<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450</id><updated>2011-11-27T16:32:21.258-08:00</updated><category term='di Pietro Serrani'/><category term='Dott. Gianferruccio Canfora'/><category term='Carina Spurio'/><category term='Hermes mensile/ Settembre2008'/><category term='tag:Carina Spurio'/><category term='tag: Carina Spurio'/><category term='www.myspace.com/rainska'/><title type='text'>sensi particolari</title><subtitle type='html'>Mi baci. L'aria vira leggera, improvvisa una danza sensuale e noi due: spirale di gesti, parole, respiri."</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>83</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4097925557946885153</id><published>2011-11-21T03:39:00.000-08:00</published><updated>2011-11-21T03:49:04.786-08:00</updated><title type='text'>Schegge di vita  Giuliana Sanvitale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PXp5lMhxgFI/Tso4oT4vAyI/AAAAAAAAATI/8QDkegWdc_s/s1600/copscheggedivita.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5677412545438090018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 148px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-PXp5lMhxgFI/Tso4oT4vAyI/AAAAAAAAATI/8QDkegWdc_s/s400/copscheggedivita.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Giuliana Sanvitale&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Schegge di vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Duende, 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;intervista di Carina Spurio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Il tuo nuovo libro mi arriva in una calda mattina di fine ottobre. Ti ritrovo tra le pagine di “Schegge di vita”. Mi perdo tra le tue pagine, avvolta in un clima di familiarità. Il primo racconto “Mustafà. La guerra dei poveri”, apre la porta dei miei ricordi, fissa l’immagine di un suo omonimo, anch’egli, intento a vendere biancheria sulle spiagge dell’adriatico. All’istante, ti invio un sms. Ti comunico che sono ammaliata dal tuo libro, schiava delle tue prose rapide: leggerti per pochi minuti è stato come incontrare un altro e trovare la porta di sé stessi …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Le tue parole mi confermano che l’empatia che mi auguravo di instaurare col lettore si è realizzata. “Mustafà-la guerra dei poveri” ha conquistato tanti. Non è difficile comprenderne il perché. Quest’uomo di straordinaria umanità e dignità rappresenta la nostra coscienza, ci scava dentro convincendoci a leggere in fondo, a riflettere, a ricoprire di nuovo smalto ciò che ci circonda e che non ci appartiene per diritto, ma è un dono.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;D:Dentro “Schegge di vita” c’è una dedica: alla sensibile Carina, perché si diverta a riempire qualcuno dei miei “giri di compasso”. Con simpatia e stima Giuliana. Leggo nel foglio allegato che a te piace citare un’espressione del critico letterario Simone Gambacorta, premio Flaiano 2010 per la critica, che definisce il racconto breve “un giro di compasso”. Lo stesso Gambacorta, che ti segue da tempo, lo si ritrova nella premessa del tuo libro, intitolata: “Con altra voce. Una prefazione in forma di lettera” …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Con Simone si è instaurato nel tempo un rapporto di stima profonda e di amicizia che non gli impedisce tuttavia di conservare la sua dirittura morale e la sua ben nota professionalità. Ripete spesso che, al di là della mia scrittura, apprezza la mia umanità e il mio rispetto per la Letteratura. Sono lieta di incontrare il suo apprezzamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Le schegge sono corpi estranei che ti entrano nella pelle. Spesso per la loro esilità ci pungono in maniera superficiale, ma se non vengono rimosse rischiano di infettarci. Quanto è dura una rimozione affidata all’inchiostro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Le mie Schegge sono nate tutte dall’osservazione della realtà e, prima di trasformarsi in parole, hanno subito una lunga macerazione del pensiero. Il dolore o anche solo la commozione arrivano quindi sulla pagina già somatizzate, anche se non prive di emozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Oggi più che mai è difficile dare l’eternità alla parola, la sua durata sembra infrangersi contro il rumore di una società confusa dalla chiacchiera e cede tra lo scadimento delle sintassi e dei linguaggi approssimativi. Consegnarsi all’altro con una scrittura chiara come la tua è un atto di coraggio?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R:Mettersi in discussione, aprendo agli altri il proprio animo, consegnandosi in toto, senza remore, richiede davvero tanto coraggio. Presuppone una tua pace interiore, una tua sicurezza, che non è presunzione, e deriva sempre dalla consapevolezza della propria sincerità, dalla coscienza di non vendere fumo, di riconoscere il lettore come una persona degna del tuo rispetto.&lt;br /&gt;Quando alla base del tuo lavoro ci sono questi presupposti, quando operi con questi sentimenti, la tua autenticità viene riconosciuta.&lt;br /&gt;Non so onestamente se sperare nell’eternità della Parola; quello che so con sicurezza è che sintassi e linguaggio approssimativo non vanno d’accordo con una buona pagina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Com’è nata questa raccolta di schegge e qual è stato il tema che ha dato il via al libro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:I racconti sono stati scritti nell’arco di una decina di anni; molti erano stati premiati ai primi posti e pubblicati in riviste letterarie. Giacevano lì quasi in attesa di non essere dimenticati ed è stato proprio Simone Gambacorta a consigliarmi di pubblicarli.&lt;br /&gt;Sono 33 “giri di compasso”, come asserisce il nostro critico, iniziano con un racconto che parla di un africano e terminano con un racconto che richiama un’idea di Africa. I temi sono vari e, anche se a volte ho adottato una veste fiabesca o poetica per creare quell’alone di magia che ti ha affascinato, le schegge hanno scavato in profondità e ci invitano a “guardare con gli occhi dell’anima”. Forse potrei affermare che, pure in questo caso come avviene generalmente per ogni mio scritto, tutto nasce dal bisogno di trasferire sulla carta il risultato di uno scavo profondo che avviene quasi contemporaneamente in me e attorno me. Non so con precisione se sono le situazioni che mi vengono incontro o se sono io che le afferro per farle mie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Cos’è per te scrivere: catarsi, riflessione, piacere, ribellione, narcisismo o altro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Tutto questo tranne che narcisismo. “Scrivo perché non so fare altro… vivo ormai con occhio narrativo” ha scritto Luce D’Eramo. Per me scrivere è una necessità dell’anima, una ribellione alle avversità della vita, un piacere che sfiora la sensualità ed è senza dubbio catarsi. Per i Greci scrivere era un farmaco, per Goethe veleno e medicina. In uno dei miei racconti “Amore disamore” scrivo: la scrittura come terapia contro la cecità del presente, la parola come catarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Scrivi di getto o assecondi delle pause?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Da ciò che ho detto in precedenza si evince che per me la scrittura , soprattutto la poesia, è una folgorazione che si traduce in necessità di parola scritta. Quando scrivo, con pause anche di settimane o mesi, tutto però si è costruito nella mente, per cui scrivo come sotto dettatura, senza bisogno di labor limae.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:A quali tue opere sei particolarmente affezionata e perché?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:I figli si amano tutti in egual misura. Anche se è scontato, è difficile operare delle scelte. Considero infatti i miei libri figli di carta e come tali cerco di essere “buona” con tutti loro, anche perché, come bravi bambini, si sono comportati bene, arrivando al cuore dei lettori e dei critici e sostenendomi nei momenti bui con la loro presenza. “Angeli” tuttavia è un caso a parte. E’ rabbia, dolore, confessione, pianto, scavo, ricerca d’identità, liberazione, pace, perdono e ancora pianto, sfida, ribellione, ritrovamento, ritorno. “Angeli” è stata la mia conquista più significativa, la mia pagina più bella, quella in cui le parole si cercavano da sole e si ordinavano secondo un disegno tratteggiato dai miei angeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:In che modo si organizza Giuliana madre e moglie durante la stesura di poesie e racconti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Scrivo soltanto quando ho veramente qualcosa da dire o meglio da comunicare. L’arte in genere è qualcosa che si vive in solitudine,ma che poi va comunicata, donata. Quando scrivo, avendo già tutto organizzato mentalmente, sono veloce. Ho quindi tempo per fare la moglie, la madre, la nonna che attualmente è la cosa che più mi prende. Leggo anche molto e dedico parecchio tempo a coltivare il rapporto con familiari ed amici. Senza colloquio, per me, non si va da nessuna parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Qual è il tuo rapporto con la fede?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Oggi è una domanda difficile questa tua. Mi piacerebbe molto poterti rispondere che credo fermamente, ma spesso sono piena di dubbi. Sempre che tu ti riferisca alla fede cristiana, alla fede in Dio. Ad essere onesta, lo sento troppo in alto o io mi sento troppo inadeguata, troppo piccola per l’immensa epifania della fede.&lt;br /&gt;Credo tuttavia nell’Uomo, nella Natura, in Gesù e nel suo insegnamento. Credo nella civiltà dell’arte. Non so se è una contraddizione, ma mi sento ricca di spiritualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:“Angeli”, il libro in cui racconti la storia di tuo padre, un militare morto per rappresaglia, donava una bella immagine di donna che si guarda dentro per colmare il vuoto di un’assenza. Tra molteplici temi incorniciati (a volte) dalla poesia, ritorni con “Schegge di vita” e affronti: l’adozione, il razzismo, l’emigrazione, la memoria, l’amore, il sociale e il dolore. Cosa ci riserverà in futuro la tua penna?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Ho molto lavoro pronto per essere editato: un romanzo e un centinaio di poesie da organizzare penso in due temi che semplicisticamente potrei definire Io e le parole e Io e il mare..&lt;br /&gt;Penso che a breve uscirà il romanzo “Rosa” che ha ceduto il passo ad Angeli per un’esigenza etica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Quale libro stai leggendo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;R:Leggo decisamente tanto, più di quanto scrivo. Spesso sono saggi o comunque libri di letteratura da cui impari sempre. Li intervallo con libri più lievi, ma non meno belli, come “Il peso della farfalla “ e “I pesci non chiudono gli occhi”di Erri De Luca, “Emmaus” e “Mr Gwyn” di Alessandro Baricco. Da poco ho letto “La sottomissione delle parole” di Gianrico Carofiglio e ho pronto il suo ultimo “Il silenzio dell’Onda”. Leggo pure molta poesia e non solo poeti italiani. Torno spesso - la poesia va riletta sino all’esasperazione finchè la sua musica non ti penetra – “Poesia dal silenzio” di Tomas Transtromer. Tra un libro e l’altro porto avanti la lettura di “Alfabeto” di Claudio Magris, una serie di saggi sulla Letteratura che mi appassiona ed arricchisce oltremodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D:Qual è il tuo rapporto con l’Abruzzo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R:Sono nata a Giulianova per caso, unica della mia famiglia, da padre ortonese e madre piemontese ma di origine umbra. Ho studiato in collegio in Romagna e poi a Urbino perciò ho avuto poco tempo e scarsi appigli per sentirmi abruzzese. Col trascorrere degli anni, precisamente da quando ho iniziato le ricerche sulla mia famiglia, ho scoperto parenti abruzzesi ed ho cominciato ad amare questa terra e a recepire che essa era anche altro oltre Giulianova. La mia cittadina l’amavo di diritto, mi sentivo legata da un patto di sangue. Il resto era una delle regioni d’Italia. Poi è avvenuto l’incontro ed ora ne sto scoprendo anche la lingua, oltre alle usanze. In casa mia non si è mai parlato il dialetto , ora lo sto scoprendo e trovo che sia quanto mai calzante e spesso mi scopro ad appuntare qualche espressione, qualche termine particolare.&lt;br /&gt;Anche in questa mia conquista sto operando un “ritorno”, mi sto riappropriando di qualcosa che era mio e di cui io ero parte.&lt;br /&gt;Inutile aggiungere che la scrittura è un “laccio d’amore” indissolubile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuliana Sanvitale&lt;/strong&gt;, nata a Giulianova il 6 dicembre 1938, laureata in Lettere presso l’Università di Urbino con una tesi su Salvatore Di Giacomo e la poesia napoletana, sotto il rettorato del Magnifico Rettore Carlo Bo, ha insegnato per un quarantennio presso vari tipi di scuole. Si è cimentata nella stesura di recensioni e relazioni, ha tenuto brevi conferenze e curato laboratori di poesia nelle scuole e corsi di aggiornamento sull’Ermeneutica. Un suo adattamento dell’Epistolario di Leopardi è agli atti presso il Centro Nazionale di Studi Leopardiano di Recanati.Ha vinto, a livello nazionale ed internazionale, diciassette primi premi, sia per la poesia che per la narrativa, numerosi secondi e terzi premi, medaglie d’oro, d’argento, medaglia del Presidente della Repubblica, premi speciali della giuria. Ha preso parte a convegni sulla Poesia (Università Montaliana), presso la Camera dei Deputati, letture pubbliche del suo libro ed è spesso citata e intervistata su riviste culturali ed antologie. Ricordiamo le interviste di Simone Gambacorta su “La città”, di Walter De Bernardinis in “Scrittori Abruzzesi”, di Adriana Paola Di Giulio per “Notizie Donne.”Ha pubblicato le sillogi: E le donne…, premio D’Annunzio 2002; Acquaria, Premio Poesia e Rete di Trapani, Premio Recchiuti di Teramo 2006; Frammenti e Aforismi, 1° Premio Como. Nel 2004 ha editato il romanzo autobiografico I cibi della memoria, finalista a Massa Carrara e a Basilea, nel novembre 2009 ha editato presso la casa editrice Ricerche e Rdazioni il romanzo Angeli ha vinto ex equo il 1° premio internazionale poetico-musicale di Basilea.Di prossima stampa il romanzo: Rosa.Treno in corsa Treno in sosta, pubblicato da Andromeda Editrice 2008, è il titolo del libro di poesie che ha fatto vincere all’autrice il 1° Premio Internazionale “Gino Recchiuti”, Teramo 2009.Dal 2004 insegna presso l’Università della terza età e del tempo libero di Giulianova. Nel maggio 2007 ha vinto il “Premio Donna Città di Teramo”, per la letteratura e la poesia ed è stata definita: “… una delle più interessanti espressioni della cultura contemporanea abruzzese…”. A gennaio 2008 ha vinto il 1° premio al concorso letterario “Racconti delle donne abruzzesi” alla Regione, col racconto L’assenza. Nel luglio 2008 ancora un primo premio di poesia a Torano 2008 un secondo premio per il racconto a Garrufo. È inserita nell’antologia “Medialibro del’Albo degli Scrittori” e fa parte dei Poetionline. Ha ricevuto inoltre la nomina di Socio Onorario dell’Associazione degli Scrittori Italiani.La sua poesia è stata definita dal prof. Trequattrini: “di grande tensione lirica… la macerazione stilistica e la lavorazione delle immagini sono tali che uscendo da una dimensione privata, si rivolgono ad un pubblico assai vasto…”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4097925557946885153?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4097925557946885153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4097925557946885153' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4097925557946885153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4097925557946885153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/11/schegge-di-vita-giuliana-sanvitale.html' title='Schegge di vita  Giuliana Sanvitale'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-PXp5lMhxgFI/Tso4oT4vAyI/AAAAAAAAATI/8QDkegWdc_s/s72-c/copscheggedivita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-2554793796186753693</id><published>2011-11-17T15:57:00.000-08:00</published><updated>2011-11-17T16:01:01.877-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>Il canto del cigno rosso di  Federica Ferretti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_aRSvPeirOQ/TsWfpoSYfZI/AAAAAAAAAS8/DlKV77g-AO4/s1600/il_canto_del-cigno_copertina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676118442908351890" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 174px; CURSOR: hand; HEIGHT: 299px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-_aRSvPeirOQ/TsWfpoSYfZI/AAAAAAAAAS8/DlKV77g-AO4/s400/il_canto_del-cigno_copertina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Federica Ferretti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il canto del cigno rosso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rupe Mutevole, 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Intervista di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il canto del cigno rosso” è la sua prima opera poetica, contiene 28 liriche: “un inno all’Amore impossibile, ovvero, quello che quotidianamente ci solletica gli occhi ed il cuore.” (dalla premessa) …&lt;br /&gt;Risp: Questo, è un romanzo epistolare, in realtà, in cui un giovane donna si racconta attraverso un diario intimo “speciale” … in cui cioè ognuna di noi può di certo rispecchiarsi, specie nella folle disperazione che si prova ad un certo punto, nello smarrire il contatto vivo, umano, con il destinatario del proprio sentire, il depositario di ciascuna emozione, negativa e positiva al contempo, rigenerante e distuttiva …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da dove nasce l’idea del titolo?&lt;br /&gt;Risp: Ho una cultura classica a cui mi ispiro sempre nei momenti creativi, in questo caso, però,ho voluto reinterpretare un mito platonico, colorando di Rosso il cigno morente … il suo canto allora, diviene particolarmente armonioso: lancia un grido di speranza, si rialza e guarisce infine le sue ferite, per quanto profonde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il delicato color glicine della copertina è lo sfondo in cui si staglia una “Ragazza al piano” da lei realizzata. All’interno dell’intera raccolta poetica si possono ammirare altri suoi lavori che ripropongono l’antico e affascinante legame tra grafica e versi …&lt;br /&gt;Risp: Le immagini hanno il loro peso, rivestono un loro preciso ruolo , hanno infatti tutta la forza di narrare ciò che Elisa non riesce ad esprimere. Sono disegni a matita e/o carboncino,fragili, nonostante la mano di “fissatore” che li dovrebbe fermare per sempre sulla carta … ne consegue l’immediato parallelismo con la gracilità della memoria, dei ricordi … La musicalità della prosa sciolta, completa quello che ho voluto considerare una sorta di contenitore linguistico, dove hanno quindi preso corpo le mie varie propensioni artistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle premessa, lei anticipa le intenzioni di Elisa, una giovane donna che si racconta “dentro una serie di lettere scritte a posteriori e riassapora ciò che è stato e ciò che non potrà più essere” e su questo filo tra prosa e poesia, ci dona le riflessioni di una donna …&lt;br /&gt;Risp: È una donna dall’animo sensibile che è catapultata dentro una serie di eventi forse più grandi di lei … riesce a filtrarli attraverso la scrittura, ogni singola parola è il risultato di un processo metabolico che risulterà la chiave di volta per … rincominciare. Il messaggio è forte e chiaro, un monito a riconquistare fiducia ed autostima, dopo ogni volta, per quanto ci possa sembrare impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra queste pagine la poesia racconto affinché: “trovare la forza per ripartire./ Per quanto tutto possa essere dolorosissimo./Lasciarsi ogni speranza alle spalle,/ ogni sentimento più o meno positivo./ Arrivare.”/… da “Rifare fagotto”…&lt;br /&gt;Risp: Non emerge soltanto una mia vena ottimistica, mi appello ad ognuna di quelle donne che la vita ha voluto sottoporre ad una prova, e bisogna fare i conti con le forze rimaste … Possiamo salvarci semplicemente da sole: l’amore per noi stesse non si acquista al supermarket dietro l’angolo …&lt;br /&gt;Elisa, è ognuna di noi, la proiezione del nostro Ego, un personaggio che può e deve riprendersi la sua consistenza nella vita quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella (ormai) proclamata crisi del versare resistono i nuovi poeti che attivando il carnale interno fonatorio, diffondono (malgrado tutto) il suono di versi che appartengono ad un’arte spesso associata alla dissoluzione schizofrenica …&lt;br /&gt;Risp: … In effetti, non si può negare che la storia di Elisa viene proclamata tra lucidità e follia … è vero, scrivere, al giorno d’oggi, è un enorme atto di coraggio … descrivere al mondo che si crede ormai disincantato, la bellezza dell’incanto di un sentimento così totalizzante quale quello amoroso, è manifestare agli altri la presa di coscienza che si è ancora vivi … in questo senso, anch’io sono “folle d’amore”… “sono folle, folle, folle d'amore per te . Io gemo di tenerezza perché sono folle, folle, folle perché ti ho perduto” …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è iniziata la sua avventura nel mondo della poesia?&lt;br /&gt;Risp: Ho sempre amato scrivere, sin da bambina, sentivo che la scrittura era una delle mie aspirazioni … fino a che, al Liceo, era l’inizio dell’anno scolastico, una giovane supplente mi sgridò per l’eccessiva libertà espressiva … mi disse che, mi avrebbe dovuto imbrigliare … è stato in quel momento che mi sono completamente ribellata alle convenzioni … ed eccomi qua … forse, la dovrei ringraziare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa ha voluto comunicare ai lettori de “Il canto del cigno rosso”?&lt;br /&gt;Risp:La libertà di espressione … il cigno è rosso perché si è sporcato del suo stesso sangue … eppure, torna a volare, non muore a sua volta …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono i poeti che ha amato di più?&lt;br /&gt;…G.G. Marquesz, Isabel Allende, Pirandello, il Baricco di Seta, non altro, … e …, naturalmente, Alda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa legge una poetessa?&lt;br /&gt;Risp:Legge il suo cuore … decodifica quotidianamente le proprie emozioni per rivolgerle al Mondo … legge gli occhi del Mondo, per intercettarne sentimenti e angosce, ma anche la dolcezza della gioia … traducendo il tutto nei suoi versi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Cosa ne pensa degli e-book e delle vie alternative che sfuggono ai meccanismi complessi dell’editoria?&lt;br /&gt;Risp: è una tecnologia che non mi affascina … penso che sia dispersiva, forse anche inutile … tengo una pila incredibile di libri affianco al letto, ne scelgo ogni sera uno diverso, perché le sue parole mi confortino nel sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è il suo rapporto con Internet …&lt;br /&gt;Risp: Attualmente ricopro il ruolo di direttore editoriale per la Rupe Mutevole Edizioni che ringrazio … tra le mie collane, c’è n’è una intitolata, guarda il caso,ECHI DA INTERNET … ho avuto modo di lasciarmi avvincere da un’esperienza irripetibile, il contatto con migliaia di voci colorate (tra cui echi abruzzesi) che ogni giorno ci lambiscono, è quanto di più gratificante possa accadere … grazie a questo, sono molto cresciuta dal punto di vista emotivo … ho potuto migliorare … e, a mia volta, garantire il massimo del mio supporto ai/lle miei/e autori/trici, che ogni giorno mi propongono le loro idee sempre più esilaranti … in realtà , però il mediun virtuale mi ha concesso di conoscere anche colleghi /e abruzzesi dall’inusuale talento letterario …è nata quindi un’ulteriore collana, Radici, la letteratura Abruzzese… il blog ad essa dedicato ha ricevuto già svariati riconoscimenti … Posso dire con orgoglio che Internet è stato un valido collante soprattutto della nostra meravigliosa cultura regionale … ho sempre creduto molto in quest’idea,… che mi sta premiando … e se vi dicessi che sto cercando nella rete anche fiabe … moderne e metropolitane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Cosa sono per lei il coraggio e la paura?&lt;br /&gt;Risp: Il coraggio di esistere; la paura di essere, esprimersi per ciò che si è e non ciò che vorrebbero farci apparire … la nostra è la società della fragilità emotiva … ecco, bisogna avere il coraggio ed affrontare la paura di mettersi in gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una domanda in versi famosi: Il passato e’ un laccio che /stringe la gola alla mia mente/e toglie energie per affrontare il mio presente. / (Alda Merini).&lt;br /&gt;Cos’è per lei il passato?&lt;br /&gt;Risp:…è ciò che siamo stati, e che forse, continueremo ad essere … un filo invisibile che ci lega al futuro in maniera inesorabile … anche in questo caso, bisogna maturare il coraggio di affrontarlo … per riuscire a vivere senza rimpianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Teramo. Qual è il suo rapporto con la città che l’ha vista nascere?&lt;br /&gt;Risp:Ci continuo a “vivere”, in un modo o nell’altro … e non posso proprio farne a meno … e Lei mi ricambia … offrendomi sempre un’ ulteriore possibilità un grazie a tutte le istituzioni che mi hanno ospitata sui loro siti, e sedi fisiche, a partire dalla nostra Provincia( Biblioteca M.Delfico e Agenzia Giovani, dove mi hanno presentata rispettivamente la docente universitaria D.ssa F. Ricci e d Il M° S. Melarangelo)…la stessa università, (sono stata ospite di Radio Frequenza, invitata da Monica Ferrante ad inizio Novembre, tenuta di nuovo a battesimo dalla Prof. F.Ricci). Amo molto questa piccola città abruzzese, a cui sento di assomigliare … non solo nell’accento, ma nella cura del proprio mondo affettivo, “noi” teramani non tradiamo facilmente le nostre tradizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei è laureata in Discipline Musicali, settore pianoforte e in Scienze Politiche, ha sviluppato studi nelle varie sfere della socialità e ricerche approfondite sulla contaminazione fra il linguaggio musicale, grafico pittorico e ludico-cinematografico …&lt;br /&gt;Risp: Sono infinitamente curiosa … amo spostare i linguaggi di posto … assegnare loro un nuovo ruolo, rivisitando il vecchio … la mia voce è colorata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;“Il canto del cigno rosso” si conclude con la seguente frase tratta dall’omonima lirica da cui prende il nome tutta la raccolta: “Ma è la vita, ciò per cui vivere. Sintetizzando il moto incessante che malgrado tutto si deve compiere …&lt;br /&gt;Risp:Io credo invece che non siamo affatto costretti a vivere .Disponiamo di un libero arbitrio, potremmo quindi far cessare la nostra esistenza in qualsiasi momento … se continuiamo … è perché è la vita stessa ciò per cui vivere … dopo ogni dolore, ogni torpore … non c’è niente di meglio che risvegliarsi alla spontaneità degli accadimenti … costi quel che costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fine intervista dedicherebbe alcuni suoi versi ai nostri lettori?&lt;br /&gt;Risp:&lt;br /&gt;Lasciami sognare&lt;br /&gt;il sapore di un tuo nuovo bacio, &lt;br /&gt;mentre ti ammanto&lt;br /&gt;di capelli d’ebano&lt;br /&gt;il viso ed il petto, &lt;br /&gt;ti guardo negli occhi&lt;br /&gt;per scandagliare&lt;br /&gt;la profondità&lt;br /&gt;del tuo amore,&lt;br /&gt;per me,&lt;br /&gt;angelo senza ali,&lt;br /&gt;mani senza tatto,&lt;br /&gt;corpo senza anima,&lt;br /&gt;fino al tuo prossimo abbraccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Federica Ferretti&lt;/strong&gt;, nasce a Teramo, 34 anni fa: è laureata in Scienze Politiche e Discipline Musicali, ama la contaminazione tra i linguaggi, per scoprire le mille sfaccettature della vita. Direttore Editoriale di Echi da Internet, Fairie, il Mondo dell’Incanto e della nuova collana Radici, la letteratura Abruzzese, presso la medesima Rupe Mutevole, promuove una letteratura del tutto spontanea, viva, dinamica, specchio della cultura multimediale sempre più diffusa, per dare inizio ad una nuova era letteraria che però vuole conservare intatto il suo legame con i propri miti e Radici Culturali.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-2554793796186753693?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/2554793796186753693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=2554793796186753693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2554793796186753693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2554793796186753693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/11/il-canto-del-cigno-rosso-di-federica.html' title='Il canto del cigno rosso di  Federica Ferretti'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_aRSvPeirOQ/TsWfpoSYfZI/AAAAAAAAAS8/DlKV77g-AO4/s72-c/il_canto_del-cigno_copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7530543702255483631</id><published>2011-10-17T16:54:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T16:59:04.294-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>Cronaca di una farfalla in lutto di Beniamino Biondi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ja71NTiLiyI/TpzAb90wEsI/AAAAAAAAAQs/Y348X-kMbu0/s1600/Copertina_Biondi-206x300.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664614018010059458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ja71NTiLiyI/TpzAb90wEsI/AAAAAAAAAQs/Y348X-kMbu0/s400/Copertina_Biondi-206x300.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Beniamino Biondi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cronaca di una farfalla in lutto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritti sul Nuovo Cinema Giapponese&lt;br /&gt;Evoè Edizioni, 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Intervista di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Cronaca di una farfalla in lutto” è il titolo del suo ultimo libro che raccoglie scritti sul Nuovo Cinema Giapponese. Da dove nasce l’idea del titolo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;In realtà Cronaca di una farfalla in lutto è il titolo di un breve film sperimentale di Shuji Terayama, un autore di cui mi sono occupato nel mio ultimo libro (Giappone Underground. Il cinema sperimentale degli anni ’60 e ’70, ndr). Ma al di là del suo riferimento concreto, questo titolo ha assunto un valore simbolico in quanto ho tentato di fare la cronaca di un cinema in lutto. La farfalla, anche in riferimento all’effetto farfalla, che non è altro che una parte della Teoria del Caos per cui anche il battito d’ali di un piccolo insetto può provocare disastri anche dall’altra parte del pianeta, si confonde e si maschera col cinema. Un cinema d’urto, atroce e radicale, il cinema giapponese degli anni ’60, che oggi contempla il lutto della sua fine, la sua memoria che non ha saputo resistere al consumo, la sua sostanziale marginalità in un universo che ha fagocitato il senso della differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Nuovo Cinema Giapponese sembra iniziare dagli anni ’50, dopo la pubblicazione dei romanzi di Ishihara Shintaro (Scrittore e politico giapponese), parte dei quali, vengono adattati per il grande schermo e nei quali, si visualizza una gioventù inedita, spregiudicata. ..&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Esatto. Siamo negli anni di Gioventù Bruciata di Nick Ray e de Il Selvaggio di Benedek, insomma gli anni ’50, e come per miracolo il cinema giapponese racconta quello stesso malessere, in qualche caso addirittura lo precorre, pur entro termini assai differenti, generando un fenomeno di costume e la riprovazione sociale di un intero paese che crolla sotto i miti della sua stessa grandezza imperiale. Non è secondario, poi, che tutto questo accada per il tramite della letteratura; nel romanzo, del resto, la contaminazione fra tradizione e modernità si attesta ai primi del ‘900 con l’opera di Ryunosuke Akutagawa e prosegue con risultati inquietanti per tutto il dopoguerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel suo libro, sia nella premessa che nella quarta di copertina si legge: “Il libro è composto da uno sguardo critico su una serie di autori che, ognuno a modo loro e col proprio percorso, hanno contribuito ad affermare una sostanziale politica della creazione artistica nel segno del culto della forma.” …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come chiarisco nel breve testo cui Lei si riferisce, il libro non è un’analisi organica e storicizzata del fenomeno del Nuovo Cinema degli anni 50’ e ’60, ma piuttosto una raccolta di profili critici di alcuni autori che mi hanno interessato e che, in una visione retrospettiva e d’insieme, costituiscono il corpo fondamentale di una rivoluzione linguistica che ha agito organizzando in maniera non convenzionale il rapporto fra le immagini al cinema. Il Giappone come impero dei segni, per impiegare un’acuta ma non del tutto corretta definizione di Roland Barthes, a mio parere rileva quell’attitudine iconica della cultura orientale che nel cinema ha trovato una sua definizione ossessivamente geometrica – pure laddove si tratta di dare ordine al caos – che chiamo culto della forma. Il punto di non ritorno della forma finisce con l’essere il suo contenuto autentico, la sua sublimazione. Un regista come Yoshishige Yoshida, di cui mi sono occupato in un altro mio volume (Eros + Massacro. Il cinema di Yoshishige Yoshida, prossima uscita, ndr), ha radicalizzato sino al limite questa esperienza segnica convertendola in una sua complessa poetica di opposizione tra rarefazione e rigore materico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il primo dei 15 autori da lei tratteggiati è Ko Nakahira (1926-1978) colui che cambia completamente le caratteristiche del cinema tradizionale. Nelle sue pellicole scorrono i conflitti psicologici, l’irrazionalismo omicida, le paranoie, quasi e sicuramente, con l’intento di generare scompenso nello spettatore, abituato ai languori edulcorati dei vecchi film, persuasivi certo, ma ancorati ad una logica ormai sorpassata …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il cinema di Ko Nakahira ha oggi un valore meramente filologico in quanto a lui si deve il primo film che inaugura la nuova stagione del cinema giapponese del dopoguerra. Un film senza precedenti, lodato da quei giovani critici che poi sarebbero diventati i maestri della nouvelle vague nipponica, fra tutti Nagisa Oshima, e che purtroppo rimarrà un episodio isolato nella parabola complessivamente anonima del suo autore. Ma per un felice paradosso, il valore filologico assurge a valore simbolico poiché quel film condensa e comprende temi e sviluppi che apparterranno alla generazione successiva dei cineasti d’autore. Anche nel rapporto col cinema americano,l’opera di Ko Nakahira si segnala per un’interpretazione assai differente del fenomeno del cinico ribellismo della gioventù non facendone un semplice atteggiamento esistenziale, che tutto sommato fa salva la società e le sue norme acquisiste, ma cogliendo la concatenazione d’effetto tra il dato politico e il dato comportamentale, dunque anticipando di molto i discorsi sul condizionamento sociale e sulla relazione fra storia e identità personale. Il Giappone, del resto, ha scontato il fortissimo trauma della bomba atomica, dunque ha vissuto nell’angoscia dolorosissima dell’estinzione di massa, del progetto di un nulla ontologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sulla scena cinematografica esplode la meteora giovanile preda di una nuova esigenza in contrapposizione con scene caratterizzate da forti drammi sociali come per forzare la mano verso un’interpretazione virata all’eccesso della società, rappresentando la primordiale pulsione di violenza nell’animo umano e l’imporsi costante e crudele del mondo adulto nei confronti dell’anarchico orizzonte adolescenziale fino al cambio di paradigma degli anni ‘80 …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La rappresentazione di un Giappone arcaico ha ceduto il posto all’immagine di un paese nervoso, irrisolto, dimidiato fra tendenze contrapposte; un’immagine che il nuovo cinema ha veicolato in modo sublime e trasgressivo. Tuttavia, il fondamentale ritualismo di quella cultura non viene affatto alienato dai nuovi cineasti ma viene risemantizzato quale condizione di una nuova sensibilità che lo adopera come strumento di una visione del mondo pessimistica ed essenzialmente fondata sulla rappresentazione del quotidiano come labirinto di riti che nascondono la cieca violenza dell’istinto e dello spirito primordiale arcaico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 1956 Susumu Hani e il suo rapporto con il mondo dell’infanzia …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Susumu Hani è uno dei cineasti più interessanti nel panorama del rinnovamento degli anni ’60. Come ha sostenuto il critico Donald Richie, Hani è il più nuovo cinema di tutti. L’unico autore davvero indipendente nel sistema della major nipponiche, l’unico ad avere esplorato territori inconsueti e sotto il profilo esistenziale (l’infanzia) e sotto il profilo geografica (l’Africa, l’America Latina, la Sardegna). Hani è forse il maggiore documentarista del Giappone, o quantomeno il primo ad avere coniugato senso artistico e rigore di documentazione umana. In Italia, se volessimo trovare un cineasta simile dovremmo pensare al siciliano Vittorio De Seta. A Susumu Hani si deve, poi, un bellissimo e controverso film sull’adolescenza che è un capolavoro di stile e di analisi sociale; mi riferisco a Primo amore, versione infernale (1968), su una sceneggiatura di Shuji Terayama, opera che irrompe con prepotente genialità nel ’68 giapponese usando il sesso come metafora politica e facendo frutto dell’esperienza del documentario e del genere del pinku eiga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è uno dei 15 cineasti ai quale si sente particolarmente attratto?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Direi proprio Susumu Hani o Hiroshi Teshigahara, famoso in Occidente anche per il suo La donna di sabbia (1964) che vinse un premio a Cannes. Ma il mio autore, nel libro, è Akio Jissoji, cineasta sconosciuto che quasi nessuno ha voluto includere tra i maestri del nuovo cinema a causa di una carriera altalenante che lo ha visto autore di un serissimo cinema di pensiero e insieme di opere minori e biecamente commerciali. Eppure i suoi primi film, provocatori nel contenuto e inquietanti nella loro sperimentazione stilistica, sono tra le cose più interessanti del cinema giapponese, soprattutto in riferimento a Mujo (1970) che si ispira manifestamente al principio buddista dell’impermanenza, un concetto che fonda e sostiene l’estetica giapponese e di fatto tutto il suo cinema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa ha voluto comunicare ai suoi lettori attraverso “l’interpretazione radicale dell’immagine come luogo del visibile”?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Parlando di immagine come luogo del visibile si attesta una verità di natura fotografica cui sfuggono le componenti metonimiche del cinema come arte. Sulla necessità del luogo del visibile, l’interpretazione radicale del nuovo cinema equivale ad un rovesciamento dello statuto filologico di quella sua stessa necessità, dunque ad un’attitudine al simbolico, all’occulto, al metaverbale e al metafotografico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le immagini contengono il potere di conservare se stesse nel futuro bloccando la realtà …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le immagini non contengono altro che la loro assenza di vita, in quanto non sono che sempre immagini di qualcosa che è già accaduto, trascorso, passato. Il cinema non è altro che un processo di conservazione della morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei è poeta e saggista, contemporaneamente, si occupa di teatro e cinema: come nasce la sua passione per il Nuovo Cinema Giapponese?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Credo si tratti semplicemente di affinità elettive. Ad ogni modo, volendo tentare un’anamnesi culturale, il mio primo interesse verso il Giappone sorge per effetto dell’amore verso gli scrittori di quel lontano paese. Akutagawa, soprattutto, poi Abe e Mishima (autori in qualche modo tutti legati al cinema, nel caso di Abe addirittura in maniera organica). Da lì un approfondimento verso la narrativa meno nota in Occidente, l’attrazione per lo Shintoismo e il Buddismo (come filosofie morali e non come pratica quotidiana, come accade emulativamente e in modo improprio), e l’attitudine primigenia verso un cinema formalista e trasgressivamente rigoroso – dunque ossimorico - com’è appunto quello del Giappone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che rapporto ha con il Cinema Italiano?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un rapporto intenso, soprattutto per autori come Pasolini e Antonioni, per fare due nomi. Col cinema attuale il rapporto è invece assai distante e ai limiti dell’indifferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un regista a cui si ispira?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Citarle un solo nome equivarrebbe a far troppo grave torto ai non citati, tuttavia mi viene fatto di dirle che molto autori hanno pesato, e molto, nel mio percorso: Rainer Werner Fassbinder, Ingmar Bergman - che ho personalmente conosciuto in Svezia – Glauber Rocha, Russ Meyer, Jean-Marie Straub, Carlos Saura, Jerzy Skolimowski, Koji Wakamatsu, e alcuni altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Cinema è un lavoro molto duro che non tutti sono in grado di fare …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Oramai, per la maggior parte, il cinema è un cinema di consumo destinato non ad un pubblico di individui critici e consapevoli ma ad una massa di consumatori ingordi e incoscienti di qualunque valore culturale. La dimostrazione di ciò è proprio la massiccia presenza di multisala all’interno dei centri commerciali, dunque la parificazione simbolica tra il cinema e un qualunque altro bene di consumo pomeridiano. A complemento di ciò, e per suo effetto, il cinema è opera di chi sa fare impresa di se stesso, capitalizzando il consumo e minimizzando l’impegno intellettuale. Gli autori sono ai margini e vivono solamente in cinematografie minori o di frontiera. Pensiamo a Sharunas Bartas in Lituania, a certo cinema africano o latinoamericano. Essendomi occupato di cinema messicano in un mio recente libro (Messico! Cinema e rivoluzione, ndr) ho avuto modo di vedere un film geniale dal titolo Sangre (2005), regia di Amat Escalante. Una radiografia desolata della precarizzazione dei sentimenti umani. In Italia non se ne è saputo nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come addetto ai lavori e come spettatore, come vede l’attuale situazione cinematografica nel nostro paese?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il cinema italiano non mi interessa; non mi attrae il suo minimalismo familista né la cauta critica sociale di certo cinema orrendamente socialdemocratico. Trovo assai mediocre il cinema di Moretti e di Garrone, sono fuori dal coro e con severità anche rispetto alle opere di Crialese. Mi interessano le esperienze apparentemente minori come il cinema di Ciprì e Maresco, Michelangelo Frammartino, gli indipendenti di valore che sono molti e coprono l’intero arco temporale del cinema italiano (in proposito, ho di recente presentato uno straordinario mediometraggio di un intellettuale agrigentino, Diego Romeo, dal titolo Informazioni Sensoriali (1979), un’opera sperimentale che anticipa la crisi del politico attraverso un discorso sulla malattia mentale oggi straordinariamente moderno nei suoi più complessi precipitati simbolici).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ultimo libro che ha letto …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I lettori si distinguono sostanzialmente in due categorie: chi legge un solo libro per volta, chi ne legge tanti. Io appartengo alla seconda. Tra i libri appena terminati un romanzo di John Updike, un volume di poesie di Durs Grunbein, tutto il teatro di Bulgakov, i corsi al Collège de France di Michel Foucault, un volume di critica letteraria sul romanzo inglese del novecento. E cose sparse di cinema per i miei studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qualche anteprima sui suoi progetti futuri?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E’ appena uscito per i tipi de Il Foglio, mio editore di fiducia, un lungo saggio sul cinema sperimentale giapponese dal titolo Giappone Underground. Nei prossimi mesi saranno pubblicati un volume monografico sul cinema di Yoshishige Yoshida e un testo sulla nouvelle vague greca dal titolo Prometeo in seconda persona. Mi ero già occupato di Grecia col mio primo volumetto di cinema su Nikos Koundouros e sono molto fiero del risultato di questo nuovo libro, il primo in Italia ad affrontare una cinematografia immensa e sconosciuta come quella greca, che, essendo una cinematografia povera, non interessa nessuno. Per un siciliano come me, nato e cresciuto alla Valle dei Templi, le ragioni di orgoglio si fanno ancora maggiori. Il libro cui sto lavorando, invece, è la monografia di un altro giapponese, Yasuzo Masumura, ed avrà per titolo Giganti e giocattoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nasce ad Agrigento, che rapporto ha con la sua città?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come tutti i rapporti d’amore è una relazione conflittuale. Ho vissuto per alcuni anni fuori ma non ho mai perduto la malinconia della Sicilia. Non sono affatto riconciliato con Agrigento e spero di non esserlo mai; è il solo modo per amarla davvero con rabbia e devozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quale domanda avrebbe desiderato le venisse posta?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lei pone una scelta e, di conseguenza, pone anche una condizione. Solitamente le interviste ai critici di cinema si concludono con una domanda banalissima che lei, con intelligenza e garbo, ha evitato di porre: si chiede quale sia il film più importante della vita. Mi autoinfliggo questa domanda solamente perché mi mette nelle condizioni di citare un film che quasi nessuno conosce di un autore invece piuttosto noto; parlo di Illuminazione (1972) del polacco Krzysztof Zanussi. In questo caso il valore è del tutto emotivo e privato, ma è certo il film della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7530543702255483631?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7530543702255483631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7530543702255483631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7530543702255483631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7530543702255483631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/10/cronaca-di-una-farfalla-in-lutto-di.html' title='Cronaca di una farfalla in lutto di Beniamino Biondi'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Ja71NTiLiyI/TpzAb90wEsI/AAAAAAAAAQs/Y348X-kMbu0/s72-c/Copertina_Biondi-206x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6111405742112551471</id><published>2011-09-28T01:39:00.001-07:00</published><updated>2011-09-28T01:40:32.542-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>Il canto del cigno rosso di Federica Ferretti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8ZxmjdXAHi0/ToLdaOfNaHI/AAAAAAAAAQk/0DIULC3wj_U/s1600/Copertina_Il_canto_del%2Bcigno....jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657327524566100082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 310px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-8ZxmjdXAHi0/ToLdaOfNaHI/AAAAAAAAAQk/0DIULC3wj_U/s400/Copertina_Il_canto_del%2Bcigno....jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Il canto del Cigno Rosso, è molto più di un libro “entusiasmante”, è un vero e proprio esperimento artistico, dove gli occhi si apprestano ad ascoltare parole colorate di rosso cardinale, poi d’autunno, di bianco candido e d’azzurro.&lt;br /&gt;E' un romanzo epistolare, in cui molto spesso le parole si trasformano in pura poesia...nel raccontare un amore divenuto impossibile solo nello spazio e nel tempo.&lt;br /&gt;Il Cigno Rosso cioè naviga in un mare di emozioni, le quali a mano a mano assumono una triplice natura, quando consentono ai sensi non solo di sovrapporsi, ma addirittura, di intrecciarsi in un legame quasi indissolubile, ed alle pagine, di diventare autonome rispetto al tutto.&lt;br /&gt;E’ così che assume i contorni di un’opera cinematografica: colpisce infatti, per lo scambio quasi sinestetico di immagini e sensazioni di un Amore che non smette di vivere ma anzi si rinnova ad ogni pagina.&lt;br /&gt;I Disegni che vi sono stati distribuiti, compenetrano le frasi, gli uni compenetrano le altre, tessendo le fila di un discorso che non sarà più possibile interrompere.&lt;br /&gt;La scelta di utilizzare la strategia comunicativa dell’epistola sentimentale, serve per puntare gli occhi addosso alla gente il cui cuore palpita ogni giorno delle sue stesse emozioni. Elisa, la protagonista, incarna ognuno di noi, le vicissitudini che siamo costretti a subire, fino al dolore di un bacio mai dato a chi ci ha lasciato inavvertitamente, interrompendo troppo presto un colloquio di speranze.&lt;br /&gt;Il Cigno si colora di Rosso nel fornire sempre un nuovo spunto, o più semplicemente il pretesto per guardarsi dentro, fino in fondo.&lt;br /&gt;Canta ossessivamente quell’Amore, pur nella sua impalpabilità, perchè sa che rivivrà ad ogni ora, in ogni sguardo, in ogni battuta, trasformandosi nel pretesto per rincominciare una vita tutta nuova, per sfruttare la seconda possibilità che non ci saremmo mai dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autrice Federica Ferretti commuove mentre narra di un mondo interiore plurisfaccettato, poliedrico che rivive a sua volta nella quotidiana follia dell’esistere. Federica Ferretti, nasce a Teramo, 34 anni fa: è laureata in Scienze Politiche e Discipline Musicali, ama la contaminazione tra i linguaggi, per scoprire le mille sfaccettature della vita.