Unheimlich scriveva Freud, il perturbante, ciò che dovrebbe restare nascosto eppure riaffiora. Di fronte al perturbante l’Io ha due scelte: seguire la via della fascinazione che conduce ad una catabasi o tradurre in arte questo surplus che confonde, è presente e vivo eppure sfugge alla comprensione. Carina Spurio sceglie questa seconda via e fa del verso poetico una necessità, una fuga dall’apnea. Plasma il verso e spalma se stessa nella parola, non fugge, mescola e fa proprio quell’eccesso di vivere che non rende vana l’esperienza poetica.
Il canto assume così un sapore materico: la scrittura ha per Carina Spurio un peso corporeo, un pieno approccio sensoriale, che mischia e si fonde nella rilettura, nello straniamento. Ed ecco Lacca di Garanza che non è revisione ma vera e propria creazione a partire dal colore, ecco Il sapore dell’estasi che già attraverso il titolo conduce per le strade di un ossimoro vissuto senza paura di bruciarsi. Perché la scrittura a piene mani di Carina ha tutta la vita delle farfalle di Montale che si avvicinano alla luce pur sapendo di bruciarsi le ali, perché la poesia non ha nulla delle finzioni di “chi crede che la realtà sia quella che si vede”. Non è questa l’esperienza di chi guarda il polipo ( “sei lui, ti credi te” ) ma quella del mare: “essere vasto e diverso e insieme fisso”, che rigetta sulla spiaggia “le inutile macerie del suo abisso”. E’ l’esperienza del contatto con un marasma di sensazioni che ruotano senza sosta, che non prescinde dal valore del ricordo, dell’appropriazione: “ora sì, posso dire che mi appartieni, che qualcosa tra di noi è accaduto, irrevocabilmente”; è l’esigenza di fermarsi per capire, allontanarsi, prendere tempo in questo eccesso. C’è l’amore in queste pagine di Carina Spurio che non è amore semplice ma quello vasto “che brucia la vita e fa volare il tempo” cui la poetessa non si sottrae, nel quale affonda le mani per trovare colore in un barattolo di vernice pieno, amore che non sia solo “la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’ illude” ma anche quello totalizzante che inizia con l’ascolto, la percezione dell’orecchio musicale, infine, la percezione privilegiata che è poesia. Perché “l’amore aiuta a vivere, a durare”, è cecità della ricerca, ingenuità a prescindere, mistificazione per non sapere. Rifiuto alla resa nel volgersi a “ciò che è in noi oppure non esiste”. Carina Spurio gode del valore della Possibilità, conosce il valore dell’attesa perché ha conosciuto l’assenza: in fondo ha vissuto appieno. Siamo ben oltre una scrittura di compiacimento, ogni parola è scavata nell’anima “come in un abisso”, siamo molto vicini alla poesia di Jenny Mastoraki, ad Eliot, a Neruda. Si è vicini all’aprirsi “alle parole d’amore che non ti ho detto”, all’amare anche quando non si ama perché Carina Spurio sa bene che “la fede è una persona”.
Asteria Casadio
Mi baci. L'aria vira leggera, improvvisa una danza sensuale e noi due: spirale di gesti, parole, respiri."
venerdì 2 ottobre 2009
sabato 26 settembre 2009
Ugo De Vincentiis. La Gola.
