Marina Ulisse di Roma, Lucia Marcone di San Pietro di Isola del Gran Sasso (Te), Prof. Giuseppe Lucca di Perugia, Ivan Pozzoni di Monza, Luca Liberti di Battipaglia, la giornalista de “Il Centro” Azzurra Marcozzi di Giulianova, Daniela Facciolini giornalista di Teramo, Lirim Alija di Skopje Macedonia, Roberto Colasuonno di Roma, Gianpaolo Altamura nato a Salerno ma residente a Teramo, Gianni Pierdomenico di Giulianova, Manuela Romitelli di Castelli (Te), Chiara Scarlato di Pescara. Per la sezione ragazzi: Veronica Sacripanti,Luca Pelusi, Isabella De Baptistis, Martina Di Felice, Letizia Liberato, Stefano Verzieri, Veronica Piccinini, Rebecca Carrano, Stellato Micol con le poesia scritte nella classe 3° e 4° elementare Scuola San Giorgio di Teramo, dedicate all’Amico Pinco, selezionete dall’insegnante Anna Cortellini. Per la sezione dialettale: Concetta Zilli di Cesacastina e Giuseppe Urbani di Teramo.

sabato 8 agosto 2009

Nerito di Crognaleto Prosa e Poesia

Nerito di Crognaleto
Reading di Prosa e Poesia:

La parola al di là del tempo e dello spazio.