&lt;br /&gt;Direttore Editoriale di Echi da Internet, Fairie, il Mondo dell’Incanto e della nuova collana Radici, la letteratura Abruzzese, presso la medesima Rupe Mutevole, promuove una letteratura del tutto spontanea, viva, dinamica, specchio della cultura multimediale sempre più diffusa, per dare inizio ad una nuova era letteraria che però vuole conservare intatto il suo legame con i propri miti e Radici Culturali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6111405742112551471?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6111405742112551471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6111405742112551471' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6111405742112551471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6111405742112551471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/09/il-canto-del-cigno-rosso-di-federica.html' title='Il canto del cigno rosso di Federica Ferretti'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8ZxmjdXAHi0/ToLdaOfNaHI/AAAAAAAAAQk/0DIULC3wj_U/s72-c/Copertina_Il_canto_del%2Bcigno....jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-8380521670559443817</id><published>2011-09-19T12:56:00.000-07:00</published><updated>2011-09-19T13:01:18.522-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag:Carina Spurio'/><title type='text'>Maria Gabriella Giovannelli di Sandro Montalto</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-98ui8x50PNs/Tneeu4zJ5JI/AAAAAAAAAQM/V1ECXZ1S3g4/s1600/Copertina_Giovannelli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654162385545061522" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 213px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-98ui8x50PNs/Tneeu4zJ5JI/AAAAAAAAAQM/V1ECXZ1S3g4/s400/Copertina_Giovannelli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Intervista a Maria Gabriella Giovannelli sul romanzo Il campo dei colchici&lt;br /&gt;(di Sandro Montalto)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gentile Maria Gabriella Giovannelli, eccoci a parlare un poco del suo romanzo Il campo dei colchici (Edizioni Joker, Novi Ligure 2009). Come prima cosa, ci può spiegare la scelta di un titolo così particolare, con l’adozione del termine insolito “colchici”? Nella sua prefazione Pire Luigi Amietta suggerisce che lei abbia voluto richiamare l’ambiguità di un bulbo dal quale si può spremere sia uno zucchero sia un potente veleno.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo di un romanzo è sempre molto importante, sia perché deve stimolare il lettore, che si trova di fronte ad un’ampia offerta di testi, a soffermarsi su quel libro e a leggerne la quarta di copertina, se non altro per curiosità; sia perché in qualche modo deve introdurci alle vicende narrate. In Il campo dei colchici, la cui storia è ambientata sulle Dolomiti, i personaggi chiave hanno come una doppia personalità, un’ambivalenza. Tendono a svelare la parte migliore di sé, mentre esiste in loro un altro aspetto della personalità, un lato oscuro, che spesso rimane nascosto fino al momento nel quale si rivela in maniera drammatica.&lt;br /&gt;Il colchico è un bellissimo fiore che cresce sui prati delle Dolomiti, creandovi vivaci macchie di colore che vanno dal rosa tenue al lilla. Se da un lato questo fiore è molto bello da vedersi, dall’altro ha il bulbo (la parte nascosta di sé) che può essere mortalmente velenosa. Ecco quindi l’aspetto allegorico del titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il tema del libro, la violenza privata (una violenza che trascina con sé altre persone, come in un vortice), il senso di colpa e, come si dice oggi, lo “stalking”, non è ovviamente di quelli che si scelgono per caso. Quali sono le ragioni di tale scelta? Inoltre, vorrei sapere quale è il suo atteggiamento di fronte ai temi sociali in generale nell’opera letteraria e teatrale.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La sua è una domanda che prevede una molteplicità di risposte, che però hanno una base comune: l’attenzione al sociale. La mia formazione ha seguito due percorsi preferenziali, quello teatrale che mi ha visto diplomarmi attrice presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano e quello di giornalista e scrittrice. Questi due aspetti della mia formazione spesso sono andati avanti parallelamente e si sono reciprocamente influenzati. Io sono convinta che uno scrittore di testi drammaturgici come di romanzi debba occuparsi anche del sociale e portare gli individui a riflettere su tematiche, forse molto lontane dal loro modo di vivere, ma che esistono e coinvolgono un numero elevato di persone. Seduta su di una poltrona di un teatro a guardare una piéce, o nella tranquillità della propria casa con un libro in mano, la gente deve essere stimolata, in modo alternativo a quello proposto dai media, a riflettere su ciò che accade magari al vicino di casa. Una delle tematiche che in primis come donna, ma fondamentalmente come essere umano, mi hanno da sempre interessato ed emotivamente coinvolto, è quella della violenza sulle donne in senso lato, presente nel mondo. Ho voluto però dar voce ad un tipo di violenza che non lascia segni visibili sul corpo, ma che ferisce altrettanto nel profondo, la cosiddetta “violenza psicologica” i cui effetti a volte sono devastanti. Lo stimolo maggiore a trattare questo argomento mi è venuto dal fatto che è un tipo di violenza estremamente difficile da dimostrare. Bisogna portare le persone “dentro al problema”, utilizzando tutti i mezzi possibili, compresa la letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi hanno colpito non solo il tema principale ma certe osservazioni quasi en passant come quella, all’inizio del romanzo, circa l’assenza di solide basi famigliari come causa in qualche modo della disgregazione sociale, o come quelle circa la necessità di recuperare un ritmo più lento che ci permetta di ascoltare ed osservare.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La mancanza di solide basi familiari che caratterizza molta gioventù di oggi; il fatto che l’individuo deve cercare di recuperare un ritmo di vita meno frenetico e porsi degli obiettivi, ma anche dei limiti, per poter sopravvivere: elementi che lei ha trovato tra le righe del mio libro, sono precise constatazioni sulla realtà di oggi. Certo ogni individuo deve cercare di dare un senso alla propria vita e può farlo solo se si ferma per un attimo, se ascolta se stesso e si accorge del mondo che lo circonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi sembra necessario anche chiederle le ragioni dell’ambientazione: leggendo la quarta di copertina colpisce, infatti, l’apparente contrasto tra la vicenda tinta di violenza e sopraffazione ed il paesaggio delle Dolomiti che si penserebbe custode di una particolare serenità.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro permette anche di scoprire un pezzo d’Italia di rara bellezza, un territorio divenuto di recente patrimonio dell’umanità. Le Dolomiti diventano “l’elemento scenografico” all’interno del quale si svolge la vicenda del romanzo. È una terra che conosco bene poiché mio padre, grande amante della montagna, me l’ha fatta scoprire ed amare fin da quando ero adolescente. Tale ambientazione mi ha permesso di inserire all’interno del libro “momenti lirici” che hanno una doppia funzione: quella di far meditare e in certo modo rasserenare l’animo del protagonista maschile Paolo e quella di alleggerire la tensione della trama condotta sul filo del thrilling. Aver ambientato una storia che ha risvolti drammatici in un contesto di apparente tranquillità ha inoltre lo scopo di sottolineare che dietro una facciata di apparente serenità spesso accadono fatti inimmaginabili e la cronaca nera continuamente ce ne dà conferma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La sua attività più nota è quella di operatrice nel mondo del teatro: docente, attrice, drammaturga, regista. Viene naturale chiedersi se questo romanzo sia frutto di alcune esperienze maturate in questo campo oppure è una esperienza in qualche modo a lato, seppur ovviamente connessa al resto. Non c’è dubbio infatti che una persona con le sue esperienze abbia un modo preciso di trattare i personaggi e la storia, però non si può dimenticare che teatro e prosa sono due modalità espressive radicalmente diverse. Ho notato, ad esempio, che le battute dei dialoghi presenti nel romanzo non hanno il ritmo del parlato o del teatro contemporaneo, bensì un andamento più lento e rilassato, più piano, direi quasi più consono alla narrativa e al teatro della prima metà del Novecento. Esistono però anche alcune espressioni curiose, come (p. 52) «nuove quinte di montagne»; altrove (p. 71) tra i pochi libri osservati nella libreria di uno dei protagonisti viene citato un Pirandello. Altrove ancora, (p. 77) maliziose citazioni larvate: «tra due file ininterrotte di alberi», ovviamente da Manzoni (un riferimenti forse non solo letterario ma anche schiettamente milanese, o almeno lombardo?).&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come le dicevo, la mia attività legata al teatro, negli anni, è andata pari passo con quella legata alla scrittura drammaturgica e letteraria. Sono evidentemente differenti modi espressivi. In un caso si deve tener presente che il testo deve poter vivere su un palcoscenico e relazionarsi con l’utente finale che è lo spettatore. Questo non bisogna mai dimenticarlo. Nella scrittura drammaturgica non possiamo quindi narrare una storia, descriverla; dobbiamo invece, attraverso il dialogo o il monologo, far vivere e mettere in relazione reciproca i vari personaggi in tutta la loro globalità (azioni, pensieri, gesti ecc). Il romanzo permette invece di raccontare una storia, di inserire all’interno di una trama momenti descrittivi legati al paesaggio, all’ambiente ecc. È pur vero tuttavia che anche in un romanzo, perché un personaggio sia credibile, bisogna saperlo “far vivere” nella mente del lettore, in modo che il lettore diventi quasi “partecipe della storia” e si lasci condurre fino alla fine del romanzo. Quando inizio a scrivere un racconto o un romanzo quindi non solo cerco di strutturarne la trama in modo che coinvolga il lettore e lo stimoli a proseguire nella lettura, ma cerco di immaginare e di vedere con la fantasia ogni “singola scena”, di rappresentarmela davanti come se dovessi dirigere una regia. In tal modo vedo i personaggi muoversi, interagire e riesco a valutarne meglio la credibilità e la spontaneità. La preparazione teatrale, ricevuta in Accademia, mi ha educato a conoscere e scoprire a poco a poco il personaggio del quale mi sto occupando, cercando di conoscerlo nel suo profondo. L’osservazione dei “tipi umani” nella realtà della vita aiuta a riproporre poi quel tal personaggio sulla realtà scenica o narrativa. Ecco quindi che le due formazioni ricevute si sono sempre integrate a vicenda, rispettando le differenze proprie di ogni campo della creatività.&lt;br /&gt;La sua osservazione inerente alle citazioni, ad alcune “espressioni curiose” ecc apre un discorso più ampio, inerente alla formazione di uno scrittore. Io credo che essa avvenga attraverso un procedimento direi di “metabolizzazione interiore”, dei vari testi classici e non che il soggetto legge; una specie di “trasformazione chimica ed energetica” che dovrebbe sfociare, a mio parere, in un modo di scrivere personale e originale. A volte parte del “metabolizzato” può affiorare in modo quasi inconsapevole e del tutto naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi incuriosisce anche la scelta di narrare in prima persona, e dal punto di vista di un personaggio maschile.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per quanto concerne l’io narrante maschile in un contesto che affronta una situazione di violenza sulle donne, vorrei precisare che questa è stata una scelta con uno scopo preciso. Io penso che bisogna affrontare tematiche forti anche senza far credere al lettore che lo si sta facendo, ossia portandolo per mano dentro al problema. Ecco perché l’io narrante non è una donna, ma un uomo: un uomo che racconta una storia di violenza, scoprendola lui stesso, insieme al lettore, per gradi, come ricomponendo un puzzle i cui pezzi si sono mescolati. L’io narrante poi è anche una figura maschile positiva, pur con tutte le incertezze e contraddizioni che contraddistinguono l’animo umano: una figura positiva che si contrappone a quella violenta con la quale è abituata a convivere la protagonista Anna. Certamente entrare nel modo di pensare di un uomo ha comportato da parte mia lo sforzo di cercare di capirne la psicologia, che è ben differente da quella femminile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei ha pubblicato anche un volume di poesia, intitolato Voci. Come inserisce questa uscita, ormai di venti anni fa, nel suo percorso? Ritiene che il passaggio dalla poesia alla prosa significhi un mutamento del suo punto di osservazione?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quando ho scritto Voci stavo attraversando un periodo molto particolare della mia vita: per la prima volta, ancora giovane, mi trovavo a fare i conti con “il dolore” e a cercare di comprenderne il significato. Il libro è dedicato a mia madre, che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita immobile in un letto: la mente era lucidissima, ma la sua unica possibilità di comunicazione con il mondo esterno era lo sguardo e il movimento della mano destra. Avevamo stabilito una specie di codice di segni che comprendevamo solo noi. Ritengo che solo attraverso la poesia si possano “condensare e far vivere” le emozioni in una parola. Nella dedica a mia madre scrivo «Oceanici voli di rondini / nell’immenso / stupore di un attimo». Riporto la citazione di Pier Carpi nella prefazione che dice: «Poesie come frammenti di universo, poesie come invito a cantare i momenti della vita, al di fuori del tempo, in quel punto divino dove passato, presente e futuro non conoscono distinzioni, ma sono una cosa sola. La luce perfetta della conoscenza». Già prima del libro di poesie Voci avevo scritto racconti e un breve romanzo, quindi “l’esperienza” della poesia non rappresenta un punto particolare di osservazione della realtà, ma è rimasto sempre per me nel corso della vita un momento unico per esprimere intense emozioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Leggendo il romanzo una delle cose che mi hanno colpito è la rapidità di certi passaggi, che non esiterei a definire cinematografica, e la presenza delle cosiddette “spie narrative”, soprattutto quelle utili fin dalla prima pagina a suggerire il clima e i rapporti psicologici presenti tra i protagonisti: mezze frasi, toni, occhiate. Ritiene che nel suo romanzo anche l’ottica cinematografica abbia avuto un ruolo? E, in generale, come si rapporta una donna di teatro e narratrice con il mondo del cinema?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Certamente sì. Un regista sia che si trovi davanti a un palcoscenico o dietro ad una macchina da presa, (mi riferisco naturalmente a film d’autore, che spesso sono la trasposizione di romanzi d’autore, non certamente al cosiddetto “cinepanettone”), sa che per interessare il suo pubblico deve introdurlo nella vicenda “dicendo e non dicendo”, a volte facendogli credere che le vicende vadano in una certa direzione mentre invece poi vanno in tutt’altra. Si seminano indizi lungo il percorso. La descrizione di paesaggi o di stati d’animo poi, che la cinematografia riesce ad evidenziare attraverso la cinepresa, vengono comunque da me ripresi nella narrazione, nei momenti in cui indugio sulle bellezze del territorio o su certi aspetti del carattere dei personaggi. Recentemente mi hanno detto che il libro potrebbe diventare una sceneggiatura cinematografica. Mi farebbe piacere anche se sono convinta che le immagini toglierebbero al fruitore un elemento che solo la lettura di un romanzo può dare: la possibilità di diventare “complice” dell’autore nel profondo della propria anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La ringrazio per queste considerazioni. La domanda di rito è: quali sono i suoi progetti per l’immediato, e per il futuro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Teatrali e letterari. Non amo fare anticipazioni su ciò che sto facendo fino a quando i progetti non si siano concretizzati (è anche questo un retaggio che mi deriva dal mondo del teatro); comunque posso anticiparle che sto completando un secondo romanzo e di pari passo una serie di racconti. Data la mole del lavoro sono progetti che in parte si realizzeranno in un futuro abbastanza immediato e in parte slitteranno tra la fine del 2011 e il 2012. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-8380521670559443817?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/8380521670559443817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=8380521670559443817' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8380521670559443817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8380521670559443817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/09/maria-gabriella-giovannelli-di-sandro.html' title='Maria Gabriella Giovannelli di Sandro Montalto'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-98ui8x50PNs/Tneeu4zJ5JI/AAAAAAAAAQM/V1ECXZ1S3g4/s72-c/Copertina_Giovannelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-1419820589701379159</id><published>2011-09-19T08:01:00.000-07:00</published><updated>2011-09-19T08:06:09.443-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag:Carina Spurio'/><title type='text'>Serena Bono di Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-x8DPK1UdAcw/TndZjgLblqI/AAAAAAAAAQE/nD_JoYE7oao/s1600/copertina_origini%2Be%2Bdiffusione....jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654086323655120546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 273px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-x8DPK1UdAcw/TndZjgLblqI/AAAAAAAAAQE/nD_JoYE7oao/s400/copertina_origini%2Be%2Bdiffusione....jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Serena Bono&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Origine e diffusione del vampirismo &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;– Il doppio volto della donna: angelo o demone?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Roma, Albatros Editore,&lt;br /&gt;2010, pp. 112&lt;br /&gt;IBSN: 9788856727999&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Intervista di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Origine e diffusione del vampirismo” è il titolo del suo saggio pubblicato dal Gruppo Albatros nel quale lei cerca di approfondire il tema del vampirismo servendosi di un’ottica antropologica ed esegetica …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sembrano due parole tanto difficili ma è semplicemente un'analisi dell'uomo, delle sue caratteristiche e del suo comportamento all'interno della società in cui vive attraverso lo studio e l'interpretazione di testi che ne trattano. Quelli presi in esame sono di carattere religioso, storico, artistico, antropologico e letterario. Si parte sin dalla Genesi in cui appare uno dei primi demoni femminili, Lilith la prima moglie di Adamo, per poi soffermarsi su credenze e miti di antiche popolazioni, sulle testimonianze storiche dei primi casi di vampirismo fino ad analizzare gli aspetti letterari di questo mito esaminando in particolare, anche attraverso l'iconografia, i personaggi femminili di due romanzi ottocenteschi quali Carmilla di J. S. Le Fanu e Dracula di B. Stoker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da lungo tempo si parla di vampiri che da secoli si mimetizzano, come lei scrive, “nei tessuti sociali a incarnare le paure”. Tra le sue teorie e ipotesi leggo che ne sono state avanzate cinque: l’origine universale o preistorica, l’origine sciamanica, l’origine orientale, l’origine europea antica o medioevale e l’origine moderna …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Montague Summers, celebre vampirologo, ha sostenuto la teoria dell’origine universale del vampiro. Siamo nel 1928 “La tradizione” dichiarava “è mondiale e di un’antichità senza data”. Le prove a questa teoria si trovano nella cosiddetta paura dei morti. Giacché la morte ha avuto inizio con la vita, sin dall’inizio della storia le popolazioni si sono trovate di fronte all’ignoto, al non conosciuto e da qui sono nati particolari metodi di sepoltura, particolari credenze. Questa teoria è stata sostenuta anche da un’altra famosa studiosa dell’argomento, Ornella Volta. Questo timore verso i defunti possiamo trovarlo sin dalla preistoria, e in tutte le parti del mondo.&lt;br /&gt;Secondo alcuni autori, la presenza del vampiro e di alcuni personaggi affini, nasce in un preciso ambiente religioso-culturale, e cioè quello dello sciamanesimo. L’area territoriale che questa identificazione ricopre è vastissima e va dal mondo celtico alla Siberia, dagli indiani d’America del Nord alla Germania precristiana, alla Scandinavia e all’Europa orientale.&lt;br /&gt;Personaggi simili al vampiro erano già stati segnalati in oriente da Marco Polo, ma solo nell’Ottocento è iniziato uno studio sistematico del vampirismo nel mondo orientale. Possiamo trovare testimonianze provenienti dalla Malesia, dall'India e dalla Cina. In queste zone sono tante le credenze in spiriti malevoli succhiatori di sangue.&lt;br /&gt;Un' altra teoria è quella che farebbe risalire l’origine del vampiro all’ambiente culturale greco e romano o al periodo medievale in Transilvania, o comunque nei paesi dell’Est europeo. Vero è che la Transilvania è ricchissima di leggende in tal senso, alimentate soprattutto dal mistero che ancora oggi circonda il personaggio di Dracula, il celebre Vlad Tepes, eroico condottiero sanguinario che si distinse nella lotta contro i Turchi. Da qui la nascita della figura del vampiro per eccellenza.&lt;br /&gt;La teoria di un origine moderna, mette in relazione la nascita del vampiro con il forte periodo di crisi spirituale collegato con l’Illuminismo. Il suo principale sostenitore è Jean-Claude Aguerre che sottolinea come le difficoltà di interpretare il rapporto uomo-anima e quindi il problema della morte, nel Settecento, avrebbe in qualche modo plasmato la figura di colui che vince la morte con il proprio stesso corpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel sottotitolo si legge “Il doppio volto della donna: angelo o demone?” rivelando una particolare attenzione alla figura femminile e ad una sessualità che diventa elemento fondamentale …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Partendo dal vampirismo analizzato nei vari suoi aspetti, ho portato in primo piano la figura della donna, messa spesso in disparte dalla società come la vampira lo è stata dal ruolo predominante del vampiro. Le vampire ci appaiono come amanti insoddisfatte o lesbiche: ciò fa pensare che possano essere viste anche a livello sociologico come anormali, sessualmente preponderanti, capaci di plagiare e di controllare la psiche degli uomini con cui vengono in contatto, dominandoli e infine uccidendoli. Esse sono rimaste fedeli ai loro antichi avi: donne di estrema bellezza che seducono le vittime prosciugandole di sangue e di sperma per potersi rigenerare. Intorno al 1900, la donna da angelo del focolare, viene vista come creatura viziosa, strega ammaliatrice e questo perchè riscopre il proprio ruolo di donna, la propria sessualità. Di lei si ha paura perchè capace di irritere l'uomo, di attrarlo irreparabilmente tra le sue spire ed è per questo assimilabile ad una vampira.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dunque il vampiro non è morto, ma non è nemmeno vivo, ma un non morto che ha incarnato le paure dell’uomo dalla notte dei tempi …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Si tratta di un mito riscontrabile in tutti i tempi in tutto il mondo. Il vampiro è lo spirito di una persona defunta, rianimato dalle forze del male, tornato per tormentare i vivi privandoli del sangue per poter continuare la propria “non vita”. Il folklore assegna gli stessi tratti somatici al vampiro e al ritratto popolare dell'individuo dalla sessualità fuori dal comune. Attraverso i secoli il vampiro muta le sue sembianze da bestia sanguinaria, rozza e primitiva a uomo fascinoso e acculturato che spaventa perché diverso e misterioso ma che allo stesso tempo attrae e seduce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mentre nel passato Dracula fu una figura cinematografica soggetta a molte censure perché raffigurava il male assoluto, nei film di oggi gli eredi di Dracula, categoricamente giovani e belli, vivono nei film strazianti storie d’amore con donne umane: sono vampiri umanizzati che non dormono nelle bare, non uccidono gli esseri umani e sopportano la luce del sole: vampiri e umani convivono tranquillamente sui set cinematografici e sui libri, continuando a non morire mai …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il vampiro è immune ad ogni malattia, possiede una forza eccezionale, è intangibile, inattaccabile, può influenzare gli altri esseri, ma soprattutto sopravvive alla morte, supera una delle massime aspirazioni e una delle massime angosce dell'uomo. L'incognita della morte è affascinante e ripugnante allo stesso tempo. Il vampiro incarna la volontà di sfuggire ed elevarsi dalla massa vivendo un'esistenza eccezionale, impossibile per i comuni mortali. Tutto ciò credo sia alla base della nostra grande attrazione verso questa figura, ormai dai tratti più umanizzati che soffre e ama come noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come è nata l’idea di scrivere questo libro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sin da piccola sono stata attratta da storie macabre e dell'orrore e andando avanti con gli anni ho cercato di approfondire sempre più l'argomento. Leggendo e analizzando i vari racconti e soprattutto quelli dedicati al vampirismo mi sono accorta di quanto poco si parlasse delle donne vampiro: era sempre l'uomo il protagonista delle narrazioni. Così ho cercato di studiarne le cause e rivalutare, in generale, la figura della donna che, attraverso i secoli, spesso ha avuto un ruolo secondario all'interno della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quanto tempo ha dedicato alla realizzazione di questo testo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ero diventata un vero topo di biblioteca.......in definitiva un anno. Le ricerche sono state difficoltose, anche se potrebbe apparire strano visto quanto l'argomento sia già stato trattato. Quello a cui cercavo di giungere però era trasmettere l'argomento sotto un differente punto di vista.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci può illustrare la copertina del libro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La complessità dell'animo femminile: una donna e la sua ambivalente personalità contraddistinta da luci e ombre. Un immagine allo specchio, da sempre simbolo del doppio, portale di passaggio per altri mondi arcani e misteriosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cos’è per lei la scrittura?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sicuramente un momento di evasione anche se più precisamente amo quello che la precede.....la ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scrive di notte o di giorno?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Preferisco la notte, perché riesco ad avere maggiore concentrazione quando tutto è silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è il suo rapporto con internet?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Buono, amo la ricerca ma anche lo svago che se ne può trarre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei è storica dell’arte e insegnante, in che modo comunica con i suoi allievi?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Cerco innanzitutto di conoscerli, comprenderli e stabilire un rapporto di fiducia reciproca. Non amo stare in “cattedra” e dare loro solo informazioni. Al giorno d'oggi la cultura è molto importante ma lo è anche il rapporto umano. Credo che oltre agli insegnamenti dati dalle proprie famiglie la scuola sia il secondo punto di riferimento per un ragazzo che sta crescendo e che si sta formando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da dove ha origine la sua passione per il Gotico?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Mi ha sempre incuriosito ed affascinato il periodo medievale con le sue ambientazioni misteriose, le atmosfere terrorifiche, il tema della possessione demoniaca, del male, delle antiche profezie,i conflitti interiori dei personaggi ambigui, misteriosi, preda di passioni violente o tormentati da pene d'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una domanda all’apparenza facile per una risposta difficile: chi è Serena Bono?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questa domanda è davvero la più difficile!&lt;br /&gt;Sono una donna romantica, che vive ogni cosa con passione e sensibilità. Adoro l'amore, la famiglia, il divertimento, viaggiare alla scoperta di cose nuove. Una sognatrice che guarda al futuro e spera sia ricco di prospettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per poter scrivere bisogna leggere, quali sono le sue letture preferite?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Devo ammettere che sono un po' monotematica, oltre alla letteratura di genere noir prediligo i triller, soprattutto quelli storici: tutto ciò che tratta azione e mistero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un suo grande desiderio?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Un lavoro soddisfacente e una bella famiglia! Mi piacerebbe poter viaggiare, conoscere nuovi luoghi e nuove culture....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una dedica …&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;A tutti i miei futuri lettori, citando un frase tratta dal libro “una vita senza bacio è limitata, è costretta a finire”.....passione, amore....una delle forze più potenti della nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un ringraziamento?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Grazie a te Carina perché mi stai dando l'oppurtunità di farmi conoscere e di far conoscere uno studio che mi ha tanto gratificato e che spero possa essere interessante anche per altri che hanno la mia stessa passione. Grazie ai miei genitori e a mio marito perché mi hanno sempre sostenuto dandomi fiducia anche in questa nuova avventura da scrittrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei è felice?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Molto.....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo prossimo libro sarà un saggio o un romanzo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ho già pronto un altro saggio....misteri e superstizioni.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Serena Bono&lt;/strong&gt; è nata a Pescara nel 1977. Si è laureata in Lettere Moderne nel 2003 e specializzata in Storia dell'Arte, Metodologia Gestione e Conservazione del Patrimonio Storico-Artistico nel 2008 presso l'Università di Chieti. Svolge la professione di storica dell'arte e di insegnante. Dalla passione per il Gotico e per le sue oscure ed affascinanti figure nasce Origine e di usione del vampirismo - Il doppio volto della donna: angelo o demone?, la sua prima pubblicazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-1419820589701379159?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/1419820589701379159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=1419820589701379159' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1419820589701379159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1419820589701379159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/09/serena-bono-di-carina-spurio.html' title='Serena Bono di Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-x8DPK1UdAcw/TndZjgLblqI/AAAAAAAAAQE/nD_JoYE7oao/s72-c/copertina_origini%2Be%2Bdiffusione....jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7172497446373343851</id><published>2011-09-15T08:11:00.000-07:00</published><updated>2011-09-15T08:15:26.789-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>Sandro Montalto di Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UzhZUIujCXs/TnIWDyvBvhI/AAAAAAAAAP8/NJh9-cXRg9U/s1600/Sandro_montalto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5652604736717831698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 343px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-UzhZUIujCXs/TnIWDyvBvhI/AAAAAAAAAP8/NJh9-cXRg9U/s400/Sandro_montalto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Sandro Montalto&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Intervista di Carina Spurio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei è Direttore Editoriale delle Edizioni Joker e dirige svariate riviste culturali e letterarie. In che modo inizia il suo percorso dedicato alla cultura?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per caso, come spesso succede. Fin da piccolo leggo e scrivo, interessandomi di materie letterarie, artistiche e scientifiche (mi disturbano certi steccati di comodo!). Sinceramente non ricordo i particolari, posso dire che a un certo punto (era il 1995, avevo circa 17 anni) ho iniziato a frequentare incontri, presentazioni e convegni. La mia prima sensazione, peraltro la stessa che ho adesso, è stata quella di uno spettacolo osceno basato sulle reciproche convenienze e su un pollaio di Ego insopprimibili; tutti parlavano di sé, manifestavano scarsa curiosità verso il prossimo e una preparazione spesso approssimativa (e se lo capivo io, che stavo studiando musica e chimica …). Ho isolato le pochissime persone che mi andavano a genio (innanzitutto Roberto Bertoldo, uno scrittore, critico e filosofo che ammiro e la cui lettura suggerisco a tutti), ho iniziato a discutere con loro capendo che molti erano opportunisti (cercavano il giovane da far entrare nella loro “scuola”) e, a seguito di ulteriori scremature, ho iniziato a formarmi scrivendo moltissime recensioni, poi sono iniziate le richieste di prefazioni, di collaborazioni fisse a riviste e a qualche giornale, etc. Ora la maggior parte di quelle persone, con le quali spesso ho fatto litigate anche pubbliche (non mi sopportavano, e non mi sopportano, perché non ero riconducibile a consorterie con le quali fare qualche affare, e dunque ero libero di dire ciò che pensavo, giusto o sbagliato che fosse), si sono perse, siccome senza un gruppo alle spalle la loro vacuità è stata smascherata; altri si sono fatti la lotta fino a soccombere tutti siccome lottavano solo per un posto; altri hanno fatto carriera con l’appoggio della politica. Rimane un gruppo ristrettissimo di autori, anche giovani, che sta facendo una onesta carriera nei giornali, nell’editoria o nell’università. Altri, molti, scrivono con modestia e per necessità la sera, dopo aver magari venduto il pesce o programmato computer tutto il giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fa parte della giuria di alcuni premi letterari …&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho partecipato a molte giurie e alcuni premi li ho co-fondati, o almeno ispirati. Ma non ho mai resistito più di una edizione, siccome ho sempre trovato delle zone poco chiare che ho denunciato. E’ il motivo per cui, non avendo in questi casi prove da esibire, ho preferito limitarmi a lasciare l’incarico – o a lasciarmi allontanare – senza più nominare quei premi. L’unico premio che amo, al momento, e del quale sono oltre che giurato anche co-fondatore e direttore tecnico, nel quale mi trovo benissimo e che dopo due sole edizioni ha già prodotto libri, molti rapporti, incontri etc. è il premio “Torino in Sintesi” dedicato all’aforisma, nato anche e soprattutto grazie alla generosità della Presidente Anna Antolisei. Da esso sta anche scaturendo l’Associazione Italiana per l’Aforisma, che stiamo fondando ufficialmente in questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oltre ad essere editore lei è anche autore. Ha pubblicato svariati volumi tra i quali saggi sulla poesia contemporanea, aforismi e prosa. Tra le mie mani: L’eclissi della chimera (Edizioni Joker 2005), Crolli emotivi (Lietocolle, Fallopio 2006), Esequie del tempo (Manni, 2006), Monologhi di coppia (Edizioni Joker, 2010). Una breve descrizione per ogni testo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto di correggerla. Io sono un autore, innanzitutto ed essenzialmente; in seconda battuta, per amore della letteratura e per cercare di far emergere una serie di autori bravi senza appoggi, mi sono dedicato alla critica e poi all’editoria. Lavori, peraltro, ingrati, siccome mi sono accorto che agli autori troppo spesso interessa più la grandezza del nome in copertina che non una cura scrupolosa del testo, oppure, in una recensione, preferiscono toni entusiastici a disamine serie ed approfondite. Ecco perché su critica ed editoria oggi mi sto interrogando.&lt;br /&gt;Ho pubblicato fino ad ora 16 libri, e non voglio rubare troppo spazio. In sintesi ho pubblicato tre raccolte di versi intitolate Scribacchino (2000), Esequie del tempo (2006) e Il segno del labirinto (2011). Credo che insieme diano una immagine fedele e abbastanza completa del mio essere poeta. Infatti, si rimpallano molte dei miei nodi fondamentali, risolti e irrisolti, ma con tre toni diversi: nel primo libro andamenti più sperimentali e polemici, nel secondo andamenti più solenni in una forma che tenta di indagare la possibilità del poema oggi, e nel terzo un linguaggio certo aspro, molte volte, ma nel complesso più intimo, lirico, persino quotidiano. Tra l’altro, tutti questi testi sono nati negli stessi anni.&lt;br /&gt;C’è poi il lavoro sugli aforismi (unico libro per ora pubblicato L’eclissi della chimera, 2005), sul teatro (unici lavori per ora pubblicati Monologhi di coppia, 2010, che ha esordito nel 2008 al Piccolo di Milano, e la farsa Ubu furioso, uscito come libro d’arte presso il Collage de ‘Pataphysique di cui sono Reggente; ma molti altri testi stanno girando attualmente per diverse compagnie), più un libro strano, che temevo ed invece è piaciuto abbastanza, costantemente pencolante tra disperazione e comicità: Crolli emotivi (citerei la nuova edizione del 2010).&lt;br /&gt;C’è poi il lavoro critico, sia sul versante della poesia contemporanea (finora raccolto in tre volumi: Compendio di eresia del 2004, e i due volumi Forme concrete della poesia contemporanea e Tradizione e ricerca nella poesia contemporanea, entrambi del 2008), sia su altri versanti, concretizzato in libri su Umberto Eco, su Edoardo Sanguineti (curato con Tania Lorandi), e due volumi su Samuel Beckett. Ci sono poi plaquette artistiche, antologie di poeti e aforisti e altro, ma il succo è questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scrive anche di musica, cinema ed enigmistica su riviste specializzate, oltre a dedicarsi all’attività di compositore …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì. Come detto non amo gli steccati, che spesso servono a giustificare pigrizia, mancanza di curiosità o ignoranza. Certo io vorrei sapere tutto della matematica, o della chimica, mentre so pochissimo; però appena posso leggo i molti testi di divulgazione scientifica che oggi esistono, fortunatamente spesso fatti molto bene. Uno scrittore non deve precludersi esperienze, purché siano vissute nel profondo e non come infarinature. Lo stesso cerco di fare con l’arte, anche se è purtroppo territorio di parolai e pennivendoli, mondo nel quale ho anche presentato e sostenuto alcuni autori (due nomi tra i tanti Daniela Rizzo e Nadia Boneccher Azzoni). Idem, anche se mi ci sono dedicato poco, per quanto riguarda il cinema (uno dei miei libri è una lettura parallela di Beckett e Buster Keaton, il vero genio del muto), e l’enigmistica/ludolinguistica, amore concretizzatosi in diverse collaborazioni e nella fondazione di una delle riviste che dirigo, intitolata «Cortocircuito». Penso che, in un certo senso, una grande poesia e la pubblicità di uno yogurt, o una dichiarazione d’amore e una di guerra, siano solo diverse combinazioni di lettere, dunque spesso un anagramma ha da insegnarci quanto un distico ritenuto immortale.&lt;br /&gt;La musica invece la studio fin da quando ero bambino, e mi dedico a insegnare un po’, a dirigere alcuni cori e a comporre (con una lentezza e una flagellazione autocritica che definirei esasperanti!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è la sua posizione nei confronti dell’ormai controversa questione dell’editoria a pagamento?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In questi anni ho accertato che la quasi totalità degli editori che dice di non far pagare gli autori, invece, lo fa. Lo stesso vale per gli autori che dicono di non averlo mai fatto. Trovo che la cosa non sia controversa, ma solo strumentalizzata. Come ho detto prima non faccio l’editore strictu sensu e me ne infischio di statistiche, marketing etc. Peraltro, mi permetta, io non faccio l’editore bensì il direttore editoriale; penso alla qualità del testi, non al denaro che entra o esce, non mi riguarda. Però ci sono leggi del mercato insopprimibili: poniamo che lei mi proponga un libro di poesia e sa benissimo che venderà 20 copie, e magari mi dice che non ne vuole copie perché non interessa neanche a sua madre (la cosa mi è successa). Ebbene, se lei fosse un editore sosterrebbe per intero le spese? Non credo proprio, a meno di fare 5 libri all’anno, cosa che alcuni fanno … ma senza fare editoria, ossia senza fare libri che abbiano una casa e una visibilità. Dovere dell’editore è aiutare l’autore fornendo un reale servizio di editing, cura grafica, stampa accurata, distribuzione e promozione (tutte voci di spesa che gli autori nemmeno si sognano!), in cambio di un aiuto in termini di acquisto-copie che deve essere ragionevole. Peraltro un autore di copie ha bisogno, no? Poi, certo, c’è sempre qualcuno che non capisce nulla e parla: io ho avuto un autore che mi ha dato dell’incapace perché a un mese dall’uscita del suo libro di poesie il «Corriere della sera» non lo aveva ancora recensito (!), e un altro che aveva firmato per la pubblicazione delle sue poesie in 600 copie, poi voleva citarci perché aveva capito 6000 (!!). Questi non solo non sanno come funzionano i giornali (peraltro poco dopo il Corriere ha parlato di due nostri libri) e quanto tirano Einaudi o Mondadori nelle collane di poesia, cosa grave fino a un certo punto, ma soprattutto, cosa inaccettabile, si credono gli unici al mondo ad avere diritto al 100% delle risorse e delle energie.&lt;br /&gt;Naturalmente, però, un editore anche piccolo deve investire, e noi lo facciamo pubblicando libri molto buoni di poeti in situazioni particolari o giovanissimi, e soprattutto saggi (alcuni dei quali stanno avendo decisamente una buona sorte); per non parlare delle nostre riviste nel quale non devi abbonarti per essere pubblicato, contrariamente a ciò che fanno colleghi anche … illustri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In qualità di direttore editoriale, pensa sia ancora possibile puntare a una riscoperta del valore dei contenuti invece che seguire mode e costumi …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In parte ho già risposto. Posso aggiungere che i grandi editori pubblicano un sacco di immondizia, ma sono enormi baracche che spesso costano milioni di euro, danno lavoro a molte persone, ed è comprensibile che debbano tirare avanti. Vorrei solo che distinguessero le diverse cose che pubblicano, dando a tutte la necessaria visibilità. Se voglio Liala, o Camus, devo poterli reperire con uguale facilità, ma anche capire esattamente cosa sto comprando se non conosco i due autori. Se poi questi editori vogliono o devono pubblicare robaccia per fare cassa lo facciano, questo li differenzia da noi; però allo stesso tempo non mandino fuori catalogo ogni anno decine di testi fondamentali come avviene sempre più spesso (anche nel mercato dei dischi, peraltro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Attualmente, l’economia attraversa un momento difficile, la carta stampata è in crisi, mentre l’editoria si confronta con le nuove sfide tecnologiche: iPad, smartphone e tablet. Il mercato si evolve, si plasma e con esso gli editori che devono rispondere alla necessità di trasformare i progetti cartacei …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno diceva che il “momento di crisi” è la condizione perpetua dell’uomo. Tutti gli allarmismi mi spaventano poco (lavoro in una biblioteca, e so bene che la gente non è vero che non legga, piuttosto compra poco per via dei prezzi folli dei libri), compresi quelli a sfondo elettronico. Penso che le tecnologie non soppianteranno mai il libro (che è uno di quegli oggetti definiti modificabili ma “non migliorabili”, come il cucchiaio), così come penso che gli oggetti non hanno colpe né meriti. Ad esempio avere in formato elettronico gazzette, giornali, manuali che invecchiano subito etc. sarebbe un favore fatto all’ecologia. Ma quando sento che la gente legge meno per colpa della televisione o di internet mi viene l’orticaria: non sarà colpa dell’incapacità di genitori e insegnanti, piuttosto? O dell’abdicazione di critici e intellettuali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali caratteristiche deve avere un testo per sedurla?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come detto io faccio una editoria di nicchia, quindi pubblichiamo pochi romanzi e racconti. Ma quei pochi li ho pubblicati per le intrinseche qualità della scrittura, a volte davvero sorprendenti, al di là dell’argomento: abbiamo pubblicato romanzi storici, fantasy (senza tutte le caratteristiche dei fantasy soliti, a mio giudizio noiosissimi e banali), d’amore etc. In qualche caso sono libri che hanno anche venduto un numero di copie decisamente apprezzabile per i nostri livelli. Credo che occorra investire in qualità, e la qualità è data dalla bellezza della scrittura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il titolo e la copertina sono elementi di una strategia di vendita?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono un bel gioco, se possibile da giocare con l’autore, ma pensare che siano fondamentali significa arrendersi al mercato più becero (e, comunque, fallire).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Difendere la cultura nell’Italia di oggi è una sfida o una passione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ambedue: la passione, quasi l’unico motore della vita degna di essere vissuta con tutte le sue fatiche e noie, è una sfida alla quotidianità. E’ l’unico modo per investire non solo sul domani, ma anche (e spesso ci vuole più coraggio!) nell’oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In un presente schizofrenico che impone nuovi canoni di originalità, come vede il futuro dei nuovi talenti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I canoni basta non farseli imporre. Troppo comodo fare le vittime. Domani come ieri ce la faranno i talenti che cercheranno in sé la propria forza, e non inseguiranno né tradizione né innovazione se si tratta di strategie a tavolino. Puoi avere anche un buon successo, che però dura 5 anni e poi scompari. Bisogna scegliere, io ho fatto le mie scelte e non giudico nessuno da questo punto di vista. Siccome se sono antipatici quelli che inseguono il successo facile, non sono da meno quelli che se ne stanno rintanati e attribuiscono il loro essere sconosciuti a non ben comprensibili complotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono stati gli autori che l’anno influenzata - ispirata?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I più diversi. Come ogni elenco, il mio sarà parziale e figlio del momento. Limitandomi ovviamente agli scrittori (spesso idee interessanti in campo letterario mi sono venute da un musicista, ad esempio) citerei almeno Borges, Cioran, Beckett, Queneau, Camus, Canetti, Manganelli, Savinio, Dostoevskij… Senza contare la grande tradizione degli umoristi: Swift, Wilde, Jerome, Woodehouse, un certo Campanile, Mosca, Allen, o certi autori anche televisivi come Vianello e Marchesi, o Bergonzoni, o anche umoristi oggi un po’ dimenticati come Carlo Manzoni. E Kafka? Ma ricorda che Kafka leggeva Il processo la sera ai suoi amici, e tutti insieme si facevano delle matte risate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cos’è per lei scrivere; catarsi, momento di riflessione, piacere, narcisismo, ribellione, o altro?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Essenzialmente un esercizio, anche faticoso perché necessita di grande precisione e costanza. Non ho mai creduto all’ispirazione, credo che avesse ragione Edison secondo il quale il genio è 10% ispirazione e 90% traspirazione. Ma un esercizio che non deve essere sterile, a tavolino: piuttosto una sfida fisica, come camminare sulla corda o battere il proprio record di marcia, necessario per concretizzare e dunque capire, guardandoli anche da fuori, gli snodi del nostro essere al mondo. Un esserci che, e questo gli artisti ancora non l’hanno ben capito, è simultaneamente fisico, filosofico, psichico, biologico, civile, storico, chimico, etc. In questo preciso senso credo che la complessità del vivere sia stimolante, ma anche un muro contro il quale dobbiamo necessariamente sbattere ogni giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le capita mai di litigare con se stesso?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sì, ma poi mi calmo andando a fare due passi con un altro me stesso ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa sta scrivendo attualmente?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un secondo libro di aforismi, alcune poesie (in particolare sto finendo una raccolta di quartine alla quale tengo molto), alcuni testi teatrali, alcune musiche. Oltre ad alcuni saggi su scrittori, registi e pittori, che spero di poter raccogliere con altri usciti in questi anni in un volume unitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nasce a Biella. Che tipo di rapporto ha con la sua terra?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nessuno in particolare: ci sono nato, ci vivo, ci lavoro entrando a contatto con molte persone spesso interessanti (faccio il bibliotecario, come ho detto), ma per varie ragioni praticamente tutto ciò che ho fatto di interessante l’ho fatto fuori dalla mia città. Inoltre vengo da una famiglia che non è radicata qui ma ci arriva da diverse regioni italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SANDRO MONTALTO&lt;/strong&gt; è Direttore Editoriale delle Edizioni Joker (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.edizionijoker.com/"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;www.edizionijoker.