Carina Spurio è nata a Teramo. Si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha scritto e pubblicato quattro raccolte poetiche: Il Sapore dell’estasi 2005 Edizioni Kimerik riproposto in edizione aggiornata nel 2006, Lacca di Garanza 2007 Ed. Il filo s.r.l Roma. Tra Morfeo e vecchi miti 2008 Ed. Nicola Calabria Editore. Le sue poesie sono state pubblicate in 30 Antologie Poetiche. Due sue Antologie Poetiche sono testo scolastico: Antologia “I Nuovi Poeti Italiani”. 2007, Vincenzo Grasso Editore e “Conoscere la Metrica” attraverso i Poeti Classici Contemporanei. 2008, Vincenzo Grasso Editore. Di recente redatto la premessa del testo poetico “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte Meravigliosa di Roma. Collabora con diversi mensili; Hermes Periodico Mensile Di Informazione e Cultura, Domus Periodico Di informazione Immobiliare, Buono e Bello tracciati di cultura, tradizione e società, L’Unico quotidiano web di Roma, Il ReteGiornale. Teramani.net, Il giornale 24 ore .Dal suo esordio, avvenuto alla Villa Suite di Teramo nell’agosto 2005, la sua produzione letteraria vanta più di 30 testi editi. “Carina Spurio torna con un’antologia curata personalmente dal titolo Narciso dopo aver emozionato il pubblico italiano e straniero (basti pensare al successo di Lacca di garanza – ed Il Filo – nelle librerie francesi). I suoi versi, di una musicalità unica, cantano il microcosmo delle percezioni e coinvolgono il lettore come solo la lingua dei veri poeti sa fare. Evocazione ed immedesimazione si fondono grazie alla forza emozionale di una voce che può considerarsi a buon diritto una delle più nuove delle letteratura.” Collana Evoé Voci
domenica 13 settembre 2009
Comitato di Studi In Onore di Giammario Sgattoni

COMITATO DI STUDI IN ONORE DI GIAMMARIO SGATTONI
Viale Europa, 49-64100 Teramo – Tel. 0861.411094
www.comitatosgattoni.com comitatosgattoni@gmail.com
Dopo l’edizione del volume curato dal Comitato, Questo impavido canto di resistenza, edizione critica di una silloge poetica sgattoniana che tanti consensi ha ricevuto, il Comitato di studi in onore di Giammario Sgattoni rende noto che, nell’arco della programmazione 2009-10, il primo appuntamento sarà costituito da un convegno di studi che si terrà a Teramo a fine novembre, mirante ad approfondire in campi diversi l’eclettica opera dell’illustre Concittadino. Prenderanno parte alla discussione i Prof. Moretti e Forlizzi che si occuperanno dello Sgattoni letterato, il Dott. Capezzali che ricostruirà l’apporto del Nostro nella Società di Storia Patria e la Prof.ssa Ghisellini che analizzerà gli studi sgattoniani in campo archeologico. Porterà il suo saluto ed illustrerà la feconda attività del Comitato il presidente Prof. Casadio. Il convegno infatti, vuole essere un’apertura e un rendiconto alla cittadinanza dei lavori del Comitato, un primo colloquio condotto da specialisti che intendono rendere più fruibile l’opera sgattoniana attraverso una ricerca che non trova il suo punto di arrivo nel convegno e non ha nulla dell’estempoaraneità e della celerità di studi condotti dai non addetti ai lavori. Per i suddetti motivi il convegno, pur avendo il rigore scientifico richiesto, non si sottrarrà al dibattito.
Teramo 08/09/09 Il presidente Prof. Valerio Casadio
Viale Europa, 49-64100 Teramo – Tel. 0861.411094
www.comitatosgattoni.com comitatosgattoni@gmail.com
Dopo l’edizione del volume curato dal Comitato, Questo impavido canto di resistenza, edizione critica di una silloge poetica sgattoniana che tanti consensi ha ricevuto, il Comitato di studi in onore di Giammario Sgattoni rende noto che, nell’arco della programmazione 2009-10, il primo appuntamento sarà costituito da un convegno di studi che si terrà a Teramo a fine novembre, mirante ad approfondire in campi diversi l’eclettica opera dell’illustre Concittadino. Prenderanno parte alla discussione i Prof. Moretti e Forlizzi che si occuperanno dello Sgattoni letterato, il Dott. Capezzali che ricostruirà l’apporto del Nostro nella Società di Storia Patria e la Prof.ssa Ghisellini che analizzerà gli studi sgattoniani in campo archeologico. Porterà il suo saluto ed illustrerà la feconda attività del Comitato il presidente Prof. Casadio. Il convegno infatti, vuole essere un’apertura e un rendiconto alla cittadinanza dei lavori del Comitato, un primo colloquio condotto da specialisti che intendono rendere più fruibile l’opera sgattoniana attraverso una ricerca che non trova il suo punto di arrivo nel convegno e non ha nulla dell’estempoaraneità e della celerità di studi condotti dai non addetti ai lavori. Per i suddetti motivi il convegno, pur avendo il rigore scientifico richiesto, non si sottrarrà al dibattito.