Emozione e magia si percepivano nell’aria. Grande successo del reading di poesia e prosa che si è tenuto ieri a Nerito di Crognaleto a partire dalle 18. Erano gli anni '20 quando Svevo, in una pagina del quarto romanzo rimasto incompiuto, immaginava l’umanità futura descrivere la propria vita attraverso la scrittura, e impegnata in una sorta di autocelebrazione . "Ognuno leggerà se stesso". Il paradosso sveviano, sembra ai nostri giorni, essere divenuto realtà, malgrado la lettura dell’altro, tra il caos della vita moderna, uno squillo di cellulare e il rumore del traffico, esiste ancora. Magari una lettura molto soggettiva di "cosa capita" e "cosa mi pare". Per questo motivo, il terzo appuntamento dedicato alla poesia e alla prosa è stato caratterizzato come un reading. Un libro letto insieme, che sia poesia o prosa, è apertura, supera i confini delle solitudini, stimola la nascita di nuovi autori. L’evento culturale, si è svolto in una paese molto suggestivo della provincia di Teramo; Nerito di Crognaleto, ed è stato dedicato alla ricerca costante del confronto in nome della comunicazione, tra il coinvolgimento emotivo di ogni artista che ascolta leggere una sua opera e la serenità che una terra di montagna dona a chi la sa amare e rispettare. Il nuovo progetto, nato da un’idea tutta al femminile, intende sperimentare negli anni, una varietà di combinazioni che fondono versi, prosa, pittura, musica e fotografia. L’iniziativa, oltre a sostenere varie attività, valorizza il patrimonio naturale e storico – culturale, salvaguarda una zona a rischio progressivo di spopolamento, protegge l’artista e le sue nuove visioni, testimonia l’arte, nel momento in cui la storia della vita emerge dall’inconscio e vuole farsi raccontare in parole. Il successo della scorsa edizione ha confermato la sezione dedicata alla poesia dialettale. L’organizzazione ed il bando sono stati a cura di Carina Spurio.
“Il Tempo muove e trasforma. Muta la materia, che tra un prima e un dopo, diviene. E mentre il passato disturba il futuro con immagini sbiadite e stanche, chi crea, insegue un canto di resistenza e scrive : I miei pensieri/ si rincorrono ansimando,/si arrotolano su sé stessi/imitando le rughe del tempo./Nel buio mi tento,/vorrei che nessuno vedesse/quel mostro destarmi,/distrarmi dal sonno/affinché io possa /sporcare un’assenza,/ nelle notti in cui/poesia ancora urla/e nessuno la sente,/persino l’autore,/tra sillabe e accenti/scompare nell’ambigua sintassi/che si muove nel bianco/e nel reale imperfetto,/mentre qualcun altro dorme/ e aspetta il domani. “Mostro o Poesia” di prossima pubblicazione nell’Antologia Poetica Democratika LiminaMentis Edizioni 2010. C.S.”
Il reading è stato condotto da Maria Rita Piersanti, la voci recitanti sono state quelle di Ilario Lorusso e Letizia Palumbi. Assente per motivi familiari, il Dott. Vincenzo Di Michele autore del libro “Il prigioniero in Russia” del quale è autore e vincitore dei premi alla vita e alla cultura alpina e alla ricerca storica, con oltre 20.000 copie vendute. La Dott.ssa Marina Cesira D’Innocenzo invece è intervenuta con una sintesi sui “I segni del tempo sulla materia del patrimonio culturale”.
La giuria è stata così composta:
Fiorella Zilli (Insegnante), Dott.ssa Cesira D’Innocenzo (Architetto), Maria Savini (Insegnante), Dott.ssa Valentina Savini (Archeologa), Anna Cortellini (Insegnante), Dott. Sandro Galantini (Storico e Giornalista).Ai partecipanti è stato consegnato un diploma di partecipazione in pergamena in ricordo dell’evento.
Hanno partecipato:
Vinia Mantini di Ortona con poesia singola, Caterina Falconi di Giulianova con il romanzo “Sulla breccia” Edizioni Fernandel 2009, Fernando D’Angelantonio di Cermignano con il testo poetico dal titolo “Il paese degli angeli” Edizioni Tracce, 1998, Pino D’Ignazio con la raccolta poetica “Poesia” Edizioni Demian, 2006, Paola Rodomonti con la raccolta poetica dal titolo “Canto per gli orfani” Media Edizioni, 2008, Giammario Sgattoni con la raccolta poetica pubblicata post mortem dal titolo “Questo impavido canto di resistenza” Edizioni Evoè,2008, Daniela Bruni curzi di San Benedetto del Tronto con poesia singola,Gabriella Falanga di Giulianova con la silloge poetica “Nottetempo” pubblicata dalla casa editrice Ricerche & Redazioni, 2007,Walterina Rosati di Giulianova con il testo poetico “Rocce e Sorgenti” Orao Edizioni, 2005, Giuliana Sanvitale di Giulianova con il testo poetico “treno in sosta treno in corsa” Andromeda Edizioni, 2008,Tonino Di Natale di Teramo con poesia singola, Stefania Pierini di Roma con la silloge poetica “Silenziosi frutti”, Maria Di Blasio Ricci di Teramo con la raccolta poetica “Emozioni” Edzioni “La Luna”,2008, Roberto Cornice con il testo poetico “Risveglio” Editoriale Eco s.r.l San Gabriele, 2004, Giovannantonio Macchiarola, poeta-attore-performer pugliese con poesia singola, Irene Quaranta di Nerito di Crognaleto con poesia singola, Iannascoli Elisabetta di Montesilvano con poesia singola, Danilo Scastiglia di Chieti con il romanzo dal titolo “Alchimie” Edizioni Simple, 2008, Asteria Casadio con il romanzo “Assenze” GuidaEditore,2007, Matteo Pazzi di Voghiera (Fe) con poesia singola, Gino Romani nato a Cesacastina con poesia singola, Francesco Olivieri di Verona con il cortoromanzo pop “La Milonga dei maroni cotti” Editore Leone, Milano, 2009, Marina Ulisse di Roma con poesia singola, Lucia Marcone di San Pietro di Isola del Gran Sasso (Te) con il prestigioso romanzo “La donna di Carbone” Andromeda Editrice, 2002, Prof. Giuseppe Lucca di Perugia con poesia singola, Ivan Pozzoni di Monza con poesia singola, Luca Liberti di Battipaglia con poesia singola, la giornalista de “Il Centro” Azzurra Marcozzi di Giulianova con poesia singola, Daniela Facciolini giornalista di Teramo con poesia singola, Lirim Alija di Skopje Macedonia con poesia singola, Roberto Colasuonno di Roma con poesia singola, Gianpaolo Altamura nato a Salerno ma residente a Teramo, con la raccolta poetica “Tra L’universo e il mare” Evoè Edizioni, 2009. Gianni Pierdomenico di Giulianova con poesia singola, Manuela Romitelli di Castelli (Te) con poesia singola, Chiara Scarlato di Pescara con poesia singola. Per la sezione ragazzi: Veronica Sacripanti,Luca Pelusi, Isabella De Baptistis, Martina Di Felice, Letizia Liberato, Stefano Verzieri, Veronica Piccinini, Rebecca Carrano, Stellato Micol con le poesia scritte nella classe 3° e 4° elementare Scuola San Giorgio di Teramo, dedicate all’Amico Pinco, selezionete dall’insegnante Anna Cortellini. Per la sezione dialettale: Concetta Zilli di Cesacastina con poesia singola e Giuseppe Urbani di Teramo con la raccolta poetica ”Screvenne lu passate”.

Ha recitato una poesia fuori concorso il poeta teramano Mauro Angelozzi.

Hanno esposto le loro opere d’arte:
Paola Rodomonti
Daniela Savini

Sponsor
Fly on Caffè
Rita Spurio

Allestimento floreale
“Progetto verde”
di Alessandro Di Donatantonio
Maria Grazia Filipponi