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;), presso le quali cura in prima persona collane di saggistica, poesia, aforismi e teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirige le riviste «La clessidra» (rivista di cultura letteraria) e «Cortocircuito» (semestrale di cultura ludica).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È redattore delle riviste letterarie «Il Segnale» e «Poetry Wave» e consulente per l’Italia della rivista internazionale «Hebenon». Svolge inoltre attività critica su molte altre riviste nazionali e internazionali, tra le quali «Poesia», «Testuale», «Atelier», «Téchne», «Clandestino», «Cultura &amp;amp; Libri», «Bloc notes», «Confini», «Testo», «LN», «La Battana», «Pòiesis», «Pagine», «Alla bottega», «Punto d’incontro», «Golem», «Il Cittadino» e «Poiein»; scrive inoltre su volumi collettanei e su alcuni giornali («Corriere di Como», «Il Domenicale», etc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa parte della giuria di alcuni premi letterari, ed è giurato e direttore tecnico del premio internazionale di aforistica “Torino in sintesi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste le sue pubblicazioni in volume:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Scribacchino, Joker, Novi Ligure 2000 (poesia)&lt;br /&gt;· Compendio di eresia, Joker, Novi Ligure 2004 (saggi sulla poesia contemporanea)&lt;br /&gt;· L’eclissi della chimera, Joker, Novi Ligure 2005 (aforismi)&lt;br /&gt;· Pause nel silenzio, Signum, Bollate 2006 (poesia)&lt;br /&gt;· Crolli emotivi, Lietocolle, Faloppio 2006 (prose; nuova edizione riveduta e accresciuta Cento Autori, Villaricca NA 2010)&lt;br /&gt;· Esequie del tempo, Manni, Lecce 2006 (poesia)&lt;br /&gt;· Beckett e Keaton: il comico e l’angoscia di esistere, Edizioni dell’Orso, Alessandria 2006, con una nota di Paolo Bertinetti (saggio; in corso di stampa negli Stati Uniti)&lt;br /&gt;· Forme concrete della poesia contemporanea, Joker, Novi Ligure 2008 (saggi sulla poesia contemporanea)&lt;br /&gt;· Tradizione e ricerca nella poesia contemporanea, Joker, Novi Ligure 2008 (saggi sulla poesia contemporanea)&lt;br /&gt;· Monologhi di coppia, Joker, Novi Ligure 2010, con prefazione di Paolo Bosisio (teatro)&lt;br /&gt;· Un grosso apostrofo (FUOCOfuochino, Viadana 2010) (prose)&lt;br /&gt;· Lentinsetti Pulcinoelefante, Osnago 2011 (con disegno di Tania Lorandi) (poesia)&lt;br /&gt;· Ubu furioso, Edizioni del “Collage de ‘Pataphysique”, Sovere (BG) 2011 (con illustrazioni di Marco Baj) (teatro)&lt;br /&gt;· Il segno del labirinto, Edizioni La Vita Felice, Milano 2011 (poesia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha curato molti volumi, tra i quali Umberto Eco: l’uomo che sapeva troppo (ETS, Pisa 2009), Fallire ancora, fallire meglio. Percorsi nell’opera di Samuel Beckett (Joker, Novi Ligure 2009) e Temperamento Sanguineti (libro + DVD; Joker, Novi Ligure 2011; con Tania Lorandi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha scritto alcuni testi teatrali. Ha vinto premi per la poesia, per la critica e per il teatro (Premio “Ernesto Calindri” 2008, con la commedia Monologhi di coppia rappresentata nel dicembre 2008 al Piccolo Teatro “Giorgio Strehler” di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come musicista, dopo aver studiato pianoforte per molti anni, al momento studia Strumentazione per Banda presso il Conservatorio di Torino, e studia Direzione di Coro e Composizione privatamente. Dirige il coro “100% misto” di Biella. Ha composto musiche per pianoforte, per complessi cameristici, per banda e per coro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attivo nel mondo della ‘Patafisica, è Reggente del “Collage de ‘Pataphysique”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ideato alcuni libri-oggetto tra i quali l’Aforismario da gioco (Edizioni Joker, Novi Ligure 2010).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha pubblicato anche diversi scritti di argomento musicale e cinematografico su riviste specializzate («SuonoSonda», «Musicheria», «Costruzioni Psicoanalitiche», «Arts and Artifacts in Movies» etc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svolge la professione di bibliotecario.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7172497446373343851?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7172497446373343851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7172497446373343851' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7172497446373343851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7172497446373343851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/09/sandro-montalto-di-carina-spurio.html' title='Sandro Montalto di Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-UzhZUIujCXs/TnIWDyvBvhI/AAAAAAAAAP8/NJh9-cXRg9U/s72-c/Sandro_montalto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-2661014686360313082</id><published>2011-09-09T16:00:00.000-07:00</published><updated>2011-09-09T16:03:32.622-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>5^ Edizione Concorso Nazionale “diVerso in Verso” 2011</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-uVO6lNWV1ys/TmqayzLH4hI/AAAAAAAAAP0/ta8Fz_SQacE/s1600/diVerso%2Bin%2BVerso%2B2011_foto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650498880010707474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-uVO6lNWV1ys/TmqayzLH4hI/AAAAAAAAAP0/ta8Fz_SQacE/s400/diVerso%2Bin%2BVerso%2B2011_foto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;5^ Edizione Concorso Nazionale “diVerso in Verso” 2011 Comune di Nerito di Crognaleto&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo lo splendido e suggestivo scenario offerto dal letto del Vomano, fiume dalle verdi acque che riflette la vegetazione lussureggiante, in questo scorcio di natura sulle pendici del Massiccio del Gran Sasso D’Italia, passando per strade di altura, si arriva a Nerito. Ritrovo le meraviglie di un paese dimenticato dal tempo. Scosceso, il piccolo borgo con al centro la chiesa e la sua piazza accoglie calorosamente tutti coloro che sono intervenuti per partecipare all’evento promosso ideato e realizzato dalla bravissima poetessa Carina Spurio. All’interno della chiesa che sembra essere il posto più fresco in quest’ora di metà pomeriggio d’agosto, tra l’agitazione generale, ci accomodiamo nei banchi, tutti assieme, partecipanti, premiati, segnalati, vincitori del concorso, ospiti e semplici curiosi. Si avverte l’ansia per qualche personalità in lieve ritardo, lo stesso sindaco in elegante completo gessato, che apre la manifestazione . All’angolo, nel posto riservato solitamente al coro, a dirigere tutta la scaletta, col suo fare simpatico, solare, ed elettrizzante, la signora Spurio! Intravedo la bellissima presentatrice la signora Maria Rita Piersanti, in rosso, spicca davanti l’altare che si presta come palcoscenico alternativo, dando anche una certa sacralità alla cerimonia. La professionale e mai banale conduzione della presentatrice veterana del concorso, inizia con un saluto ai presenti e con la nomina dei segnalati che per merito e per novizia di intuizioni sono stati elogiati per i loro componimenti. Sono davvero ben diversificati e numerosi, uomini e donne di tutte le età, compositori geniali che incastrando le parole magicamente danno un significato nuovo a temi quali l’amore, il tempo, i mestieri, gli oggetti, le persone, le sensazioni, la natura… Notevole è il livello dei versi narrati dalle sapienti e calde voci di Ilario Lorusso, Cristina Trifoni e Letizia Palumbi. L’interpretazione e l’espressione che sono in grado di trasmettere rende tutto più sensuale. Ospiti graditi che arricchiscono il tono assolutamente culturale dell’incontro, sono gli scrittori Danilo Scastiglia con la sua nuova opera “Mosaico”, una raccolta particolare con toni erotici, Mattia Albani con” Il verso del coniglio. E’ la volta del famosissimo compositore violoncellista di fama internazionale, Enrico Melozzi, originario del teramano, giovane, cordiale e stravagante, onorato di partecipare alla festa ed essere accolto dalla sua gente dopo aver collaborato e conosciuto il maestro Morriconi, dopo aver fatto tanta strada, la gavetta per arrivare al vertice, soddisfatto racconta di se, delle sue esperienze, ricorda che è proprio il teramano la culla dei più grandi talenti della musica. Interessante e divertente è la vena comica che prende corpo nella gestualità e nella voce di Marko Ferrari, passato da Zeling. Anche lui teramano di origine, strappa sorrisi e diverte con le sue battute sui detti della sua terra! Sale sul palco il tanto atteso Dottore in Lettere e Filosofia il pregiatissimo Quirino Iannetti, che scusandosi per il ritardo dovuto ad un fraintendimento dell’orario, legge le motivazioni dei premi speciali catturando ancora una volta l’attenzione dei presenti. Infine si eleggono i vincitori del concorso, che ricevono la targa e l’attestato oltre la raffinatissima antologia, come ricordo di sensazioni di parole in versi, parole speciali che possono entrare a far parte della nostra vita, parole che possiamo far nostre, che sentiamo nel profondo. Fatti i ringraziamenti e le foto di rito, l’ansia è scemata, il clima è gioioso ed inizia il rifresco. Nonostante la chiesa sembrasse non contenere tutte le persone arrivate da ogni parte d’Italia per partecipare all’evento, nonostante l’audio non fosse dei migliori a causa di arrangiamenti dell’ultimo minuto, e nonostante il caldo, vedo solo visi sorridenti. Arriva anche la Banda che con le sue note incisive, dà proprio l’impressione di essere tornati indietro nel tempo, quando ancora si andava alle feste di paese e vedevi drappi e corredi in bella mostra sui davanzali in onore del santo patrono che passava in processione. Nella strada di rimpetto la chiesa, chiusa e riservata ai presenti, c’è il borgo con tavoli e panche proprio di fianco la bottega, e l’odore incalzante delle pennette al ragù si riversa nell’aria. Assaporare quel gustoso piatto all’aria aperta davanti alla roccia maestosa del Gran Sasso che sembra confondersi col cielo è uno spettacolo che davvero non ha prezzo! Scambiare chiacchiere e convenire con chi è stato premiato, con la stessa Carina, con gli artisti con chiunque abbia voglia di rivolgerti la parola, e comunicarsi il piacere di questa bella esperienza, fare domande a tutto tondo vista la curiosità che mi appartiene, è davvero gratificante. E’ stato proprio un indimenticabile pomeriggio, tutto all’insegna della natura, della cultura, del calore popolare, delle belle visioni, dei buoni sapori. E’ stato rivivere situazioni che il tempo non ha trasformato, di cui ci era rimasto solo il miele del ricordo. Grazie Carina e arrivederci alla prossima edizione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sandra Legnini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-2661014686360313082?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/2661014686360313082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=2661014686360313082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2661014686360313082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2661014686360313082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/09/5-edizione-concorso-nazionale-diverso.html' title='5^ Edizione Concorso Nazionale “diVerso in Verso” 2011'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-uVO6lNWV1ys/TmqayzLH4hI/AAAAAAAAAP0/ta8Fz_SQacE/s72-c/diVerso%2Bin%2BVerso%2B2011_foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6985889567885462357</id><published>2011-07-29T08:15:00.000-07:00</published><updated>2011-07-29T08:29:10.148-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag:Carina Spurio'/><title type='text'>Davide Benincasa Intrecci di rime</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8_uoiIt_k04/TjLOjBQKiKI/AAAAAAAAAPs/yJblHSNZshI/s1600/intrecci-di-rime.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5634793184820889762" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 236px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-8_uoiIt_k04/TjLOjBQKiKI/AAAAAAAAAPs/yJblHSNZshI/s400/intrecci-di-rime.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Davide Benincasa&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Intrecci di rime&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edizioni Gli Occhi di Argo, 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Intervista di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;“Intrecci di rime”, Edizioni Gli Occhi di Argo, è il titolo della sua raccolta poetica, comprende 13 poesie e l’introduzione a cura di Milena Esposito che definisce la sua poesia (tra terzine , endecasillabi con rima alternata e novenari con rima ripetuta), “acqua di musica”. Come è nato questo libro? E perché la scelta di questo titolo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Intrecci di Rime” nasce grazie al concorso “Nuovi Autori” indetto dal collettivo Occhi di Argo.Il bando del concorso prevedeva l’invio di una piccola silloge di poesie (almeno dieci e un massimo di venti). A pochissimi giorni dalla scadenza, ritagliando sdruciti scampoli di tempo, ho pazientemente intrecciato fili di parole per tessere alcuni componimenti. La raccolta è stata completata con l’inserimento di ulteriori tre liriche, che attendevano, in disparte, il momento per “uscire dal cassetto”. Le varie opere (tranne la quadrilogia sulle stagioni) sono impostate su tematiche appositamente slegate tra loro, abbracciano stili differenti e di diversa connotazione sono gli approcci alla poetica espressa. Dopo aver trasmesso la raccolta, una brevissima attesa e l’insperata notizia che la silloge era stata valutata positivamente dalla giuria. Riassumendo: questo libro è nato nell’intimità del silenzio notturno, dispensatore di stimoli poetici, come una sfida, soprattutto contro me stesso. Il titolo, deciso dopo molti ripensamenti, è una conseguenza logica della forma stilistica utilizzata: tutti i componimenti seguono volutamente una metrica, nella quale i versi, danzando in rima, s’intrecciano fra loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Lei è fine conoscitore della rima e della metrica in un’epoca in cui nella compulsiva frammentazione del verso giace l’essiccamento della parola messa in forma nelle espressioni imprevedibili della poesia racconto …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Onestamente non posso (…e non oso) definirmi “fine” conoscitore della rima e della metrica; preferisco asserire che si tratta di sbiadite reminiscenze scolastiche. Personalmente ho sempre avuto una predilezione per la poesia classica, dove, se non sempre vige la presenza della rima, il ritmo è comunque scandito da un metro preciso, che dona vita e connotati ben definiti al verso. Nelle mie opere ricerco continuamente la musicalità delle rime, costruendo versi seguendo una logica metrica; questa poi si evolve con il progredire stesso della composizione poetica.&lt;br /&gt;La struttura di un componimento è l’elemento fondamentale, imprescindibile e inderogabile del mio modo di vivere e scrivere la poesia. A un primo approccio, comporre imponendosi vincoli metrici, sembrerebbe limitante e restrittivo. Ritengo, invece, che vedere la poesia sotto questa forma, è una sfida aperta, uno stimolo per lo scrittore, il quale esprime le sue emozioni, i suoi concetti, le sue sensazioni giocando con i vocaboli e si diverte a imbrigliare i suoi pensieri, muovendosi a ritmo tra paletti definiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per lei la poesia è passione oppure libertà?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La poesia risiede in un lembo della nostra anima; nella sua intangibilità essa concilia passione e libertà allo stesso tempo. La poesia è ardente passione, un tramite per esternare le proprie sensazioni, le emozioni, le vibranti pulsazioni del cuore e tramutarle in parole; un mezzo di comunicazione per far conoscere se stessi e i propri ideali. La lirica è altresì libertà di sfogare questa passione, di lasciarla ardere senza soffocarla al proprio interno, per non scottarsi; è libertà di percepire, sentire ed esporre i sentimenti e gli ideali secondo una propria ottica, senza vincoli e compromessi; è libertà di plasmare a proprio piacimento l’astrattezza del pensiero attraverso la scrittura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;La poesia è sincera?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente la poesia è sincera, poiché nasce come espressione del pensiero interiore del poeta, manifesta le sue sensazioni, le sue percezioni, le sue emozioni.&lt;br /&gt;Se da un lato, quello passionale la lirica è sincera, come detto nella risposta precedente, è anche libertà di esprimersi senza accettare compromessi; questo m’induce a credere che, nella sua inconsistenza, la lirica sia espressione della predisposizione d’animo in un preciso momento e non in senso assoluto. Pertanto ritengo che un fondamento di verità stia alla base della “scultura poetica”. Il resto viene modellato a colpi di scalpello (più o meno delicati) dal poeta, che ne delinea, soggettivamente, le forme più esteriori in base allo stato di quell’istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;“Vago, solingo, in un altro universo,/ alla ricerca di un lido migliore,/ ove cullare mi lascio; disperso:/ un giardino dove cogliere un fiore,/ per inspirarne la garbata aulenza/ […] […] Ma d’improvviso, nel mondo ripiombo,/ un sordo tonfo e ritorno al presente.”/ Da “Sogno di una fuga dal Mondo”…&lt;br /&gt;La parola del poeta da dove viene?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il poeta, ma ogni essere umano in generale, è un sognatore. La sua parola proviene dal turbinio di malcontento che ne lacera l’anima. Spesso la società, soprattutto quella moderna, frenetica, caotica, vuota d’ideali, ci veste di un abito che a noi sta stretto. Per non soffocare in queste vesti, per non cedere alla ripetitiva quotidianità, per estraniarci da ciò che non piace e fa soffrire, immaginiamo, sogniamo e fantastichiamo (vago solingo in un altro universo). Evadere dall’oppressione del quotidiano, ovvero fuggire dal Mondo, per non lasciarsi schiacciare dalla monotonia (alla ricerca di un lido migliore), riscoprendo le piccole cose (un giardino dove cogliere un fiore), insignificanti agli occhi di una comunità (o massa) spesso insofferente e insoddisfatta (per inspirarne la garbata aulenza).Purtroppo l’incanto svanisce (nel mondo ripiombo) e si deve tornare con i piedi in terra (un sordo tonfo), cercando la forza, il coraggio e le motivazioni per affrontare e per “vivere” la vita (ritorno al presente), con la piccola consolazione che mai nessuno potrà veramente toglierci la possibilità di sognare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Quali sono i suoi poeti preferiti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I miei poeti preferiti sono quelli studiati sui banchi di scuola. Su tutti, citerei Dante, Foscolo, Manzoni, Ariosto, Tasso. Scrittori che trovano nella metrica l’arte di fare poesia, maestri inarrivabili. L’elenco degli autori che mi piacciono (italiani e non) è comunque lunghissimo; ammiro anche tanti talenti “sconosciuti” dei quali ho avuto il piacere di leggere alcune opere all’interno di antologie poetiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Cosa legge un poeta?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente, non so cosa legga un poeta; posso solo rispondere per me stesso.&lt;br /&gt;Il risicato tempo libero non mi concede di dedicare il giusto spazio alla lettura e di questo molto mi rammarico, perché essa, oltre a essere fonte d’ispirazione, è la palestra ideale per tenere allenata la mente. Ad ogni modo, leggo di tutto, riviste storiche e scientifiche, romanzi di ogni genere, saggistica, ma anche fumetti, quotidiani e “settimane enigmistiche”… e, naturalmente, poesie, preferibilmente a pillole, per non farne indigestione. La poesia non deve essere letta con superficialità, non la si può fermare a un iniziale stadio epidermico, sul quale scivolerebbe via in pochi istanti, ma deve essere digerita, immagazzinata in uno strato più profondo, quello dell’anima. Perché ciò avvenga, la nostra mente deve essere “filosoficamente” predisposta ad accettare e capire il poliedrico pensiero poetico. Diverse antologie sono accatastate disordinatamente sul mobilio di casa mia, volumi contenenti decine, addirittura centinaia di opere, ma per apprezzarle appieno ne “ingerisco” solo alcune per volta, affidandomi alla sorte, sfoglio pagine a caso, mi soffermo su alcune, lasciandomi suggestionare dal titolo o dal nome dell’autore. Ho letto (e ogni tanto ripasso) i classici greci, l’Iliade e l’Odissea di Omero, le grandi tragedie di Eschilo, di Sofocle e di Euripide, la Teogonia di Esiodo; amo oltre misura la mitologia e il periodo storico a essa collegato. Non di meno, mi appassionano i capolavori latini come l’Eneide e le Bucoliche di Virgilio o la Metamorfosi di Ovidio. Adoro i grandi autori della letteratura italiana (Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Boccaccio, Foscolo, Manzoni), i libri che mi hanno fatto amare e mi hanno avvicinato alla letteratura.&lt;br /&gt;Mi piace molto il romanzo-storico (Manfredi) e non disdegno il genere fantasy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Quali sono stati gli autori che l’hanno influenzata - ispirata?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Apprezzo la letteratura in generale, e ogni genere letterario, poco o tanto, mi affascina; trovo ispirazione da tutto ciò che mi colpisce, indipendentemente dalle mode, dal periodo storico o dalla forma espressiva. L’ispirazione spesso la trovo leggendo opere di autori non famosi, comunque molto validi, comunicativi, scrittori che hanno pubblicato alcune poesie su pagine web o in antologie.&lt;br /&gt;I grandi autori li ho citati prima, ma mi sento troppo distante da loro per affermare che mi hanno “influenzato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Cosa è per lei l’amicizia?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Infinite citazioni sono state espresse nei riguardi dell’amicizia. Alcuni poeti riuscirebbero a scrivere migliaia di versi su questo tema. Qualcuno si chiede se esista veramente, altri sostengono che sia un bene raro.&lt;br /&gt;L’amicizia, per quanto facile sia da descrivere, è difficile da definire con esattezza, è impossibile delinearne i connotati per farle un identikit.&lt;br /&gt;Ritengo sia impossibile fornire una risposta assoluta. In questo momento, per me di vaghezza, la descriverei “improvvisando poeticamente”, in terzine di novenari con rima ripetuta (ABC ABC):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è nel buio, un attimo di luce,&lt;br /&gt;nel bisogno, una forte mano&lt;br /&gt;che salda, afferra il tuo inciampare,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è il vento che nel cuore adduce&lt;br /&gt;un vagar d’onde, e di lontano&lt;br /&gt;s’ode aspro il balsamo del mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte tutto, di una cosa sono convinto: l’amicizia è un sentimento che dovrebbe essere coltivato con sapienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Che domande si fa più spesso?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non mi pongo troppe domande, perché non saprei darmi risposta (e se avessi la risposta, non avrei necessità di farmi domande - perdoni per favore la banale disquisizione filosofica). Quindi i quesiti li serbo per gli altri. Dubbi infiniti, cosa voglio e cosa vorrei essere lo sapevo da bambino, certezze, queste, tramutate in remore nell’adolescenza e in rassegnazione nella maturità. Cosa mi riserva il futuro non lo voglio sapere, preferisco “assaggiare” ciò che mi viene offerto giorno per giorno, nonostante le delusioni, le amarezze e le sconfitte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;L’amore. Cos’è per lei l’amore?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come per l’amicizia, un sentimento indefinibile, difficile da individuare, da non confondere con la semplice infatuazione, da non banalizzare come si fa nei rotocalchi e nelle riviste di gossip. L’amore teoricamente non può finire e non può esaurirsi. Non concordo con chi sostiene di essere stato innamorato, ma non lo è più. A quelle persone chiedo se sono sicure di essere state davvero innamorate.&lt;br /&gt;Su quest’argomento, più assiduamente che sull’amicizia, i poeti hanno versato torrenti d’inchiostro (compreso il sottoscritto). Probabilmente è il tema più abusato nella poesia. Cosa esso sia realmente, non riesco a descriverlo; se ne sono mai stato veramente colpito, non posso saperlo. Comunque, “arrangiando” sul momento una sestina di decasillabi con rima baciata (AABBCC), se ne potrebbe abbozzare una traccia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dell’amicizia lo sconfinare&lt;br /&gt;diventa amore; il lento ancheggiare&lt;br /&gt;sullo sfondo sabbioso del cielo&lt;br /&gt;nel trasparire di un molle velo.&lt;br /&gt;Un filo di rossetto sbavato&lt;br /&gt;da un bacio. E il vento… soffia, ostinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Il suo film preferito?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I miei film preferiti sono: “Lo chiamavano Trinità” e il suo seguito “Continuavano a chiamarlo Trinità”. Rispolverano bei ricordi. Li guardai per la prima volta da bambino; tutta la famiglia (genitori e i due fratelli), davanti alla televisione (all’epoca in bianco e nero) per condividere serenamente momenti piacevoli, ormai un po’ troppo lontani. Il mio cuore nostalgico rivolge continuamente uno sguardo al passato; ancora oggi, dopo anni (e nonostante l’ennesima visione), li rivedo volentieri. Sono amante del cinema, in particolare dei film d’azione; un elenco delle mie pellicole preferite sarebbe lunghissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Che rapporto ha con internet?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Con internet ho instaurato un rapporto di dipendenza quasi assoluta. Lo utilizzo giornalmente per informarmi, per leggere, per scrivere, per contattare gli amici, per visionare la posta elettronica, per investire in borsa, per assecondare le mie passioni, per incrementare la mia collezione di dischi musicali, per conoscere altre persone, anche lontane. E’ un modo per rilassarmi e per distendere i nervi.&lt;br /&gt;Internet è il mezzo d’informazione e comunicazione che ha rivoluzionato la società e che ha aperto al Mondo le porte su una nuova visione della vita, un ponte che unisce culture diverse, un portale spazio/temporale che riduce le grandi distanze. Spero che un giorno non lontano possa diventare l’arma per superare le avversità e le diversità socio-razziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Cosa sta scrivendo attualmente?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Al momento sto scrivendo pochissimo, qualche stentato componimento poetico per partecipare ad alcuni concorsi. Le idee sono molteplici, davvero tante, ma le capacità, il morale, gli stimoli e soprattutto il tempo scarseggiano…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…il tuono / della poesia vibra e scuote la penna; / sul candido foglio, riversa il suono / della scrittura, che ancora tentenna. / Nero inchiostro sporca la pergamena, / ma solo sterili parole – vuote – / il rasentare accidioso avvelena / il nido dell’anima di ombre – ignote –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi versi, tratti da “Vuota ispirazione”, rappresentano al meglio il mio periodo attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Nasce in provincia di Modena e vive con la sua famiglia nel Comune di Maranello. Che tipo di rapporto ha con la sua città?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Di Maranello, grazie all’automobilismo, si sente parlare spesso sui giornali sportivi. Più precisamente abito a Torre Maina una frazione, fino a pochi anni addietro definita “di campagna”; sono sentimentalmente molto legato al mio paese, dal quale ogni tanto sono lontano. Il territorio, prevalentemente agricolo, è di natura collinare; si possono trovare pace e tranquillità e ci si può ancora svegliare grazie al canto di un gallo (…solo uno non di più ormai) o di una tortora.&lt;br /&gt;Non partecipo molto alla vita comunitaria, preferisco godermelo dal punto di vista paesaggistico, nella solitudine, distante dalla sterilità di inutili argomentazioni. Essendo un podista ho percorso centinaia di volta tutte le strade; lo conoscevo molto bene, case, alberi, animali. Ora, è molto cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Lavora come impiegato, attività che condivide con la passione per il podismo e l’allevamento dei suoi amati gatti Nebelung. Riesce a trovare il tempo da dedicare alla scrittura?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il tempo è come acqua raccolta con le mani, la si sente scivolare via, ma per quanto ci si affanni, non è possibile trattenerla. Ci voltiamo indietro, in apparenza per un attimo, ma quando torniamo a guardare avanti ci si accorge che è trascorsa una vita. Purtroppo non riesco a trovare il tempo da dedicare alla scrittura.&lt;br /&gt;Il lavoro erode la maggior parte della giornata, le ore più belle. L’allevamento dei gatti (seppure fatto con piacere) richiede anch’esso la sua fetta di tempo. Il podismo, al quale mi dedico tutti i giorni (senza pause), non solo consuma le immediate ore del “dopo lavoro”, ma logora anche il fisico e la mente. Qualche minuto lo devo spendere per le “faccende” quotidiane e altri momenti (che vorrei non finissero mai) li dedico alla famiglia. Pertanto il mio approccio alla scrittura è limitato alle sole ore notturne (…e avviene in condizioni psico-fisiche a dir poco scadenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S: rispondo a questa domanda all’una di notte, dopo una giornata lavorativa lunghissima, dopo essere passato dal veterinario e dopo aver fatto un allenamento molto pesante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;A fine intervista vorrei dedicasse alcuni suoi versi ai nostri lettori …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;…improvvisiamo appositamente qualche nuovo verso, riguardo un tema molto attuale… in terzine di decasillabi con rima ripetuta (ABC ABC)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scontata nell’ordire proclami&lt;br /&gt;su vesti d’organza trasparenti&lt;br /&gt;l’indifferenza morde feroce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foglie attendono gialle sui rami;&lt;br /&gt;tremule, nell’agonia dei fendenti&lt;br /&gt;d’autunno, parlano sottovoce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…ai lettori lascio l’interpretazione di questi versi, con la speranza che possano essere messi in pratica nella vita quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per finire, un doveroso ringraziamento a Milena e Francesco di Occhi di Argo.&lt;br /&gt;Un grazie di cuore alla poetessa Carina Spurio per il tempo a me dedicato e per aver stimolato la mia sopita creatività con le sue domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Benincasa&lt;/strong&gt; nasce in Provincia di Modena il 21 Marzo 1975. Da sempre risiede nel Comune di Maranello, con la famiglia. Lavora come impiegato, attività che condivide con la passione per il podismo e l’allevamento dei suoi amati gatti Nebelung.&lt;br /&gt;Tra gli estenuanti allenamenti e i vari impegni quotidiani, riesce a ritagliarsi qualche momento da dedicare alla scrittura. Nel 2010 inizia a partecipare ai suoi primi concorsi e, a sorpresa, arrivano diversi riscontri positivi, soprattutto in campo poetico.&lt;br /&gt;Tra i risultati più importanti può annoverare: l’inserimento tra dei dieci vincitori del premio “Una poesia nel cassetto” 2010 (Flanerì), vincitore ex-aequo di “Una poesia per il Quadro” (MB edizioni) e la selezione per l’esposizione del collettivo “Decadence Suite”.&lt;br /&gt;Altre soddisfazioni sono arrivate da selezioni per la pubblicazione nelle antologie “La biblioteca d’Oro” (Unibook), “Il Suono del Silenzio” (TA.TI Edizioni), “Il Federiciano”, “Tra un fiore colto e l’altro donato”, “Poesie del Nuovo Millennio” (Aletti Editore), “E’ solo poesia” (GDS Edizioni), “Calliope Regina” (Unibook).&lt;br /&gt;Infine ha avuto il piacere di conoscere il collettivo di “poesiaèrivoluzione” ed essere selezionato per la pubblicazione sulle antologie “La Notte” e “La Maschera”, con le poesie “Soltanto, attendo La Notte” e “Dietro la Maschera”. Altre pubblicazioni in antologie di racconti e fiabe. Recente la selezione di una silloge poetica per il concorso “Nuovi Autori”, indetto al collettivo “Occhi di Argo”. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6985889567885462357?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6985889567885462357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6985889567885462357' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6985889567885462357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6985889567885462357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/07/davide-benincasa-intrecci-di-rime.html' title='Davide Benincasa Intrecci di rime'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8_uoiIt_k04/TjLOjBQKiKI/AAAAAAAAAPs/yJblHSNZshI/s72-c/intrecci-di-rime.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4913363934697843835</id><published>2011-07-15T16:30:00.000-07:00</published><updated>2011-07-15T16:36:50.736-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag:Carina Spurio'/><title type='text'>L'addestratrice.   Elvira Facciolini</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Cf8CfC7Wghw/TiDNtb1bJ_I/AAAAAAAAAPk/aQXQ4ipmoZo/s1600/L%2527addestratrice_Copertina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629725714662762482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 328px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-Cf8CfC7Wghw/TiDNtb1bJ_I/AAAAAAAAAPk/aQXQ4ipmoZo/s400/L%2527addestratrice_Copertina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;L’addestratrice&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Elvira Facciolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Demian Edizioni, 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Intervista di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“L’addestratrice”, Demian Edizioni, 2011 è il titolo del tuo primo romanzo fantasy. Il termine fantasy, deriva dalla lingua inglese ed indica un genere letterario nato nell’ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito e la fiaba stagliati dentro mondi e dimensioni immaginarie. Nel tuo racconto che ha come protagonisti personaggi di pura fantasia:”Tutto ha inizio in una strana notte nera come la pece … Akila, sedici anni, viene catapultata in un mondo tutto nuovo e strano, parallelo alla Terra , abitato da gente stravagante ed infestato da animali bianchi con gli occhi di ghiaccio”...&lt;br /&gt;Racconta …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non si tratta di comuni animali, sono in realtà dei veri e propri mostri spietati come del resto lo è anche chi dà loro ordini. Questi esseri hanno tutti delle caratteristiche particolari: sono bianchi e con gli occhi di ghiaccio. Apparentemente per caso, la protagonista s'imbatte in uno di questi, una tigre bianca, con cui ingaggia una lotta terribile al termine della quale l'animale muore e lei scopre di possedere una sorta di potere molto inquietante. L'uccisione della tigre scatena l'ira di tutti coloro che comandano le bestie bianche e che decidono di vendicarsi dell'affronto subìto, rapiscono la protagonista e tentano di far del male ai suoi amici, così la ragazza finisce nel mondo delle bestie bianche. Alla fine non le rimarrà altro che accettare un terribile compromesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da dove ha origine la tua passione per il fantasy?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La mia passione per il fantasy è nata assieme a quella per la lettura. Questo è un genere che mi ha sempre affascinata fin dai primissimi romanzi che ho letto. E' incredibile cosa la mente umana sappia creare per allontanarsi dalla realtà che vive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E la scelta del titolo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La scelta del titolo è stata difficoltosa. Abbiamo deciso di intitolare il romanzo “L'addestratrice” poiché dà una vaga idea degli argomenti trattati. Ovviamente c'è anche un'altra motivazione che il lettore scoprirà arrivando alla conclusione della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nella copertina si ammira L’incubo H. Fuseli, 178, un’opera enigmatica e famosa che rivela chiaramente la materializzazione del sogno. L’immagine mostra la dimensione oscura dell’uomo (Inconscio), quella parte che si tende a rifiutare e che malgrado tutto prende forma attraverso ricordi ed emozioni&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;rimosse. Anche tu hai trasformato qualcosa che ti era apparentemente estraneo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Probabilmente sì, l'ho fatto anche se non intenzionalmente. Penso che nei racconti di fantasia la parte inconscia della mente di chi scrive sia continuamente espressa e che prenda vita assumendo la forma di mostri e creature fantastiche. Nel quadro di Fuseli è un incubo a materializzarsi creando questi due animali inquietanti immersi nell'ombra. Credo che nessuna immagine sia più giusta per illustrare questo romanzo, infatti i due animali rappresentano paure e timori e forse anche quelli della mia storia simboleggiano difficoltà ed ostacoli da superare e che sono causa di timore ed inquietudine, chissà...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hai appena 19 anni e sei già autrice di un romanzo, avresti mai immaginato di scrivere un libro alla tua età?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non avrei nemmeno immaginato di scrivere un intero libro fino in fondo! E' stata una sorpresa anche per me essere riuscita a concluderlo ed anche a pubblicarlo. Sono molto contenta di averlo fatto e spero che sia gradito ai lettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa vorresti dire ai lettori de “L’addestratrice”?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Vorrei ringraziali di cuore per aver deciso di leggere il romanzo. Essendo una storia di fantasia ognuno potrà interpretarla a suo modo, anche se a me piace semplicemente guardarla come pura invenzione e nient'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sono venuti prima i personaggi o la storia?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Prima i personaggi, anzi il personaggio. Ho iniziato pensando a chi dovesse essere protagonista della storia, alla fine ho optato per Akila, una ragazza che aveva la mia stessa età quando ho cominciato a scrivere, cioè sedici anni. Ho deciso di narrare le sue avventure come se si trattasse di una mia amica che a sua volta me le raccontava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cos’è per te la scrittura passione o libertà?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Entrambe, in primo luogo deve essere passione perché immagino che altrimenti non avrei scritto nulla, ma è anche libertà, infatti ho scelto il genere fantasy per non essere vincolata dalla leggi della realtà che viviamo, senza le quali ho potuto scrivere tutto ciò che mi veniva in mente, anche cose davvero assurde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come concili la scrittura con lo studio?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;E' dura. Quando ho tanto da studiare sono costretta ad abbandonare la scrittura creativa ma mi sento come se mi mancasse qualcosa. Ci sono delle volte, comunque, in cui sono così ispirata che se non ho tempo di scrivere durante il giorno lo faccio in piena notte, al letto, con enorme disappunto da parte di mia sorella che dorme nella mia stessa stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oltre alla scrittura hai la passione per il disegno …&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Adoro disegnare. Ci sono emozioni che riesco ad esprimere in modo efficace soltanto disegnando perché non otterrei lo stesso impatto con le parole. E' semplicemente un altro modo di esprimere quello che si sente dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ultimo libro che hai letto?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non è un fantasy, si tratta di un libro di Giorgio Faletti, “Io sono Dio”. Mi piacciono molto i suoi libri, li ho letti tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A chi dedichi la tua creatività?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;A chi mi ha dato appoggio e coraggio, cioè alle mie due prime lettrici e amiche Laura ed Erika. Ovviamente lo dedico anche alla mia famiglia, con un grazie particolare a mio padre senza il quale non ci sarebbe stato alcun romanzo scritto da me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ti piace il cinema?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Mi piace tantissimo, ci vado sempre! Di solito comunque i film tratti dai libri non rendono giustizia alla storia narrata, forse perché mentre si legge si ha il potere di immaginare, che viene invece meno vedendo un film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sei taciturna o loquace?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Dipende dalla situazione, di solito sono abbastanza loquace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come trascorri il tuo tempo libero?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Con i miei amici, qualsiasi cosa diventa divertente con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sei innamorata?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;No e penso che mia nonna non sarà molto contenta di saperlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La letteratura è una porta che si apre verso mondi meravigliosi e sconosciuti:nei tuoi progetti futuri pensi di sperimentare nuovi generi, oppure di riproporti con un nuovo romanzo fantasy?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per ora penso di continuare con il genere fantasy, del resto è quello che mi piace di più. Ovviamente comunque si dovrà attendere il responso dei lettori. Escluderei altri generi con i quali non saprei proprio come muovermi, almeno per ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vivi a Montorio al Vomano. Qual è il rapporto con il tuo paese?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Mi piace, è piccolo e tranquillo, secondo me come posto in cui vivere non è male. Mi piace soprattutto il fatto che tutti si conoscano, più o meno, e trovo che questo sia rassicurante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Elvira Facciolini&lt;/strong&gt; è nata a Teramo nel 1991 ed è studentessa universitaria. Oltre alla scrittura la sua passione è il disegno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4913363934697843835?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4913363934697843835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4913363934697843835' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4913363934697843835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4913363934697843835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/07/laddestratrice-elvira-facciolini.html' title='L&apos;addestratrice.   Elvira Facciolini'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Cf8CfC7Wghw/TiDNtb1bJ_I/AAAAAAAAAPk/aQXQ4ipmoZo/s72-c/L%2527addestratrice_Copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7861507183478375830</id><published>2011-07-08T04:22:00.000-07:00</published><updated>2011-07-08T04:25:43.840-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag:Carina Spurio'/><title type='text'>Sandro Galantini</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-O74dHNmM26o/ThbpCTueR3I/AAAAAAAAAPc/KH0kovDgkuA/s1600/LIBRO_GALANTINI._COPERTINA.tif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626941010310219634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 367px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-O74dHNmM26o/ThbpCTueR3I/AAAAAAAAAPc/KH0kovDgkuA/s400/LIBRO_GALANTINI._COPERTINA.tif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Presentazione editoriale del volume di Sandro Galantini Giulianova e la civiltà balneare. Turismo, Ambiente e modificazioni urbane dall'Ottocento preunitario al 1940, Teramo, Ricerche&amp;amp;Redazioni, 2011, pp. 228&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulianova Lido, Centro Congressi Kursaal, 19 luglio, ore 21:30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interventi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Mastromauro, Sindaco di Giulianova&lt;br /&gt;Mauro Di Dalmazio, Assessore al Turismo Regione Abruzzo&lt;br /&gt;Giuseppe Antonio Di Michele, Assessore alla Cultura Provincia di Teramo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bernardo Cardinale, Università degli Studi di Teramo&lt;br /&gt;Gabriele Rossi, Touring Club Italiano e Fondazione Banco di Napoli&lt;br /&gt;Rosy Scarlata, Università degli Studi Teramo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scheda del volume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal litorale insalubre e disabitato di primo Ottocento, con la città collinare ancora rinserrata nella cinta difensiva quattrocentesca e interamente rivolta al fertile retroterra agricolo, alla Giulianova balneare e turistica del Ventennio fascista.&lt;br /&gt;Lo storico Sandro Galantini, attingendo da una ricca documentazione archivistica senza tuttavia trascurare le fonti bibliografiche e giornalistiche, con questo denso volume pone il suo sguardo indagatore sulla nascita e sullo sviluppo successivo del turismo balneare a Giulianova. Dai resoconti dei viaggiatori italiani e stranieri, con le notazioni, qui per la prima volta in traduzione italiana, dello scozzese Charles Mac Farlane e dello statunitense Theodore Bacon, rispettivamente del 1848 e del 1860, alle descrizioni contenute nelle prime guide; dalla delibera decurionale del 1856, atto ufficiale di disciplina dei bagni di mare a Giulianova, al rapido evolversi della villeggiatura nei decenni postunitari, con la creazione, il 12 luglio 1874, dello stabilimento marino, la struttura turistica per eccellenza che segna il punto di svolta nella storia locale della balneazione.&lt;br /&gt;Quindi, tra Otto e Novecento, la nascita delle colonie marine, la creazione, nel settembre 1891, dell'ippodromo della Torre, il rapido affermarsi delle mode e dei riti del divertimento estivo, il diffondersi sul litorale della spensierata architettura delle ville in stile liberty e, dopo la Prima guerra mondiale, l'impostazione turistica modernamente intesa che, grazie anche ad un imponente piano di opere pubbliche, farà di Giulianova, negli anni '30 del Novecento, una delle stazioni balneari più importanti dell'Abruzzo portando così a compimento, ad un settantennio dalla sua germinazione a valle, la costruzione fisica della città litoranea.&lt;br /&gt;Quello proposto da Sandro Galantini è dunque un viaggio intrigante e sinora mai intrapreso, lungo quasi cento cinquant'anni, nella storia turistica ma anche sociale, politica, urbanistica ed economica di Giulianova, avendo sullo sfondo gli eventi che segnano il passaggio, in Abruzzo come nel resto d'Italia, dagli aristocratici tour e dai soggiorni “per diporto” di primo Ottocento alle villeggiature borghesi dell'età giolittiana, sino alle vacanze sociali nel periodo tra le due guerre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notizie sull'Autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sandro Galantini, 47 anni, è membro della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, dell'Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche ed è Socio corrispondente dell'Istituto di Studi Abruzzesi.&lt;br /&gt;Autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche, direttore di due collane editoriali, direttore responsabile del quadrimestrale di letteratura “Lìnfera”, membro del Comitato di redazione di “Aprutium”, organo dell'Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche, Sandro Galantini è stato insignito di importanti riconoscimenti per la sua attività, tra i quali il premio giornalistico “Polidoro”, il premio speciale “Lago Gerundo” per la saggistica storica, il premio “Filomena Carrara” sempre per la saggistica storica e il premio internazionale “Sciacca” per meriti culturali. Dal 1987 si occupa della storia della regione Abruzzo con particolare attenzione all'età moderna e contemporanea. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7861507183478375830?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7861507183478375830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7861507183478375830' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7861507183478375830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7861507183478375830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/07/sandro-galantini.html' title='Sandro Galantini'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-O74dHNmM26o/ThbpCTueR3I/AAAAAAAAAPc/KH0kovDgkuA/s72-c/LIBRO_GALANTINI._COPERTINA.tif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6696842870636857332</id><published>2011-06-12T04:25:00.000-07:00</published><updated>2011-06-12T04:32:27.525-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>La neve in tasca. Patrizia Di Donato.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gUG_-elzRpw/TfSi6rxS9hI/AAAAAAAAAPU/idtEUBfhUl0/s1600/kary_110.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617293764303451666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 307px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-gUG_-elzRpw/TfSi6rxS9hI/AAAAAAAAAPU/idtEUBfhUl0/s400/kary_110.