Teramo 08/09/09 Il presidente Prof. Valerio Casadio
martedì 11 agosto 2009
Nerito di Crognaleto Reading di Poesia
di Giulia Savini
Si pensa che la poesia sia dimenticata perché si vive in un mondo fatto di computer, netlog, telefonini e quan’altro. Per alcuni , però, la poesia non è dimenticata, anzi, ha cambiato modo di vestirsi. La si ritrova nelle strofe delle canzoni, nei 160 caratteri di un sms, nella velocità delle emails, come a darci coraggio prendendoci per mano e spiegandoci il mondo delle emozioni. Per questo motivo, il terzo appuntamento dedicato alla poesia ed alla prosa che si è svolto a Nerito di Crognaleto è stato un reading. Il progetto di lettura è nato da un’idea al femminile, infatti, il reading è stato organizzato da Rita Spurio, Rosaria Rossi e curato da Carina Spurio. L’evento culturale è stato dedicato alla costante ricerca del confronto in nome della comunicazione; tra il coinvolgimento emotivo di ogni artista che ha ascoltato la lettura della sua opera e la serenità che una terra di montagna dona a chi la sa amare e rispettare. Ognuno dei 50 partecipanti è stato presentato al pubblico e chi di loro era presente, ha ascoltato le lettura della sua opera ed ha ricevuto un diploma di partecipazione. Ha condotto il reading Maria Rita Piersanti intervallata dalle voci recitanti di Ilario Lorusso e Letizia Palumbi. Poco prima della conclusione della manifestazione, il Sindaco di Nerito di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo ha salutato i partecipanti al reading ponendo l’accento sul disagio che il sisma ha procurato alla nostra terra, ed ha affermato che, in un momento duro come questo la poesia è l’alternativa giusta per ricongiungere il passato con il futuro.
Hanno partecipato:
Vinia Mantini di Ortona, Caterina Falconi di Giulianova, Fernando D’Angelantonio di Cermignano, Pino D’Ignazio di Teramo, Paola Rodomonti di Teramo, Giammario Sgattoni con la raccolta poetica pubblicata post mortem dal titolo “Questo impavido canto di resistenza” Edizioni Evoè,2008, Daniela Bruni curzi di San Benedetto del Tronto,Gabriella Falanga di Giulianova,Walterina Rosati di Giulianova, Giuliana Sanvitale di Giulianova,Tonino Di Natale di Teramo, Stefania Pierini di Roma, Maria Di Blasio Ricci di Teramo, Roberto Cornice do Ornano Grande frazione di Colledara (Te), Giovannantonio Macchiarola, poeta-attore-performer pugliese, Irene Quaranta di Nerito di Crognaleto, Iannascoli Elisabetta di Montesilvano, Danilo Scastiglia di Chieti, Asteria Casadio di Teramo, Matteo Pazzi di Voghiera (Fe), Gino Romani nato a Cesacastina, Francesco Olivieri di Verona, Marina Ulisse di Roma, Lucia Marcone di San Pietro di Isola del Gran Sasso (Te), Prof. Giuseppe Lucca di Perugia, Ivan Pozzoni di Monza, Luca Liberti di Battipaglia, la giornalista de “Il Centro” Azzurra Marcozzi di Giulianova, Daniela Facciolini giornalista di Teramo, Lirim Alija di Skopje Macedonia, Roberto Colasuonno di Roma, Gianpaolo Altamura nato a Salerno ma residente a Teramo, Gianni Pierdomenico di Giulianova, Manuela Romitelli di Castelli (Te), Chiara Scarlato di Pescara. Per la sezione ragazzi: Veronica Sacripanti,Luca Pelusi, Isabella De Baptistis, Martina Di Felice, Letizia Liberato, Stefano Verzieri, Veronica Piccinini, Rebecca Carrano, Stellato Micol con le poesia scritte nella classe 3° e 4° elementare Scuola San Giorgio di Teramo, dedicate all’Amico Pinco, selezionete dall’insegnante Anna Cortellini. Per la sezione dialettale: Concetta Zilli di Cesacastina e Giuseppe Urbani di Teramo.
sabato 8 agosto 2009
Nerito di Crognaleto Prosa e Poesia
Nerito di CrognaletoReading di Prosa e Poesia:
La parola al di là del tempo e dello spazio.
Emozione e magia si percepivano nell’aria. Grande successo del reading di poesia e prosa che si è tenuto ieri a Nerito di Crognaleto a partire dalle 18. Erano gli anni '20 quando Svevo, in una pagina del quarto romanzo rimasto incompiuto, immaginava l’umanità futura descrivere la propria vita attraverso la scrittura, e impegnata in una sorta di autocelebrazione . "Ognuno leggerà se stesso". Il paradosso sveviano, sembra ai nostri giorni, essere divenuto realtà, malgrado la lettura dell’altro, tra il caos della vita moderna, uno squillo di cellulare e il rumore del traffico, esiste ancora. Magari una lettura molto soggettiva di "cosa capita" e "cosa mi pare". Per questo motivo, il terzo appuntamento dedicato alla poesia e alla prosa è stato caratterizzato come un reading. Un libro letto insieme, che sia poesia o prosa, è apertura, supera i confini delle solitudini, stimola la nascita di nuovi autori. L’evento culturale, si è svolto in una paese molto suggestivo della provincia di Teramo; Nerito di Crognaleto, ed è stato dedicato alla ricerca costante del confronto in nome della comunicazione, tra il coinvolgimento emotivo di ogni artista che ascolta leggere una sua opera e la serenità che una terra di montagna dona a chi la sa amare e rispettare. Il nuovo progetto, nato da un’idea tutta al femminile, intende sperimentare negli anni, una varietà di combinazioni che fondono versi, prosa, pittura, musica e fotografia. L’iniziativa, oltre a sostenere varie attività, valorizza il patrimonio naturale e storico – culturale, salvaguarda una zona a rischio progressivo di spopolamento, protegge l’artista e le sue nuove visioni, testimonia l’arte, nel momento in cui la storia della vita emerge dall’inconscio e vuole farsi raccontare in parole. Il successo della scorsa edizione ha confermato la sezione dedicata alla poesia dialettale. L’organizzazione ed il bando sono stati a cura di Carina Spurio.
“Il Tempo muove e trasforma. Muta la materia, che tra un prima e un dopo, diviene. E mentre il passato disturba il futuro con immagini sbiadite e stanche, chi crea, insegue un canto di resistenza e scrive : I miei pensieri/ si rincorrono ansimando,/si arrotolano su sé stessi/imitando le rughe del tempo./Nel buio mi tento,/vorrei che nessuno vedesse/quel mostro destarmi,/distrarmi dal sonno/affinché io possa /sporcare un’assenza,/ nelle notti in cui/poesia ancora urla/e nessuno la sente,/persino l’autore,/tra sillabe e accenti/scompare nell’ambigua sintassi/che si muove nel bianco/e nel reale imperfetto,/mentre qualcun altro dorme/ e aspetta il domani. “Mostro o Poesia” di prossima pubblicazione nell’Antologia Poetica Democratika LiminaMentis Edizioni 2010. C.S.”