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#cccccc;"&gt;La neve in tasca è il titolo del nuovo libro di Patrizia Di Donato, Edizioni Duende, 2011. L’autrice, nata a Giulianova, città in cui risiede con la sua famiglia, ferma il tempo compiuto all’interno di una trama lineare che si specchia nelle difficoltà della vita quotidiana, dalle quali riemergono storie di donne intente a rivisitare i luoghi del dolore, della perdita, della sofferenza, della malattia e della povertà. Patrizia Di Donato verga le immagini della sua anima con il tratto dolce della nostalgia. Nei suoi racconti, i ricordi reclamano i propri diritti con forza, per rinascere sostanza e per difendere ciò che sembrava perduto nel procedere lineare e irreversibile del tempo. Qui, il divino scrivere non perde la sua accezione primaria di essere arte misteriosa e lo stile dell’autrice, vibrante e delicato, procede tra un passato da rivisitare e la voglia di ricostruire qualcosa che le appartiene: &lt;em&gt;“ La scrittura in fondo è una seduta di terapia psicologica. A volte stai lì e parli, piangi, fai delle soste, poi torni a parlare. A volte menti, menti su tuo marito, su tua madre, su tuo fratello, e guardi fuori, per rinunciare a quegli occhi puntati sulla tua anima, sui tuoi sogni, sui tuoi ricordi divisi come puzzle. Cerchi nella scrittura un dialogo con te stessa e le sei grata perché spalanca il suo armadio e ti dona gli abiti di cui hai bisogno, le valige per i viaggi, le scarpe comode e scomode per raccontare un dolore o un piacere. Io non la rinnego e confesso che questo libro è pieno di me”&lt;/em&gt; scrive l’autrice, lasciandosi possedere dal suo imperativo interiore divenuto uno strumento prezioso, per regalare l’eternità a vite che potevano durare un istante. Concetto di eternità che Patrizia Di Donato trasferisce magistralmente nella sua forma immutabile, &lt;em&gt;“vivo e come nuovo”&lt;/em&gt;, (come scrisse Luigi Pirandello nell’introduzione ai Sei personaggi in cerca d’autore), nella figura di Tina l’ostetrica che torna a casa dopo una notte di duro lavoro. &lt;em&gt;“La mattina rincasava con le caviglie gonfie come mongolfiere, la frangetta divisa in due, ebbra di felicità. Quanta vita era scivolata su quelle mani! &amp;lt;&lt;tranquille!&gt;&amp;gt; diceva alle sue donne. &amp;lt;&lt;i&gt;&amp;gt;.“ &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;“Lo strillone”, Roseto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;10 Giugno, 2011."&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6696842870636857332?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6696842870636857332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6696842870636857332' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6696842870636857332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6696842870636857332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/06/la-neve-in-tasca-patrizia-di-donato.html' title='La neve in tasca. Patrizia Di Donato.'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gUG_-elzRpw/TfSi6rxS9hI/AAAAAAAAAPU/idtEUBfhUl0/s72-c/kary_110.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7476810795351118810</id><published>2011-05-16T10:39:00.001-07:00</published><updated>2011-05-16T10:58:16.179-07:00</updated><title type='text'>Il Piacere di Scrivere...Poesia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;I Edizione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"&gt;Il Piacere di Scrivere si è rivelata in poco meno di due mesi una realtà, anche&lt;br /&gt;se piccola, nel campo della letteratura. Ha dato spazio ad autori sconosciuti e&lt;br /&gt;non e strumenti per farsi conoscere, un compito al quale questo blog è stato&lt;br /&gt;destinato sin dall'inizio.&lt;br /&gt;Forte di questa determinazione, si dà il via, con il presente bando (scaricabile&lt;br /&gt;in fondo all'articolo) al concorso "Il Piacere di Scrivere...Poesia" I Edizione.&lt;br /&gt;1. Al concorso possono partecipare tutti i cittadini italiani dai 18 anni in&lt;br /&gt;su;&lt;br /&gt;2. Il concorso è totalmente gratuito;&lt;br /&gt;3. E' ammessa una sola poesia inedita ad autore non superiore ai 35&lt;br /&gt;versi;&lt;br /&gt;4. Tema libero: gli unici temi esclusi sono l'erotico e la violenza;&lt;br /&gt;5. Le poesie dovranno essere inviate all'indirizzo e-mail&lt;br /&gt;ilpiacerediscrivere@gmail.com&lt;br /&gt;con oggetto "Concorso". Nel corpo dell'e-mail, gli autori dovranno indicare:&lt;br /&gt;nome, cognome, e-mail, propria biografia in massimo 4 righe. La poesia&lt;br /&gt;dovrà essere di carattere 14 Times New Roman con titolo e firma dell'autore,in allegato alla e-mail, con eventuale immagine che la descriva in formato.jpeg (sempre in allegato) entro e non oltre il 04/12/2011 (farà fede la data di arrivo&lt;br /&gt;dell'e-mail);&lt;br /&gt;6. Il giudizio sarà basato sui voti arrivati al sito. I "Mi Piace" su Facebook non conteranno. E' possibile votare una sola poesia (non la propria) dando un voto da 0 a 10;&lt;br /&gt;7. Tutti i diritti delle poesie restano dei rispettivi autori, che non&lt;br /&gt;richiederanno compenso per la pubblicazione in e-book;&lt;br /&gt;8. I più votati con la media più alta saranno pubblicati nell'e-book (scaricabile gratuitamente) dal titolo "Il Piacere di Scrivere...Poesie vol.I" e i primi 20 avranno la possibilità di inserire la propria poesia in video all'interno del nostro canale Youtube, che apriremo al termine del concorso;&lt;br /&gt;9. Tutti i partecipanti riceveranno via e-mail un attestato di partecipazione.&lt;br /&gt;10. I risultati saranno resi noti su: Facebook (nostra pagina fan), Twitter,&lt;br /&gt;Shvoong, Craiglist, Youtube. Partecipando, gli autori accettano interamente il presente bando.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7476810795351118810?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7476810795351118810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7476810795351118810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7476810795351118810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7476810795351118810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/05/il-piacere-di-scriverepoesia.html' title='Il Piacere di Scrivere...Poesia'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4928592786679257450</id><published>2011-05-13T11:04:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T11:12:55.399-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag:Carina Spurio'/><title type='text'>Prima Donna di Azzurra Marcozzi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Is487vTFJws/Tc1zpK4MY-I/AAAAAAAAAOo/tGQPpgDTeY8/s1600/Copertina_Prima_Donna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5606264262278013922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 264px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Is487vTFJws/Tc1zpK4MY-I/AAAAAAAAAOo/tGQPpgDTeY8/s400/Copertina_Prima_Donna.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"&lt;em&gt;Prima Donna&lt;/em&gt;" raccolta di poesie di Azzurra Marcozzi (Evoé Edizioni)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La radicale verità dell’amore, anche di quello non più vissuto e sofferto nella sua immediatezza ma che ancora schiude i propri argini e cerca un’opportunità di risurrezione &lt;em&gt;(«E sogni a testa in giù appena si può, / appesa alle redini del giorno, / fluttuando tra nubi e lenzuola»),&lt;/em&gt; e poi il passato annodato all’anima, la nostalgia, lo struggente distacco da stagioni trascorse e la memoria non doma, come pure un presente che a volte sembra infrangersi contro i ruvidi argini di cesure e contrasti rendendo perciò precaria la libertà della propria anima, donde gli interrogativi cruciali che frugano nei dolori antichi e recenti dell’essere, sono alcuni dei temi sui quali fa perno la palpitante poesia di Azzurra Marcozzi raccolta in Prima donna, suo volume d’esordio. Mostrando di possedere un già autonomo e sicuro codice espressivo che, per scelta consapevole, non stravolge lessico e sintassi tramite compiaciuti rimandi intertestuali restituendo perciò alla parola, senza mai pregiudicarne la capacità seduttiva, tutta la sua limpidezza e probità di dettato, Azzurra Marcozzi apre ampi varchi sul suo prismatico mondo interiore, dove la corsa dell’anima e del pensiero aduna vibranti pronunce, e, allo stesso tempo, offre la misura dell’anelito a restituire senso e valore, e magari le negate epifanie del sogno, ad una contemporaneità arida, stremata dalle liturgie imperanti dell’apparire e dell’effimero &lt;em&gt;(«adoriamo la carne e tutto ciò che ha odore umano, / non dei valori di ognuno, ma della carnalità di tutti»).&lt;/em&gt; Cose, persone, eventi vengono dunque catturati nel discorso poetico dell’Autrice - che su di essi posa uno sguardo diremmo di nativa purezza - e rilucono come segnali ed emblemi, intessendo tra loro trame e svelando in prospettiva un insieme di corrispondenze segrete. Su tutto alita, sempre, una dolcezza non languida ed estenuante ma flebile, filtrata attraverso una sensibilità quanto mai tenera e delicata &lt;em&gt;(Ricordi di Natale, Tempo di pioggia, Con semplicità, Angelo blu),&lt;/em&gt; sebbene spesso affiorino d’improvviso, come i corsi dei fiumi carsici, toni vivacemente colorati, di elevata temperatura. Grammaticature, diciamo così, fosforescenti, crepitanti, laviche, carnali &lt;em&gt;(Passione infedele, Hero, Oggi sei tu, Natura animale, Sensi, Aria di noi, Il volto) &lt;/em&gt;le quali donano al «viaggio» del cuore di Azzurra Marcozzi, che è itinerario verso e dentro la vita nutrito certamente di memorie e di ricerche metafisiche, di inquietudini &lt;em&gt;(«Voliamo incalzati sul fato imminente, / c’è ombra su terre increspate d’autunno»)&lt;/em&gt;, di pene e di consuntivi talvolta amari, di solitudini e di dinieghi ma anche di orizzonti aperti, di riferimenti solidi che giovano a puntellare le gracili geometrie della vita (Un padre, &lt;em&gt;Prima donna&lt;/em&gt;), brividi inattesi e marcature originalissime, invero non facilmente rinvenibili nelle produzioni degli esordienti. C’è insomma in Azzurra Marcozzi, la quale disvela con &lt;em&gt;Prima donna&lt;/em&gt; i frutti già maturi della sua passione poetica, quella che potremmo definire, mutuando una felicissima espressione di Ferruccio Masini, una «alchimia degli opposti», giacché il senso di un’esplosione tellurica, ci si passi il termine, procede in parallelo con i tersi accenti di un’emozione perfusa, spoglia di ogni scoria terrena. Ecco, allora, che nella nostra Autrice l’amore – non importa se franto o piegato dalla dura esperienza del dolore – diviene irrinunciabile e privilegiato strumento per ristabilire un significato plausibile alla slabbrata topografia esistenziale, facendosi momento di vita dialetticamente congiunto ad altri momenti racchiusi nel cerchio del tempo, trascorso e presente. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sandro Galantini&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4928592786679257450?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4928592786679257450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4928592786679257450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4928592786679257450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4928592786679257450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/05/prima-donna-di-azzurra-marcozzi.html' title='Prima Donna di Azzurra Marcozzi'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Is487vTFJws/Tc1zpK4MY-I/AAAAAAAAAOo/tGQPpgDTeY8/s72-c/Copertina_Prima_Donna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-3059455192716440240</id><published>2011-05-10T06:00:00.000-07:00</published><updated>2011-05-10T06:02:09.118-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>Silvestro Cutuli</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-faYATlj7ZGc/Tck3NAHlz9I/AAAAAAAAAN4/T7388K2qzPc/s1600/S_Cutuli_opera_n._925_-_2010.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605071907748958162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-faYATlj7ZGc/Tck3NAHlz9I/AAAAAAAAAN4/T7388K2qzPc/s400/S_Cutuli_opera_n._925_-_2010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;SILVESTRO CUTULI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Materia/ Antimateria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di&lt;br /&gt;Manuela Valleriani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal 7 al 25 maggio 2011&lt;br /&gt;Venezia, S. Marco 3287 - Salizada S. Samuele 30124&lt;br /&gt;l 7 maggio 2011 è stata inaugurata presso la Galleria Forme d'Arte di Venezia, alla presenza di un nutrito pubblico e dello stesso artista, una personale di Silvestro Cutuli, originario della provincia di Reggio Calabria ma teramano d'adozione da vari anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Materia/ Antimateria, questo il titolo dell'esposizione, è a cura della storica d'arte Manuela Valleriani, e rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 25 maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mostra un ciclo di lavori di pittura digitale realizzati nel 2010, a testimonianza di una fervida e interessante ricerca sperimentale che Silvestro Cutuli conduce ormai da diverso tempo sulla materia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silvestro Cutuli è nato a Laureana di Borrello (R.C.) nel 1948. Ha conseguito il Diploma di Scultura presso l'Accademia di Belle di Belle Arti di Firenze e insegnato nel Liceo Artistico della città, oltre che in quello di Teramo. Ha svolto un’intensa attività artistica esordendo nel 1972 quale vincitore del 1° Premio dell'Accademia Nazionale di San Luca di Roma, riservato agli studenti delle Accademie di Belle Arti. Ha partecipato a numerose rassegne nazionali ed internazionali, fra le quali: 1985 - Tsukuba, Expo '85 - Tsukuba ( Giappone ); Internazionale Kunstibiennale Seetal - Meisìerschwanden ( CH ); 1988 - Museo d'Arte Moderna Bagdad (Iraq ); Personale alla Galleria Les Mouettes - Losanna ( CH ); 1989 - Gruppo Horror Vacui Fondazione Bauby Firmin - Perpignan ( Francia ); 1990 - Gruppo ,' Horror Vacui Galleria Marianne - Argeles sur Mer (Francia); Art 54 Gallery - New York ;" I Maestri dell'Arte Italiana Ginza Dai Ichi - Tokio. Spiral, Minato-Ku, Tokyo(Giappone ) Canon Digital Creators Contest 2002, e 2003 Concorso Internazionale per Creatori di Immagini e Arte Digitale. Attualmente è impegnato in un importante ricerca sperimentale sull’arte digitale. Sue opere si trovano in numerosi ed importanti musei pubblici e in collezioni private in Italia e all'estero. Attualmente risiede a Teramo dove vive e lavora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mostre personali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1981 Circolo Culturale Lo Svarietto - Teramo.1987 Museo Nazionale - L'Aquila 1988 Centro Arte Trifoglio " - Pescara .1988 Palazzo Melchiorre Delfico - Teramo 1988 Galleria Les Mouettes - Losanna (CH) .1989 Museo Nazionale - L'Aquila 1989 Palazzo Melchiorre Delfico - Teramo .1989 Centro Arte,' Trifoglio - Chieti 1990 Centro Arte Contemporanea Angelus Novus - L'Aquila. 1990 Ateliers Castellarte '90 - Castelbasso (TE).1991 Galleria della Tartaruga - Roma.1996 Stamperia dell'Arancio - Grottammare ( AP). 1997 Antologica Telematica con la presentazione del 1° vol. dell’Archivio dell’Arte Abruzzese Contemporanea dedicato a Silvestro Cutuli - L’Aquila. 2000: Provider Tiscali - Sito web: web.tiscali.it/Cutuli, Mostra Personale Telematica “Le interrogazioni dell’immaginario”. 2004 Provider Tiscali – Sito:web:web.tiscali.it/cutuli - Mostra Personale Telematica “Riflessa Mente” D’Après William Turner, opere digitali di grande formato. 2005 Provider Tiscali - Sito web : www.silvestrocutuli.it – Mostra Personale Telematica “Stones” opere digitali di grandi dimensioni. 2005 MU.SP.A.C. - Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea L’aquila15 / 31 dicembre 2005 - “Noùs: Magma intelligente” - Antologica 1990 - 2005. 2006 Pinacoteca Civica di Teramo - “Noùs: Magma intelligente” - Antologica 1990 - 2005 - 21/1/ - 3/ 3 / 2006. 2007 Galleria dell’Artistico – Treviso - “Madreterra” - 3 -18 / 4 / 2007. 2007: Centro Arte Contemporanea “Il Castello” Maddaloni (CE) “ Madreterra “ 2 - 28 / 6 / 2007. Banca di Teramo “Il lato oscuro / Le porte del nulla “ 4 Marzo - 4 Aprile 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno tra gli altri scritto: G. Amodio - G. Benedetto - C.Fabrizio Carli - T. Cianciotta - R. Ciprelli F. Colombo - G. Corrieri - T. Coltellaro - M. D' Alessandro - A. D'Amore - E. Di Carlo - M. Di Cicco - E. Di Federico - G. Di Genova - R. Di Marzio - A. Di Nicola - T. Filippini - L. Paolo Finizio - R. Fiorini - A. Fusaro - M. Gallucci - A. Gasbarrini - J. Giganti - F. Giovannetti - F. lanni - R. Mancini - A. Marroni - L. Martella - M. Martelli - A. Melarangelo - C. Melloni C. Mezzasalma - G. B. Nisii - F. Pennella - G. Perrotti - M. Profeta - M. Cristina Ricciardi - N. Rosa - L. Rucci - G. Saverioni - M. Schioppa - E. Sciarra - G. Sgattoni - F. Sortino L. Strozzieri - A. Tatafiore - M. Troilo - M. Valleriani - S. Ventresca - A. Visconti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contatti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;studio: via Cona, 101 - 64100 Teramo - tel./fax: 0861 - 245106.&lt;br /&gt;abitazione: via A. Diaz, 34 - 64100 Teramo - tel. 0861 - 240696&lt;br /&gt;cell.: 320 - 0414840&lt;br /&gt;e-mail: &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:infotiscali@silvestrocutuli.it"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;infotiscali@silvestrocutuli.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;sito web: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.silvestrocutuli.it/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;www.silvestrocutuli.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-3059455192716440240?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/3059455192716440240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=3059455192716440240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3059455192716440240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3059455192716440240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/05/silvestro-cutuli.html' title='Silvestro Cutuli'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-faYATlj7ZGc/Tck3NAHlz9I/AAAAAAAAAN4/T7388K2qzPc/s72-c/S_Cutuli_opera_n._925_-_2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-8783336293961990694</id><published>2011-03-15T09:00:00.000-07:00</published><updated>2011-03-15T09:06:20.948-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carina Spurio'/><title type='text'>diVerso in Verso  2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-u6LXnrRvq-s/TX-NrGug7FI/AAAAAAAAANM/Tz1YYQG-WJE/s1600/Nevicata2008_scorcionerito_olio%2Bsu%2Btela_35x40.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584337834642304082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 283px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-u6LXnrRvq-s/TX-NrGug7FI/AAAAAAAAANM/Tz1YYQG-WJE/s400/Nevicata2008_scorcionerito_olio%2Bsu%2Btela_35x40.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Comune di Crognaleto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;V^ Edizione del Premio Internazionale di Poesia “diVerso in Verso” 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parco Culturale 18/08/2011 h:16:00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amo sempre il colore/nell'incanto che esplode/un bagliore di luce,/nell’ immagini nitide/&lt;br /&gt;del buio notturno./Amo la forza dei limpidi versi,/imbevuta di mille paure/ che fugaci sprazzi narra/di radici mai dimenticate;/ed illusa e sospesa/tra sonno e ragione,/tra Morfeo e vecchi miti,/inseguo la scheggia dei sensi/all'interno di mie fragilità./ da “Euritmia cromatica” (versi liberi che vanno dal senario, all’endecasillabo.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGOLAMENTO E BANDO DI CONCORSO&lt;br /&gt;Art 1. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia che abbiano compiuto la maggiore età.&lt;br /&gt;Art 2. Una Poesia in lingua italiana o in vernacolo (a tema libero) che non superi i 25 versi.&lt;br /&gt;Art 3. La partecipazione è assolutamente gratuita.&lt;br /&gt;Art 4. L’ opera compresa dei dati personali dell’autore: nome, cognome, città e data di nascita dovrà essere inviata entro e non oltre il 10 Luglio 2011 alla seguente e-mail :&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:carina.spurio@gmail.com"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;carina.spurio@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;Art 5. Il Materiale inviato non sarà restituito e l’organizzazione si riserva di divulgare le opere, con ogni mezzo pubblicitario, nulla è dovuto all’autore, pur garantendo la citazione dell’autore medesimo .&lt;br /&gt;Art 6. I Poeti vincitori saranno avvisati tramite l’indirizzo di posta elettronica indicato nella scheda di partecipazione. I Poeti esclusi o non vincitori saranno invitati alla cerimonia di premiazione.&lt;br /&gt;Art 7. Non sono previsti rimborsi in denaro, spese viaggi e pernottamento.&lt;br /&gt;Art 8. Ai Poeti classificati saranno assegnati i seguenti premi: trofei e attestati di merito. I premi dovranno essere ritirati personalmente dagli autori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMIAZIONE&lt;br /&gt;La premiazione avverrà il 18 Agosto 2011 alle ore 16 all’interno del Parco Culturale “diVerso in Verso” adiacente alla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo sito in Nerito di Crognaleto, Teramo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segreteria&lt;br /&gt;Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presenta&lt;br /&gt;Maria Rita Piersanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voci recitanti&lt;br /&gt;Ilario Lorusso&lt;br /&gt;Letizia Palumbi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverranno&lt;br /&gt;Oriana Fidanza&lt;br /&gt;Danilo Scastiglia&lt;br /&gt;Mattia Albani&lt;br /&gt;Alessandro Di Domenicantonio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cabaret&lt;br /&gt;Marko Ferrari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ospite d’Onore&lt;br /&gt;Enrico Melozzi&lt;br /&gt;(Compositore e violoncellista)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relazioni Stampa&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilcorrieredabruzzo.it/"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;http://www.ilcorrieredabruzzo.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;Azzurra Marcozzi (Giornalista)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuria&lt;br /&gt;Fiorella Zilli (Insegnante)&lt;br /&gt;Dott.ssa Cesira D’Innocenzo (Architetto)&lt;br /&gt;Dott.ssa Silvia Mazzetta (Scienze della Comunicazione)&lt;br /&gt;Anna Cortellini (Insegnante)&lt;br /&gt;Maria Savini (Insegnante)&lt;br /&gt;Dott.ssa Valentina Savini (Archeologa)&lt;br /&gt;Dott.ssa Roberta Pilotti (Magistrato Onorario)&lt;br /&gt;Dott.ssa Alessia Mocci (Lettere, critico letterario e cinematografico)&lt;br /&gt;Caterina Falconi (Scrittrice)&lt;br /&gt;p. Vincenzo D’Antico&lt;br /&gt;Dott. Sandro Galantini (Storico e Giornalista)&lt;br /&gt;Simone Gambacorta (Giornalista)&lt;br /&gt;Beniamino Biondi (Critico Letterario)&lt;br /&gt;Raul Ricci (Giornalista)&lt;br /&gt;Dott. Pasquale Fidanza (Lettere)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dott. Quirino Iannetti (Lettere e Folosofia)&lt;br /&gt;Si riserva di assegnare cinque premi speciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto&lt;br /&gt;Luca Boschi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allestimenti Artistici&lt;br /&gt;Daniela Savini&lt;br /&gt;Gianni Di Francesco&lt;br /&gt;Luigina Tulli&lt;br /&gt;Alessandra D’Andrea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allestimento floreale&lt;br /&gt;“Progetto Verde”&lt;br /&gt;di Alessandro Di Donatantonio &lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Daniela Savini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Scocio Nerito, 2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Olio su tela 35x40&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-8783336293961990694?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/8783336293961990694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=8783336293961990694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8783336293961990694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8783336293961990694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/03/diverso-in-verso-2011.html' title='diVerso in Verso  2011'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-u6LXnrRvq-s/TX-NrGug7FI/AAAAAAAAANM/Tz1YYQG-WJE/s72-c/Nevicata2008_scorcionerito_olio%2Bsu%2Btela_35x40.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7813048454095970092</id><published>2011-01-26T08:44:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T08:48:45.846-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>PREMIO RACCONTO BREVE 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TUBQXJ0KMyI/AAAAAAAAANA/2gw7YQohSDQ/s1600/a-libro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566537498131837730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 116px; CURSOR: hand; HEIGHT: 93px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TUBQXJ0KMyI/AAAAAAAAANA/2gw7YQohSDQ/s400/a-libro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#cccccc;"&gt;ASSOCIAZIONE TURISTICA “PRO LOCO GARRUFO” Via Nazionale , 45 - 64010 Garrufo di S.Omero (TE)&lt;br /&gt;P.I. 01577880675 - 347-5460201; 340-2454599 fax 0861-887844 www.garrufo.it e-mail: proloco.garrufo@gmail.com&lt;br /&gt;PREMIO RACCONTO BREVE 2011&lt;br /&gt;“Il cibo dei riti, il cibo delle feste”&lt;br /&gt;1. L’Associazione Pro Loco di Garrufo di Sant’Omero (Te) indice la VI&lt;br /&gt;edizione del premio Racconto breve 2011 “Giammario Sgattoni”, avente&lt;br /&gt;per tema “Il cibo dei riti, il cibo delle feste”.&lt;br /&gt;2. La partecipazione è gratuita.&lt;br /&gt;3. I testi non devono superare la lunghezza di n. 16.000 battute (spazi&lt;br /&gt;inclusi).&lt;br /&gt;4. Gli elaborati devono essere scritti in lingua italiana.&lt;br /&gt;5. Gli elaborati devono essere inediti.&lt;br /&gt;6. Il materiale dovrà essere consegnato entro il 14 maggio 2011, sia su&lt;br /&gt;supporto cartaceo, sia su supporto informatico (file.doc), e spedito a&lt;br /&gt;“Premio racconto breve” c/o Pro Loco di Garrufo, Piazza XXV&lt;br /&gt;Aprile, - 64027 GARRUFO di SANT’OMERO (Te). Le buste,&lt;br /&gt;contenenti le opere, con timbro postale successivo alla data suindicata,&lt;br /&gt;non verranno tenute in considerazione.&lt;br /&gt;7. Il Premio è articolato in un’unica sezione: possono partecipare tutti&lt;br /&gt;quelli che abbiano compiuto i quattordici anni di età alla data del 14&lt;br /&gt;maggio 2011.&lt;br /&gt;8. I dattiloscritti devono essere presentati in n. 5 copie non firmate e in&lt;br /&gt;busta chiusa, e senza mittente (anonimo).&lt;br /&gt;9. Il nominativo, l’età degli autori, i recapiti (indirizzo, telefono, e-mail) e il&lt;br /&gt;dischetto con il file.doc, vanno inclusi in una seconda busta sigillata e&lt;br /&gt;inserita nel plico in forma anonima.&lt;br /&gt;10. Non si accettano elaborati spediti per posta elettronica.&lt;br /&gt;11. Per informazioni: tel. 328.8967619 (ore pomeridiane), oppure&lt;br /&gt;all’indirizzo e-mail: info@garrufo.it&lt;br /&gt;12. Non verranno presi in considerazione racconti che eccedono la lunghezza&lt;br /&gt;stabilita e che, per gli argomenti trattati, contrari alla morale pubblica, a&lt;br /&gt;insindacabile giudizio della Giuria possano esporre l’organizzazione o i&lt;br /&gt;singoli soggetti a contenziosi di tipo legale o possano risultare lesivi della&lt;br /&gt;loro immagine.&lt;br /&gt;13. I lavori partecipanti al Premio non saranno restituiti in quanto&lt;br /&gt;costituiranno parte integrante dell’archivio del Premio medesimo.&lt;br /&gt;14. La Giuria, nominata dalla Pro-Loco, esaminerà i lavori concorrenti e, in&lt;br /&gt;base ai criteri e motivi stabiliti per l’assegnazione dei premi, redigerà una&lt;br /&gt;relazione conclusiva che conterrà la graduatoria dei vincitori. La Giuria&lt;br /&gt;sarà presieduta dal vincitore della edizione dello scorso anno.&lt;br /&gt;ASSOCIAZIONE TURISTICA “PRO LOCO GARRUFO” Via Nazionale , 45 - 64010 Garrufo di S.Omero (TE)&lt;br /&gt;P.I. 01577880675 - 347-5460201; 340-2454599 fax 0861-887844 www.garrufo.it e-mail: proloco.garrufo@gmail.com&lt;br /&gt;15. Ai vincitori sarà data notizia telefonicamente entro il 18 giugno 2010.&lt;br /&gt;Non è previsto il rilascio di attestazioni di partecipazione.&lt;br /&gt;16. I premi consistono in:&lt;br /&gt;Primo classificato:&lt;br /&gt; un pernottamento in camera matrimoniale con colazione e una cena&lt;br /&gt;per due persone, con degustazione di vini delle colline teramane,&lt;br /&gt;presso l’Hotel Ristorante “Zunica 1880”, a Civitella del Tronto&lt;br /&gt;(Te), uno dei borghi più belli d’Italia. Il premio è valido per tutto il&lt;br /&gt;2011, previa richiesta di disponibilità;&lt;br /&gt; prodotti tipici della cultura e della tradizione abruzzesi.&lt;br /&gt;Secondo e terzo classificati: prodotti tipici della cultura e della tradizione&lt;br /&gt;abruzzesi.&lt;br /&gt;17. La Giuria si riserva, inoltre, di assegnare premi ex-aequo.&lt;br /&gt;18. Una Giuria-giovani (14-25 anni), nominata dalla Pro Loco, si riserva di&lt;br /&gt;assegnare un premio speciale consistente in prodotti tipici della cultura e&lt;br /&gt;della tradizione abruzzesi.&lt;br /&gt;PREMIO SPECIALE: L’editore Modiv snc si riserva di assegnare un “Premio&lt;br /&gt;speciale” consistente nella pubblicazione di un racconto sul bimestrale di&lt;br /&gt;enogastronomia “C come magazine”, media partner della manifestazione.&lt;br /&gt;19. La partecipazione al Premio implica l’automatica accettazione da parte&lt;br /&gt;dei concorrenti di tutte le norme del bando (accettazione D.L.gs.&lt;br /&gt;196/2003 sulla privacy).&lt;br /&gt;20. Il giudizio delle Giurie è inappellabile e insindacabile.&lt;br /&gt;21. L’organizzazione non fornirà ai partecipanti alcun tipo di spiegazione in&lt;br /&gt;merito a eventuale esclusione dal concorso e ai criteri di valutazione.&lt;br /&gt;22. La premiazione avrà luogo nel corso della III Rassegna umoristica&lt;br /&gt;“Sorridi con gusto”, inserita nell’ambito della manifestazione&lt;br /&gt;enogastronomica “Garrufo con Gusto” che si svolgerà, durante la prima&lt;br /&gt;settimana di agosto 2011, in Garrufo di Sant’Omero (Te).&lt;br /&gt;23. Ai vincitori verrà data notizia per tempo.&lt;br /&gt;P.zza Filippi Pepe, 14 - 64010 Civitella del Tronto (TE)&lt;br /&gt;Tel +39 0861 91319 - Fax +39 0861 918150&lt;br /&gt;www.hotelzunica.it - info@hotelzunica.it&lt;br /&gt;Skype: hotelzunica - Facebook: Zunica1880 Ristorante &amp;amp; Hotel&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7813048454095970092?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7813048454095970092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7813048454095970092' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7813048454095970092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7813048454095970092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2011/01/premio-racconto-breve-2011.html' title='PREMIO RACCONTO BREVE 2011'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TUBQXJ0KMyI/AAAAAAAAANA/2gw7YQohSDQ/s72-c/a-libro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-2865960278563415968</id><published>2010-08-27T08:10:00.000-07:00</published><updated>2010-08-27T15:33:10.692-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='di Pietro Serrani'/><title type='text'>Carina Spurio di Pietro Serrani</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/THfVkVgxt5I/AAAAAAAAAM0/U0Qf69t1lmA/s1600/kary%5B1%5D.febbraio7x.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510107489337718674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/THfVkVgxt5I/AAAAAAAAAM0/U0Qf69t1lmA/s400/kary%5B1%5D.febbraio7x.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff9966;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;SCRITTORI DELLA NOSTRA VALLATA: CARINA SPURIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Originaria di Nerito di Crognaleto, Carina Spurio è nata – e vive e lavora – a Teramo. Per alcuni anni è vissuta anche a Montorio al Vomano nella caratteristica via Giuseppe Urbani, meglio nota ai montoriesi con l’appellativo di “Strada di Sotto”.&lt;br /&gt;A dire il vero, Nerito, grazioso borgo della nostra bella montagna teramana, è il paese del nonno paterno ed è il luogo dove lei ha trascorso i periodi più belli della sua fanciullezza e al quale è rimasta profondamente legata, tant’è vero che una sua poesia, che ha ricevuto ottimi consensi al “Premio Myricae” di pascoliana memoria, descrive ed è dedicata interamente a Nerito.&lt;br /&gt;Carina Spurio compie i suoi studi presso lo storico Istituto Magistrale “Giannina Milli” di Teramo e, attratta dal demone della poesia, inizia a scrivere giovanissima. Ma come sempre, a quell’età, i racconti, le poesie e… i sogni rimangono sempre nello stagionato cassetto vergati su foglietti volanti e dispersi. Il suo esordio nel mondo della scrittura avviene, nell’agosto del 2005, quando nella città aprutina viene allestita la prima edizione di “Villa Suite”: salotto serale di cultura, musica e cabaret all’interno della Villa comunale. Infatti nel 2005, vede la luce la sua prima raccolta poetica: Il sapore dell’estasi (Patti, Messina, Kimerik); nell’anno successivo, sempre per la Kimerik e sempre sotto lo stesso titolo, cioè Il sapore dell’estasi, esce una riedizione aggiornata. Nel 2007 pubblica Lacca di garanza (Roma, Edizioni Il Filo), seguono Tra Morfeo e vecchi miti (Patti, Messina, Nicola Calabria Editore, 2008) e Narciso (Teramo, Editrice Evoè, 2009).&lt;br /&gt;La nostra poetessa vive per la Poesia – quella con la P maiuscola – e con la poesia ha iniziato un percorso di ricerca interiore:«Tutti sappiamo» scrive su un blog «che qualcosa di magico e irripetibile deve essere accaduto un tempo lontano e che il Tutto ha origine dall’Uno. L’atomo, la cellula, il sole, le stelle, tutti hanno rispettato una legge, dall’organismo più semplice a quello più complesso, mentre noi essere viventi, abbiamo sempre la stessa esigenza: scoprire i segreti della vita». Alcune sue poesie sono state incluse in diverse antologie nazionali e il suo nome figura in testi scolastici, fra i quali ricordiamo I nuovi poeti italiani (2007) e Conoscere la metrica (2008), entrambi editi da Vincenzo Grasso Editore, di Padova. Altre sue liriche sono state pubblicate in riviste specializzate internazionali. Il già citato Lacca di garanza, dopo un’accurata selezione da parte della Casa Editrice Il Filo, di Roma, è stato scelto ed inserito tra i titoli alla “Festa del Libro e delle Culture Italiane” che si è tenuta a Parigi dal primo al 3 febbraio 2008. Esimi critici letterari si sono interessati alla sua poetica, come il teramano Simone Gambacorta, il giuliese Sandro Galantini e il napoletano Antonio Spagnuolo, solo per citare alcuni nomi.E’ segretaria del concorso di poesia “diVerso in Verso” che è giunto alla sua quarta edizione. Scrive su periodici culturali e di informazione: “Hermes”, “Domus”, “Notizie Donna”, “Eidos”, “Il Giornale24ore”, “Il mensile della città” “Teramani.net”, “Il ReteGiornale.it”, “ Buono e Bello”, “Piazza Grande” ed anche sul nostro “Gente del Vomano”. E’ superfluo aggiungere che nella sua ancora breve carriera ha collezionato premi, riconoscimenti e attestati, anche perché a lei interessa cibarsi solo di versi e strofe, senza chiedere nient’altro alla vita.&lt;br /&gt;Pietro Serrani&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-2865960278563415968?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/2865960278563415968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=2865960278563415968' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2865960278563415968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2865960278563415968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/08/carina-spurio-di-pietro-serrani.html' title='Carina Spurio di Pietro Serrani'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/THfVkVgxt5I/AAAAAAAAAM0/U0Qf69t1lmA/s72-c/kary%5B1%5D.febbraio7x.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-2246235591753991514</id><published>2010-06-22T09:23:00.000-07:00</published><updated>2010-06-22T09:27:36.426-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag:Carina Spurio'/><title type='text'>Sandro Galantini</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TCDj2qyRe_I/AAAAAAAAAMk/NcS9MIWYb4A/s1600/88-88925-02-3_(Copertina).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485634874474855410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 253px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TCDj2qyRe_I/AAAAAAAAAMk/NcS9MIWYb4A/s400/88-88925-02-3_(Copertina).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Un libro di Sandro Galantini pubblicato da Ricerche&amp;amp;Redazioni nel 2004 nell'Archivio Storico del Museo dell'Omeopatia di Roma.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Il libro dello storico giuliese Sandro Galantini, Scritti di Rocco Rubini, pubblicato nel 2004 per la casa editrice teramana Ricerche&amp;amp;Redazioni di Damiani&amp;amp;Marramà, è stato recentemente inserito nell'Archivio Storico del Museo dell’Omeopatia di Roma, sorto per iniziativa della Fondazione Negro. Il Museo dell'Omeopatia, nella sede di Piazza Navona 49 a Roma, vuole proseguire l’opera di Antonio Negro che, in tale sede, nel 1950 fondò l'Accademia di Medicina Omeopatica.Libri, manoscritti, documenti ed oggetti riferiti all’omeopatia italiana ed estera, dalle origini ai giorni nostri, si accompagnano ad un’ampia raccolta di opere di Samuel Hahnemann e ad una ricca collezione di antichi contenitori di rimedi omeopatici.Il Museo vuole essere centro di ricerca e studio per quanti si interessano all’Omeopatia e desiderano collaborare alle finalità dell’Archivio e alle iniziative della Fondazione.Il volume di Galantini, che ha restituito vita e opere di Rocco Rubini, nato a Cellino Attanasio e tra i più importanti esponenti italiani della medicina omeopatica dell'800, sin dall'indomani della pubblicazione ha suscitato grande interesse ed apprezzamento nella comunità scientifica nazionale.Il VolumeSCRITTI DI ROCCO RUBINIa cura di Sandro Galantini, Teramo, Ricerche&amp;amp;Redazioni, 2004"Piccola Biblioteca Scientifica Abruzzese" (1)228 pagine - ISBN 88-88925-02-3 - € 12.00La ristampa in anastatica degli scritti di Rocco Rubini, medico omeopatico di Cellino Attanasio vissuto a Napoli nel XIX secolo, inventore della canfora Rubini. Il volume, che inaugura la collana Piccola Biblioteca Scientifica Abruzzese, ripropone tre rarissimi scritti del Rubini, che testimoniano del suo impegno di omeopatico, della generosa e intensa attività spesa a beneficio della salute pubblica. Maestro riconosciuto e figura eminente nella pratica e nella diffusione dell’omeopatia in campo internazionale, Rubini viene ricordato, tra i pionieri in Italia della scienza omeopatica, da Thomas Lindsey Bradford nella sua opera Pioneers of Homoeopathy (1897). Tra gli scritti ristampati: “Statistica dei malati di cholera morbus curati colla sola canfora in Napoli” (1885) e “Cactus grandiflorus patogenia” (1864). Con saggio storico di Sandro Galantini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-2246235591753991514?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/2246235591753991514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=2246235591753991514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2246235591753991514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2246235591753991514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/06/sandro-galantini.html' title='Sandro Galantini'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TCDj2qyRe_I/AAAAAAAAAMk/NcS9MIWYb4A/s72-c/88-88925-02-3_(Copertina).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7124687624640777253</id><published>2010-06-21T12:50:00.000-07:00</published><updated>2010-06-21T12:53:47.341-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tag: Carina Spurio'/><title type='text'>“Federico II. Vento di soave” e “Masaniello. 1647 a Napoli è rivoluzione” di Manuele Morgese.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TB_CjWowj3I/AAAAAAAAAMc/NIHqu1_mDBA/s1600/locmasaniello2.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485316783788298098" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 195px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TB_CjWowj3I/AAAAAAAAAMc/NIHqu1_mDBA/s400/locmasaniello2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Teramo, mercoledì 23 giugno 2010, ore  19:00,&lt;br /&gt;presso il Ghost Bar, via M. Delfico 10D (ex Cine-teatro Apollo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Zikkurat Edizioni&amp;amp;Lab presenta “Federico II. Vento di soave” e “Masaniello. 1647 a Napoli è rivoluzione”, due opere teatrali del Premio Gassman 2010, per la sezione Giovani Talenti, Manuele Morgese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Zikkurat Edizioni&amp;amp;Lab, casa editrice che fa della sperimentazione, del rapporto con il territorio e della contaminazione tra discipline e campi del sapere differenti la propria mission, presenta i due volumetti, due opere teatrali, ma anche due libri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federico II. Vento di soave, una tragedia in due atti, che narra del rapporto fra l'imperatore Federico II e la sua giovanissima amante Bianca Lancia di Agliano;&lt;br /&gt;Masaniello. 1647 a Napoli è rivoluzione, che vanta l’autorevole prefazione di Riccardo Reim, narra della storica vicenda partenopea, che ben si adatta al  contesto storico attuale, dominato dal qualunquismo e dalla banale devozione alle apparenze propria del consumismo di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già insignito nel 2009 del premio Ennio Flaiano, Manuele Morgese, nonostante la giovane età, svolge da anni la sua attività di attore, autore, regista e produttore di teatro in Abruzzo, dove è impegnato nella diffusione della cultura teatrale e nella formazione di giovani attori.&lt;br /&gt;Laureato in Lettere moderne ad indirizzo spettacolo, si è poi diplomato presso l’Accademia nazionale d’arte drammatica dello Stabile di Napoli. Attualmente è impegnato su vari fronti: direttore artistico e fondatore della Compagnia TEATROZETA e del Piccolo Teatro Studio (L’Aquila); direttore artistico di Teatri Possibili (L’Aquila) e della stagione teatrale "Volo libero" in collaborazione con l'Atam. Dal 2008 è direttore artistico del Teatro EUR di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverranno:&lt;br /&gt;Marco Santarelli - Direttore Zikkurat Edizioni&amp;amp;Lab e Associato di Ricerca CNR/ISC&lt;br /&gt;Irene Merlini - Redazione Zikkurat Edizioni&amp;amp;Lab, esperta in Philosophy for Children&lt;br /&gt;Luca Serani -  Attore&lt;br /&gt;Mauro Gambini - Moderatore &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Sarà presente l’autore&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7124687624640777253?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7124687624640777253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7124687624640777253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7124687624640777253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7124687624640777253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/06/federico-ii-vento-di-soave-e-masaniello.html' title='“Federico II. Vento di soave” e “Masaniello. 1647 a Napoli è rivoluzione” di Manuele Morgese.'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TB_CjWowj3I/AAAAAAAAAMc/NIHqu1_mDBA/s72-c/locmasaniello2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6950098207941282889</id><published>2010-06-16T09:59:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T10:06:41.607-07:00</updated><title type='text'>IV° Concorso di Poesia "diVerso in Verso" 2010</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5483417725826594306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TBkDXob5dgI/AAAAAAAAAMU/ykSF5NmujC4/s400/nerito2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Il Comune di Crognaleto Presenta:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;IV° Concorso di Poesia “diVerso in Verso”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parco Culturale 18/08/2010 h:16:00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nerito di Crognaleto incontra i Poeti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“I Poeti vivono per sciogliere i silenzi delle attese in attesa di niente. Di notte s’aggirano tra le macerie del plesso solare e sui percorsi senza bussola. Sobbalzano davanti ai tronchi spezzati dal dolore, slogandosi caviglie immaginarie. Scendere dentro sé raramente è dolce. Tra polveri antiche e cimiteri personali, capita di incrociare una coda di cometa che ispira una sillaba che illumina tutti i nostri ieri come una nuova alba da vivere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rassegna letteraria, organizzata dal Comune di Crognaleto,  ha lo scopo di presentare, dopo una selezione, le opere poetiche degli autori partecipanti. L’interazione culturale si prefigge di individuare i poeti presenti sul territorio e andare oltre la conoscenza astratta, elaborando un’esperienza conoscitiva che miri al contatto reale tra autore e pubblico, per conservare e rendere visibile la cultura locale restituendo alla comunità il frutto dell’ingegno dell’artista. Il progetto, riservato a tutti gli autori, intende rappresentare un momento di incontro, al fine di dare una maggiore visibilità e di conseguenza una maggiore diffusione alle opere letterarie degli stessi, percorrendo il sentiero culturale già intrapreso negli anni scorsi al fine di incentivare la creatività  artistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;REGOLAMENTO E BANDO DI CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Art 1. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia.&lt;br /&gt;Art 2. Una Poesia  (a tema libero) che non superi i 25 versi.&lt;br /&gt;Art 3. La partecipazione è assolutamente gratuita.&lt;br /&gt;Art 4 L’ opera dovrà essere inviata entro e non oltre il 20 Luglio 2010 alla seguente e-mail :&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:carina.spurio@gmail.com"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cc9933;"&gt;carina.spurio@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Art 5. Il Materiale inviato non sarà restituito e l’organizzazione si riserva di divulgare opere, con ogni mezzo pubblicitario, nulla è dovuto all’autore, pur garantendo la citazione dell’autore medesimo .&lt;br /&gt;Art 6. I Poeti vincitori saranno avvisati tramite l’indirizzo di posta elettronica indicato nella scheda di partecipazione. I Poeti esclusi o non vincitori saranno invitati alla cerimonia di premiazione.&lt;br /&gt;Art 7. Non sono previsti rimborsi in denaro, spese viaggi e pernottamento.&lt;br /&gt;Art 8. Ai Poeti classificati  saranno assegnati i seguenti premi: Trofei e attestati di merito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;PREMIAZIONE&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La premiazione avverrà il 18 Agosto alle ore 16  all’interno del Parco Culturale adiacente alla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo sito in Nerito di Crognaleto, Teramo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Segreteria&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Presenta&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Maria Rita Piersanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Voci recitanti&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ilario Lorusso&lt;br /&gt;Letizia Palumbi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Interverranno&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Fabio Sorrentino&lt;br /&gt;Gian Franco Manetta&lt;br /&gt;Danilo Scastiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Giuria:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Fiorella Zilli (Insegnante)&lt;br /&gt;Dott.ssa Cesira D’Innocenzo (Architetto)&lt;br /&gt;Anna Cortellini  (Insegnante)&lt;br /&gt;Maria Savini  (Insegnante)&lt;br /&gt;Dott.ssa Valentina Savini   (Archeologa)&lt;br /&gt;Dott.ssa Roberta Pilotti (Magistrato Onorario)&lt;br /&gt;Dott.ssa Alessia Mocci  (Lettere, critico letterario e cinematografico)&lt;br /&gt;Caterina Falconi (Scrittrice)&lt;br /&gt;p. Vincenzo D’Antico&lt;br /&gt;Dott. Sandro Galantini (Storico e Giornalista)&lt;br /&gt;Beniamino Biondi (Critico Letterario)&lt;br /&gt;Raul Ricci (Giornalista)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa editrice&lt;strong&gt; Ricerche&amp;amp;Redazioni&lt;/strong&gt; di Giacinto Damiani&lt;br /&gt;sarà presente durante la cerimonia di premizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Intervalli Musicali&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Quartetto “Darius Milhaud”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Allestimenti Artistici&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Daniela Savini&lt;br /&gt;Gianni Di Francesco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Materia e Movimento&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Foto artistiche&lt;br /&gt; Cristiano Del Grosso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Allestimento floreale&lt;br /&gt; &lt;/strong&gt;“Progetto Verde”&lt;br /&gt;di Alessandro Di Donatantonio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#cc9933;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#cc9933;"&gt;&lt;strong&gt;Foto Nerito&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;color:#cc9933;"&gt;Giuseppe Ceci&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6950098207941282889?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6950098207941282889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6950098207941282889' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6950098207941282889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6950098207941282889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/06/iv-concorso-di-poesia-diverso-in-verso.html' title='IV° Concorso di Poesia &quot;diVerso in Verso&quot; 2010'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/TBkDXob5dgI/AAAAAAAAAMU/ykSF5NmujC4/s72-c/nerito2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4284123859084559326</id><published>2010-05-11T08:26:00.000-07:00</published><updated>2010-05-11T08:29:48.816-07:00</updated><title type='text'>Danilo Scastiglia, autore teatino si racconta.