Il reading è stato condotto da Maria Rita Piersanti, la voci recitanti sono state quelle di Ilario Lorusso e Letizia Palumbi. Assente per motivi familiari, il Dott. Vincenzo Di Michele autore del libro “Il prigioniero in Russia” del quale è autore e vincitore dei premi alla vita e alla cultura alpina e alla ricerca storica, con oltre 20.000 copie vendute. La Dott.ssa Marina Cesira D’Innocenzo invece è intervenuta con una sintesi sui “I segni del tempo sulla materia del patrimonio culturale”.
La giuria è stata così composta:
Fiorella Zilli (Insegnante), Dott.ssa Cesira D’Innocenzo (Architetto), Maria Savini (Insegnante), Dott.ssa Valentina Savini (Archeologa), Anna Cortellini (Insegnante), Dott. Sandro Galantini (Storico e Giornalista).Ai partecipanti è stato consegnato un diploma di partecipazione in pergamena in ricordo dell’evento.
Hanno partecipato:
Vinia Mantini di Ortona con poesia singola, Caterina Falconi di Giulianova con il romanzo “Sulla breccia” Edizioni Fernandel 2009, Fernando D’Angelantonio di Cermignano con il testo poetico dal titolo “Il paese degli angeli” Edizioni Tracce, 1998, Pino D’Ignazio con la raccolta poetica “Poesia” Edizioni Demian, 2006, Paola Rodomonti con la raccolta poetica dal titolo “Canto per gli orfani” Media Edizioni, 2008, Giammario Sgattoni con la raccolta poetica pubblicata post mortem dal titolo “Questo impavido canto di resistenza” Edizioni Evoè,2008, Daniela Bruni curzi di San Benedetto del Tronto con poesia singola,Gabriella Falanga di Giulianova con la silloge poetica “Nottetempo” pubblicata dalla casa editrice Ricerche & Redazioni, 2007,Walterina Rosati di Giulianova con il testo poetico “Rocce e Sorgenti” Orao Edizioni, 2005, Giuliana Sanvitale di Giulianova con il testo poetico “treno in sosta treno in corsa” Andromeda Edizioni, 2008,Tonino Di Natale di Teramo con poesia singola, Stefania Pierini di Roma con la silloge poetica “Silenziosi frutti”, Maria Di Blasio Ricci di Teramo con la raccolta poetica “Emozioni” Edzioni “La Luna”,2008, Roberto Cornice con il testo poetico “Risveglio” Editoriale Eco s.r.l San Gabriele, 2004, Giovannantonio Macchiarola, poeta-attore-performer pugliese con poesia singola, Irene Quaranta di Nerito di Crognaleto con poesia singola, Iannascoli Elisabetta di Montesilvano con poesia singola, Danilo Scastiglia di Chieti con il romanzo dal titolo “Alchimie” Edizioni Simple, 2008, Asteria Casadio con il romanzo “Assenze” GuidaEditore,2007, Matteo Pazzi di Voghiera (Fe) con poesia singola, Gino Romani nato a Cesacastina con poesia singola, Francesco Olivieri di Verona con il cortoromanzo pop “La Milonga dei maroni cotti” Editore Leone, Milano, 2009, Marina Ulisse di Roma con poesia singola, Lucia Marcone di San Pietro di Isola del Gran Sasso (Te) con il prestigioso romanzo “La donna di Carbone” Andromeda Editrice, 2002, Prof. Giuseppe Lucca di Perugia con poesia singola, Ivan Pozzoni di Monza con poesia singola, Luca Liberti di Battipaglia con poesia singola, la giornalista de “Il Centro” Azzurra Marcozzi di Giulianova con poesia singola, Daniela Facciolini giornalista di Teramo con poesia singola, Lirim Alija di Skopje Macedonia con poesia singola, Roberto Colasuonno di Roma con poesia singola, Gianpaolo Altamura nato a Salerno ma residente a Teramo, con la raccolta poetica “Tra L’universo e il mare” Evoè Edizioni, 2009. Gianni Pierdomenico di Giulianova con poesia singola, Manuela Romitelli di Castelli (Te) con poesia singola, Chiara Scarlato di Pescara con poesia singola. Per la sezione ragazzi: Veronica Sacripanti,Luca Pelusi, Isabella De Baptistis, Martina Di Felice, Letizia Liberato, Stefano Verzieri, Veronica Piccinini, Rebecca Carrano, Stellato Micol con le poesia scritte nella classe 3° e 4° elementare Scuola San Giorgio di Teramo, dedicate all’Amico Pinco, selezionete dall’insegnante Anna Cortellini. Per la sezione dialettale: Concetta Zilli di Cesacastina con poesia singola e Giuseppe Urbani di Teramo con la raccolta poetica ”Screvenne lu passate”.