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S-l3ViFVOgI/AAAAAAAAAMM/HeeAgNrmJ0Q/s1600/CARINA_alchimie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470034434228304386" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 377px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S-l3ViFVOgI/AAAAAAAAAMM/HeeAgNrmJ0Q/s400/CARINA_alchimie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Danilo Scastiglia, autore teatino si racconta:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il tuo primo libro dal titolo“Alchimie” (Edizioni Simple, 2009) è composto da cinque racconti in cui descrivi la quotidianità priva di ipocrisie. Da quale esigenza nasce e qual è l’aspetto piu’interessante del testo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Alchimie” è nato dall’esigenza di descrivere situazioni della quotidianità, senza filtri e censure, in maniera asciutta e più veritiera possibile. Molto spesso determinati scrittori cercano di scrivere quello che vorrebbero che i lettori leggessero. Non si mettono in gioco descrivendo anche cose scomode che non condividono. Io ho cercato proprio questo, raccontare situazioni che nella vita di tutti i giorni accadono, in alcuni passi anche forti. Intendo in situazioni erotiche quando si descrive un’approccio tra due esponenti dei due sessi o ciò che alle volte può accadere anche al primo appuntamento. Tutto ciò lo si può condividere o meno. L’obiettivo prioritario è far interrogare chi legge i miei racconti, scuotere le coscienze ed entrare nelle storie. Credo che questo sia riuscito visto i vari attestati che ho avuto il piacere di ricevere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hai avuto riconoscimenti al livello nazionale. Il 7 novembre 2009 uno dei racconti inseriti in Alchimie è stato premiato alla “1° Edizione del Concorso Internazionale di Poesia, Prosa ed Arti Figurative” organizzato dall’Associazione No-Profit La Finestra Eterea. Racconta…&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Aver partecipato al concorso internazionale organizzato dall’Associazione No-Profit La Finestra Eterea, mi ha permesso di poter far conoscere anche al di fuori dei confini locali i miei scritti. A Cinisello Balsamo (MI), ho intanto avuto l’occasione di conoscere tante altre persone motivate, che consumano con passione e amore quello che fanno, che scrivano poesia, prosa o che trattino la pittura o la scultura. Tutte persone che commentano la realtà o i sogni in modo genuino e competente. Da Trapani al Brennero. Essere stato uno tra i premiati e rappresentare Chieti e l’Abruzzo mi ha riempito di orgoglio. Ti cito le motivazioni per cui hanno premiato il racconto “I fantastici quattro”.&lt;br /&gt;“ L’autore descrive come scorre la vita quotidiana dei nostri giorni dove incomprensioni, speranze, innamoramenti si consumano e quando sembrano esaurirsi si ripropongono di nuovo. E fortunatamente alla fine non tutto ritorna noiosamente da capo ma qualcosa di positivo germoglia e vive…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per te scrivere è una passione o qualcosa da cui non puoi prescindere?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E’ stato un sogno che cullavo da tanti anni, diciamo una passione che molte volte è stata repressa o tenuta nel cassetto. Poi non ce l’ho fatta più ed ho deciso di riaprire quella passione che non è mai sopita. E devo dire che visti i buoni risultati devono essere fiero di me stesso. Lo scrivere alle volte ti fa da terapia, ti permette di esprimere concetti o modi di vedere la vita che molto spesso determinate persone non hanno desiderio ma soprattutto fegato di stare ad ascoltare…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Credi che il mondo dell’editoria sia aperto a nuovi talenti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi fai una domanda che mi sta particolarmente a cuore. Molti non sanno che per i nuovi talenti o scrittori emergenti la strada è ardua e totalmente in salita. Molti non sanno che quasi la totalità delle case editrici, una volta che hanno letto i manoscritti e che danno parere favorevole alla pubblicazione ti chiedono poi dei compensi anche molto onerosi. Non ritengo che se si ha la stoffa per scrivere bisogna al tempo stesso pagare un compenso che il più delle volte stronca la voglia di scrivere di tanti nuovi talenti. Come ben sai anche io mi sono trovato ad un bivio ed ho deciso di intraprendere la strada più ardua, difficile ma che mi sta dando innumerevoli soddisfazioni. Infatti, mi sono autofinanziato e mi autodistribuisco in proprio  “Alchimie”. E considerando che il libro è possibile acquistarlo tramite il sottoscritto ed in un’unica libreria, aver raggiunto quasi 250 copie vendute ha dell’incredibile. Ci tengo a sottolineare anche che per mia scelta il libro lo vendo a 9 euro perché reputo che la lettura, di qualsiasi genere si tratti non debba avere costi insostenibili per chi divora libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono i tuoi generi letterari preferiti, quelli che senti piu’ vicini al tuo modo di essere?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Diciamo che adorando la narrativa, leggo diversi autori, posso citarti Coelho, Brizzi, Irvin Welsh, Fabio Volo, adoro Nick Hornby, Bukowsky oppure Zàfon o Sheakspeare…  Ce ne sarebbero altri ma mi fermo qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stai lavorando ad un nuovo romanzo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da poco ho terminato di tradurre “Alchimie” in spagnolo, perché credo che la lingua iberica sia molto più idonea ad accogliere il mio libro, vedremo. Al mio nuovo romanzo, mancano pochi dettagli, non tarderà ad arrivare J&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che rapporto hai con Chieti la città in cui risiedi?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Come credo tutti gli scrittori che non risiedono in una grossa città metropolitana. Ho avuto modo di sentirne la mancanza e di assaporarne tutti i pregi solo quando l’ho dovuta abbandonare per ben cinque anni per un lavoro in Piemonte. Tra pregi e difetti non cambierei mai Chieti con un’altra città. Chieti mi ha permesso di vivere e fruire di quella cultura e quella storia intrinseca di fascino che emana passeggiando per le vie storiche o ascoltando il misere il venerdì santo ad esempio….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un sogno….&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riuscire ad avere un seguito più ampio grazie a ciò che scrivo, senza dover barattare nulla che coerentemente difendo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una dedica…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dedica, forse a me stesso. Tantissimi non avrebbero mai creduto in ciò che sono riuscito a fare, ma diciamo che la dedica può andare anche a chi mi ha dato fiducia e sostegno e me ne darà ancora…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un ringraziamento…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indubbiamente a te Carina, che ti reputo prima di tutto una cara amica e poi una collega. E tu sai il perché. Ringrazio anche tutti coloro che hanno avuto l’occasione di leggere “Alchimie” e che attraverso il “passa parola” hanno fatto si che i miei racconti avessero l’opportunità di essere letti non solo a Chieti. Da Torino ad Ancona, da Verona  a Como... Grazie a tutti ancora. Sostenete i nuovi talenti che non si vogliono arrendere a certe regole…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4284123859084559326?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4284123859084559326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4284123859084559326' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4284123859084559326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4284123859084559326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/05/danilo-scastiglia-autore-teatino-si.html' title='Danilo Scastiglia, autore teatino si racconta.'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S-l3ViFVOgI/AAAAAAAAAMM/HeeAgNrmJ0Q/s72-c/CARINA_alchimie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-5227675360093509703</id><published>2010-05-11T04:24:00.000-07:00</published><updated>2010-05-11T04:28:03.838-07:00</updated><title type='text'>Silenzi di Pietra Sergio Scacchia di Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S-k-lqSE2oI/AAAAAAAAAL0/EMC57NQYjZI/s1600/1copertina_silenzi+di+pietra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469972039144364674" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 294px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S-k-lqSE2oI/AAAAAAAAAL0/EMC57NQYjZI/s400/1copertina_silenzi+di+pietra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;M&lt;span style="font-size:85%;"&gt;artedì 11 maggio 2010 Ora: 18.00 - 20.00 &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Luogo: Gazebo del Grand'Italia - piazza Martiri a Teramo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Silenzi di pietra"&lt;/strong&gt; è un libro concepito con felicità, con freschezza, con la purezza e il respiro dell'aria aperta.Un viaggio che l'autore compie nella parte più recondita del centro Italia, nei monti della Laga e i Sibillini, tra paesi abbandonati, memorie di pastori e carbonai, storie e leggende, tradizioni e curiosità. Sullo sfondo una natura incredibilmente bella che riserva sorprese, genera avventura, in un mondo dietro casa imprevedibile, assolutamente remoto, tutto da raccontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Una certosina, attenta e appassionata opera di &lt;strong&gt;Sergio Scacchia&lt;/strong&gt;, escursionista e viaggiatore, pronto a fermarsi attratto da ogni possibile richiamo dato dalla montagna e dai suoi abitanti. Zone percorse in lungo e largo, nelle varie stagioni, dall’alba al tramonto, inseguendo storie, racconti e leggende, recuperando testimonianze preziosissime degli ultimi “personaggi” sopravvissuti e ancora tenacemente abbarbicati in queste lande sempre più deserte. Un documento che si srotola nelle varie località, intrecciato con i ricordi delle persone incontrate e con suggestioni evocate, a volte impalpabili, altre evidenti e nette.&lt;br /&gt;Si tratta di un miscuglio a tratti esplosivo, tra conoscenza e esperienza in ambiente, sui sentieri della montagna, da paese a paese. Dalle pagine  trasudano importanza e radici di un’agognata “cultura della montagna”, di una rivisitata occasione per “cittadini” di riappropriarsi di segni e valori prossimi, prima della loro definitiva scomparsa, prima  che immobilismo e tecnologia acciambellino tutto in spazi virtuali.&lt;br /&gt;Sergio Scacchia ci provoca e ci invita a diventare “viaggiatori” e ci indica che tutto il percorso è la meta. Ogni passaggio dei racconti è fonte di inspirazione per una descrizione, un’osservazione, un aspetto naturalistico, un manufatto e tanto altro ancora. Impariamo così a scoprire quanto è accaduto nelle tre regioni dei Monti della Laga: Abruzzo, Lazio e Marche e si accende la voglia di partecipare e condividere, decisi a ripercorrere alcuni avvenimenti.&lt;br /&gt;Ci attendono torrenti e  cascate tra le più belle dell’Appennino che nei rigidi inverni si trasformano in palestre ideali per le arrampicate su ghiaccio. I piccoli borghi costellano la montagna, pochi gli abitanti tanta la ricchezza di storia e natura, tra boschi nei quali sono presenti anche l’abete bianco e rare orchidee. In quota anche l’eccezionale lago di Campotosto. Versanti diversi con il più ripido e sgarupato quello laziale, aspro e selvaggio quello marchigiano, ondulato e accattivante quello abruzzese.&lt;br /&gt;Luoghi da esplorare a piedi, lungo i sentieri, accompagnati dal &lt;strong&gt;Club Alpino Italiano&lt;/strong&gt;,  interessato descriverli e segnarli, recuperando le antiche vie di comunicazione&lt;br /&gt;Filippo Di Donato Cai Abruzzo&lt;br /&gt;rappresentante Cai nella FederParchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://wm5.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.caiabruzzo.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;www.caiabruzzo.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;a href="http://wm5.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.caicastelli.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;www.caicastelli.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-5227675360093509703?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/5227675360093509703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=5227675360093509703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5227675360093509703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5227675360093509703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/05/silenzi-di-pietra-sergio-scacchia-di.html' title='Silenzi di Pietra Sergio Scacchia di Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S-k-lqSE2oI/AAAAAAAAAL0/EMC57NQYjZI/s72-c/1copertina_silenzi+di+pietra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6588485367078927056</id><published>2010-04-29T16:38:00.000-07:00</published><updated>2010-04-29T16:43:43.237-07:00</updated><title type='text'>Narciso - Carina Spurio di Alessia Mocci</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S9oYpCb4zZI/AAAAAAAAALs/_LiUCgsLdDI/s1600/alessia_mocci4.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465708191075061138" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 293px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S9oYpCb4zZI/AAAAAAAAALs/_LiUCgsLdDI/s400/alessia_mocci4.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Narciso – Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;span style="color:#66ff99;"&gt;&lt;span style="color:#66ff99;"&gt;di Alessia Mocci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;La raccolta di poesie “Narciso” si apre con la lirica omonima per spezzare la linea di confine tra il nostro presente, la nostra vita, e ciò che è dato sapere ai poeti. Un estro antico, tramandato sin dai primordi dei pensieri percepito dalle anime altre, rivive nel versificare dell’autrice del libro Carina Spurio. La Spurio intrattiene un personalissimo rapporto con il figlio di Liriope e Cefiso, uno scavare incessante (“Raccontami di te/…Dimmi/…Parlami…”) verso la verità di ciò che accadde allo sventurato, uno scavare logorato dai misteri del tempo e dai flussi delle acque che rapirono la sua illibata immagine. Non si percepisce una forte contrapposizione tra il presente ed il passato. I versi, nel loro incedere, si riempiono di mattiniera foschia e l’io diviene una benevola controparte dell’altro. Si può sussurrare che la tematica portante della raccolta di poesie è proprio questa illuminata comprensione verso l’altro, il diverso, un profondo interesse da parte della Spurio nei confronti della comunicazione, della trasmissione dell’ istante che ripete ciclicamente il suo mutare da attimo a “senza principio né fine”. La Spurio palesa questa sua presa di posizione anche nella struttura della raccolta, infatti, le liriche si susseguono trascinate da un filo conduttore diatropico, il titolo. Non è stato il caso, né l’ordine alfabetico né l’ordine temporale a determinare l’ubicazione delle liriche nella raccolta. Ci troviamo davanti ad un ingegnoso telaio che racconta una storia parallela ed, allo stesso tempo, obliqua. Leggendo, infatti, i titoli delle liriche, “Narciso”, “Assenze”, “Sequenze”, “Libera”, “SS80”, “Fly On caffè”, “Un attimo”, “Il sapore di un bacio”, “Montagna Madre”, “Tempo”, “Dilemmi”, “L’eterna storia”, “Euritmia cromatica”, “Respiro”, “Selene”, “Petali di pensieri”, “ad Alessandra”, “Il sacro e il profano”, “Nasco da…”, “Sesto senso”, due liriche senza titolo, “Incanto”, una lirica senza titolo, “Ritmo inquieto”, “Lacca di garanza”, “Sogni preziosi”, “Osservando Kandisky”, “Pregno antico”, “Verso il futuro”, “Metafore”, “Noi”, “Percorsi”, “Vocazione”, “Seta”, “Brama”, “Ieri”, scorgiamo una musicalità ed una geometria strutturale e semantica che l’autrice, forse, voleva tenere nascosta così come Narciso, per troppo amore, celò il suo viso agli altri stringendolo solo a se. L’ultima poesia, “Ieri”, (“Ti ho sognato,/ le mie dita fra le tue dita/ nessuna distanza./ In un istante ho immaginato/  di chiedere alle stelle/ di fermare il tempo,/ per allungare l’attimo in cui/ ti avrei dato un nome,/ un colore, un motivo.”) vede l’armonia tra presente e passato, tra tempo ed attimi, tra “io” e “tu”; quasi si può scorgere l’angelica forma del “Narciso” iniziale mentre il sogno diviene realtà e l’“io” intrattiene una conversazione con l’altro, un lucido e circolare procedere verso la Pura Poesia senza il completo estraniamento dalla realtà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#66ff99;"&gt;&lt;strong&gt;Leggendo diverse recensioni sulla tua nuova raccolta di poesie, ho notato una parola associata al tuo versificare che si ripete: “urgenza”. Sapresti darmi una spiegazione? E’ la chiave di lettura per le tue opere?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;“Urgenza”, la parola ricorrentemente associata al mio versificare è “una” delle tante definizioni contenute nella forza tentacolare che assale il poeta e si insinua in ogni angolo del pensare e del vivere. Per questo, penso che  il termine “urgenza” non sia l’unica parola-chiave per le mie opere, malgrado scrivere spesso sia una “necessità”. “Necessità” non intende cedere, non può farlo: ne + cedere. “Notwendigkeit” (ciò che non potrebbe essere altrimenti) avrebbe detto Kant se fosse stato in vita. Eppure, non  fui preda del fascino di questa inflessibile dea all’inizio. Il mio verso, come hai ben scritto, esplose dal piacere, affidato ad “un lucido e circolare procedere”. La mia prima Poesia nacque dall’ “assenza”, dall’attimo in cui la consequenzialità della sillabe si arrese al gesto mosso dalla privazione.  Senza quel vuoto dentro non avrei potuto catturare quel fiato sinistro in cerca di uno spazio. Versai: “Cosa ho se non ti ho?” (da “Noi”). Un verso, una domanda! Avevo racchiuso un istante in un grumo che perse  calore prima della finitura.  Da quel giorno Poesia fu comunicazione dei sensi, per non costringerli al silenzio affinché il binomio “io/tu” potesse diventare “noi”. Oggi so che Poesia non è una formula. Piu’ che un profitto è una perdita e non si avvale di strumenti logici. Ci sono giorni in cui ancora mi tenta, soprattutto quando proviene dall’immobilità, dal vuoto di me, dalla gioia e dal dolore altrui e come una spettatrice decide di testimoniare. Continua a resistere sgorgando dalla mia mano, mentre labbra serrate conservano il senso deglutito nelle tenebre. “Senza il completo estraniamento dalla realtà” la imprimo nel candido niente, invaso da pericolosi enjambements, innocui come una farsa teatrale e adagiati come le bugie automatiche sul mio fiato e resto a “guardarla” come un atto d’amore che non merita i miei brividi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#66ff99;"&gt;&lt;strong&gt;La tua raccolta ha una struttura inusuale, infatti, la maggior parte delle poesie sono seguite da un commento critico e stilistico. E’ stata una scelta che muove prettamente dal bisogno di diverso ed originale?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;“Narciso” è un’antologia poetica che contiene liriche selezionate dai miei precedenti quattro libri di versi pubblicati nel seguente triennio: 2005 / 2008. Nei capitoli scanditi anno per anno i relativi commenti critici e stilistici sono rimasti invariati, non per un bisogno di originalità o di differenziazione, ma per legittimare quanti avevano collaborato attivamente alla realizzazione del testo.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;In foto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;: &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Alessia Mocci&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6588485367078927056?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6588485367078927056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6588485367078927056' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6588485367078927056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6588485367078927056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/04/narciso-carina-spurio-di-alessia-mocci.html' title='Narciso - Carina Spurio di Alessia Mocci'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S9oYpCb4zZI/AAAAAAAAALs/_LiUCgsLdDI/s72-c/alessia_mocci4.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4494740921260995312</id><published>2010-04-28T06:48:00.000-07:00</published><updated>2010-04-28T06:57:19.050-07:00</updated><title type='text'>Riccardo Raimondo - Intervista 2010 di Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S9g9MXdTD_I/AAAAAAAAALk/cWn7w0Luqgc/s1600/Copertina_SFASCIAcarrozze.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465185430478721010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 279px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S9g9MXdTD_I/AAAAAAAAALk/cWn7w0Luqgc/s400/Copertina_SFASCIAcarrozze.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Riccardo Raimondo - Intervista 2010 di Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Hanno detto di lui:&lt;br /&gt;«[...] oscilla tra prosa poetica e verso. Pratica la prima con ritmi incalzanti, cercando di assecondare l'ansia del sentimento».Maurizio Cucchi (LASTAMPA 19/03/2010)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Riccardo Raimondo è nato a Siracusa nel 1987. Studia Lettere Moderne a Catania. Collabora con le seguenti riviste: Potpourri e Tribeart. Ha collaborato anche a progetti d'arte visiva con la fotografa Jessica Hauf (atelierhauf.com). Ha scritto testi per alcune canzoni tra cui Tre sul rouge con Adriana Spuria (myspace.com/adrianaspuria). Ha pubblicato nelle antologie: Il Potere dei Coriandoli a cura di Antonino Di Giovanni, Giovanni Caviezel e Chiara Tinnirello, A&amp;amp;B 2009,In Albergo, Perrone Lab 2010. Cose a parole II ed., Perrone Lab 2010. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta di versi dal titolo Lo Sfasciacarrozze, A&amp;amp;B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Chi è Riccardo Raimondo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Bella domanda. Chi sono? Sono io?Mammifedo bidepe, anima in viaggio (?).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Cosa comunichi con la tua poesia? Come definiresti la tua poetica?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Mi chiedono di parlare della mia poesia? Per quanto ne so io la poesia è sempre un atto anarchico, c’è sempre un margine di ribellione in chi compone versi. Perché il verso è qualcosa che sconquassa il linguaggio e lo costringe ad arrivare al limite della sua funzione. Bisogna sfasciarlo dunque questo linguaggio, per farlo poi brillare di nuova vita.Dal comunicare al supercomunicare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Scrivi di getto o assecondi delle pause?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Cerco di trovare il giusto equilibrio tra geometria e passione&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Attualmente quali sono gli autori che trovi interessanti ?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Trovo interessante Maurizio Cucchi o Andrea ZanzottoQuale è il tuo rapporto con la tradizione, con gli autori del passato?L'evoluzione è dimenticare la storia a memoria...Quali le letture che ti hanno in qualche modo “formato”?Non mi sono mai formato. Cerco ancora la mia forma, e forse in fondo non voglio trovarla. Non la troverò mai. Ciò che mi sento di dire però è che non amo il feticismo di certi poeti che leggono solo libri di poesia. Sembrano drogati. Un “poeta” dovrebbe dedicarsi a leggere di tutto (filosofia, fumetti, etologia, botanica, critica letteraria, riviste glamour): il mondo intorno a noi è spaziosissimo e contiene estremissime estremità.Mi piace spaziare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Internet è la distruzione oppure è la rinascita della poesia?Internet è solo un mezzo. La risposta sta negli uomini che lo usano. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Internet è solo un mezzo. La risposta sta negli uomini che lo usano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;In che modo arrivi alla tua prima pubblicazione? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Racconta…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Su facebook ho spammato alcune poesie all'editore Mauro Bonanno che non ha potuto fare a meno di leggerle.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Lo Sfasciacarrozze la tua prima raccolta di versi quale messaggio contiene?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Mi piace pensarla come un'opera giovanile. Volevo che la ricerca del mio linguaggio passasse attraverso uno sfascio. Mi sono divertito. Mi sono sentito vivo. La mia curiosità si è accesa solo sulle macerie del senso, tra i rottami della forma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Un tuo sogno?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Riuscire a vivere solo vendendo libri di poesia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;A chi dedichi la tua creatività?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;A volte alla mia compagna, a volte a un amico, a volte al cielo, a mia madre, a mia sorella, a un sasso, a una nuvola. A volte la dedico a me stesso. Ma nella maggior parte dei casi non ci sono dediche: è solo la parola che mi attraversa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;In futuro nel tuo cassetto cosa c’è…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;Una nuova raccolta di versi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4494740921260995312?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4494740921260995312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4494740921260995312' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4494740921260995312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4494740921260995312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/04/riccardo-raimondo-intervista-2010-di.html' title='Riccardo Raimondo - Intervista 2010 di Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S9g9MXdTD_I/AAAAAAAAALk/cWn7w0Luqgc/s72-c/Copertina_SFASCIAcarrozze.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-5244682595425311527</id><published>2010-04-21T02:16:00.000-07:00</published><updated>2010-04-28T05:40:10.347-07:00</updated><title type='text'>Alessio Pelusi - Moleskine nera</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S87Cstuh5kI/AAAAAAAAALc/hKgYhe1wFBU/s1600/Copertina_Pelusi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462517471491778114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 247px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S87Cstuh5kI/AAAAAAAAALc/hKgYhe1wFBU/s400/Copertina_Pelusi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Alessio Pelusi - Moleskine nera &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Nel 2008 ha pubblicato il racconto dal titolo “Ana non può baciare” sull’antologia “Una storia sbagliata” della casa editrice “Mediando” ed ha frequentato un Master in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo presso la Società Eidos Communication di Roma. Nel 2009 con la vittoria del Concorso per Giovani Autori della Fondazione Pescarabruzzo, ha potuto pubblicare il suo primo romanzo dal titolo la “Moleskine nera” che presenterà in Via Piave a Roma il 28 maggio 2010 alle 18:10 presso la libreria Mondadori. Saranno presenti il relatore Plinio Perilli, poeta e critico letterario e L'autore Alessio Pelusi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;Alessio, l’atto materiale dello scrivere cos’è per te; catarsi, momento di riflessione, piacere, narcisismo, ribellione, o cosa?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc66;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Scrivere mi da soddisfazione, mi fa sentire utile, mi offre la possibilità di esserci, di sentirmi reale, sebbene conquistato da una dimensione completamente fantastica. Scrivere è la mia personalissima euntanasia, una morte dolce, un sonno ristoratore ed un bagno tiepido. La cosa più importante, però, quella che più delle altre mi fa apprezzare questa folle passione è la dimensione del sogno che la include. Per me scrivere è la speranza di essere qualcosa d’altro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;Pensi che chiunque possa essere uno scrittore o una scrittrice?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Si, basta sentirsi tali. Per diventare un professionista, invece, e scrivere per lavorare c’è bisogno del riconoscimento sociale. Io per adesso lavoro per scrivere, vale a dire… affinché mi lascino in pace.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;Quali sono gli autori a cui ti sei ispirato?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Kerouac, Bunker, Bukowski, Marquez, Hemingway e molti altri che si sono sedimentati nel fondo dei miei pensieri come detriti sul letto di un fiume.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;Per emergere conta essere innovativi e sperimentali, oppure è meglio ripercorrere strade classiche per mettersi al sicuro?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Non lo so, probabilmente basta avere una buona casa editrice o, meglio, un grande gruppo editoriale che ti sostiene. Il problema è trovarlo, avere la fortuna che qualcuno si accorga di te. In Italia si pubblicano centinaia di libri ogni giorno, ci sono una selva impressionante di piccole e piccolissime case editrici che vivono grazie ai soldi degli stessi autori e non delle vendite, dunque è molto difficile farsi notare, emergere, perché se pubblicano tutti allora non pubblica nessuno. Se scrivono tutti non scrive nessuno. Forse la cosa migliore e aspettare, aspettare di essere veramente bravi e meritevoli di una pubblicazione, aspettare che qualcuno in una casa editrice di cui abbiamo stima ci risponda, aspettare di vincere qualche concorso, aspettare, insomma, che valga la pena prima di disboscare una foresta per dar forma cartacea alle nostre storie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;Credi che il mondo dell’editoria sia aperto a nuovi talenti?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Il mondo dell’editoria nella sua accezione più ampia del termine (Vd selva impazzita di piccole case editrici) è apertissimo a chiunque voglia essere l’imprenditore di se stesso ed autofinanziarsi il libro, ma l’accesso alla grande distribuzione e alla promozione è chiuso, non dipende dal talento, ma dal proprio nome od, in alternativa, dalla fortuna od, in alternativa, dalle proprie conoscenze.Quanti libri di personaggi più o meno famosi escono ogni settimana? Basta farsi un giro alla Mondadori o alla Feltrinelli e si trovano più biografie di calciatori e veline che libri di poesie. Insomma, molti di questi VIP un libro non l’hanno mai aperto, nemmeno durante la scuola dell’obbligo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;Nel 2008 hai pubblicato il racconto dal titolo “Ana non può baciare” sull’antologia “Una storia sbagliata” della casa editrice “Mediando” ed hai frequentato un Master in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo presso la Società Eidos Communication di Roma. Racconta…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Non c’è molto da dire, ho partecipato ad un concorso e non ho vinto, però, ho meritato la pubblicazione su un’antologia di questo racconto su Ana, una prostituta. Sono molto affezionato a questa storia, perché Ana è parte di me, di quello che sono: una prostituta masochista a volte, altre un pappone, altre ancora solo un cliente innamorato di una puttana.Per quanto riguarda il Master, era doveroso provarci. Dovevo avvicinarmi al giornalismo della Capitale, almeno sbirciarlo dalla serratura. Da anni scrivo per piccole e medie testate giornalistiche qua in Abruzzo, ma non sono mai riuscito ad entrare, cioè, a farmi assumere. Penso di darmi qualche altra possibilità con questo Master.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;Nel 2009 con la vittoria del Concorso per Giovani Autori della Fondazione Pescarabruzzo, hai potuto pubblicare il tuo primo romanzo dal titolo la "Moleskine nera”. Partiamo dal titolo. Che cosa significa? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;La moleskine è un diario con le pagine bianche che anni fa comprai con un amico a Pescara, alla Feltrinelli e che mi ripromisi di riempire con i miei pensieri. Invece di quelle pagine, ho riempito i files Word del mio computer. L’idea, però, del ritrovamento di un diario con cui ho cominciato il romanzo, viene grazie alla moleskine, che un giorno dal divano di fronte alla scrivania, fissavo inebetito, stordito dal vino. Vedevo questo libricino nero e non mi ricordavo che cosa fosse, allora l’afferrai e dall’interno cadde una foto…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;La storia è ambientata in parte a Chieti e in parte a Roma e comincia con un ritrovamento fortuito. C’è un messaggio che vuoi far arrivare attraverso il tuo romanzo?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Il messaggio l’ho trovato dopo aver finito il libro, prima di una presentazione. Mentre cercavo qualcosa d’intelligente da dire, capii che avevo scritto quel romanzo per alcuni motivi. Il primo riguardava l’ipocrisia, volevo combatterla, sia quella rivolta verso gli altri, sia quella rivolta verso me stesso. Poi, volevo dimostrare che dentro un uomo c’è tutto. Può starci un assassino, un omosessuale, un poeta, un intellettuale, un genio, una capra, un misantropo ed un benefattore dell’umanità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;L’ultimo libro che hai letto?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;“Le cose dell’amore” di Galimberti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;Cos’è l’Abruzzo per te?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Non lo so, forse un rifugio, forse una galera.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;Alessio Pelusi&lt;/span&gt; Vive a Chieti ed ha 30 anni. Ha studiato e lavorato a Roma per 5 anni, laureandosi in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi “la Sapienza”. E’ tornato in Abruzzo e si occupa di qualità, sicurezza, finanziamenti pubblici ed organizzazione aziendale. Collaboro con alcuni giornali locali. Ha lavorato per la “Cronaca d’Abruzzo” . Scrive per due mensili: “Buono e bello” e “Abruzzo sport”. Nel 2008 ha pubblicato il racconto dal titolo “Ana non può baciare” sull’antologia “Una storia sbagliata” della casa editrice “Mediando” ed ha frequentato un Master in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo presso la Società Eidos Communication di Roma.Nel 2009 con la vittoria del Concorso per Giovani Autori della Fondazione Pescarabruzzo, ha potuto pubblicare il suo primo romanzo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-5244682595425311527?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/5244682595425311527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=5244682595425311527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5244682595425311527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5244682595425311527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/04/alessio-pelusi-moleskine-nera.html' title='Alessio Pelusi - Moleskine nera'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S87Cstuh5kI/AAAAAAAAALc/hKgYhe1wFBU/s72-c/Copertina_Pelusi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-3166608053774431905</id><published>2010-03-09T16:40:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T16:45:58.503-08:00</updated><title type='text'>Flavio Pistilli di Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S5bqesRUXDI/AAAAAAAAALM/hEXhjS-tXiQ/s1600-h/Foto5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446798612351966258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S5bqesRUXDI/AAAAAAAAALM/hEXhjS-tXiQ/s400/Foto5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Flavio Pistilli&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un nome e un suono vibrano lungo la tastiera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il suo esordio è comune a quello di molti altri artisti ma è bello ripercorrerlo insieme per donare ai giovani talenti la voglia di sperare che un domani il vero impegno possa essere premiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Quando ha scoperto che il suo strumento era la tastiera?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver chiesto e ricevuto per natale una chitarra (parliamo di trent’anni fa), ho iniziato a prendere lezioni da un amico di famiglia. Strimpellando strimpellando mi sono ben presto accorto che non era il mio strumento, mentre impazzivo letteralmente per la tastierina bontempi che aveva mia cugina (la c.d. pianola). Vista l’esperienza non proprio positiva con la chitarra, ma per assecondarmi comunque nel desiderio di avere tasti bianchi e neri da suonare, i miei optarono per una “clavietta” a fiato, che, però, fu sufficiente a far capire loro che questa volta era nata una grande passione! Allora la mia famiglia viveva a Brescia e, dopo il trasferimento in Abruzzo, ho iniziato a prendere lezioni di pianoforte. Al tempo stesso coltivavo la passione per l’elettronica e l’informatica, ed ovviamente per la musica elettronica le tastiere anzi… proprio queste avevano su di me un ascendente molto forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lei è autodidatta oppure ha seguito delle lezioni?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver preso lezioni da un insegnante privato ho seguito un percorso didattico classico, fino a quando ho realizzato che il mio futuro musicale si modellava più attorno al mondo delle tastiere e della computer music che del pianoforte classico. Ho proseguito quindi il mio percorso didattico verso lo studio del pianoforte moderno e delle tastiere. Parallelamente ho studiato informatica, ed è stato molto semplice e naturale fondere le due ed approdare nel mondo della computer music.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono i pianisti/tastieristi che piu’ l’hanno influenzata?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sin da bambino ero fortemente attratto dalle sonorità di tastieristi come Vangelis, Federico Monti Arduini (Il Guardiano del Faro), Joe Zawinul (Weather Report), Keith Emerson, Vittorio Nocenzi (Banco del Mutuo soccorso), Flavio Premoli (PFM), Richard Wright (Pink Floyd), Russel Ferrante (Yellow Jackets) e molti altri. Per quanto riguarda il pianoforte in senso più “stretto”, nel mio background ci sono Dave Grusin, Chick Corea, Oscar Peterson, Michel Petrucciani, Keith Jarrett, ma anche Glenn Gould, Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini… l’elenco potrebbe continuare per ore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo esordio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il mio esordio sul “palcoscenico” risale all’estate del 1985, quando mi sono ritrovato a sostituire saltuariamente il tastierista di un duo che si esibiva sulla costa… La prima formazione che ho fondato risale al 1987/88, con la quale abbiamo fatto molte prove e più o meno una quindicina di concertini. Poi ho fatto gavetta in varie formazioni di volta in volta più affermate, suonando in feste di piazza, sagre, chalet, alberghi, ristoranti, campeggi, matrimoni… e chi più ne ha più ne metta. Investivo tutto quello che guadagnavo nell’acquisto di nuovi strumenti musicali, per poter essere sempre tecnologicamente all’avanguardia ed accrescere il mio “arsenale musicale”. Ricordo che nel 1991 acquistai il mio primo vero computer per fare musica, un Apple SE/30, e ricordo anche che mi costò più della macchina! È stato in quegli anni ho fatto il mio salto di qualità, ed ho iniziato ad essere apprezzato e “richiesto” per ciò che sapevo fare. In poco tempo mi sono ritrovato a suonare con professionisti affermati. Il mio sogno si era realizzato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Ci parli del sodalizio con i “Sosta Vietata” la band in cui suona e che ha all’attivo un numero notevole di serate oltre ad un leader carismatico, ma soprattutto della vostra decisione di creare una struttura dedicata alla musica a Teramo.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L’idea dei “Sosta Vietata” arriva in un momento in cui sentivo l’esigenza di chiudere una bella e gratificante parentesi, sino a quel momento positiva, ma che aveva esaurito le proprie risorse. Con alcuni amici decidemmo di convergere le nostre energie in un questo nuovo progetto. I “Sosta Vietata” nascono con un repertorio attentamente studiato e preparato prima a tavolino e poi con diversi mesi di severe prove. Arrivarono anche i primi brani originali scritti da me, con i quali partecipammo anche a concorsi nazionali con ottimi risultati. Nel corso degli anni il baricentro della band si è spostato verso un repertorio più commerciale (principalmente Dance 70/80 e Revival), ma sono rimaste inalterate le solide basi sulle quali si fondava. A distanza di circa 15 anni nei “Sosta Vietata” militano ancora i 4/5 della formazione originaria. È proprio questo grande sodalizio, sia artistico che umano, che ci ha spinto a creare una struttura dedicata alla musica nella nostra città: è così che nasce Faremusika!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La musica e i giovani! Un consiglio a chi vorrebbe fare musica?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il consiglio che dispenso più di frequente ai giovani che si avvicinano a questo meraviglioso mondo è che la musica per loro potrà rappresentare una seria professione o un semplice hobby; questo dipende da tantissimi fattori. Di certo saranno l’energia, la costanza, l’attenzione e l’amore che profonderanno nel fare musica a fare la differenza, ed in ogni caso le emozioni che ne ricaveranno ripagheranno gli “sforzi”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cosa ne pensa della scena musicale del nostro territorio?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Penso che ci sia un grande fermento. Non credevo ci fossero così tante persone che coltivano questa passione, e che si cimentano in progetti musicali. Anche in questo caso mi sento di ribadire il consiglio di prima: esorto tutti quelli che credono in un progetto a portarlo avanti con grande dedizione. Potrà concretizzarsi in un grande successo discografico e di pubblico o magari no, ma se fatto con il cuore resterà scritto in modo indelebile nel libro dei ricordi più belli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C’è qualche band che l’ha colpita in maniera positiva?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ho sentito progetti interessanti ed altri meno, ho sentito cose che mi hanno colpito positivamente ma anche negativamente. La produzione di artisti locali è un’altra delle avventure nella quale Faremusika ha intenzione di buttarsi. Produrre le realtà locali più interessanti cercando di portarle all’attenzione del pubblico, grazie anche ai canali che nel corso degli anni sono stati creati con importanti produzioni nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’esperienza piu’ bella della sua carriera?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ci sono diverse esperienze belle nella mia carriera. Fra queste ricordo la prima volta che ho suonato in un teatro (era il 1993); la prima volta che ho suonato davanti ad oltre 15000 persone (era sempre il 1993); la volta in cui un brano arrangiato da me è arrivato al Festival di Sanremo (Giò Di Tonno); quando ho conosciuto e collaborato con uno degli artisti per me più significativi (Fabio Concato). Queste sono alcune delle cose che resteranno scritte in modo indelebile nel mio libro dei ricordi più belli. Ma ce ne sono anche di meno belle, o comunque dai risvolti meno belli: una fra tutte è quella volta in cui fui “artisticamente corteggiato” per lungo tempo da un importante artista e produttore, al quale dissi di no perché desiderava che solo io lo seguissi nelle sue attività artistiche, mentre non era interessato agli altri musicisti del gruppo con cui suonavo. Ahimé, allora ero molto giovane ed ingenuo (era il 1995). Se avessi accettato mi sarei ritrovato proiettato in una realtà altamente professionale che poi, nel corso degli anni, ha prodotto Tiro Mancino, Paola Turci, Alex Britti e molti altri…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cosa si prova nel tradurre un pentagramma?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;In un pentagramma ci può essere scritto tutto o niente. Credo che la cosa più importante sia dare la giusta importanza ad ognuna delle note che vi si trovano. Ho amato molto pianisti come Glenn Gould o Arturo Benedetti Michelangeli perché riuscivano sempre a fare la differenza, dando il giusto peso ad ogni singola nota scritta secoli prima e suonata da altri milioni di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un desiderio?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vorrei risvegliarmi domattina ed avere vent’anni di meno, ma con la coscienza e l’esperienza di oggi. Rifarei quasi tutte le cose che ho fatto... quasi tutte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ultimo libro che ha letto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Mondo senza fine” di Ken Follett. È un autore di cui ho letto tutto: mi piace molto il suo modo di scrivere e di descrivere. Ultimamente non mi riesce di avere tempo libero da dedicare alla lettura, spero proprio di trovarne perché ho sempre letto molto e riconosco che mi manca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In futuro la vedremo…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Spero di si! Direi sempre più partecipe ed immerso nel mondo artistico. Faremusika rappresenta la mia nuova giovinezza musicale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-3166608053774431905?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/3166608053774431905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=3166608053774431905' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3166608053774431905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3166608053774431905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/03/flavio-pistilli-di-carina-spurio.html' title='Flavio Pistilli di Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S5bqesRUXDI/AAAAAAAAALM/hEXhjS-tXiQ/s72-c/Foto5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-9129216597313674891</id><published>2010-03-08T15:39:00.000-08:00</published><updated>2010-03-08T15:42:51.872-08:00</updated><title type='text'>Sexton Soirée Montorio al Vomano</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S5WKz-yy8kI/AAAAAAAAAK0/9DtfvmI9EN4/s1600-h/anne+sexton.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446411950008496706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 147px; CURSOR: hand; HEIGHT: 196px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S5WKz-yy8kI/AAAAAAAAAK0/9DtfvmI9EN4/s400/anne+sexton.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sexton Soirée&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;8/03/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Di Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è  svolta ieri sera la &lt;strong&gt;Sexton Soirée&lt;/strong&gt; sottotitolata “L’altra donna” nella suggestiva casa del &lt;strong&gt;Dott. Gianni Celli&lt;/strong&gt; sita&lt;strong&gt; in Montorio al Vomano&lt;/strong&gt; in via Urbani, nel cuore del centro storico della città, &lt;strong&gt;dedicata a L’Aquila.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Letture&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Andreina Sabatini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fisarmonica&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Alessio Fratoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata è stata realizzata dalla &lt;strong&gt;Dott.ssa Gianna Esposito&lt;/strong&gt; e concepita con il desiderio di far conoscere Anne Sexton attraverso alcune sue poesie scelte all’interno della raccolte &lt;strong&gt;“Love Poems” (1969), “The Book Of Folly” (1972), “The Death Notebook” (1974), “45 Mercy Street” (1976).&lt;/strong&gt; Le opere selezionate formano un corpus scandito dalla scoperta della sessualità, la disillusione amorosa, la solitudine, la morte e infine la rinascita rappresentata dal canto celebrativo dell’utero della donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sexton avrebbe voluto che ogni sua poesia fosse “l’accetta che rompe il mare ghiacciato dentro di noi”. Il suo intento è stato anche quello dell’organizzatrice della serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Programma&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il seno&lt;br /&gt;Ostriche&lt;br /&gt;Scalza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora&lt;br /&gt;Quel giorno&lt;br /&gt;Ancora, ancora, ancora&lt;br /&gt;Voi sapete tutti la storia dell’altra donna&lt;br /&gt;La ballata della masturbatrice solitaria&lt;br /&gt;Divorzio, il tuo nome è donna&lt;br /&gt;Vestiti&lt;br /&gt;In celebrazione del  mio utero&lt;br /&gt;Stacchi musicali con brani di Einaudi, Piazzola e Yann Tiersen. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-9129216597313674891?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/9129216597313674891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=9129216597313674891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/9129216597313674891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/9129216597313674891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2010/03/sexton-soiree-montorio-al-vomano.html' title='Sexton Soirée Montorio al Vomano'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/S5WKz-yy8kI/AAAAAAAAAK0/9DtfvmI9EN4/s72-c/anne+sexton.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-3727746416965532581</id><published>2009-12-07T02:47:00.000-08:00</published><updated>2009-12-07T02:52:20.503-08:00</updated><title type='text'>Teramo. Daniela Bruni Curzi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412444464008213410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 205px; CURSOR: hand; HEIGHT: 282px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SxzdkEu9M6I/AAAAAAAAAKs/A4umAnYWR5w/s400/Daniela_Bruni_Copertina.