Ha recitato una poesia fuori concorso il poeta teramano Mauro Angelozzi.
Hanno esposto le loro opere d’arte:
Paola Rodomonti
Daniela Savini
Sponsor
Fly on Caffè
Rita Spurio
Allestimento floreale
“Progetto verde”
di Alessandro Di Donatantonio
Maria Grazia Filipponi
sabato 25 luglio 2009
Francesco Olivieri
Francesco OlivieriLa milonga dei maroni cotti
di Carina Spurio
La milonga dei maroni cotti.
E’ il titolo del cortoromanzo pop di Francesco Olivieri, scritto in maniera ironica e divertente. L’autore, servendosi di espressioni comiche affronta il comune senso del pudore e del buon gusto senza remore. All’interno del libro, i malesseri della nostra epoca si susseguono in capitoli, tra accenti di costume, politica e psicopatologie di vita quotidiana che contribuiscono alla danza dei “maroni cotti” , i quali, “ruotano” anche su ciò che le donne da sempre fingono di non sapere e di non vedere, come in questo passo:
Spendi e spandi
“Io capisco il calvario di Gesù. Sì, sì, io non solo lo capisco, ma l’ho provato varie volte. E tutte le volte ho tentato di esimermi da questa tortura tutta al femminile, ma nulla fa fare. O calvario o niente gnocca. Vuoi il triangolo delle Bermuda? Allora soffri in silenzio, non rompi le palle e subisci le vagonate di chilometri a piedi verso i negozi di profumeria, di abbigliamento, calzature e gioielli. Le tappe erano quattordici per Cristo, io invece so quando si comincia, ma non so quando si finisce. L’iPod non lo puoi portare, sembra che te ne sbatti. Non puoi neanche telefonare agli amici. Devi dimostrare un atteggiamento d finto interessato, mentre già al secondo negozio dove la tua lei ti scarrozza a mò di cagnolino hai le palle che, a ritmo sincrono, stanno ancora nuotando nella piscina olimpionica che hai lasciato pochi minuti fa per iniziare un viaggio negli inferi, senza sapere se ci sarà un Virgilio che verrà a prenderti. La voce, che al principio è normale, quasi possente, già a metà pomeriggio, circondato da commesse isteriche, abiti inguinali, profumi di ogni genere, aria condizionata a palla che ti annienta la possibilità di girare il collo, dicevo, la tua voce diviene sempre più flebile. […] Intanto, mentre lei si prova mezzo negozio, tu ti fai uno screening della gnocca che circumnaviga i quattro lati di quel posto fatto apposta per il genere femminile, Vedi, al di là della sala prove, uno sguardo vuoto, ti riconosci e ti accorgi che un altro come te sta passando lo stesso calvario. […] Ma tu sei uno stoico, anche se sei lì quasi sul punto di dire ma vai a fare in culo te e le tue stupide compere. Pazienti, cerchi il nirvana in te, ti senti un asceta, reciti il mantra con l’Om cosmico, e focalizzi il tuo pensiero su quel meraviglioso organo che ha la lei tra le gambe e che tra poche ore avrai in premio. […] Torni a casa con la lei illuminata come una madonna dopo l’ascesa al cielo. Porti, sì tu porti il tutto a casa, lei si butta sul letto, ti dice: <
Tradizione comica, che vede “gli ultimi uomini”, come li definisce Nietszche, ripercorrere lo stereotipo che celebra l’edonismo e convogliare le energie vitali verso i bisogni del proprio ego, nel tempo in cui, il nuovo individuo si uniforma socialmente e si frammenta spiritualmente, schiavo, in alcuni casi, delle leggi del mercato e del culto dell’immagine. Francesco Olivieri, entra in maniera consapevole nelle tristi verità della nostra vita, legittimata da ritualistiche cerimonie e dai riti del quotidiano che provengono dalle famiglie benedette, le quali, ciclicamente tramandano di padre in figlio violenze psicologiche che i discendenti adottano in nome dell’amore. Evidenzia le difficoltà degli adolescenti, il desiderio del posto fisso, le ansie sessuali, dando vita ai pensieri prigionieri di elementari condizionamenti, da cui, lo stesso autore trae l'autoironia. Francesco Olivieri, verga le difficoltà della nostra epoca che tra doveri, piaceri, ansie, ossessioni danzano in un grottesco realismo, irrigidito dagli schemi e narcotizzato dalle convenzioni a cui, una massa conforme e contenta, si amalgama per insicurezza.
La milonga dei maroni cotti
Cortoromanzo pop
Editore Leone. Milano
Giugno 2009
Francesco Olivieri è nato a Bologna nel 1975. Vive a Verona. Laureato in Scienze della comunicazione, dopo aver collaborato per quattro anni con il Corriere del Veneto e il Corriere di Verona. Attulmente scrive su quotidiano gratuito Dnews e sulla riviste di NoemaPress. Nel suo cuore c’è sempre la musica: ha scritto per Jazzit. Oltre ad occuparsi di giornalismo, lavora presso la direzione commerciale di poste Italiane. Ama profondamente le donne, la buona tavola e festeggiare con gli amici ogni piccolo evento della vita.
sabato 11 luglio 2009
Teramo. Il mensile della città.Giugno 2009
CARINA SPURIO, NUOVO TALENTO DELLA SCRITTURA
La poesia intesa come fluire dell’anima e folgorazione dei sensi
di Lucia Mosca
Carina Spurio, talento della scrittura. Nata a Teramo, si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha pubblicato varie raccolte poetiche: “Il sapore dell’estasi” (Kimerik, 2005), “Il sapore dell’estasi”, in riedizione aggiornata (Kimerik, 2006), “Lacca di garanza” (Il filo, 2007), “Tra Morfeo e vecchi miti” (Nicola Calabria Editore, 2008), “Narciso” (Evoè, 2009). Trenta le antologie poetiche che in tutto contengono sue opere. Di recente ha redatto la premessa di “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte meravigliosa. Collabora con diversi mensili: Hermes, Domus, Eidos, Notizie Donna, L’unico; Il ReteGiornale. Affascinata dal mondo della scrittura, Carina dichiara di aver sempre “amato spiare la penna muoversi nel bianco tra un tratto continuo e uno spezzato. Nello stesso bianco, senza più spazio, vedere riempirsi quel vuoto”. Folgorata da Il piccolo principe di Antoine de Saint_Exupéry; libro “divenuto ormai senza tempo e senza età tra il senso della vita, l’amore e l’amicizia”, ha poi proseguito nella propria crescita con Un Uomo di Oriana Fallaci nel periodo dell’adolescenza. Porta sempre con sé Il Codice dell’anima di James Hillman. Dice di amare Teramo, “con tutti i suoi limiti di città di provincia anche quando diffida dei nuovi talenti e come una donna frigida non sente il piacere”. Narciso è un’antologia poetica che contiene liriche autobiografiche selezionate dai quattro libri di versi pubblicati nel triennio 2005-2008. Sei liriche sono inedite e tra queste si trova appunto la poesia “Narciso” dalla quale prende il nome la raccolta. Si tratta del quinto testo poetico edito in cui si capta la folgorazione di Carina per la poesia. “Narciso - spiega Carina - si specchia da secoli nel mito e nella sua immagine, tra limpide acque e silenziose nostalgie, rapito dal suo mistero; proprio come ho fatto io stessa cercando all’interno della mia produzione poetica la mia essenza. Di conseguenza l’immagine di copertina realizzata da Giampiero Pierini, acquerellista romano è un ritratto, il mio”. La sua scrittura è rivolta ad un pubblico “sveglio che comprenda i dolori che restano ignoti al mondo, uno fra questi è il dolore del poeta simile ad un rovello avvilente, compulsivo”. Scrive di lei Maurizio di Biagio, giornalista: “In Carina Spurio anche l'amor - che move il sole e le altre stelle - fa rima con cuor. Garcia Lorca nella mente e nell'anima, e umori, e braccia, e colli sfiorati, per mondi sensibili e dannatamente terrestri, viscerali. In poche parole "Syn e aisthànestai", per la poetessa "insieme e percepire", associazioni vaganti all'interno di un'unica immagine, completa di sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, che in un rapporto di reciproche interferenze danno origine a un'immagine vividamente inedita.