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;D&lt;span style="color:#9999ff;"&gt;a&lt;/span&gt;ni&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;el&lt;/span&gt;a&lt;/span&gt; B&lt;span style="color:#66cccc;"&gt;ru&lt;/span&gt;ni &lt;span style="color:#ff9966;"&gt;Cu&lt;/span&gt;r&lt;span style="color:#9999ff;"&gt;z&lt;/span&gt;i&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Respiri Sospiri ed altre abrasioni&lt;br /&gt;Edit Santoro, 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;&lt;span style="color:#ffcc99;"&gt;d&lt;/span&gt;i C&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;ar&lt;/span&gt;in&lt;span style="color:#ff6666;"&gt;a&lt;/span&gt; Spu&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffcccc;"&gt;rio&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Daniela Bruni Curzi ci presenta “Respiri Sospiri ed altre abrasioni”, una silloge poetica densa di multiple escoriazioni, di chiaroscuri viziosi, di sommesse turbolenze e di suture indurite. Lo fa con intensità e trasporto e con la voglia di far sentire il suo canto poetico nell’arduo universo dei versi. L’autrice in alcuni suoi componimenti poetici, si volge a guardare indietro nel tempo e con composta nostalgia, lo ricorda compiere i suoi riti nella lirica “Radici Sommerse” perché egli: “non sa arretrare, né levigare l’aguzzo incontrato lungo i percorsi.” Quel tempo trapassato da un verso sapientemente costruito che attimo dopo attimo, rielabora lo spazio esposto ai mutamenti a cui la vita stessa ci predispone tra sogni accarezzati e sofferti e la materia che cambia. Il viaggio all’interno della silloge poetica di Daniela Bruni Curzi inizia tra gli spazi dell’anima e le catene della memoria e si conclude nell’infinito vuoto del presente sempre provvisorio, in cui l’essere si perde sfiorando speranze e paure. Daniela insegue quel tempo fino in fondo e lo vede: “ […] ancora letto di fiume prosciugato: miserabile oppure vano; trivio di strade sconnesse da riattraversare.” da “Rifrazioni”, sebbene la vita sia un soffio che fugge sotto nuvole macchiate e la sete della stessa non cancella l’ombra di ciò che dovrà essere (Fato) né l’oppressione del trapasso (Morte). ll realismo puro racchiuso in ogni sua parola, ridisegna la vita toccando il battito della sofferenza, per risalire purificato verso l’armonia e stabilire una relazione essenziale con il mondo. Senza enfasi e con grande incisività di segno, Daniela Bruni Curzi, chiude il suono della vita nelle sue liriche, sfida la razionalità del logos e permette alla poesia di arrivare sulla terra. Tutti sappiamo che la terra non è un incanto ma una scura zolla in cui innumerevoli volti abbassano lo sguardo e altrettante suole di scarpe, calpestano marciapiedi, ignare. Più in alto, oltre le caviglie, vicino al costato, una fitta ci spinge a sacrificare noi stessi, senza saldi o compromessi, per arrivare esanimi all’alba, trasparenti come l’acqua, vinti dalla morte, incapaci, eppure ancora capaci di mendicare nei sentieri dell’anima un’ultima sillaba tronca, conficcata tra il pollice e l’indice, appoggiata su una riga della fronte. Resistere o non resistere, sapere o non sapere? Tra lo stress e la vita i fotogrammi si susseguono nella mente, cambiano le memorie; sebbene una freccia del fato non obbliga a deviazioni, per fortuna. Poesia arriva da necessità, dall’altro luogo di noi, apre e chiude gli occhi di gatto mentre continua da secoli ad andare a capo; il tempo necessario per cantare una canzone e tirare a campare, ancora per un po’. L’alba la lascia incollata sui fogli nelle mani del caso per comunicare a tutti l’infinito in un istante. Perché migreremo, scrive Daniela e “guarderemo indietro dalle sommità raggiunte, ben più in alto delle rotte finite e dello sgomento che atterrisce.” Poiché siamo donne e non sarà mai poco tremore quel che nel ventre rimarrà.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teramo centro- LUNEDI 7 dicembre - ore 17&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRESSO ASSOCIAZIONE AUSER&lt;br /&gt;Via Paladini 7/ a ( nei pressi del Duomo - piazza Garibaldi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"INCONTRO CON L'AUTORE"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione del libro&lt;br /&gt;Respiri Sospiri e altre abrasioni&lt;br /&gt;di Daniela Bruni Curzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervento introduttivo LUCIA MARCONE &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-3727746416965532581?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/3727746416965532581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=3727746416965532581' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3727746416965532581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3727746416965532581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/12/teramo-daniela-bruni-curzi.html' title='Teramo. Daniela Bruni Curzi'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SxzdkEu9M6I/AAAAAAAAAKs/A4umAnYWR5w/s72-c/Daniela_Bruni_Copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-2151679536551141620</id><published>2009-11-12T04:04:00.000-08:00</published><updated>2009-11-12T04:07:13.078-08:00</updated><title type='text'>Deborah Malatesta</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Svv55aHfKvI/AAAAAAAAAKk/1GbDu4MLcg4/s1600-h/Deborah-Malatesta1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403186942619626226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Svv55aHfKvI/AAAAAAAAAKk/1GbDu4MLcg4/s400/Deborah-Malatesta1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Deborah Malatesta&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Totem Blue” un film di  &lt;strong&gt;Massimo  Fersini&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;Deborah Malatesta &lt;/strong&gt;, giovane attrice di talento  nata in Germania e vissuta in Abruzzo, che spazia dal cinema al teatro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Deborah, partiamo dall’inizio. A 16 anni, debutti a teatro nel musical “Noi e l’Amore” scritto e diretto dalla scrittrice, Marcella Vanni Cibej. Raccontami…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Ti racconto che il tutto è accaduto per caso…stavo leggendo  dei versi della Divina Commedia quando odo l’allora professoressa di Italiano, Marcella Vanni Cibej che mi domanda: “Ti piacerebbe fare la voce narrante in uno spettacolo?” . Figuriamoci, non avevo ben compreso cosa mi stesse chiedendo, ma la stima che avevo (e che ho ancora) per Lei mi fece rispondere di istinto: “Si, certo”.&lt;br /&gt;Marcella aveva compreso tutto di me…Anche le cose non dette…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nel 1995, dopo la maturità scientifica ti sei trasferita a Roma per frequentare l’Accademia di Arte Drammatica Piero Sharoff, contemporaneamente, ti sei iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza”. Da Giulianova  Lido a Roma.  Con quali obiettivi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Un unico obiettivo: fare l’attrice con cognizione di causa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ne “Il Marinaio”di Fernando Pessoa, interpreti il ruolo della seconda vagliatrice, sempre diretta da Antonio Ferrante. Cosa ha rappresentato per te questo spettacolo?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La maturità artistica. La cosiddetta prova del nove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sei stata presentatrice televisiva, cantante, attrice nel film “Die Hard – Vivere o morire” di Claudio Sorrentino con Bruce Willis. Quali sono state le tue emozioni durante le riprese?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Carina devo sottolineare che in questo film ero in veste di doppiatrice…per la prima volta…un’emozione indicibile e alla frase “ok! abbiamo registrato”  detta dal Grande  Claudio Sorrentino, devo essere sincera, stavo per svenire!!!&lt;br /&gt;Io consiglio a tutti gli attori di assistere almeno una volta nella vita ad una registrazione in sala doppiaggio e ti spiego anche perché: di solito quando guardiamo un film  decantiamo le lodi dei protagonisti (intendo degli attori fisicamente presenti sulla scena) ma quasi mai ci soffermiamo, nei titoli di coda, a leggere chi doppia chi. Vi assicuro che, ne cito due simbolicamente, che Bruce Willis e Leonardo Di Caprio non sarebbero diventati in Italia ciò che sono se non avessero avuto doppiatori rispettivamente come Claudio Sorrentino e Francesco Pezzulli. Doppiare è una cosa difficilissima e secondo me i doppiatori italiani sono strepitosi nel loro mestiere. Mi piacerebbe che qualcuno ponesse fine allo scempio che si compie giornalmente sulle reti televisive …mi riferisco all’anticipato taglio dei titoli di coda…E’ una mutilazione…Abbiamo diritto di sapere e di riconoscere i protagonisti di una professionalità così importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Una parola per descrivere Bruce Willis?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sullo schermo? Affascinante. Ad occhi chiusi: pazzesco!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un pensiero su Claudio Sorrentino?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sorrentino è una persona sensibile che sa cogliere la verità di ciascuno che gli si para davanti. Un uomo profondamente motivato e per questo iper esigente. In poche parole, un uomo dai cui si può solo che imparare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nel 2009,  passi dal teatro alla telecamera e il grande schermo ti vede protagonista nei panni di un uomo, del Boss, nel film “Totem Blue” per la regia di Massimo Fersini. Quali i punti di forza su cui avete lavorato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Sull’ambiguità e la profondità del personaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quali consigli  ti sentiresti di dare a chi vorrebbe intraprendere  questa professione?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Cercate di stare più lontano possibile dai ciarlatani!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Guardando al futuro…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Penso a domani…a Bari …al Levante International Film Festival …alla proiezione del film al Fortino di S.Antonio alle 20.00.&lt;br /&gt; Spero di avere l’assoluzione da parte del pubblico…e si,… “a dà  passà la nuttata”…&lt;br /&gt;Poi, poi si vedrà !&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-2151679536551141620?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/2151679536551141620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=2151679536551141620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2151679536551141620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2151679536551141620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/11/deborah-malatesta.html' title='Deborah Malatesta'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Svv55aHfKvI/AAAAAAAAAKk/1GbDu4MLcg4/s72-c/Deborah-Malatesta1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-1644607689367540461</id><published>2009-11-10T01:00:00.000-08:00</published><updated>2009-11-10T01:06:30.423-08:00</updated><title type='text'>L'Estroverso. Mensile di Informazione, Attualità e Cultura</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Svks5agv5MI/AAAAAAAAAKc/_LabZl2pWIs/s1600-h/atomi1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402398592888464578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 170px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Svks5agv5MI/AAAAAAAAAKc/_LabZl2pWIs/s400/atomi1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anno III Numero 6 Novembre – Dicembre 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;L’Estroverso&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Mensile di Informazione, Attualità e Cultura. (CT)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo, l’atomo e l’uomo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nella vita quotidiana la nostra prima percezione di tempo è il susseguirsi di momenti. Misuriamo la nostra giornata attraverso gli appuntamenti, gli avvenimenti, e tutto ciò che ci accade in sequenza; come se la terra fosse piatta anche se tutti sappiamo che è sferica. I popoli primitivi, in assenza di orologi, si basavano sulla posizione del sole segnata su semplicissime meridiane e la concezione della ciclicità del tempo pareva essere condivisa da molti filosofi greci. L’antica categoria filosofica ci ha dato molteplici interpretazioni di tempo: “Immagine mobile dell’eternità” nella definizione di Platone. “Il numero del movimento secondo il prima e il poi” nella concezione di Aristotele, per lui, il tempo è “il numerato e il numerabile” e fino al XVII secolo le teorie cicliche di tempo sembrano convivere con la concezione del tempo lineare. Il Cristianesimo modifica e cambia le credenze occidentali in fatto di tempo, ma molti di noi, ancora oggi, vivono e lavorano pensando che il tempo sia non solo lineare ma anche fisso. Questa concezione del tempo è opera di Isaac Newton (1643/1727) grande scienziato inglese, le cui leggi hanno imperato nel mondo per ben due secoli; leggi famose come principi della fisica classica. Cosa affermava Newton? "Il tempo assoluto, vero e matematico, grazie e se stesso e alla sua natura, scorre uniformemente e non dipende da un qualsiasi agente esterno". Stesso concetto per quanto concerneva lo spazio. Ci pensa Einstein (1879-1955) con le sue teorie rivoluzionarie a spalancare le porte della fisica moderna, con la teoria della relatività ristretta del 1905, la quale racconta al mondo intero e meravigliato che non esiste alcun quadro di riferimento assoluto. Einstein, sostituisce i concetti newtoniani, con lo spazio-temporale e quadrimensionale (spazio, tempo, massa, energia) all'interno del quale il solo assoluto è la velocità della luce, poi, con la teoria della relatività generale nel 1916, in cui lo scienziato afferma che: “lo spazio e il tempo sono curvi per il peso della massa dei corpi in esso contenuti”; spazio-tempo curvi intorno a sé stessi come in una sfera chiusa. Se la teoria della relatività mette in evidenza diversi tipi di tempo, un passo ulteriore lo compie la meccanica quantistica , la quale, riunisce le teorie fisiche che descrivono il comportamento della materia a livello microscopico, (Max Planck) pronta a dimostrare che un corpo si muove a ritroso nel tempo. La meccanica quantistica si occupa della componente base dell'universo, l'atomo, compreso del suo nucleo e dei suoi elettroni. Dalle collisioni a prima vista casuali che si verificano fra le particelle atomiche si nota che alcune di esse rimbalzano nel loro passato e si scontrano con altre particelle, per poi tornare di nuovo nel presente. La nostra vita quotidiana ci fa pensare che ciò sia impossibile, ma alcuni fisici che seguivano le teorie dell'americano Richard P. Feymann, confermavano il percorso delle particelle atomiche pur sapendo che le prove matematiche e scientifiche per dimostrarlo erano molto complesse. Se la materia si muove dal presente al passato è possibile che la mente dell'uomo possa compiere lo stesso percorso e andare contro il tempo convenzionale? La scienza dice no. Il tempo passato è passato, il presente è adesso, il futuro non esiste è ipotetico; una realtà non avvenuta e ancora in potenza. Nel frattempo i fisici moderni hanno fatto molti progressi e sembra attuale il momento di rimettere in discussione le concezioni del passato fra materia, mente e spirito. Questo universo oltre alla sua natura misteriosa, avrebbe altre particolarità sconvolgenti. Secondo Bohm (Fisico dell’Università di Londra), oltre agli atomi, anche il percorso delle particelle subatomiche mostrerebbe un livello di realtà del quale siamo inconsapevoli. La loro separazione parrebbe apparente e questo potrebbe significare che ad un livello ancora più profondo tutte le cose siano collegate infinitamente e gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano, potrebbero essere connesse con le particelle subatomiche di un pesce che nuota, di un cuore che batte, di un astro che brilla in cielo. Tutto compenetra tutto e la natura è un'immensa rete collegata. Nell’infinitamente piccolo, l’atomo si rompe insieme a tutte le particelle che lo compongono. Le particelle subatomiche incontrandosi ad alta energia spariscono senza un perché, altre, appaiono senza un senso logico (Premio Nobel Rubbia). Nel mondo sconosciuto l’infinitamente piccolo diventa immenso. E’ sorprendente scoprire che nell’ aria ci sono milioni di miliardi di miliardi di atomi. La mente umana si confonde, come quando con il naso all’insù e lo sguardo incollato al cielo cerchiamo di contare i miliardi di stelle. Davanti a quel cielo noi esseri umani siamo il nulla, eppure all’infinitesimo, le particelle atomiche e subatomiche che lo compongono è infinitamente grande. In un battito di cuore milioni di miliardi di miliardi di atomi diffondono la loro energia che nell’uomo si trasformerà in vita e pensiero. In un cielo puntellato di stelle che sembrano tutte uguali, come immagini di mondi lontani e sconosciuti, troviamo l’atomo del carbonio, dell’azoto, dell’idrogeno, dell’ossigeno. L’atomo, nelle sostanze viventi è alimento, zucchero nella frutta ingerita dall’uomo, fluisce nel suo sangue fino a raggiungere la cellula nervosa e si trasformerà in pensiero in un lontano ricordo, oppure, uscirà dai nostri polmoni di nuovo libero nell’aria mentre respiriamo. Viviamo dell’energia del sole, continuamente trapassati dalla sua luce, sfiorati dalla sua energia come i microrganismi, la formica, il leone e l’elefante. La natura, immersa nelle sue tante elaborazioni ci stupisce in silenzio e sotto la diretta complicità della luce degli atomi compie le sue trasformazioni, non esclude l’uomo; un curioso individuo con un’anima che si muove su un insieme di miliardi di miliardi di atomi che allineati in modo unico ed irripetibile mettono in moto la sua fantasia ed il suo pensiero. L’uomo in futuro farà ancora molte scoperte e chissà se mai attraverserà l’antro della conoscenza totale di ogni cosa mentre si muove nel mondo tra l’arte, la scienza, la cultura e la fede.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-1644607689367540461?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/1644607689367540461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=1644607689367540461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1644607689367540461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1644607689367540461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/11/lestroverso-mensile-di-informazione.html' title='L&apos;Estroverso. Mensile di Informazione, Attualità e Cultura'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Svks5agv5MI/AAAAAAAAAKc/_LabZl2pWIs/s72-c/atomi1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6378953661404499971</id><published>2009-10-24T06:33:00.000-07:00</published><updated>2009-10-24T06:36:18.525-07:00</updated><title type='text'>Immaginate la regazza. Giovanni Catalano</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SuMCLmj9cUI/AAAAAAAAAKU/jWPhemF7vec/s1600-h/Copertina_Immaginate+la+ragazza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396159176873177410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SuMCLmj9cUI/AAAAAAAAAKU/jWPhemF7vec/s400/Copertina_Immaginate+la+ragazza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Giovanni Catalano&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Immaginate la ragazza&lt;br /&gt;Collana a cura di Valentino Ronchi&lt;br /&gt;Lampi di stampa, 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La lotta quotidiana non è solo quella con il tempo ma anche quella con le parole che mantengono intatta la purezza del senso quando provengono da un’esperienza comune, sebbene siano inserite nel disagio di vivere tra finito e infinito nel caotico esistere pieno di colorate chimere. Giovanni Catalano nella sua raccolta poetica dal titolo “Immaginate la ragazza”, Lampi di stampa, 2008, conferma che tra poesia e vita non c’è differenza, entrambe, possono coesistere nel momento in cui riflettono l’essere intento a vivere la vita e a scandire il suo ritmo  tra mille oggetti sparsi in uno spazio variabile:&lt;br /&gt;&lt;&lt;c’è&gt;&gt;.&lt;br /&gt;In un piccolo frammento di tempo si trovano sentimenti deliziosi che si rinnovano con incredibile forza all’interno di un secondo che rievoca il suono dell’amore. L’amore è un groviglio ma anche sconvolgimento, caos che da forma alle immagini interiori. &lt;&lt;e’&gt;&gt;, come se fossimo strappati da uno stato di quiete collegato con qualcosa che ad un tratto si trasforma e muta con forza imprevedibile, la forza dell’amore.  Giovanni Catalano lo conferma e scrive: &lt;&lt;più&gt;&gt;. In poche righe si avverte il bisogno di lacerarsi e di lacerare, accanto al rapimento che colpisce nel profondo dell’anima mentre si è intenti ad inventare il significato dell’altro; verso l’orizzonte, tra nuvole imbronciate, i fantasmi interiori emergono ed hanno un nuovo nome, una nuova essenza. Nella fase della fascinazione si resta incantati da un’unica immagine e il senso di questa affermazione, Giovanni Catalano, lo racchiude in questo passo splendido: &lt;&lt;ma&gt;&gt;. In questa chiusa si percepisce quella specie di forza di gravità che come un’immagine allucinatoria si eleva dalla realtà interiore; teneramente abbracciata a quei tratti somatici dai quali non si può sfuggire. Poi, la vita vera, e : &lt;&lt;tutto&gt;&gt;.&lt;br /&gt;L’incantesimo si frantuma vivendo, si confonde con l’oggetto del desiderio nei gesti quotidiani fino al momento in cui, il giovane autore,  con i sensi ancora caldi descrive drammaticamente l’epilogo d’amore: &lt;&lt;&gt;&gt;. Nel pianeta dell’amore ci sono le premesse e le promesse, ma anche un senso di eternità esposto alla caducità del tempo. Tutti sappiamo che la dimensione dell’eterno è sfiorata dall’ombra del destino e che le storie finiscono, sebbene tendiamo a viverle come se durassero per sempre. Giovanni Catalano ne è consapevole fino in fondo e ricorda: &lt;&lt;&gt;&gt;.&lt;br /&gt;Le pagine della silloge scorrono quanto le immagini intrise di emozioni, di attimi in cui, qualcuno si guarda negli occhi per la prima volta in luoghi o situazioni occasionali. E nelle immagini che confinano il pathos dell’amore, cade una pioggia leggera, si posa su lenzuoli invisibili che proteggono amori vissuti o immaginari, i quali,  non lasciano traccia ma l’ansia di un attimo diviso in quattro sezioni in una delle quali la ragazza si distrae nei gesti quotidiani e : &lt;&lt;&gt;&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giovanni Catalano&lt;/strong&gt; (Palermo, 1982) vive e lavora a Milano. Questa é la sua opera prima. Immaginate la ragazza, certo, ma non solo. Perché qui si tratta di un piccolo calibrato canzoniere, fitto di amori e di visioni ottenute attraverso lenti deformanti - o formanti, a seconda dei punti di vista. Scene, luoghi e personaggi dall’oggi che si ripresentano in una sorta di eterno ritorno ma anche improvvise sortite nell’infanzia e nell’adolescenza, o anticipazioni di un futuro ancora lontanissimo eppure già profetizzabile. Prefazione di Gianluca Chierici e postfazione di Domenico Cipriano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6378953661404499971?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6378953661404499971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6378953661404499971' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6378953661404499971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6378953661404499971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/10/immaginate-la-regazza-giovanni-catalano.html' title='Immaginate la regazza. Giovanni Catalano'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SuMCLmj9cUI/AAAAAAAAAKU/jWPhemF7vec/s72-c/Copertina_Immaginate+la+ragazza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4759294991197023587</id><published>2009-10-02T18:03:00.000-07:00</published><updated>2009-10-02T18:05:16.494-07:00</updated><title type='text'>Narciso. Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;Unheimlich scriveva Freud, il perturbante, ciò che dovrebbe restare nascosto eppure riaffiora. Di fronte al perturbante l’Io ha due scelte: seguire la via della fascinazione che conduce ad una catabasi o tradurre in arte questo surplus che confonde, è presente e vivo eppure sfugge alla comprensione. Carina Spurio sceglie questa seconda via e fa del verso poetico una necessità, una fuga dall’apnea. Plasma il verso e spalma se stessa nella parola, non fugge, mescola e fa proprio quell’eccesso di vivere che non rende vana l’esperienza poetica.&lt;br /&gt;Il canto assume così un sapore materico: la scrittura ha per Carina Spurio un peso corporeo, un pieno approccio sensoriale, che mischia e si fonde nella rilettura, nello straniamento. Ed ecco Lacca di Garanza che non è revisione ma vera e propria creazione a partire dal colore, ecco Il sapore dell’estasi che già attraverso il titolo conduce per le strade di un ossimoro vissuto senza paura di bruciarsi. Perché la scrittura a piene mani di Carina ha tutta la vita delle farfalle di Montale che si avvicinano alla luce pur sapendo di bruciarsi le ali, perché la poesia non ha nulla delle finzioni di “chi crede che la realtà sia quella che si vede”. Non è questa l’esperienza di chi guarda il polipo ( “sei lui, ti credi te” ) ma quella del mare: “essere vasto e diverso e insieme fisso”, che rigetta sulla spiaggia “le inutile macerie del suo abisso”. E’ l’esperienza del contatto con un marasma di sensazioni che ruotano senza sosta, che non prescinde dal valore del ricordo, dell’appropriazione: “ora sì, posso dire che mi appartieni, che qualcosa tra di noi è accaduto, irrevocabilmente”; è l’esigenza di fermarsi per capire, allontanarsi, prendere tempo in questo eccesso. C’è l’amore in queste pagine di Carina Spurio che non è amore semplice ma quello vasto “che brucia la vita e fa volare il tempo” cui la poetessa non si sottrae, nel quale affonda le mani per trovare colore in un barattolo di vernice pieno, amore che non sia solo “la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’ illude” ma anche quello totalizzante che inizia con l’ascolto, la percezione dell’orecchio musicale, infine, la percezione privilegiata che è poesia. Perché “l’amore aiuta a vivere, a durare”, è cecità della ricerca, ingenuità a prescindere, mistificazione per non sapere. Rifiuto alla resa nel volgersi a “ciò che è in noi oppure non esiste”. Carina Spurio gode del valore della Possibilità, conosce il valore dell’attesa perché ha conosciuto l’assenza: in fondo ha vissuto appieno. Siamo ben oltre una scrittura di compiacimento, ogni parola è scavata nell’anima “come in un abisso”, siamo molto vicini alla poesia di Jenny Mastoraki, ad Eliot, a Neruda. Si è vicini all’aprirsi “alle parole d’amore che non ti ho detto”, all’amare anche quando non si ama perché Carina Spurio sa bene che “la fede è una persona”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;                                                                                                     Asteria Casadio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4759294991197023587?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4759294991197023587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4759294991197023587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4759294991197023587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4759294991197023587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/10/narciso-carina-spurio.html' title='Narciso. Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6463210888699525134</id><published>2009-09-26T05:14:00.000-07:00</published><updated>2009-09-26T05:19:04.190-07:00</updated><title type='text'>Ugo De Vincentiis. La Gola.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sr4GFOnTyAI/AAAAAAAAAKM/2ipPTry32-M/s1600-h/devincentiisugo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385748891273775106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 307px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sr4GFOnTyAI/AAAAAAAAAKM/2ipPTry32-M/s400/devincentiisugo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Carina Spurio&lt;/strong&gt; è nata a Teramo. Si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha scritto e pubblicato quattro raccolte poetiche: Il Sapore dell’estasi 2005 Edizioni Kimerik riproposto in edizione aggiornata nel 2006, Lacca di&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Garanza 2007 Ed. Il filo s.r.l Roma. Tra Morfeo e vecchi miti 2008 Ed. Nicola Calabria Editore. Le sue poesie sono state pubblicate in 30 Antologie Poetiche. Due sue Antologie Poetiche sono testo scolastico: Antologia “I Nuovi Poeti Italiani”. 2007, Vincenzo Grasso Editore e “Conoscere la Metrica” attraverso i Poeti Classici Contemporanei. 2008, Vincenzo Grasso Editore. Di recente redatto la premessa del testo poetico “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte Meravigliosa di Roma.  Collabora con  diversi mensili; Hermes Periodico Mensile Di Informazione e Cultura, Domus Periodico Di informazione Immobiliare, Buono e Bello tracciati di cultura, tradizione e società, L’Unico quotidiano web di Roma, Il ReteGiornale. Teramani.net, Il giornale 24 ore .&lt;br /&gt;Dal suo esordio, avvenuto alla Villa Suite di Teramo nell’agosto 2005, la sua produzione letteraria vanta più di 30 testi editi. “Carina Spurio torna con un’antologia curata personalmente dal titolo Narciso  dopo aver emozionato il pubblico italiano e straniero (basti pensare al successo di Lacca di garanza – ed Il Filo – nelle librerie francesi). I suoi versi, di una musicalità unica, cantano il microcosmo delle percezioni e coinvolgono il lettore come solo la lingua dei veri poeti sa fare. Evocazione ed immedesimazione si fondono grazie alla forza emozionale di una voce che può considerarsi a buon diritto una delle più nuove delle letteratura.” Collana Evoé Voci&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6463210888699525134?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6463210888699525134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6463210888699525134' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6463210888699525134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6463210888699525134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/09/ugo-de-vincentiis-la-gola.html' title='Ugo De Vincentiis. La Gola.'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sr4GFOnTyAI/AAAAAAAAAKM/2ipPTry32-M/s72-c/devincentiisugo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-8531731889281092801</id><published>2009-09-13T05:51:00.000-07:00</published><updated>2009-09-13T05:54:28.785-07:00</updated><title type='text'>Comitato di Studi In Onore di Giammario Sgattoni</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sqzq_htDhZI/AAAAAAAAAJ8/Hia7WQQiBjk/s1600-h/Copertina_QUESTO_IMPAVIDO_CANTO.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380934031900902802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 274px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sqzq_htDhZI/AAAAAAAAAJ8/Hia7WQQiBjk/s400/Copertina_QUESTO_IMPAVIDO_CANTO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;COMITATO DI &lt;/span&gt;&lt;a name="OLE_LINK1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK2"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;STUDI IN ONORE DI GIAMMARIO SGATTONI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Viale Europa, 49-64100 Teramo – Tel. 0861.411094&lt;br /&gt;www.comitatosgattoni.com&lt;/span&gt;               &lt;a href="mailto:comitatosgattoni@gmail.com"&gt;comitatosgattoni@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Dopo l’edizione del volume curato dal Comitato, Questo impavido canto di resistenza,  edizione critica di una silloge poetica sgattoniana che tanti consensi ha ricevuto, il Comitato di  studi in onore di Giammario Sgattoni rende noto che, nell’arco della programmazione 2009-10, il primo appuntamento sarà costituito da un convegno di studi che si terrà a Teramo a fine novembre,  mirante ad approfondire in campi diversi l’eclettica opera dell’illustre Concittadino. Prenderanno parte alla discussione i Prof. Moretti e Forlizzi che si occuperanno dello Sgattoni letterato, il Dott. Capezzali che ricostruirà l’apporto del Nostro nella Società di Storia Patria e la Prof.ssa Ghisellini che analizzerà gli studi sgattoniani in campo archeologico. Porterà il suo saluto ed illustrerà la feconda attività del Comitato il presidente Prof. Casadio. Il convegno infatti, vuole essere un’apertura e un rendiconto alla cittadinanza dei lavori del Comitato, un primo colloquio condotto da specialisti che intendono rendere più fruibile l’opera sgattoniana attraverso una ricerca che non trova il suo punto di arrivo nel convegno e non ha nulla dell’estempoaraneità e della celerità di studi condotti dai non addetti ai lavori. Per i suddetti motivi il convegno, pur avendo il rigore scientifico richiesto, non si sottrarrà al dibattito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teramo 08/09/09                                                                        Il presidente                                                                                                                                         Prof. Valerio Casadio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-8531731889281092801?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/8531731889281092801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=8531731889281092801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8531731889281092801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8531731889281092801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/09/comitato-di-studi-in-onore-di-giammario.html' title='Comitato di Studi In Onore di Giammario Sgattoni'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sqzq_htDhZI/AAAAAAAAAJ8/Hia7WQQiBjk/s72-c/Copertina_QUESTO_IMPAVIDO_CANTO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-1793690449130960861</id><published>2009-08-11T11:12:00.000-07:00</published><updated>2009-09-06T15:01:41.075-07:00</updated><title type='text'>Nerito di Crognaleto Reading di Poesia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SoG1AguH35I/AAAAAAAAAJk/Ehbd0REOn2E/s1600-h/Foto_libri_Reading.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368771251190357906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SoG1AguH35I/AAAAAAAAAJk/Ehbd0REOn2E/s400/Foto_libri_Reading.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Tra il silenzio e la tecnologia&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;di Giulia Savini&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si pensa che la poesia sia dimenticata perché si vive in un mondo fatto di computer, netlog, telefonini e quan’altro. Per alcuni , però, la poesia non è dimenticata, anzi, ha cambiato modo di vestirsi. La si ritrova nelle strofe delle canzoni, nei 160 caratteri di un sms, nella velocità delle emails, come a darci coraggio prendendoci per mano e spiegandoci il mondo delle emozioni. Per questo motivo, il terzo appuntamento dedicato alla poesia ed alla prosa che si è svolto a Nerito di Crognaleto è stato un reading. Il progetto di lettura è nato da un’idea al femminile, infatti, il reading è stato organizzato da Rita Spurio, Rosaria Rossi e curato da Carina Spurio. L’evento culturale è stato dedicato alla costante ricerca del confronto in nome della comunicazione; tra il coinvolgimento emotivo di ogni artista che ha ascoltato la lettura della sua opera e la serenità che una terra di montagna dona a chi la sa amare e rispettare. Ognuno dei 50 partecipanti è stato presentato al pubblico e chi di loro era presente, ha ascoltato le lettura della sua opera ed ha ricevuto un diploma di partecipazione. Ha condotto il reading Maria Rita Piersanti intervallata dalle voci recitanti di Ilario Lorusso e Letizia Palumbi. Poco prima della conclusione della manifestazione, il Sindaco di Nerito di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo ha salutato i partecipanti al reading ponendo l’accento sul disagio che il sisma ha procurato alla nostra terra, ed ha affermato che, in un momento duro come questo la poesia è l’alternativa giusta per ricongiungere il passato con il futuro.&lt;br /&gt;Hanno partecipato:&lt;br /&gt;Vinia Mantini di Ortona, Caterina Falconi di Giulianova, Fernando D’Angelantonio di Cermignano, Pino D’Ignazio di Teramo, Paola Rodomonti di Teramo, Giammario Sgattoni con la raccolta poetica pubblicata post mortem dal titolo “Questo impavido canto di resistenza” Edizioni Evoè,2008, Daniela Bruni curzi di San Benedetto del Tronto,Gabriella Falanga di Giulianova,Walterina Rosati di Giulianova, Giuliana Sanvitale di Giulianova,Tonino Di Natale di Teramo, Stefania Pierini di Roma, Maria Di Blasio Ricci di Teramo, Roberto Cornice do Ornano Grande frazione di Colledara (Te), Giovannantonio Macchiarola, poeta-attore-performer pugliese, Irene Quaranta di Nerito di Crognaleto, Iannascoli Elisabetta di Montesilvano, Danilo Scastiglia di Chieti, Asteria Casadio di Teramo, Matteo Pazzi di Voghiera (Fe), Gino Romani nato a Cesacastina, Francesco Olivieri di Verona, Marina Ulisse di Roma, Lucia Marcone di San Pietro di Isola del Gran Sasso (Te), Prof. Giuseppe Lucca di Perugia, Ivan Pozzoni di Monza, Luca Liberti di Battipaglia, la giornalista de “Il Centro” Azzurra Marcozzi di Giulianova, Daniela Facciolini giornalista di Teramo, Lirim Alija di Skopje Macedonia, Roberto Colasuonno di Roma, Gianpaolo Altamura nato a Salerno ma residente a Teramo, Gianni Pierdomenico di Giulianova, Manuela Romitelli di Castelli (Te), Chiara Scarlato di Pescara. Per la sezione ragazzi: Veronica Sacripanti,Luca Pelusi, Isabella De Baptistis, Martina Di Felice, Letizia Liberato, Stefano Verzieri, Veronica Piccinini, Rebecca Carrano, Stellato Micol con le poesia scritte nella classe 3° e 4° elementare Scuola San Giorgio di Teramo, dedicate all’Amico Pinco, selezionete dall’insegnante Anna Cortellini. Per la sezione dialettale: Concetta Zilli di Cesacastina e Giuseppe Urbani di Teramo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-1793690449130960861?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/1793690449130960861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=1793690449130960861' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1793690449130960861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1793690449130960861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/08/nerito-di-crognaleto-reading-di-poesia.html' title='Nerito di Crognaleto Reading di Poesia'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SoG1AguH35I/AAAAAAAAAJk/Ehbd0REOn2E/s72-c/Foto_libri_Reading.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-8022281744638277147</id><published>2009-08-08T09:04:00.000-07:00</published><updated>2009-08-08T09:10:19.776-07:00</updated><title type='text'>Nerito di Crognaleto Prosa e Poesia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sn2it7Qd4fI/AAAAAAAAAJc/SFapIrg-DAE/s1600-h/KARI+RITTOCC+7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367625240780071410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sn2it7Qd4fI/AAAAAAAAAJc/SFapIrg-DAE/s400/KARI+RITTOCC+7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Nerito di Crognaleto&lt;br /&gt;Reading di Prosa e Poesia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola al di là del tempo e dello spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emozione e magia si percepivano nell’aria. Grande successo del reading di poesia e prosa che si è tenuto ieri a Nerito di Crognaleto  a partire dalle 18. Erano gli anni '20 quando Svevo, in una pagina del quarto romanzo rimasto incompiuto, immaginava l’umanità futura descrivere la propria vita attraverso la scrittura, e impegnata in una sorta di autocelebrazione . "Ognuno leggerà se stesso". Il paradosso sveviano, sembra ai nostri giorni, essere divenuto realtà, malgrado la lettura dell’altro, tra il caos della vita moderna, uno squillo di cellulare e il rumore del traffico, esiste ancora. Magari una lettura molto soggettiva di "cosa capita" e "cosa mi pare". Per questo motivo, il terzo appuntamento dedicato alla poesia e alla prosa è stato caratterizzato come un reading. Un libro letto insieme, che sia poesia o prosa, è apertura, supera i confini delle solitudini, stimola la nascita di nuovi autori. L’evento culturale, si è svolto in una paese molto suggestivo della provincia di Teramo; Nerito di Crognaleto, ed è stato dedicato alla ricerca costante del confronto in nome della comunicazione, tra il coinvolgimento emotivo di ogni artista che ascolta leggere una sua opera e la serenità che una terra di montagna dona a chi la sa amare e rispettare. Il nuovo progetto, nato da un’idea tutta al femminile, intende sperimentare negli anni, una varietà di combinazioni che fondono versi, prosa, pittura, musica e fotografia. L’iniziativa, oltre a sostenere varie attività, valorizza il patrimonio naturale e storico – culturale,  salvaguarda una zona a rischio progressivo di spopolamento, protegge l’artista e le sue nuove visioni, testimonia l’arte, nel momento in cui la storia della vita emerge dall’inconscio e vuole farsi raccontare in parole.  Il successo della scorsa edizione ha confermato la sezione dedicata alla poesia dialettale. L’organizzazione ed il bando sono stati a cura di Carina Spurio.&lt;br /&gt;“Il Tempo  muove e trasforma. Muta la materia, che tra un prima e un dopo, diviene. E mentre il passato disturba il futuro con immagini sbiadite e stanche, chi crea, insegue un canto di resistenza e scrive : I miei pensieri/ si rincorrono ansimando,/si arrotolano su sé stessi/imitando le rughe del tempo./Nel buio mi tento,/vorrei che nessuno vedesse/quel mostro destarmi,/distrarmi dal sonno/affinché io possa /sporcare un’assenza,/ nelle notti in cui/poesia ancora urla/e nessuno la sente,/persino l’autore,/tra sillabe e accenti/scompare nell’ambigua sintassi/che si muove nel bianco/e nel reale imperfetto,/mentre qualcun altro dorme/ e aspetta il domani. “Mostro o Poesia” di prossima pubblicazione nell’Antologia Poetica Democratika  LiminaMentis Edizioni 2010. C.S.”&lt;br /&gt; Il reading è stato condotto da Maria Rita Piersanti, la voci recitanti sono state quelle di Ilario Lorusso e Letizia Palumbi. Assente per motivi familiari, il Dott. Vincenzo Di Michele autore del libro “Il prigioniero in Russia” del quale è autore e vincitore dei premi alla vita e alla cultura alpina e alla ricerca storica, con oltre 20.000 copie vendute. La  Dott.ssa Marina Cesira D’Innocenzo invece è intervenuta con una sintesi sui “I segni del tempo sulla materia del patrimonio culturale”.&lt;br /&gt;La giuria è stata così composta:&lt;br /&gt;Fiorella Zilli (Insegnante),  Dott.ssa Cesira D’Innocenzo (Architetto), Maria Savini (Insegnante), Dott.ssa Valentina Savini (Archeologa), Anna Cortellini (Insegnante), Dott. Sandro Galantini (Storico e Giornalista).Ai partecipanti è stato consegnato un diploma di partecipazione in pergamena in ricordo dell’evento.&lt;br /&gt;Hanno partecipato:&lt;br /&gt;Vinia Mantini di Ortona con poesia singola, Caterina Falconi di Giulianova con il romanzo “Sulla breccia” Edizioni Fernandel 2009, Fernando D’Angelantonio di Cermignano con il testo poetico dal titolo “Il paese degli angeli” Edizioni Tracce, 1998, Pino D’Ignazio con la raccolta poetica “Poesia” Edizioni Demian, 2006, Paola Rodomonti con la raccolta poetica dal titolo “Canto per gli orfani” Media Edizioni, 2008, Giammario Sgattoni con la raccolta poetica pubblicata post mortem dal titolo “Questo impavido canto di resistenza” Edizioni Evoè,2008, Daniela Bruni curzi di San Benedetto del Tronto con poesia singola,Gabriella Falanga di Giulianova con la silloge poetica “Nottetempo” pubblicata dalla casa editrice Ricerche &amp;amp; Redazioni, 2007,Walterina Rosati di Giulianova con il testo poetico “Rocce e Sorgenti” Orao Edizioni, 2005, Giuliana Sanvitale di Giulianova con il testo poetico “treno in sosta treno in corsa” Andromeda Edizioni, 2008,Tonino Di Natale di Teramo con poesia singola, Stefania Pierini di Roma con la silloge poetica “Silenziosi frutti”, Maria Di Blasio Ricci di Teramo con la raccolta poetica “Emozioni” Edzioni “La Luna”,2008, Roberto Cornice con il testo poetico “Risveglio” Editoriale Eco s.r.l  San Gabriele, 2004, Giovannantonio Macchiarola, poeta-attore-performer pugliese con poesia singola, Irene Quaranta di Nerito di Crognaleto con poesia singola, Iannascoli Elisabetta di Montesilvano con poesia singola, Danilo Scastiglia di Chieti con il romanzo dal titolo “Alchimie” Edizioni Simple, 2008, Asteria Casadio con il romanzo “Assenze” GuidaEditore,2007, Matteo Pazzi di Voghiera (Fe) con poesia singola, Gino Romani nato a Cesacastina con poesia singola, Francesco Olivieri di Verona con il cortoromanzo pop “La Milonga dei maroni cotti” Editore Leone, Milano, 2009, Marina Ulisse di Roma con poesia singola, Lucia Marcone di San Pietro di Isola del Gran Sasso (Te) con il prestigioso romanzo “La donna di Carbone” Andromeda Editrice, 2002, Prof. Giuseppe Lucca di Perugia con poesia singola, Ivan Pozzoni di Monza con poesia singola,  Luca Liberti di Battipaglia con poesia singola, la giornalista de “Il Centro” Azzurra Marcozzi di Giulianova con poesia singola, Daniela Facciolini giornalista di Teramo con poesia singola, Lirim  Alija di Skopje Macedonia con poesia singola, Roberto Colasuonno di Roma con poesia singola, Gianpaolo Altamura nato a Salerno ma residente a Teramo, con la raccolta poetica “Tra L’universo e il mare” Evoè Edizioni, 2009. Gianni Pierdomenico di Giulianova con poesia singola, Manuela Romitelli di Castelli (Te) con poesia singola, Chiara Scarlato di Pescara con poesia singola. Per la sezione ragazzi: Veronica Sacripanti,Luca Pelusi, Isabella De Baptistis, Martina Di Felice, Letizia Liberato, Stefano Verzieri, Veronica Piccinini, Rebecca Carrano, Stellato Micol con le poesia scritte nella classe 3° e 4° elementare Scuola San Giorgio di Teramo, dedicate all’Amico Pinco, selezionete dall’insegnante Anna Cortellini. Per la sezione dialettale: Concetta Zilli di Cesacastina con poesia singola e Giuseppe Urbani di Teramo con la raccolta poetica ”Screvenne lu passate”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha recitato una poesia fuori concorso il poeta teramano Mauro Angelozzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno esposto le loro opere d’arte:&lt;br /&gt;Paola Rodomonti&lt;br /&gt;Daniela Savini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sponsor&lt;br /&gt;Fly on Caffè&lt;br /&gt;Rita Spurio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Allestimento floreale&lt;br /&gt;“Progetto verde”&lt;br /&gt;di Alessandro Di Donatantonio&lt;br /&gt;Maria Grazia Filipponi&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-8022281744638277147?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/8022281744638277147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=8022281744638277147' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8022281744638277147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8022281744638277147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/08/nerito-di-crognaleto-prosa-e-poesia.html' title='Nerito di Crognaleto Prosa e Poesia'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sn2it7Qd4fI/AAAAAAAAAJc/SFapIrg-DAE/s72-c/KARI+RITTOCC+7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-1053892327148369274</id><published>2009-07-25T04:17:00.000-07:00</published><updated>2009-07-25T04:20:53.282-07:00</updated><title type='text'>Francesco Olivieri</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Smrp3DbCXqI/AAAAAAAAAJU/YuSJaRDQFv0/s1600-h/La+milonga+dei+maroni+cotti_Copertina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362355438358781602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 346px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Smrp3DbCXqI/AAAAAAAAAJU/YuSJaRDQFv0/s400/La+milonga+dei+maroni+cotti_Copertina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;Francesco Olivieri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;La milonga dei maroni cotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;di Carina Spurio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La milonga dei maroni cotti.&lt;br /&gt;E’ il titolo del cortoromanzo pop di Francesco Olivieri, scritto in maniera ironica e divertente. L’autore, servendosi di espressioni comiche affronta il comune senso del pudore e del buon gusto senza remore. All’interno del libro, i malesseri della nostra epoca si susseguono in capitoli, tra accenti di costume, politica e psicopatologie di vita quotidiana che contribuiscono alla danza dei “maroni cotti” , i quali, “ruotano” anche su ciò che le donne da sempre fingono di non sapere e di non vedere, come in questo passo:&lt;br /&gt;Spendi e spandi&lt;br /&gt;“Io capisco il calvario di Gesù. Sì, sì, io non solo lo capisco, ma l’ho provato varie volte. E tutte le volte ho tentato di esimermi da questa tortura tutta al femminile, ma nulla fa fare. O calvario o niente gnocca. Vuoi il triangolo delle Bermuda? Allora soffri in silenzio, non rompi le palle e subisci le vagonate di chilometri a piedi verso i negozi di profumeria, di abbigliamento, calzature e gioielli. Le tappe erano quattordici per Cristo, io invece so quando si comincia, ma non so quando si finisce. L’iPod non lo puoi portare, sembra che te ne sbatti. Non puoi neanche telefonare agli amici. Devi dimostrare un atteggiamento d finto interessato, mentre già al secondo negozio dove la tua lei ti scarrozza a mò di cagnolino hai le palle che, a ritmo sincrono, stanno ancora nuotando nella piscina olimpionica che hai lasciato pochi minuti fa per iniziare un viaggio negli inferi, senza sapere se ci sarà un Virgilio che verrà a prenderti. La voce, che al principio è normale, quasi possente, già a metà pomeriggio, circondato da commesse isteriche, abiti inguinali, profumi di ogni genere, aria condizionata a palla che ti annienta la possibilità di girare il collo, dicevo, la tua voce diviene sempre più flebile. […] Intanto, mentre lei si prova mezzo negozio, tu ti fai uno screening della gnocca che circumnaviga i quattro lati di quel posto fatto apposta per il genere femminile, Vedi, al di là della sala prove, uno sguardo vuoto, ti riconosci e ti accorgi che un altro come te sta passando lo stesso calvario. […] Ma tu sei uno stoico, anche se sei lì quasi sul punto di dire ma vai a fare in culo te e le tue stupide compere. Pazienti, cerchi il nirvana in te, ti senti un asceta, reciti il mantra con l’Om cosmico, e focalizzi il tuo pensiero su quel meraviglioso organo che ha la lei tra le gambe e che tra poche ore avrai in premio. […] Torni a casa con la lei illuminata come una madonna dopo l’ascesa al cielo. Porti, sì tu porti il tutto a casa, lei si butta sul letto, ti dice: &lt;&lt;amore&gt;&gt;. Le alternative sono due: o la uccidi, oppure la trombi e la uccidi. Decidi per la terza, dormi e speri si svegliarti in un altro mondo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tradizione comica, che vede “gli ultimi uomini”, come li definisce Nietszche, ripercorrere lo stereotipo che celebra l’edonismo e convogliare le energie vitali verso i bisogni del proprio ego, nel tempo in cui, il nuovo individuo si uniforma socialmente e si frammenta spiritualmente, schiavo, in alcuni casi, delle leggi del mercato e del culto dell’immagine. Francesco Olivieri, entra in maniera consapevole nelle tristi verità della nostra vita, legittimata da ritualistiche cerimonie e dai riti del quotidiano che provengono dalle famiglie benedette, le quali, ciclicamente tramandano di padre in figlio violenze psicologiche che i discendenti adottano in nome dell’amore. Evidenzia le difficoltà degli adolescenti, il desiderio del posto fisso, le ansie sessuali, dando vita ai pensieri prigionieri di elementari condizionamenti, da cui, lo stesso autore trae l'autoironia. Francesco Olivieri, verga le difficoltà della nostra epoca che tra doveri, piaceri, ansie, ossessioni danzano in un grottesco realismo, irrigidito dagli schemi e narcotizzato dalle convenzioni a cui, una massa conforme e contenta, si amalgama per insicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La milonga dei maroni cotti&lt;br /&gt;Cortoromanzo pop&lt;br /&gt;Editore Leone. Milano&lt;br /&gt;Giugno 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;Francesco Olivieri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; è nato a Bologna nel 1975. Vive a Verona. Laureato in Scienze della comunicazione, dopo aver collaborato per quattro anni con il Corriere del Veneto e il Corriere di Verona. Attulmente scrive su quotidiano gratuito Dnews e sulla riviste di NoemaPress. Nel suo cuore c’è sempre la musica: ha scritto per Jazzit. Oltre ad occuparsi di giornalismo, lavora presso la direzione commerciale di poste Italiane. Ama profondamente le donne, la buona tavola e festeggiare con gli amici ogni piccolo evento della vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-1053892327148369274?