La poesia intesa come fluire dell’anima e folgorazione dei sensi
di Lucia Mosca
Carina Spurio, talento della scrittura. Nata a Teramo, si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha pubblicato varie raccolte poetiche: “Il sapore dell’estasi” (Kimerik, 2005), “Il sapore dell’estasi”, in riedizione aggiornata (Kimerik, 2006), “Lacca di garanza” (Il filo, 2007), “Tra Morfeo e vecchi miti” (Nicola Calabria Editore, 2008), “Narciso” (Evoè, 2009). Trenta le antologie poetiche che in tutto contengono sue opere. Di recente ha redatto la premessa di “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte meravigliosa. Collabora con diversi mensili: Hermes, Domus, Eidos, Notizie Donna, L’unico; Il ReteGiornale. Affascinata dal mondo della scrittura, Carina dichiara di aver sempre “amato spiare la penna muoversi nel bianco tra un tratto continuo e uno spezzato. Nello stesso bianco, senza più spazio, vedere riempirsi quel vuoto”. Folgorata da Il piccolo principe di Antoine de Saint_Exupéry; libro “divenuto ormai senza tempo e senza età tra il senso della vita, l’amore e l’amicizia”, ha poi proseguito nella propria crescita con Un Uomo di Oriana Fallaci nel periodo dell’adolescenza. Porta sempre con sé Il Codice dell’anima di James Hillman. Dice di amare Teramo, “con tutti i suoi limiti di città di provincia anche quando diffida dei nuovi talenti e come una donna frigida non sente il piacere”. Narciso è un’antologia poetica che contiene liriche autobiografiche selezionate dai quattro libri di versi pubblicati nel triennio 2005-2008. Sei liriche sono inedite e tra queste si trova appunto la poesia “Narciso” dalla quale prende il nome la raccolta. Si tratta del quinto testo poetico edito in cui si capta la folgorazione di Carina per la poesia. “Narciso - spiega Carina - si specchia da secoli nel mito e nella sua immagine, tra limpide acque e silenziose nostalgie, rapito dal suo mistero; proprio come ho fatto io stessa cercando all’interno della mia produzione poetica la mia essenza. Di conseguenza l’immagine di copertina realizzata da Giampiero Pierini, acquerellista romano è un ritratto, il mio”. La sua scrittura è rivolta ad un pubblico “sveglio che comprenda i dolori che restano ignoti al mondo, uno fra questi è il dolore del poeta simile ad un rovello avvilente, compulsivo”. Scrive di lei Maurizio di Biagio, giornalista: “In Carina Spurio anche l'amor - che move il sole e le altre stelle - fa rima con cuor. Garcia Lorca nella mente e nell'anima, e umori, e braccia, e colli sfiorati, per mondi sensibili e dannatamente terrestri, viscerali. In poche parole "Syn e aisthànestai", per la poetessa "insieme e percepire", associazioni vaganti all'interno di un'unica immagine, completa di sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, che in un rapporto di reciproche interferenze danno origine a un'immagine vividamente inedita.
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