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/1053892327148369274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=1053892327148369274' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1053892327148369274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1053892327148369274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/07/francesco-olivieri.html' title='Francesco Olivieri'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Smrp3DbCXqI/AAAAAAAAAJU/YuSJaRDQFv0/s72-c/La+milonga+dei+maroni+cotti_Copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7865027397495260637</id><published>2009-07-11T02:38:00.000-07:00</published><updated>2009-07-11T02:40:06.576-07:00</updated><title type='text'>Teramo. Il mensile della città.Giugno 2009</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;     &lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;CARINA SPURIO, NUOVO TALENTO DELLA SCRITTURA&lt;br /&gt;                 La poesia intesa come fluire dell’anima e folgorazione dei sensi&lt;br /&gt;                                                       di Lucia Mosca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carina Spurio, talento della scrittura. Nata a Teramo, si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha pubblicato varie raccolte poetiche: “Il sapore dell’estasi” (Kimerik, 2005), “Il sapore dell’estasi”, in riedizione aggiornata (Kimerik, 2006), “Lacca di garanza” (Il filo, 2007), “Tra Morfeo e vecchi miti” (Nicola Calabria Editore, 2008), “Narciso” (Evoè, 2009). Trenta le antologie poetiche che in tutto contengono sue opere. Di recente ha redatto la premessa di “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte meravigliosa. Collabora con diversi mensili: Hermes, Domus, Eidos, Notizie Donna, L’unico; Il ReteGiornale. Affascinata dal mondo della scrittura, Carina dichiara di aver sempre “amato spiare la penna muoversi nel bianco tra un tratto continuo e uno spezzato. Nello stesso bianco, senza più spazio, vedere riempirsi quel vuoto”.  Folgorata da Il piccolo principe di Antoine de Saint_Exupéry; libro “divenuto ormai senza tempo e senza età tra il senso della vita, l’amore e l’amicizia”, ha poi proseguito nella propria crescita con  Un Uomo di Oriana Fallaci nel periodo dell’adolescenza. Porta sempre con sé Il Codice dell’anima di James Hillman. Dice di amare Teramo, “con tutti i suoi limiti di città di provincia anche quando diffida dei nuovi talenti e come una donna frigida non sente il piacere”. Narciso è un’antologia poetica che contiene liriche autobiografiche selezionate dai quattro libri di versi pubblicati nel triennio 2005-2008. Sei liriche sono inedite e tra queste si trova appunto la poesia “Narciso” dalla quale prende il nome la raccolta. Si tratta del quinto testo poetico edito in cui si capta la folgorazione di Carina per la poesia. “Narciso  - spiega Carina - si specchia da secoli nel mito e nella sua immagine, tra limpide acque e silenziose nostalgie, rapito dal suo mistero; proprio come ho fatto io stessa cercando all’interno della mia produzione poetica la mia essenza. Di conseguenza l’immagine di copertina realizzata da Giampiero Pierini, acquerellista romano è un ritratto, il mio”. La sua scrittura è rivolta ad un pubblico “sveglio che comprenda i dolori che restano ignoti al mondo, uno fra questi è il dolore del poeta simile ad un rovello avvilente, compulsivo”. Scrive di lei Maurizio di Biagio, giornalista: “In Carina Spurio anche l'amor - che move il sole e le altre stelle - fa rima con cuor. Garcia Lorca nella mente e nell'anima, e umori, e braccia, e colli sfiorati, per mondi sensibili e dannatamente terrestri, viscerali. In poche parole "Syn e aisthànestai", per la poetessa "insieme e percepire", associazioni vaganti all'interno di un'unica immagine, completa di sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, che in un rapporto di reciproche interferenze danno origine a un'immagine vividamente inedita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7865027397495260637?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7865027397495260637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7865027397495260637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7865027397495260637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7865027397495260637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/07/teramo-il-mensile-della-cittagiugno.html' title='Teramo. Il mensile della città.Giugno 2009'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-1853582196808397093</id><published>2009-06-27T02:32:00.000-07:00</published><updated>2009-06-27T02:38:07.822-07:00</updated><title type='text'>Comunicando...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SkXndm9IoHI/AAAAAAAAAJM/t7avyQcWvcc/s1600-h/omino.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351938228058890354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 280px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SkXndm9IoHI/AAAAAAAAAJM/t7avyQcWvcc/s400/omino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                  &lt;span style="font-family:verdana;color:#cccccc;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;color:#33ff33;"&gt;Ominidi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;C’era una volta un nostro antico progenitore che emetteva suoni non articolati e attraverso i movimenti del corpo rappresentava situazioni e stati d’animo da interpretare. I primi Ominidi, (dai quali proveniamo), non erano in grado di parlare. La composizione dei loro teschi, studiata successivamente, ha evidenziato una posizione della laringe che impediva l’articolazione dei suoni usati normalmente per parlare. Il codice di comunicazione primitivo era fatto di gesti improvvisati, per dare l’idea di ciò che non si riusciva a tradurre in suono. Si arrivò alle prime forme di linguaggio parlato 40.000 anni fa con l’ Homo Sapiens; “egli ha la fronte non sfuggente, i denti di dimensioni ridotte e il mento osseo. Costruisce strumenti complessi; le sue tecniche di caccia non sono rudimentali; seppellisce i morti. La sua vita materiale ma anche quella spirituale è molto sviluppata. Vive in clan. La raccolta, la caccia e la pesca costituiscono i suoi mezzi di sussistenza ed ha inventato sofisticati metodi per procacciarsi il cibo e per conservarlo; possiede diverse tecniche di costruzione, si veste con pelli e si orna con gioielli di ambra e conchiglie.” Con l’ Homo sapiens assume maggiore peso l'evoluzione culturale: si perfezionano nuove tecniche  di caccia e guerra, compaiono manifestazioni grafiche (pitture e graffiti ritrovati nelle grotte che servivano da abitazione) oggetti scolpiti con valore magico – rituale e il geroglifico, nel quale è contenuto un grande potere perché il simbolo resta impresso nel tempo, anzi, al di là del tempo. Nella storia della comunicazione hanno lasciato una traccia  quei nostri lontani antenati che hanno iniziato ad avvertire l’esigenza di lasciare una testimonianza che andasse oltre il tempo e di fatti per loro importanti (battute di caccia e combattimenti). La caccia riuniva, teneva vivi i rapporti di parentela e di amicizia. Le raffigurazioni di scene con figure umane e le battute di caccia che vedevano protagonisti gli animali realizzati in graffiti, sembrano essere i primi prodotti artistici dell’umanità. Il tentativo rudimentale segna l’inizio dell’Arte che racconta un linguaggio con le immagini, le quali, oltre ad avere caratteristiche di durata nel tempo, trasmettono il proprio messaggio senza l’esigenza di essere presenti come invece accade con la comunicazione verbale.&lt;br /&gt;Un graffito della lontana Preistoria è un messaggio semplice dal quale ricavare informazioni, segnala la prima forma di scrittura “ideografica” nella quale, il segno, aveva un preciso significato ( i geroglifici egiziani) malgrado le altre forme di comunicazione non verbale; i grandi tamburi di legno (tam-tam), utilizzati per tradizione da molti popoli africani e asiatici e i segnali di fumo degli Indiani d’America.&lt;br /&gt;Il succedersi delle generazioni e i contatti tra i diversi gruppi, anche in seguito agli spostamenti delle tribù, contribuirono ad evolvere la comunicazione verbale. Fu proprio la parola ad esprimere i sentimenti, le idee e a far comprendere agli uomini che poteva essere possibile lasciare una testimonianza dei propri stati d’animo attraverso la scrittura e il suo potere evocativo (permette, in chi legge, di usare l’immaginazione).&lt;br /&gt;Dopo la scrittura un passo avanti lo ha compiuto la stampa. E’ grazie alla stampa che un testo scritto può essere diffuso e conservarsi nel tempo. Nel XV secolo, Gutemberg, usò la stampa a caratteri mobili che aveva un particolarità; ottenere un maggior numero di copie in breve tempo rispetto ai manoscritti del Medioevo splendidamente illustrati, veri capolavori artistici. A partire dal XIX secolo, nuove forme di comunicazione cambiarono la storia della comunicazione. Il primo mezzo che consentì di trasmettere i messaggi a distanza sfruttando l’elettricità fu il telegrafo (verso i primi dell’800) e verso la fine del secolo arrivò un’invenzione ancora più rivoluzionaria “il telegrafo senza fili”( la radio). Dai messaggi in codice si passò a quelli dei suoni e quindi alla trasmissione della voce umana. Contemporaneamente alla radio, nasceva “il Radiocorriere”, il primo giornale dei programmi radio. Spesso siamo soliti affermare che la nostra è la civiltà dell’immagine, senza magari fermarci prima a riflettere. Siamo praticamente bombardati dalle immagini, tendiamo a perdere di vista che l’immagine si imprime nella nostra mente più della parola.Non lo sapevano nemmeno i fratelli Lumière che nel 1895, al Grand Cafè di Parigi,  proiettarono, non senza perplessità, il primo vero e proprio film della storia. L’era della televisione era appena cominciata e negli anni successivi si impose come principale mezzo di comunicazione e intrattenimento. Con Georges Méliès (1861-1938) nacque lo spettacolo cinematografico.  Méliès, dopo essersi costruito con le proprie mani una macchina da ripresa, fondò una casa cinematografica; la Star Film, il suo motto: “Il mondo a portata di mano”! Diede sfogo alla sua creatività ricostruendo gli avvenimenti in un capannone allestito per le riprese dando vita alle fiabe di Cappuccetto Rosso e Cenerentola, a racconti di terrore, fino a rappresentazione di fantascienza con “Il viaggio della Luna” (1902) ispirato al romanzo di Jules Verne “Dalla terra alla Luna”. Nel 1986, incaricato dai fratelli Lumière, Fèlix Mesguich, si imbarcò per gli Stati Uniti; quest’ultimo, non avrebbe mai immaginato il grande successo che il cinema avrebbe riscosso in quel paese. Intanto alcune società americane fiutarono l’affare e in poco tempo, sul mercato, furono lanciati nuovissimi apparecchi per le riprese cinematografiche. Nacquero i “Nickelodeon”, sale cinematografiche il cui ingresso costava un nickel. Il cinema richiamò l’attenzione di grandi personaggi i cui nomi divennero celebri in tutto il mondo (Zukor, W.Fox, S.Goldwyn, I Warner). Furono questi i fondatori delle grandi case di produzione alcune delle quali attive ancora oggi. Zukor, ungherese, aveva fatto il pugile, il tappezziere e il pellicciaio prima di fondare una propria casa cinematografica la Famous Players che pochi anni dopo sarebbe diventata la “Paramount”. Fox, nel 1925 fondò la 20th Century Fox e S. Goldwyn, nel 1917 fondò la Picture Corporation che diventerà “Metro - Goldwyn – Mayer”. Da una troupe inviata per caso dal produttore Selig in California per girare alcuni esterni di un fim, fu scoperta Hollywood. Il regista e gli operatori si fermarono in un piccolo villaggio vicino a Los Angeles, nessuno di loro, avrebbe mai immaginato che quel “bosco di agrifoglio” (traduzione italiana di Hollywood) sarebbe diventato il fulcro più importante del cinema mondiale.Il successo del Cinema fu travolgente tanto negli Stati Uniti quanto in Francia, tra il 1895 e il 1900, furono depositati da americani e francesi oltre 200 brevetti di apparecchi. Nel 1909, il Congresso Internazionale dei produttori e dei Distributori, adottò l’uso della pellicola da 35 mm (brevettata da Edison).  L’anno 1929 vide nascere il premio Oscar, la celebre statuetta dorata che da quell’anno viene attribuita ai migliori rappresentanti del cinema.Furono molti i registi che si susseguirono dietro la macchina da presa nel corso degli anni a venire,: Elia Kazan, Akira Kurosawa, Orson Welles, Ingmar Bergman, Federico Fellini (per citarne alcuni).Alcuni di loro si specializzarono in determinati generi, tanto che il pubblico si abituò a identificare il genere di film dal nome del regista e da quello degli interpreti. Un po’ come accade oggi, quando alle soglie del terzo millennio, grazie all’uso di effetti speciali o particolari inquadrature, siamo capaci di riconoscere il ritmo serrato delle immagini forti di Ridley Scott, autore di celebri film, o Steven Spilberg attraverso le scene assolutamente fantastiche e irreali. Il cinema, di recente, si libera della commedia all’italiana e degli Eroi invincibili e presenta riprese in chiave fantascientifica atmosfere da film dell’orrore, accanto ad un sempre maggiore sviluppo dell’intelligenza artificiale e di macchine che sfuggono al controllo umano o in alcuni casi si sostituiscono ed esso.Registrata  in formato digitale la realtà filmata e si libera del legame con il cinema tradizionale. Il computer non distingue tra immagini ottenute fotograficamente e quelle create da un programma di disegno o di animazione in 3D; per un computer le immagini sono tutte uguali, perché sono costruite con lo stesso materiale :il pixel. I Pixel si prestano ad essere facilmente alterati, sostituiti e scambiati. In questo modo la ripresa diretta viene degradata al livello di una qualsiasi soluzione grafica, identica alle altre immagini create manualmente. Il cinema oggi ha ottenuto la plasticità che fino a poco tempo fa era solo della pittura e dell’animazione. I registi digitali lavorano con una "realtà elastica". Si ricordi la sequenza d’apertura di Forest Gump (Robert Zemeckis, Paramount Pictures, 1994, effetti speciali della Industrial Light and Magic) insegue il lungo volo di una piuma.La vera piuma, filmata in varie posizioni su uno sfondo blu è stata animata e sovrapposta su una sequenza paesaggistica. Sembra che qualcosa di impossibile ad un tratto trovi vita grazie ad effetti speciali e le immagini non sono più una dozzina, come accadeva nel diciannovesimo secolo ma infiniti fotogrammi, e sembra altrettanto impossibile che le mani, dagli Ominidi all'Uomo, si sono adeguate gradualmente a diverse e insospettabili attività rispetto a quelle originarie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.teramani.net/public/post/comunicando-168.asp#more"&gt;http://www.teramani.net/public/post/comunicando-168.asp#more&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-1853582196808397093?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/1853582196808397093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=1853582196808397093' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1853582196808397093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1853582196808397093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/06/comunicando.html' title='Comunicando...'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SkXndm9IoHI/AAAAAAAAAJM/t7avyQcWvcc/s72-c/omino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-206310961030198938</id><published>2009-06-14T05:34:00.000-07:00</published><updated>2009-06-14T05:36:28.865-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carina Spurio'/><title type='text'>Il Calabrone</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Nuovo interessante numero del “Calabrone”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È uscito, in tempo per essere consegnato agli alunni prima della chiusura delle scuole, il terzo dell’anno scolastico 2008/2009 del “Calabrone”, il giornalino scolastico dell’Istituto Tecnico Industriale “Enrico Mattei” di Isernia, che si è fatto notare anche al di fuori dell’Istituto per la bella impostazione grafica e soprattutto per i contenuti di notevole interesse. Non è un caso che sia stato premiato per il secondo ano consecutivo nel concorso “Fare il giornale nelle scuole” indetto dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dal Comune di Benevento.&lt;br /&gt;In questo nuovo numero, 32 pagine, molti interessanti articoli. Citiamo qualche titolo: “L’Università: scelta di vita”, “Che cos’è un terremoto”, “La Protezione Civile”, “Tesla, il Genio che inventò il XX secolo”, “Cassino accoglie il 76° Congresso di Esperanto”, “Facebook, un social network per mille nuove riflessioni”, “Energie rinnovabili”. E poi vecchie e nuove rubriche, come “Notate le note”, “Proverbi aggiornati”, ecc.&lt;br /&gt;Chi volesse avere copia del nuovo numero del “Calabrone” può chiederla a scuola. Per ricevere copia in formato pdf: edizionieva@libero.it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui di seguito, riportiamo, dal “Calabrone” un’intervista di Nadia Turriziani allo scrittore Amerigo Iannacone e la rubrica “Notate le note”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista ad Amerigo Iannacone&lt;br /&gt;«Scrivere è creare dal nulla»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.: Per lei cosa significa scrivere?&lt;br /&gt;R.: Potrei tentare una definizione del tipo: scrivere è realizzarsi. Ma in realtà normalmente non ci si chiede perché si scrive. Io scrivevo le mie prime poesie già quando frequentavo la scuola elementare né allora pensavo, ovviamente, che avrei pubblicato. Era, ed è, in qualche modo un’esigenza. Potrei anche dire che scrivere è creare dal nulla, cosí come ci dice l’etimologia della parola poesia, che deriva appunto da un verbo greco che significa “creare”.&lt;br /&gt;D.: Quali sono i suoi libri del cuore?&lt;br /&gt;R.: Ne sono molti. Uno – può sembrare banale – è la raccolta dei Canti di Leopardi. Poi metterei i Racconti di Edgar Alla Poe, Delitto e castigo di Dostoevski e molti altri classici dell’Ottocento, soprattutto i russi e i francesi. Piú vicini a noi, molti dei poeti del Novecento: in particolare Sinisgalli, Cardarelli e Quasimodo. Tra i romanzi Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati.&lt;br /&gt;D.: Il libro piú bello che ha letto negli ultimi tre anni?&lt;br /&gt;R.: Dovrei ripercorre un po’ le letture che ho fatto e mi è difficile ricordarle e ancor piú fare una graduatoria. Mi viene in mente un libro che mi ha colpito molto: Quattro mele annurche, un romanzo breve di Maria Rosaria Valentini, giovane scrittrice e poetessa originaria di San Biagio Saracinisco e residente in Svizzera. È un nome già abbastanza noto, ma credo che si sentirà molto in futuro negli ambienti letterari.&lt;br /&gt;Tra il libri di poesia un bel libro che ho letto di recente è L’orto del poeta ciociaro Gerardo Vacana.&lt;br /&gt;D.: Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?&lt;br /&gt;R.: Credo che ognuno di noi paghi lo scotto, nel bene e nel male, alla propria terra. Ed è inevitabile che per uno come me, che mi sono allontanato piuttosto raramente dalla mia regione, si finisca per instaurare con essa un rapporto di amore-odio. Odio per le cose che vanno male e si vorrebbero cambiare, ma si è impotenti a farlo. L’amore non si spiega perché. Ma forse ci si affeziona alle cose che ogni giorno si vedono, le montagne, le strade, le case, gli alberi, e forse anche certe fisionomie finiscono per radicarsi nella nostra memoria.&lt;br /&gt;D.: Il suo rapporto con la città?&lt;br /&gt;R.: Se intende la città in cui abito, devo dire che in realtà il posto è un piccolo paese e il rapporto è lo stesso che ho con la mia minuscola regione: dovrei dire le stesse cose che ho detto per la mia terra.&lt;br /&gt;Se intende invece parlare della città in generale, devo dire che non mi dispiace frequentare di tanto in tanto la città per tutto quello che può offrire, e non solo come servizi e come commercio, ma anche per la vita culturale e per gli incontri proficui che si possono fare.&lt;br /&gt;Ma non credo mi piacerebbe vivere stabilmente in una grande città: troppo dispersiva, troppo confusa, troppo distratta, troppo anonima.&lt;br /&gt;D.: Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?&lt;br /&gt;R.: Ci sarebbe da fare un discorso molto lungo sull’editoria e sulle scelte editoriali degli editori grandi o medio-grandi, che puntano esclusivamente alla prospettive di vendita e non alla qualità.&lt;br /&gt;Ma io, come Lei credo sappia, gestisco una piccola casa editrice e i libri li pubblico da me.&lt;br /&gt;D’altra parte per pubblicare il mio primo libro, una raccolta di poesie intitolata Pensieri della sera, uscita nel 1980, ho semplicemente preso un manoscritto e l’ho portato in tipografia.&lt;br /&gt;D.: Ha frequentato corsi di scrittura creativa?&lt;br /&gt;R.: No, non li ho frequentati, ma insieme a qualche collega, in un paio di occasioni abbiamo tenuto un corso con gli alunni e i risultati sono stati incoraggianti. Alcuni ragazzi hanno cominciato a scrivere in quell’occasione e poi hanno continuato. Di un seminario fatto a Caiazzo, in provincia di Caserta, è stato pubblicato un interessante volume, La scrittura creativa, con gli interventi nostri e con gli elaborati degli studenti.&lt;br /&gt;D.: Ritiene siano utili?&lt;br /&gt;R.: Premetto che se non c’è il talento innato, non c’è corso di scrittura che tenga. Tuttavia direi che i corsi possono essere senz’altro utili, perché hanno una funzione maieutica. Possono cioè aiutare a prendere coscienza delle proprie capacità.&lt;br /&gt;D.: Quale ritiene sia l’aspetto piú complesso della scrittura narrativa?&lt;br /&gt;R.: Non parlerei di aspetti complessi, piuttosto della ricerca delle idee e della loro realizzazione in una scrittura che risulti stilisticamente accattivante.&lt;br /&gt;D.: Come scrive: a penna o al computer? Di giorno o di notte? Segue “riti” particolari?&lt;br /&gt;R.: Del computer, volenti o nolenti, non si può fare a meno. Quando sono a casa, scrivo – già da alcuni anni – direttamente al computer, perché è comodo: si può cancellare, riscrivere, riprendere, ecc., e poi si ha già il testo pronto per la tipografia, per il giornale o per inviarlo per posta elettronica. Comunque non disdegno la penna, soprattutto quando sono fuori casa, in viaggio o altrove. Ho sempre con me piú di una penna e spesso mi ritrovo le tasche piene di biglietti con appunti.&lt;br /&gt;Niente riti, ma in genere di notte lavoro meglio, perché non ci sono distrazioni: non c’è il telefono che suona, non c’è chi bussa alla porta, non c’è la tentazione di interrompere per uscire o dedicarsi ad altro.&lt;br /&gt;D.: Come è nata l’idea di scrivere il suo ultimo libro?&lt;br /&gt;R.: Il mio ultimo libro, Il Paese a rovescio e altre fiabe, è nato come un divertissement, o meglio, come dei divertissement, visto che i testi sono stati scritti nel corso di diversi anni e solo ora raccolti in volume. È stato comunque preso sul serio e apprezzato dai critici, non solo, o non tanto, per la vena umoristica, ma anche per l’ironia, per la garbata satira e per un intento didascalico che si può spesso trovare fra le righe e che non appesantisce. Forse non è bello che parli io in questi termini del mio libro, ma in realtà sto riportando il senso di alcuni interventi di critici e di lettori.&lt;br /&gt;D.: Preferisce cimentarsi col racconto o nelle poesie?&lt;br /&gt;R.: “Preferire” forse non è il verbo giusto. Dipende dai momenti. Diciamo che alterno. Comunque la scrittura poetica, indipendentemente dal valore che la mia poesia può avere, mi gratifica di piú. Dopo avere scritto una poesia mi sento come appagato e sereno. Devo dire però che una mia lettrice ebbe a dire una volta che i miei racconti sono come delle “poesie espanse” (si riferiva al mio libro Microracconti del 1991), cosa che mi fece piacere, e che mi fece pensare. E in realtà non c’è una cesura netta tra i racconti e le poesie, come invece ci potrebbe essere tra una poesia e un articolo di cronaca (perché io ho fatto anche il cronista).&lt;br /&gt;D.: Ci dà una definizione dell’uno e dell’altro?&lt;br /&gt;R.: Questo è davvero difficile. Se prova a leggere la definizione della parola “poesia” in dieci diversi vocabolari, troverà dieci definizioni diverse, a volte tra loro contraddittorie, e si accorgerà che nessuna la soddisferà. Vogliamo provare a dire quello che la poesia non è? Non è un passatempo della domenica, non è un gioco solipsistico, non è uno svago fine a sé stesso, non è un hobby. La poesia è nella natura stessa del poeta. E c’è poesia quando il lettore, leggendo un testo, vi trova un po’ di sé.&lt;br /&gt;Il racconto è una narrazione che abbia un contenuto valido e che sia stilisticamente piacevole.&lt;br /&gt;D.: Come ha scelto il titolo del suo libro piú recente?&lt;br /&gt;R.: È il titolo di una fiaba poi esteso a tutto il libro. Ma il titolo è Il Paese a rovescio, perché nei racconti c’è spesso un rovesciamento della realtà o comunque della visione della realtà, quasi sempre sul filo dell’ironia e anche dell’autoironia.&lt;br /&gt;D.: Ha altri progetti in cantiere?&lt;br /&gt;R.: Sí, ci sono parecchie cose in cantiere, anche se purtroppo, nella frenetica vita che viviamo e che quotidianamente ci costringe a fare cose di cui faremmo volentieri a meno (la coda all’ufficio postale, la seduta dal dentista, le incombenze familiari...) e ci costringe ad essere in posti dove eviteremmo di andare, non sempre si riesce a trovare il tempo e la serenità per dedicarsi alla scrittura.&lt;br /&gt;Tra i lavori che ho avviati, una rassegna dei poeti della mia provincia, un dizionario dei personaggi illustri di Venafro di tutti i tempi, un’antologia della poesia esperanto con traduzione italiana. Cosa che attualmente non c’è: chi non conosce la lingua non ha modo di avvicinarsi alla la produzione poetica in esperanto che pure è rilevante. Ed ho anche diverse altre cose avviate o in programma, che conto di realizzare se avrò vita e forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nadia Turriziani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-206310961030198938?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/206310961030198938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=206310961030198938' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/206310961030198938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/206310961030198938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/06/il-calabrone.html' title='Il Calabrone'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4714877888390544667</id><published>2009-05-19T13:56:00.000-07:00</published><updated>2009-05-19T14:05:48.740-07:00</updated><title type='text'>S.Melarangelo.A.M. Magno. N. Caserta. Passione e Ideologia</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337641889824740818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 277px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/ShMdBM0_ldI/AAAAAAAAAJE/5Lp418bmE_U/s400/Frida+Kahlo.+Anna+M.Magno.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;Passione e Ideologia&lt;br /&gt;omaggio a&lt;br /&gt;Frida Kahlo e Tina Modotti &lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le mie sopracciglia sono i neri corvi del malaugurio che volano sopra il campo di grano di Van Gogh” così affermò Frida nel momento in cui creò la propria immagine ideale; un volto con le sopracciglia foltissime e unite, il labbro superiore scurito da una fitta peluria naturale e i capelli intrecciati verso l’alto, con nastri dai colori brillanti, fiocchi, mollette, pettini o fiori di buganvillea, lo sguardo severo, l’espressione pensosa di un’ancestrale dea terrestre. Frida Kahlo la ritroviamo nelle sale dell’elegante Palazzo Cerulli sito in Corso San Giorgio, 1 a Teramo dall’ 8 al 29 maggio 2009. Il Centro di Cultura delle donne “Hannah Arendt”, l’Associzaione Culturale “Collurania” e l’Assoziazione Logos Immagine dedicano “Passione e Ideologia” - dall’arte precolombiana alla rivoluzione messicana - a Frida Kahlo e Tina Modotti impresse nelle opere degli artisti Noemi Caserta, Anna M.Magno e Sandro Melarangelo. Musiche a cura di Enrico Borgatti. Venerdì 22 maggio, alle ore 18, la opere degli artisti saranno presentate dalla critica Anna Maria Cirillo. La serata dedicata all’arte si concluderà con la proiezione del Film “Frida”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4714877888390544667?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4714877888390544667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4714877888390544667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4714877888390544667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4714877888390544667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/05/smelarangeloam-magno-n-caserta-passione.html' title='S.Melarangelo.A.M. Magno. N. Caserta. Passione e Ideologia'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/ShMdBM0_ldI/AAAAAAAAAJE/5Lp418bmE_U/s72-c/Frida+Kahlo.+Anna+M.Magno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6088302085526695325</id><published>2009-05-15T09:56:00.000-07:00</published><updated>2009-05-15T09:59:39.856-07:00</updated><title type='text'>Calco.Monica Maggi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sg2fCLjUtzI/AAAAAAAAAI0/T0p6ST6avGU/s1600-h/Calco_Copertina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336095993313408818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 165px; CURSOR: hand; HEIGHT: 233px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sg2fCLjUtzI/AAAAAAAAAI0/T0p6ST6avGU/s400/Calco_Copertina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Calco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;                                 &lt;br /&gt;Monica Maggi. LietoColle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Di poesia che costruisco/amore/so spiegati poco./ …trasformo in mongolfiere i pensieri./ Volo./ Sì, è vero. Io volo./&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono molte e tutte impalpabili le dimensioni della poesia; sensazioni consapevoli e inconsapevoli che il poeta imprime sul foglio bianco che accoglie tracce di presenze. La parola di fronte al mistero del mondo risuona in tutta la sua inadeguatezza e riproduce la realtà in tutta la sua attinenza, nel quadro personalissimo di un verso in cui si colorano i ricordi. Così, le parole cadono come gocce d’acqua indissolubili e scorrono inevitabili una dopo l’altra.&lt;br /&gt;Io scrivo./Impasto il rigurgito/ di queste scaglie/ frammenti calati a picco/ innestati nell’anima./&lt;br /&gt;Scrivere, consapevoli della disarmonia del mondo e imprimere in pochi versi immagini intensissime che rimandano altre parti di noi in quelle stesse parole che furono fonte di ispirazione. Scrivere oltre noi, raggiungendo lo spazio che prima non c’era per trapassare l’ignoto e fermarsi davanti al montaliano “malchiuso portone” giusto il tempo di intravedere tra gli alberi di una corte, i gialli dei limoni. E godere della luce della verità dallo spiraglio, malgrado le parole dei poeti siano come i fantasmi; non si possono afferrare, non appartengono a nessuno. Eppure un cuore batte senza tregua negli attimi irripetibili in viaggio sulle ali di un verso, così come nel tempo. Quel tempo che dentro di noi ci trasforma senza chiedere, e ci fa saltare i passi necessari se rincorriamo impossibili progetti e chimere in seduzione rapida.  Il tempo immemore dei ricordi/ della storia di noi/ della memoria di noi./  Nel presente restano le mani che scivolano sull’inquieto passo, “che si muovono, e non sanno di farlo”, tra voglie rincorse, un respiro e un gemito appena sussurrato, nell’attimo lento che innalza la voglia. E la poesia, scrive Monica, è bastarda: ricorda, tutto, implacabilmente. In Calco si possono scorrere versi intrisi del senso tempo che l’attesa esasperante scioglie, nel momento in cui la materia si fonde nei di gesti. Monica ne è consapevole e canta: Poi/ per averti snocciolo il tempo/ paziente come amanuense lontano/ ti stringo/ aspettando che il mio corpo si sazi./ Inizia la lotta. L’antico gioco-forza, l’incontro con l’altro che per un attimo illumina la nostra vita (nel bene e nel male). Dentro il nostro tempo, quell’attimo diventa eterno, ed è amore. L’amore strappa da uno stato quiete, trasforma, proietta in un vortice eccitante. E’ fatale lo strappo in nome del possesso, di conseguenza lacerarci e lacerare.  Dove ho sbagliato?/ Magico momento del mattino/ insudicio di sperma/irreale.  L’amore- passione annienta nello stesso istante in cui trionfa; si imprime come un calco sulla pelle e Monica Maggi trattiene il brivido sulla carta, nonostante tutto. L’intera esistenza è fatta di coincidenze dalle quali prendiamo energia. Dove vai? Mi dico/ saltando le scale con il fiato in gola./ Ad amare, vado./ Ad annusare un respiro./ A riprendere e lasciar andare./ La voce della coscienza intima di togliere l’ancora, e salpare, per spingersi al largo, toccare altre terre e inventare ancora l’altro, alla ricerca di un pretesto necessario alla rotta della passione. Non c’è risposta al potere di fascinazione dell’altro che nel momento in cui si pone di fronte a noi, ci proietta in un incantesimo. Il pregio del linguaggio poetico è il suo attingere alle immagini dell’anima e rendere muta la coscienza, per dare voce alle dimensioni interiori, al desiderio. Distesa sopra il tuo corpo/come un segugio percorre/periferie immaginarie/pieghe speziate/ gorghi turbinosi./ Ciò che il desiderio consuma e distrugge inesorabilmente la poesia cura, allevia e solleva, integrando gli aspetti contraddittori dell’essere  e lasciando l’impronta profumata e calda, imbevuta di qualcosa che giace dentro di noi, in un respiro, più dentro. Un segno indelebile oltre i confini del conscio e del finito che alcuni chiamano fato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6088302085526695325?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6088302085526695325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6088302085526695325' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6088302085526695325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6088302085526695325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/05/calcomonica-maggi.html' title='Calco.Monica Maggi.'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sg2fCLjUtzI/AAAAAAAAAI0/T0p6ST6avGU/s72-c/Calco_Copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7260246165260554577</id><published>2009-05-14T08:48:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T11:12:56.119-07:00</updated><title type='text'>Tra l'universo e il mare. Gianpaolo Altamura. Evoè Edizioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sgw9tF1bsFI/AAAAAAAAAIs/TQQb8DEMik4/s1600-h/Copertina_Altamura_def.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335707503396892754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 274px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sgw9tF1bsFI/AAAAAAAAAIs/TQQb8DEMik4/s400/Copertina_Altamura_def.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Carina Spurio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;"Nella fissazione della parola lasciata in completa autonomia, l’autore indirizza il suo linguaggio all’immaginazione, all’interno di una scena imbalsamata che resta nel tempo in quanto forma, contro l’istante e il rumore, tra linguaggi evocati e sensi carichi di immediatezza che solo la poesia sa cogliere. Gianpaolo Altamura sa che nella parola è contenuto un messaggio, il quale, lo aiuta ad alleviare un peso, ma trema ugualmente nel profondo del suo essere con tutta la malinconia del suo canto quando la poesia gli parla dentro e il suo sguardo si posa su un volto, nel cielo, nel mare. Quel fragile suono entra nel quotidiano e vi resta, tra le assenze incolmabili e i ricordi struggenti che si depositano all’interno degli umori, incatenato al concetto di amore come unica salvezza del mondo in una poetica che vuole conservare la ricchezza dei sensi per continuare l’esplorazione della vita. Se così non fosse, non si potrebbe ascoltare il suono della memoria vissuta nella parola nera che batte sul palato e scioglie il nodo stretto del pathos rompendo il silenzio. Nulla è casuale mentre si fissano i frammenti della vita nelle parole, ogni piccola parte segue una logica e si inserisce come una tessera nel magico mosaico dell’esistenza. Tuffandosi nell’oscuro abisso interiore Gianpaolo Altamura ritorna alle origini, nel bianco flutto ritrova l’insoluto e lascia le orme della testimonianza sulla spiaggia seppur ancorato alla terra come riflesso tra le righe di un verso famoso di Eugenio Montale: “Ti guardiamo noi, della razza di chi rimane a terra." &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;Tra l’universo e il mare&lt;br /&gt;Gianpaolo Altamura&lt;br /&gt;Evoè Edizioni&lt;br /&gt;23 maggio 2009 ore, 18.00&lt;br /&gt;Sala Polifunzionale della Provincia&lt;br /&gt;Via Comi n° 11&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Teramo&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7260246165260554577?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7260246165260554577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7260246165260554577' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7260246165260554577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7260246165260554577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/05/tra-luniverso-e-il-mare-gianpaolo.html' title='Tra l&apos;universo e il mare. Gianpaolo Altamura. Evoè Edizioni'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sgw9tF1bsFI/AAAAAAAAAIs/TQQb8DEMik4/s72-c/Copertina_Altamura_def.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-3492086594098459166</id><published>2009-05-13T10:07:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T10:10:14.212-07:00</updated><title type='text'>Teramo. Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sgr-aYtkeBI/AAAAAAAAAIk/alztVB3T-Bo/s1600-h/Poesia_05_09.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335356437837412370" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 286px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sgr-aYtkeBI/AAAAAAAAAIk/alztVB3T-Bo/s400/Poesia_05_09.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#ffffff;"&gt;“Poesia”&lt;br /&gt;Mensile internazionale di cultura poetica.&lt;br /&gt;Poesia è un mensile di poesia in edicola da vent’anni. Lo diffonde la casa editrice Crocetti . Il mensile è nato nel 1988 ed è il primo periodico a diffusione nazionale nella storia della nostra penisola, distribuito in tutte le edicole. E’ un atto di coraggio essere pionieri dedicandosi alla cultura poetica priva sul mercato di qualsiasi tipo di finanziamento. Dopo 20 anni, la rivista “Poesia” ha una tiratura costante, 20.000 copie. Del comitato di redazione di "Poesia" fanno parte Premi Nobel per la Letteratura, oltre a poeti di fama nazionale e internazionale, tra cui Joseph Brodsky, Derek Walcott, Seamus Heaney, Yves Bonnefoy, Tony Harrison. Nel numero 238 di maggio 2009 all’interno della rubrica “Testi dei lettori” la redazione ha selezionato e pubblicato “Montagna Madre” opera della poetessa teramana Carina Spurio.&lt;/span&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://wm9.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://wm9.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.poesia.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;http://www.poesia.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-3492086594098459166?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/3492086594098459166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=3492086594098459166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3492086594098459166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3492086594098459166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/05/teramo-carina-spurio.html' title='Teramo. Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sgr-aYtkeBI/AAAAAAAAAIk/alztVB3T-Bo/s72-c/Poesia_05_09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-2983496843222168874</id><published>2009-04-27T17:07:00.000-07:00</published><updated>2009-04-28T11:45:46.837-07:00</updated><title type='text'>Retroguardie Limina Mentis Editore</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SfZI0PertxI/AAAAAAAAAIc/LWayyOSLgAk/s1600-h/Retroguardie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329527271385184018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 219px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SfZI0PertxI/AAAAAAAAAIc/LWayyOSLgAk/s320/Retroguardie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Titolo : Retroguardie Limina Mentis Editore&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Autore : antologia di poetica a cura di I. Pozzoni Dati : 2009, 220 p.&lt;br /&gt;Collana : Ardeur&lt;br /&gt;Genere : Poesia&lt;br /&gt;ISBN : 978-88-95881-06-5&lt;br /&gt;€ 15,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ad Aprile 2009, con l'editore brianzolo Limina Mentis Editore è uscito il volume Retroguardie. Antologia Poetica a cura di I.Pozzoni. Il testo, curato nei minimi dettagli, deriva da un lavoro di competenza che si ispira ai possibili modi di fare poesia con l’intento di avvicinarsi alla poesia nelle sue varie forme. L’antologia offre un panorama poetico di fine Novecento; secolo diventato l’espressione dell’instabilità dei contenuti linguistici del parlato. Nel frantumato panorama del Novecento da una parte resiste la lirica pura di antichi autori intransigenti, dall’altra, nasce una poetica più intimista e autobiografica che si inserisce tra diari e memorie. Tutte le correnti e le avanguardie del Novecento, partono dalla poetica dell’inespresso, del silenzio, tanto quanto la corrente contraria colma il vuoto con frasi che abbandonano man mano il verso per arrivare a componimenti prosastici. La poesia novecentesca si oppone all’eredità simbolista insieme agli autori che rappresentano tutto il secolo: Jahier, Baccelli; Pavese, Bertolucci. La poesia in prosa con versi lunghi e liberi fu già di Riccardo Baccelli per arrivare al massimo della comprensione di cui si era occupato Saba, con i suoi contenuti dimessi e familiari in veste umile e desublimata. Nel secondo Novecento, l’evoluzione dello stile prosastico si trova in polemica con la linea ermetica e ungarettiana. Alla poesia discorsiva (Solmi e Luzi) si avvicinano giovani autori: Sereni, Fortini, Zanzotto e Sanguineti. Il verso breve del segno poetico sembra annientarsi nel quotidiano che si imprime nel verso lungo e rispetta il suono del parlato, il quale, segue un veloce itinerario e varie evoluzioni nella creazione poetica novecentesca, la quale, assume i tratti dello stile narrativo. Lo stesso Montale, nella sua seconda produzione celebra un verso che non disdegna la prosa. In Retroguardie troviamo tutti i modi possibili di fare poesia di fine Novecento, non a caso, l’antologia poetica si pone come strumento atto a testimoniare il rinnovamento della poesia, per ridare un senso alla stessa raggruppando residui tardoromantici, liriche in cui si celebrano il languore sentimentale, l’astrattezza verbale e un descrittivismo che con termini semplici offre uno scenario quotidiano. Retroguardie! Perché?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Perché Retroguardie? L’’esaltazione del testo-documento, senza nome e senza mercato, rafforzata da relazioni di solidarietà tra editore, curatori ed autori, è estremo antidoto contro i veleni del Post-modernismo e della «morte della cultura» registrati dall’oscillazione schizofrenica moderna tra narcisismi e massificazione. Più che Achille sulla strada d’Ilio (thumos) o Odisseo vittorioso sulla strada del ritorno a casa (logos) ci sentiamo, e interpretiamo l’esperienza poetica attuale, nei panni d’un anonimo Senofonte («emetto suoni stranieri»), sconfitti, in marcia coi diecimila sulla strada dell’Ellade, decisi a resistere contro assalti e imboscate, dopo Cunassa; la nostra sorte - menestrelli combattenti del terzo millennio- è resistere, vinti, in ritirata verso casa. E si sa che valore acquisisca, in ritirata, una buona retroguardia. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Ivan Pozzoni&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli autori inclusi: Umberto Piersanti, Antonio Spagnuolo, Roberto Cogo, Elisabetta Abbondanza, Giovanni Caviezel, Luciana Chitterio, Oretta Dalle Ore, Edoardo Greco, Alessandro Ramberti, Gilberto Antonioli, Andrea Lanfranchi, Gilberto Paraschiva, Luigi Golinelli, Chiara Daino, Carina Spurio, Paolo Ottaviani, Anna Pignatta, Francesca Sensini, Paolo Melandri, Vittorio Baccelli, Antonio Di Giovanni, Paride Mercurio, Eleonora Bellini, Maria Pina Ciancio, Rossella Luongo, Anita T. Giuga, Gabriella Bianchi, Anna De Rosa, Ivan Pozzoni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-2983496843222168874?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/2983496843222168874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=2983496843222168874' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2983496843222168874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2983496843222168874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/04/retroguardie-limina-mentis-editore.html' title='Retroguardie Limina Mentis Editore'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SfZI0PertxI/AAAAAAAAAIc/LWayyOSLgAk/s72-c/Retroguardie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-5145467647712743196</id><published>2009-04-22T10:29:00.000-07:00</published><updated>2009-04-28T11:46:49.430-07:00</updated><title type='text'>Alchimie di Danilo Scastiglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Se9UEbxWXFI/AAAAAAAAAIU/FL2jBUQpup0/s1600-h/Alchimie_Copertina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327569319353539666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 168px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Se9UEbxWXFI/AAAAAAAAAIU/FL2jBUQpup0/s320/Alchimie_Copertina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;"Abbandonarsi tra le braccia di eros vuol dire cancellare precedenti punti di riferimento, procedere verso l’unità corpo – anima, per entrare in quell’eternità che Danilo Scastiglia, giovane autore teatino, ben descrive in questa prima raccolta di brevi racconti dal titolo Alchimie in cui tratteggia trame fatte di passione. "&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;"Nel flusso inarrestabile degli avvenimenti la vita ci meraviglia servendosi delle leggi del corpo, all’interno delle quali nulla ha valore di durata, perché racchiudono entrambi i poli della dicotomia ben-male nell’attimo in cui la folgorazione ha le dimensioni dell’eterno. Alchimie ricorda “Le affinità elettive”, il romanzo di Goethe famoso per l’allegoria chimica che presta le sue sottilissime disgiunzioni e congiunzioni alle sue arbitrarie combinazioni di elementi e riconduce per similitudine alle leggi che regolano i rapporti umani. La materia, in questo caso, sfida le convenzioni classiche, lasciando l’uomo di fronte ai suoi principi. Questo drammatico conflitto è espresso nella lezione di chimica in cui il capitano descrive a Charlotte il percorso del terzo elemento a contatto con le sostanze che si afferrano e si lasciano andare, dotandolo di una sorta di volontà e libero arbitrio, fatale alla fisica dei corpi. Ne è un esempio il matrimonio di Eduard e Charlotte che viene messo in crisi dall’arrivo del capitano e di Ottilie in cui gli eventi elaborano la materia generando nuove sintonie, una delle quali, rispetta la legge dell’attrazione umana che è l’eros, il quale, laddove unisce, poco prima allontana, confermando il suo intento naturale. E sul contrasto eros-tempo, natura-istituzioni Goethe conclude: “Mentre la vita ci trascina, crediamo di agire da noi stessi, di scegliere noi la nostra attività e i nostri piaceri, ma naturalmente, a ben guardare, siamo solo costretti a seguire i piani e le inclinazioni del tempo.” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;(dalla prefazione)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Alchimie Edizioni Simple&lt;br /&gt;In Copertina Federico Altamura “Le amiche”&lt;br /&gt;Prefazione Carina Spurio&lt;br /&gt;Presentazione Massimo Avenali&lt;br /&gt;Editor Carina Spurio&lt;br /&gt;Progetto Grafico Johnny Mazzocchi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-5145467647712743196?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/5145467647712743196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=5145467647712743196' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5145467647712743196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5145467647712743196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/04/alchimie-di-danilo-scastiglia.html' title='Alchimie di Danilo Scastiglia'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Se9UEbxWXFI/AAAAAAAAAIU/FL2jBUQpup0/s72-c/Alchimie_Copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7408817911795929184</id><published>2009-04-18T04:47:00.000-07:00</published><updated>2009-04-28T11:47:36.392-07:00</updated><title type='text'>Brochure 2009 di Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sem-FLstqqI/AAAAAAAAAIM/FvVXb3eaK38/s1600-h/Touch_Black_(Isabelle_Adjani),acr.su_tela,_50_X_50_cm,_06.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325997030591277730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 318px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sem-FLstqqI/AAAAAAAAAIM/FvVXb3eaK38/s320/Touch_Black_(Isabelle_Adjani),acr.su_tela,_50_X_50_cm,_06.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;"Courtesy Galleria Piziarte"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;"Touch Black (Isabelle Adjani)" , acrilico su tela, 50 X 50 cm, 2006.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;di Gavino Ganau&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Brochure 2009 &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Carina Spurio&lt;/strong&gt; è nata a Teramo. Si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha scritto e pubblicato quattro raccolte poetiche: Il Sapore dell’estasi 2005 Edizioni Kimerik riproposto in edizione aggiornata nel 2006, Lacca di Garanza 2007 Ed. Il filo s.r.l Roma. Tra Morfeo e vecchi miti 2008 Ed. Nicola Calabria Editore. Le sue poesie sono state pubblicate in 30 Antologie Poetiche. Due sue Antologie Poetiche sono testo scolastico: Antologia “I Nuovi Poeti Italiani”. 2007, Vincenzo Grasso Editore e “Conoscere la Metrica” attraverso i Poeti Classici Contemporanei. 2008, Vincenzo Grasso Editore. Di recente redatto la premessa del testo poetico “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte Meravigliosa di Roma. Collabora con diversi mensili; Hermes Periodico Mensile Di Informazione e Cultura, Domus Periodico Di informazione Immobiliare, Buono e Bello tracciati di cultura, tradizione e società, Eidos Diario rosetano, Notizie Donna Editoriale della Provincia di Teramo, L’Unico quotidiano web di Roma, Il ReteGiornale, Teramani.net .&lt;br /&gt;Dal suo esordio, avvenuto alla Villa Suite di Teramo nell’agosto 2005, la sua produzione letteraria vanta più di 30 testi editi. “Carina Spurio torna con un’antologia curata personalmente dal titolo Narciso dopo aver emozionato il pubblico italiano e straniero (basti pensare al successo di Lacca di garanza – ed Il Filo – nelle librerie francesi). I suoi versi, di una musicalità unica, cantano il microcosmo delle percezioni e coinvolgono il lettore come solo la lingua dei veri poeti sa fare. Evocazione ed immedesimazione si fondono grazie alla forza emozionale di una voce che può considerarsi a buon diritto una delle più nuove delle letteratura.” Collana Evoé Voci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Gavino Ganau&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Nato a Tempio Pausania nel 1966, vive e lavora a Sassari.&lt;br /&gt;Ha lavorato con diversi critici italiani (Claudia Colasanti, Luca Beatrice, Gianluca Marziani, Maurizio Sciaccaluga, Valerio Dehò e altri).&lt;br /&gt;Ha collaborato con Gallerie di Milano, Roma, Genova, Vicenza, Bologna, Udine, Teramo e altre città.&lt;br /&gt;La sua pittura neofigurativa, in bianco e nero e dal forte impatto visivo, è stata alimentata attraverso il confronto con i linguaggi massmediali e le icone popolari della contemporaneità.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.gavinoganau.com/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;http://www.gavinoganau.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7408817911795929184?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7408817911795929184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7408817911795929184' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7408817911795929184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7408817911795929184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/04/brochure-2009-di-carina-spurio.html' title='Brochure 2009 di Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/Sem-FLstqqI/AAAAAAAAAIM/FvVXb3eaK38/s72-c/Touch_Black_(Isabelle_Adjani),acr.su_tela,_50_X_50_cm,_06.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-5420245056422958310</id><published>2009-03-29T03:42:00.000-07:00</published><updated>2009-03-30T17:08:19.734-07:00</updated><title type='text'>Carina Spurio di Barbara Cemini</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SdFexqEaKwI/AAAAAAAAAIE/h8cL6h-9iek/s1600-h/copertina+buono+e+bello+di+marzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319136842100648706" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SdFexqEaKwI/AAAAAAAAAIE/h8cL6h-9iek/s320/copertina+buono+e+bello+di+marzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Buono e Bello&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Marzo2009&lt;br /&gt;Mensile di Cultura, Tradizione e Società&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Narciso”&lt;br /&gt;Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Barbara Cemini&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’autrice, teramana di origine, ha pubblicato varie raccolte poetiche: “Il sapore dell’estasi” (Kimerik, 2005), “Il sapore dell’estasi”, in riedizione aggiornata (Kimerik, 2006), “Lacca di garanza” (Il filo, 2007), “Tra Morfeo e vecchi miti” (Nicola Calabria Editore, 2008), “Narciso” (Evoè, 2009). Trenta le antologie poetiche che in tutto contengono sue opere. Di recente ha redatto la premessa di “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte meravigliosa. Collabora con diversi mensili: Hermes, Domus, Eidos, Notizie Donna, L’unico; Il ReteGiornale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa racconti in "Narciso"?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narciso è un’antologia poetica che contiene liriche autobiografiche selezionate dai miei precedenti quattro libri di versi pubblicati nel seguente triennio: 2005 / 2008. Il testo, nel globale, non presenta grandi novità dal punto di vista contenutistico. Sei liriche sono inedite tra le quali si trova appunto la poesia “Narciso” dalla quale prende il nome la raccolta. Si tratta del mio quinto testo poetico edito in cui si può leggere la mia folgorazione per la poesia che continuo a diffondere energicamente costruendo metri imbevuti di sensi, desiderio, radici mai dimenticate e le solite domande di tutta una vita; per dimostrare che noi poeti ci siamo e non siamo sempre persi nel compiacimento del non essere compresi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché questo titolo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La selezione delle opere pubblicate nei miei libri precedenti è partita dalla dimensione originaria della mia vocazione per arrivare ad afferrare l’autofondazione narcisistica del mio io-dialogante riflesso nei miei sensi, nelle mie illusioni e in tutto ciò che mi innamorava, mi esaltava, mi spaventava. Per questo ho curato personalmente la bozza di Narciso, per scegliere tra 250 liriche edite quei versi in cui pulsava il mio pensiero strettamente correlato al mio essere e senza isolare i sentimenti. Narciso si specchia da secoli nel mito e nella sua immagine, tra limpide acque e silenziose nostalgie, rapito dal suo mistero; proprio come ho fatto io stessa cercando all’interno della mia produzione poetica la mia essenza. Di conseguenza l’immagine di copertina realizzata da Giampiero Pierini, acquerellista romano è un ritratto, il mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come definiresti la tua scrittura? A chi è rivolta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creativa. La mia scritture è rivolta ad un pubblico sveglio che comprenda i dolori che restano ignoti al mondo, uno fra questi è il dolore del poeta simile ad un rovello avvilente, compulsivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali nuovi progetti stai realizzando?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Realizzerò la prefazione al testo poetico “Tra l’universo e il mare” Evoè Edizioni, di Gianpaolo Altamura, giovane poeta campano residente da pochi anni a Teramo che ha raccolto nella sua opera prima un precoce versare imbevuto di un’insolita varietà di modulazioni. Un altro progetto mi vede impegnata come editor di un romanzo composto da cinque brevi racconti dal titolo “Alchimie”, di Danilo Scastiglia; il testo avrà la mia prefazione e quella di Massimo Avenali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Carina Spurio&lt;/strong&gt; è nata a Teramo. Si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha scritto e pubblicato quattro raccolte poetiche: Il Sapore dell’estasi 2005 Edizioni Kimerik riproposto in edizione aggiornata nel 2006, Lacca di Garanza 2007 Ed. Il filo s.r.l Roma. Tra Morfeo e vecchi miti 2008 Ed. Nicola Calabria Editore. Le sue poesie sono state pubblicate in 30 Antologie Poetiche. Due sue Antologie Poetiche sono testo scolastico: Antologia “I Nuovi Poeti Italiani”. 2007, Vincenzo Grasso Editore e “Conoscere la Metrica” attraverso i Poeti Classici Contemporanei. 2008, Vincenzo Grasso Editore. Di recente redatto la premessa del testo poetico “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte Meravigliosa di Roma. Collabora con diversi mensili; Hermes Periodico Mensile Di Informazione e Cultura, Domus Periodico Di informazione Immobiliare, Eidos Diario rosetano, Notizie Donna Editoriale della Provincia di Teramo, L’Unico quotidiano web di Roma, Il ReteGiornale. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-5420245056422958310?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/5420245056422958310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=5420245056422958310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5420245056422958310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/5420245056422958310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/03/carina-spurio-di-barbara-cemini.html' title='Carina Spurio di Barbara Cemini'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SdFexqEaKwI/AAAAAAAAAIE/h8cL6h-9iek/s72-c/copertina+buono+e+bello+di+marzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-7439864436280906112</id><published>2009-02-24T15:17:00.000-08:00</published><updated>2009-02-24T15:22:02.899-08:00</updated><title type='text'>Carina Spurio di Asteria Casadio</title><content type='html'>&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Carina, qual’ è stato il tuo approccio alla scrittura?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi per fascinazione. Ho sempre pensato che scrivere fosse un gesto affascinante. Ho amato spiare la mia penna muoversi nel bianco tra un tratto continuo e uno spezzato. Nello stesso bianco, senza più spazio, vedere riempirsi quel vuoto e in quel vuoto la penna insistere. Della mia adolescenza ricordo agende piene di appunti e fogli con minuscole annotazioni sparsi ovunque. Lasciare i pensieri liberi, nell’unico gesto che mi rendeva trasparente e preda di quella tentazione che non mi annullava ma mi ispirava, credo fosse il mio modo di ascoltarmi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittura come straniamento e presa di coscienza o urgenza ed istinto?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Alcune volte la scrittura è stata urgenza, altre, istinto. Credo che la scrittura sia multiforme, non può ridursi ad una dimensione che sia sensazione, piacere, dolore o notizia ma andare oltre il limite del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Hai già pubblicato diversi libri e ottenuto un buon successo non solo a livello nazionale. Cos’è necessario, secondo te,  per scrivere? Che posto occupa la lettura in questo processo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non so se sia necessario leggere per scrivere bene o frequentare laboratori di scrittura se non si è catturati dall’ispirazione che toglie il respiro e fa dannare. Con questo voglio affermare che se c’è il talento, la forza nel comunicare può essere magica, quella stessa forza, differenzia lo scrittore da colui che scrive. Il primo lo fa per predisposizione mentre l’altro mette in fila parole che possono essere sterili. Leggere è importante per confrontarsi con qualcos’altro, conoscere mondi diversi, ma è altrettanto importante per avere una padronanza della sintassi e della punteggiatura, affinché un contenuto scorrevole e perfetto nella forma possa avere un suo fascino. Ritengo sia molto utile spaziare nei vari generi senza trascurare lo stile personale. Ognuno di noi ha un libro preferito, quello che ha modificato alcune visioni o convinzioni precedenti o quello che ha contribuito ad arricchire il proprio lessico.  Ricordo che da bambina mi angosciavano alcuni racconti del libro Cuore di Edmondo De Amicis, al contrario, fu una rivelazione leggere Il piccolo principe di Antoine de Saint_Exupéry; un libro divenuto ormai senza tempo e senza età tra il senso della vita, l’amore e l’amicizia. Mi sentii più grande quando lessi Un Uomo di Oriana Fallaci nel periodo dell’adolescenza, poco dopo, lessi  Il Maestro e Margherita di Bulgakov, testo con il quale ai tempi ebbi un impatto troppo forte. Un libro che porto sempre con me è Il Codice dell’anima di James Hillman. Prossimamente mi sono riproposta di rileggere due libri: Narciso e Boccadoro di Herman Hesse e Le affinità elettive di Goethe; un romanzo fantastico in cui la chimica presta le sue congiunzioni e disgiunzioni alla natura umana e chiama “affini” quelle nature che si compenetrano tra l’Eros e lo scorrere del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Che rapporto hai con la tua città?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Amo Teramo, città incastonata alla confluenza del Vezzola e del Tordino, Via Carducci, l’Istituto Magistrale, Ivan Graziani e la Pizza da Mario. Amo Teramo, con tutti i suoi limiti di città di provincia anche quando diffida dei nuovi talenti e come una donna frigida non sente il piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le maggiori differenze che hai potuto riscontrare girando l’Italia  nell’approccio alla cultura?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Essendo stata premiata più volte e in molte città italiane, posso affermare che le associazioni culturali ed i comuni che promuovono concorsi di poesia sono numerosissimi. Selezionano e diffondono poeti italiani e non, favorendo sia la diffusione delle opere poetiche, sia le interazioni tra i partecipanti. E’ naturale, quindi, approfondire  il rapporto letteratura e poesia che molte volte lega nei progetti futuri  autori emergenti e autori affermati. L’interazione culturale diviene in questo modo uno scambio di parole, emozioni, desideri e ricordi; soprattutto, quando i concorsi sono dedicati ai poeti importanti che hanno fatto la storia. Non ho riscontrato grosse differenze nell’approccio alla cultura girando l’Italia. Dopo aver partecipato al concorso di poesia dedicato al Beato Errico a Secondigliano, pensavo che Napoli fosse una città vivacissima a livello culturale, la città vanta anche altri premi poetici prestigiosi, fino a che non ho partecipato alla Terza Edizione del Premio-Concorso Nazionale “Dante Alighieri” di poesia classica italiana in metrica a Padova, anche in quel caso ho visto diffondere e difendere la poesia in metrica con la stessa tenacia. Ogni concorso per me è stato ricco di percorsi possibili soprattutto quando la poesia è stata abbinata a mostre pittoriche come nel caso della prima edizione del Premio  Poesie al Mondo 2007 di Belforte del Chienti (Mc), al quale ho partecipato dopo essere stata selezionata. A Belforte, le poesie sono state esposte al Museo Midac accanto alle opere pittoriche di artisti internazionali. Il legame arte e poesia  è antico. Il binomio innovativo oggi è molto interessante, perché i versi possono coesistere insieme ad altre forme d’arte; non mi sembra poco in questo tempo i cui si parla della crisi del verso poetico in maniera insistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Un desiderio…&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un mio desiderio era realizzare un’Antologia Poetica con una casa Editrice  teramana. Narciso era il mio desiderio, ora divenuto realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Un rimpianto…&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non rimpiango nulla, mai! Quando credo in qualcosa tento sempre l’impossibile. Tento e ritento senza tregua, per questo non posso poi rimpiangere nulla. Non basta volere qualcosa senza una ferma intenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Una dedica…&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A Pietro Maranella e Alberto Chiarini i miei professori all’Istituto Magistrale Giannina Milli; al primo per il suo cuore grande, al secondo, per avermi insegnato a guardare in alto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-7439864436280906112?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/7439864436280906112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=7439864436280906112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7439864436280906112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/7439864436280906112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/02/carina-spurio-di-asteria-casadio.html' title='Carina Spurio di Asteria Casadio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-500662731913168639</id><published>2009-02-09T07:18:00.000-08:00</published><updated>2009-02-09T07:32:08.709-08:00</updated><title type='text'>Teramo. Caterina Falconi. Fernandel 2009</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SZBJmgpXbHI/AAAAAAAAAHk/W9AGjd0LBQQ/s1600-h/fiocco-rosa.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300817687362366578" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 224px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SZBJmgpXbHI/AAAAAAAAAHk/W9AGjd0LBQQ/s320/fiocco-rosa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Caterina Falconi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#c0c0c0;"&gt;Caterina e lo specchio. Lo specchio è di carta. Trattiene il riflesso di sensi perduti, la finzione, il disagio. Nello specchio si intrecciano altri mondi, altre vite, altre storie che emanano l’odore della vita. Il gioco continua, oscilla tra le atmosfere di un’epoca nel tratto nero dell’inconscio, all’interno del quale, la letteratura vive le proprie coincidenze. Caterina, di fronte allo specchio non sa se sia un incubo o un sogno, eppure, racconta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Fiocco rosa, Fernandel Edizioni 2009.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;In queste testimonianze, raccolte perlustrando il campo della scrittura al femminine, il senso oscilla nel peso del vissuto tra realtà e fantasia e riappare nella magia del racconto che apre le porte ai labirinti interiori dei quali la letteratura si nutre. Con la penna racchiusa nel pugno Caterina Falconi si esplora, scompone frasi, ricordi, impressioni, ritorna come autrice di uno dei diciassette racconti scelti per affrontare un tema antico: la maternità. In questi racconti si sondano il tema e le autrici, che attraverso personaggi e situazioni sviluppano la loro storia non priva dell’elemento sorpresa. Un figlio puoi desiderarlo, rifiutarlo, oppure può arrivare per caso e senza ancora camminare, entrare all’interno di legami non consolidati. Nei racconti presenti in Fiocco rosa, la maternità voluta o negata viene descritta tra le difficoltà che tante donne possono incontrare e spesso corrisponde ad un maschile marginale, sbiadito, sfuggente. La narrativa illumina le protagoniste mentre cercano di coniugare sogni, desideri e inconciliabili realtà, nelle età che variano dai trenta ai quarant’anni; periodo in cui si è maggiormente fertili e la maternità può generare alcuni conflitti. Il primo ostacolo sembra essere il lavoro, il secondo, un legame sentimentale non sempre stabile, altre, un legame vissuto all’ombra di un uomo che non pensa minimamente e riprodursi. E se, le peculiarità della donna del novecento ancora riflettono il pudore, l’insicurezza e la sottomissione, la nuova donna, indipendente e volitiva, oltre a riscattare professione e istruzione, invade altri contesti come ad esempio la letteratura. Nelle singole storie racchiuse nell’Antologia Fiocco rosa le donne del nostro tempo si raccontano, rincorrono il dettaglio nei minuti del tempo che si muove nel ricordo, mentre “il regionale appare in fondo al binario e si rivedono alcune figure” del passato. Nel suo racconto dal titolo Aspettando che muoia Caterina Falconi narra di una protagonista, Silvana, madre per caso, al limite tra normalità e disagio psichico, la cui storia drammatica si specchia nella storia di un’altra donna, Cecilia, che custodisce il suo desiderio di maternità non realizzato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;“Quando Cecilia l’aveva riconosciuta tra le ospiti dell’istituto di riabilitazione per insufficienti mentali, le era sembrato un cattivo presagio. Quasi il segno che il destino fa degli strani giri e torna e spingerci contro le stesse persone.”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Con un linguaggio deciso Caterina Falconi introduce il lettore nel suo racconto, in cui le due donne si incontrano per la seconda volta:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;"Quarant’anni, insufficiente mentale con tratti psicotici, carcinoma del fegato: Silvana scendeva al capolinea nel momento in cui Cecilia saliva sul predellino di una vita complicata. C’era poco tempo per guardarsi in faccia. Troppo poco per la compassione. Si erano conosciute otto anni prima. All’epoca Cecilia frequentava l’ultimo anno di liceo classico, e Silvana era internata in un a casa famiglia aperta da poco. Il padre di Cecilia era lo psicologo coordinatore del personale, e Cecilia lo andava a trovare ogni tanto in casa famiglia, perché da quando i suoi si erano separati riusciva a beccarlo solo al lavoro. Silvana spiccava tra le ricoverate per una mansuetudine strana. Fisicamente era un misto tra una mucca un’asina. Aveva un volto equino imbruttito da un naso lungo che sembrava un osso di pollo, e due occhi ravvicinati e piccoli che brillavano di un accondiscendenza lasciva. Lenta. Pesante. Con un culo immenso e spalle strette. Si trascinava per le stanze della casa famiglia, sotto un casco di boccoli fitti, le braccia penzoloni, e le mani lerce contro i fianchi.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;br /&gt;Difficile definire con un termine approssimativo lo stile di Caterina Falconi che non ha relegato la scrittura al mero esercizio intellettuale, ma ha svecchiato componimenti caratterizzati “dal detto e non detto”, trasferendo la materia nell’ inchiostro con una traccia soggettiva inconfondibile. La spinta creativa la coinvolge dalla pelle al sangue che scorre all’interno dei suoi mutamenti tra le scelte e le sfide. I suoi brevi racconti la scuotono, la ammaliano, la guariscono. L’autrice travalica la propria realtà affidandosi ad una comunicazione immediata, la celebra nella sua scrittura che nasce nel momento in cui entra nel suo personale territorio e non sa dove la porterà. Scarica nei suoi scritti il bilancio della propria esistenza. Scioglie le catene delle sue prigioni cercando conforto nel tratto nero che la avvolge con disimpegno. Ferma pezzi di vita sui fogli e ne amplifica il senso. Il racconto, per Caterina, diventa il mezzo per intergire con il mondo. Nel frattempo, non modifica la realtà ma la fa coincidere nelle bozze delle sue trame, avvicinandosi a quel gioco che tanto la seduce e la tormenta con tutta la sua essenza di donna che ha maturato fino in fondo il suo essere donna. Poi, attraverso il pensiero, trasforma in parole le visioni del presente in cui immagini rimandano ad altre immagini, prima che l’eco esca da un senso. Senza influenze pregiudizievoli di stili tradizionali scontati Caterina Falconi afferra la sua stessa essenza. Non si traveste. Non finge. Insegue e cattura frammenti frantumati nella sua anima, per rinascere ancora senza negare parti di sé, illuminando le sue oscurità che nascondono energie e speranze, anche quando l’abisso interiore si fa più profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Si comincia a scrivere e si va verso un percorso, poi, strada facendo si muta itinerario. Quali sono state le tue trasformazioni?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Il dolore mi ha lavorata. Ho sfasciato e ricostruito la mia vita tre volte. La scrittura si è modellata sulle mie metamorfosi, per raccontarle, ricucire gli strappi, creare un mondo esclusivo da abitare con chi amo. Per sedurre, abbellire, consolare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Caterina Falconi è nata ad Atri (Teramo) nel 1963. Ha pubblicato le raccolte racconti Sete buia (2002) e I colori accesi del desiderio (2004), Edizioni Clandestine. Un suo romanzo sarà pubblicato dalla casa editrice Fernandel di Giorgio Pozzi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-500662731913168639?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/500662731913168639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=500662731913168639' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/500662731913168639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/500662731913168639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/02/teramo-caterina-falconi-fernandel-2009.html' title='Teramo. Caterina Falconi. Fernandel 2009'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SZBJmgpXbHI/AAAAAAAAAHk/W9AGjd0LBQQ/s72-c/fiocco-rosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-1505369897542996430</id><published>2009-01-31T04:13:00.000-08:00</published><updated>2009-01-31T04:59:20.314-08:00</updated><title type='text'>Daniela Savini</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SYRCviIyZFI/AAAAAAAAAHc/9BjqbIWsPEg/s1600-h/Pensando++Guido+Montauti.+Daniela+Savini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297432446079493202" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SYRCviIyZFI/AAAAAAAAAHc/9BjqbIWsPEg/s400/Pensando++Guido+Montauti.+Daniela+Savini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;strong&gt;Pensando a G. Montauti&lt;br /&gt;2008, olio su cartone telato, 30 x 40 cm. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Daniela Savini&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ccffff;"&gt;di Carina Spurio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;……….una testimone silenziosa che percepisce attraverso la sua arte il mondo esterno mentre la sua realtà interiore sta urlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniela Savini nasce a Teramo e fino a 19 anni vive a Nerito di Crognaleto. Dopo il diploma di maturità artistica conseguito presso il Liceo Artistico Statale di Teramo, si trasferisce a Parma per frequentare il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali. La sua passione per la pittura nasce durante l’adolescenza e si ripresenta nelle sue opere sottoforma di scintilla divina con cui illumina sulle tele le atmosfere paesaggistiche del suo paese natale alle pendici del Gran Sasso; la stessa montagna che ha visto nascere il grande talento Guido Montauti (Pietracamela 1918 –Teramo 1979). Anche dopo essersi trasferita a San Giorgio di Mantova, Daniela Savini continua a raccontare il paesaggio della sua terra nelle sue opere pittoriche. Si arrende ai colori adattati magicamente alle sue percezioni, per ridare vita alle immagini racchiuse in fondo alla sua anima, in cui, il paesaggio abruzzese è immerso tra i colori caldi dell’autunno e il bagliore accecante della neve. Il colore risulta carico di energia, perché solo quando si ama si attiva la fantasia, l’idea, la forma. Tra le sue Opere; Il Gran Sasso, Nerito, Il Corno Grande, L’ascesa, Il risveglio, “Pensando a G. Montauti; tela in cui è rappresentata una grande roccia tra terra e cielo. Daniela asseconda il suo istinto cercando il senso dell’esistenza, affinché l’arte, possa ricondurla al “realismo esistenziale”, partendo dai concetti opposti ma comunque complementari e sfuma tra i colori puri la sua inquietudine. Anche nelle tele in cui appaiono i ritratti, le immagini raffigurate acquistano un senso nei segni. Non manca nella sua produzione un dipinto particolare, quello in cui l’artista compare in un autoritratto con la figlia Lisa. L’opera, di forte suggestione visiva è in primo piano e sintetizza nel caldo abbraccio la magica intesa tra madre e figlia. La tela, dal titolo “Maternità” esprime la stessa nel senso più comune del termine anche quando lei stessa scrive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cerco qualcosa -di non ben definito-, nei riflessi delle acque, negli specchi di sole che trapelano nel sottobosco oppure attraverso le nuvole, nella luce interiore che brilla attraverso gli occhi, tutto ciò che mi dà la sensazione di magico, caldo e di prezioso, una sorta di scintilla divina che può in parte placare il mio tormento interiore: il perché dell’esistenza, qual è lo scopo della mia vita? Le mie opere rispecchiano il mio mondo, il mio pensiero con un tocco nostalgico per i luoghi in cui sono cresciuta.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si nota, nelle affermazioni di Daniela, un bisogno di esprimersi attraverso l’arte pittorica per ridare un posto ai ricordi, fino ad arrivare alla ricerca dello scopo della vita. Poi, per non restare intrappolata nell’illusione dei tanti perché e delle tante possibili risposte che non arriveranno mai, illustra con precisione e rende eterno il territorio a lei caro nei suoi aspetti peculiari; come una testimone silenziosa che percepisce attraverso la sua arte il mondo esterno mentre la sua realtà interiore sta urlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note Biografiche&lt;br /&gt;Savini Daniela, nata a Teramo il 31/10/1975, ha vissuto fino a 19 anni a Nerito di Crognaleto. Si è trasferita a Parma nel (1995), dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica presso il Liceo Artistico Statale di Teramo, per frequentare il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali fino al 2001.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#cccccc;"&gt;Curriculum vitae&lt;br /&gt;-Laurea in Conservazione dei Beni Culturali -Facoltà di Lettere e Filosofia, Parma. -Diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica conseguito presso l'Archivio di Stato di Mantova al termine del biennio 2005-2007.&lt;br /&gt;Pubblicazione di un estratto di tesi: "Gli ex voto: l'Ospedale Grande di Mantova", in "Civiltà Mantovana", anno XLII, n. 124 -settembre 2007, pp. 28-39, Il Bulino edizioni d'arte, Modena 2007.&lt;br /&gt;Agosto 2007 - Breve esposizione in occasione della Festa della Psina e dopo aver conseguito il diploma in Archivistica si dedica assiduamente al/la disegno-pittura unica vera passione sin dall'infanzia. Partecipa al Premio Italia per le Arti visive XXIII edizione con il quadro "Specchio" (Certaldo- Palazzo Pretorio 23 febbraio-2 marzo 2008), ottenendo un Premio mostra- piccola personale per due autori alla Galleria del Candelaio di Firenze. Partecipa al Premio Agazzi aprile 2008, per una Segnalazione per la Sezione di Pittura.Partecipa all'iniziativa del Comune di San Giorgio "San Giorgio Produce". 9- 8 - 2008 - Esposizione collettiva in concomitanza del Concorso-Premio Internazionale di Poesia "Diverso in Verso" indetto a Nerito di Crognaleto sul tema della Montagna. 9 – 8 - 2008 Antologia poetica di Verso in Verso" in copertina l’ Opera "Nerito" di Daniela Savini, olio su tela, 45 x 65 cm, 2008.&lt;br /&gt;Mostra personale a due (con Samanta Milanesi) alla Galleria del Candelaio e redazione di Eco D'Arte Moderna di Firenze dal 13 al 25 novembre 2008.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-1505369897542996430?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/1505369897542996430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=1505369897542996430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1505369897542996430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/1505369897542996430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/01/daniela-savini.html' title='Daniela Savini'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SYRCviIyZFI/AAAAAAAAAHc/9BjqbIWsPEg/s72-c/Pensando++Guido+Montauti.+Daniela+Savini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-3086816254936918752</id><published>2009-01-30T04:48:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T15:21:47.814-08:00</updated><title type='text'>Teramo. Oggi sono nata sola.  Evoè edizioni 2009</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Oggi sono nata sola&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Mariasara Cielo. Evoè Edizioni Teramo,2009.&lt;br /&gt;di Carina Spurio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le rivelazioni dell’autrice diventano scomode non appena il libro viene diffuso nella città di Teramo. Al centro del dramma vengono a trovarsi: un’adolescente, scottanti verità e molte polemiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non c’è reato. Se non il mio. Io sono la vittima e l’aguzzina di mia madre e di me stessa. Non so se la mia sia stata un’adolescenza rubata o un’adolescenza venduta. Ho ventidue anni e odio il mio corpo, passato di braccia in braccia in una città di cui conosco più le camere da letto che le strade. Da troppi anni mi lavo con le saponette rubate negli alberghi. Faccio quattro docce al giorno ma quell’odore non va via. Odore: nome maschile numero plurale.” Prologo tratto da Oggi sono nata sola di Mariasara Cielo. Evoè Edizioni.2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I libri autobiografici suscitano sempre molte critiche. Accadde a Lara Cardella nel 1989 anno in cui pubblica Volevo i pantaloni, Arnoldo Mondadori. Il suo racconto, scritto in maniera semplice sembra un colloquio tra amiche. Nel diario-denuncia, Annetta, la protagonista, racconta la sue giornate in famiglia, a scuola, con gli amici. La sua penna confida ai fogli di uno zio che vuole abusare di lei. Lara Cardella, di Licata, ebbe la sua buona dose di critiche. Anni dopo, nel 2003, una giovane scrittrice esordiente, narra le sue precoci esperienze sessuali in maniera fin troppo esplicita. Si chiama Melissa Panarello, è di Catania. Il suo romanzo dal titolo Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, 2003, Fazi editore, nonostante le dure critiche, diviene in breve tempo un caso letterario e viene tradotto in molte lingue. Se per Lara Cardella il tema del suo romanzo era la repressione sessuale, per Melissa P. adolescente di giorno e Lolita di notte, l’autobiografico racconto, disegna un ritratto generazionale a dir poco inquietante in cui emergono scabrose verità.&lt;br /&gt;E’ l’inizio dell’anno 2009. Questa volta siamo a Teramo. Regione del centro Italia che s’affaccia sul mare Adriatico. Al centro dell’attenzione, ancora un libro. L’ autrice del libro si chiama Mariasara Cielo, la quale, scrive nel suo diario un periodo della sua vita, dal 2000 al 2004. La sua storia viene pubblicata dalla Eovè edizioni di Teramo. Il libro narra una storia vera scritta sotto pseudonimo e s’intitola: Oggi sono nata sola.&lt;br /&gt;Le rivelazioni dell’autrice diventano scomode non appena il libro viene diffuso nella città di Teramo. Al centro del dramma vengono a trovarsi: un’adolescente, scottanti verità e molte polemiche. La voce narrante di Oggi sono nata sola è quella di un’adolescente vissuta a Teramo, che ha scritto perché non riesce a dimenticare i fantasmi del suo passato. Per questo motivo affida i suoi segreti ad un diario, a cui confida le sue difficoltà di sedicenne che dopo il divorzio dei genitori si ammala di anoressia (una della malattie psichiatriche più gravi che coinvolgono la mente e il corpo fino a consumarli) e di bulimia. Entrambe le malattie presentano tratti comuni; angoscia, persecuzione e allontanamento dagli altri. La ragazza progressivamente si allontana dalla madre ed inizia ad usare il suo corpo anche per superare gli esami universitari. In questo caso, e per fortuna, la scrittura permette a Mariasara di svegliarsi, di tratteggiare la fatica del suo vivere quotidiano e i disagi che come muri invalicabili le hanno impedito di vivere serenamente la sua adolescenza. Dal libro di Mariasara si può dedurre che la scrittura sia stata un antitodo contro il dolore, la paura e il male dell’anima. Il suo diario le ha permesso di guardarsi dentro e di rinascere, non più, vittima di sé stessa ma libera di individuare le sillabe del suo silenzio interiore.&lt;br /&gt;Dopo il 2004 Mariasara abbandona la città di Teramo. Il suo libro-diario si conclude con la seguente data: 20 agosto 2003.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il suo trasferimento a Roma scrive l’ultima pagina del suo diario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma,18 settembre 2004&lt;br /&gt;“Da quel giorno no ho più scritto, e mi sono trasferita. Sono andata via di casa com’era giusto che fosse. Ho seppellito Mariasara, ho cercato di farlo. Una nuova città non ti conosce, e ti dà la possibilità di ricominciare da capo. Ho lasciato l’università e ho lasciato mia madre.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, seguendo uno spiraglio di luce, prosegue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ora mia madre inizierà un percorso, e guarirà dalle mie ferite. Devo perdonarla e devo perdonarmi, ma non è ora per me di tornare. Non ancora. Voglio guarire anch’io. Domattina andrò in ospedale: voglio curarmi, voglio farmi seguire da uno psicologo. Ho paura del cibo e non voglio più averne. Voglio vivere. Ho trovato lavoro come donna delle pulizie in una vecchia pensione dietro il Colosseo, e da lì, la sera, mi pare di vedere tutto il mondo. Mi lavo ancora con le saponette date in dotazione: all’albergo non sanno che sono io a prenderle. E’ perché non voglio dimenticare. Quando sarò in grado di lavarmi con un normale bagnoschiuma allora sarò guarita, e tornerò a casa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il racconto autobiografico ha un grande potere. Trasmette dei messaggi che ci fanno scoprire altre storie, altre vite. Quello che c’è di veramente interessante in questo libro è l’epilogo, nel quale, Mariasara comunica che perdonerà sua madre e perdonerà se stessa. Nel trauma dell’aborto ha toccato il fondo, ha visto il suo inferno; visione che le ha permesso di sezionare il suo animo con tutte le sue fragilità, di trasferirsi a Roma per curarsi, guarire, colmare i vuoti, le assenze e di risolvere la sua storia da sola anche se nulla sarà come prima. La semplice elaborazione del testo descrive quanto i rapporti umani, seppur nelle loro varianti, possono essere devastanti e quanto i fantasmi interiori siano difficili da affrontare se i meccanismi che si innescano in determinati momenti, conducono l’essere verso un declino che nessuno può arginare. Tra le nostre mani resta un diario di un’adolescente che oggi è nata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#ffffff;"&gt; sola e una verità; complessa, nuda e cruda.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-3086816254936918752?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/3086816254936918752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=3086816254936918752' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3086816254936918752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/3086816254936918752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/01/oggi-sono-nata-sola-mariasara-cielo.html' title='Teramo. Oggi sono nata sola.  Evoè edizioni 2009'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-2414250328393277143</id><published>2009-01-24T20:19:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T15:24:29.148-08:00</updated><title type='text'>Carina Spurio di Simone Gambacorta</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;Carina Spurio&lt;br /&gt;di Simone Gambacorta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vive a Teramo e sinora ha pubblicato “Il sapore dell’estasi” (Kimerik, 2005), “Il sapore dell’estasi”, in riedizione aggiornata (Kimerik, 2006), “Lacca di garanza” (Il filo, 2007), “Tra Morfeo e vecchi miti” (Nicola Calabria Editore, 2008), “Narciso” (Evoè, 2009).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Quando hai iniziato a scrivere versi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;«Durante il periodo dell’adolescenza, tempo in cui annotavo pensieri e sensazioni sui fogli. Successivamente ho dimenticato i versi nel solito cassetto per anni. Dopo il 2005, anno del mio esordio, tra una melodia armonica e una scansione diversa, la Poesia resta nella mia vita a reclamare il suo posto. Nelle nuove composizioni poetiche abbandono lo stile originario poco incline alla regolarizzazione, e il diario appartenente all’adolescenza, fitto di appunti e di versi sospesi, verrà sostituito da un verso che si nutre della potenza delle immagini in cui il linguaggio poetico, costruito osservando le opere d’arte tocca il confine ambiguo delle parole, all’interno delle quali resta sempre un fragile equivoco».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come si è sviluppato, nel tempo, questo legame con la scrittura?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Dal flusso anarchico del logos che dentro me sembra un desiderio in grado di ragionare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cosa significa scrivere poesie? &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Catturare gli episodi della realtà attraverso vocabili accuratamente scelti e il gusto di cimentarmi in costruzioni inedite e originali partendo dalla parola; l’elemento complesso in cui convivono verità ed illusione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come nasce una tua poesia? Di getto? Poco alla volta?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Di getto; tra l’estrema audacia e l’estremo pudore».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vorrei descrivessi in che modo lavori nel tuo “laboratorio” creativo.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«L’atto di comporre versi è enigmatico, poco chiaro anche a chi li scrive. Raramente l’atto compiuto coesiste nella persona che spesso è incapace di spiegare da dove nasca la prima idea. Quando un verso mi appartiene, perché nasce da una mia esigenza emotiva, lo scrivo di getto come se le emozioni del mondo fossero impresse sulla mia pelle. Diversa è la creazione di un verso realizzato al cospetto di opere d’arte. In quest’ultimo contesto cerco la vibrazione delle cose, ma alla fine le immagini lasciano trasparire lo stesso i miei turbamenti. Lo confermano alcuni versi nella fase della rilettura, all’interno dei quali tutto diviene unico sentire, l’opera, le mie emozioni e le cose osservate sono protagonisti della stessa scena. Questo spiega bene come la poesia sa intuire, avvertire e cogliere la direzione giusta, svelando le potenzialità contenute nell’opera per deformarle e riformarle in un silenzio pieno di parole».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quand’è che capisci che una poesia è “finita” e che può camminare da sola verso chi vorrà leggerla?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Quando rileggendo la poesia, il suono del componimento è continuo e il punto è solo alla fine».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quali sono i libri di poesia che sinora hai pubblicato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;«“Il sapore dell’estasi”, poi “Il sapore dell’estasi” in riedizione aggiornata, “Lacca di garanza”, “Tra Morfeo e vecchi miti”, “Narciso”».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vorrei dessi una “tua” definizione di ciascuno di essi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;«“Il sapore dell’estasi”: l’errore da cui nasce una ragione. “Il sapore dell’estasi”, in riedizione aggiornata: l’allegra insolenza. “Lacca di garanza” : les jeux sont faits. “Tra Morfeo e vecchi miti”: io non so ben ridir com’i’ v’intrai. “Narciso”: ethos anthropoi daimon, cioè il carattere è il destino».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da un punto di vista intimo, da un punto di vista interiore, quanta scommessa c’è in ogni verso?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nessuna, ovviamente. Di fronte alle insidie di un mondo centrato su logiche economiste, malato di tecnologia e ipercomunicazione virtuale, quanta scommessa potrebbe esserci in un fragile verso? La follia estatica del canto vive dentro a chi la sa percepire. E in un tempo finito tra l’assenza, la mancanza, la rinuncia, l’essere cerca ancora di decifrare il codice terrestre e di raggiungere l’altro con un filtro di parole, pensieri e viscere. La poesia per molti rappresenta un bisogno, raramente una scommessa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mi riferivo a una scommessa intima…ma dimmi, il verso è ustione o lenimento?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Entrambe le cose. A volte la forza astratta, nel suo insistere sembra un urlo pronto ad esplodere. Nel momento del risveglio, alcuni versi raccontano il gioco della vita: rivelando le fenditure dell’anima più o meno profonde, fatali, ustionanti; è così che il verso lenisce il dolore, attraverso l’esorcismo delle parole».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Che tipo di “ascolto” è quello che precede la nascita d’una poesia?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Mi capita di ascoltare i suoni del silenzio, di respirare l’aria e sentirla scendere giù, sempre più giù, fino a percepirne il punto più profondo. Tutto è più nitido quando le parole arrivano dal silenzio. Le senti suonare come note fuori dagli spazi. Note perverse come sibili assordanti. Può avere un fascino perdersi nelle singole parole. Scoprirsi in un verso. Avviare un gioco di ruolo cercando le ragioni dell’ essere fino all’attimo in cui il corpo e la parola, vibrano nella tensione tra ragione e istinto. In quei momenti, il tempo si ferma e nel luogo in cui l’esistenza ha inconsciamente altre intenzioni, le cose si osservano con altri occhi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nella tua quotidianità cosa rappresenta la poesia?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il nostro è un tempo che scorre veloce. Gli uomini e le donne vivono immersi nel sovraccarico di lavoro e nello stress. Resta poco tempo per leggere, per ascoltarsi, per sentire con il corpo, l’anima e lo spirito. Le immagini reali sono frenetiche e il quotidiano è in lotta con un male divorante; l’individualismo. Siamo spesso chiusi in una stanza, vittime consapevoli della tecnologia. Chi scrive poesia sa che è un altrove di resistenza; da essa sgorga la consapevolezza dei limiti umani che aderisce perfettamente alla nostra natura interiore. Ma in una realtà che non ha una vera corrispondenza con i nostri bisogni interiori non scrivo solo poesia ma milito poesia, affinchè quest’ultima venga diffusa. Da due anni curo un premio di poesia internazionale. Seleziono la giuria e mi occupo della stesura dell’antologia che raccoglie le poesie dei partecipanti al premio. Realizzo personalmente anche la copertina del testo che illustro con le opere d’arte di nuovi talenti scoperti durante le mie interazioni culturali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Che tipo di dettato poetico cerchi? Lineare, terso, oppure articolato e complesso?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«La parola è un rischio da correre affinchè si compia l’incontro con noi stessi, per questo, la lascio libera nel tratto di un verso, perché il verso possa mantenere intatto il suo senso, nato dal desiderio selvaggio e impresso in uno spazio che non può e non deve essere addomesticato. Cerco, per quello che posso, di proteggere l’autenticità del dettato poetico che prediligo terso e lineare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quali sono i poeti con i quali ti sei formata?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Tre poeti mi hanno appassionato in passato: Foscolo, per aver mantenuto nalla sua poetica la drammaticità della vita. Baudelaire, il più famoso e il più letto in tutto il mondo, perchè chiude definitivamente la pagina della poesia romantica e apre quella (ancora) vergine della poesia moderna e sperimenta l’amore nella sua forma carnale e passionale. Neruda, per aver posto la donna dentro un mito cosmico tra uno scenario grandioso e selvaggiamente naturale. E’ relativamente recente il mio interesse per Thomas Stearn Eliot, poeta, drammaturgo e critico letterario statunitense che appartiene al movimento dei modernisti. La poesia modernista è una poesia di immagini, non presenta sequenze ordinate di pensieri, né, uno sviluppo logico; vive di una serie di fotogrammi non collegati. L’ associazione tra il miei versi e il pensiero di Eliot in questi ultimi anni è stata ricorrente, ciò mi ha fatto capire che avevo raggiunto l’ altro e gli altri, dunque avrei potuto esistere, tra il fiume del tempo, tra l’acqua e la terra, in un sogno da trasformare ancora».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;C’è più menzogna o più verità, in una poesia?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La poesia è in grado di mettere l’autore in relazione alla profondità del suo essere, pertanto si è portati a pensare che essa esprima la verità. Di tale asserzione, non sono assolutamente convinta. La lirica, si sa, trae origine da intense percezioni soggettive, alle quali, unisce l’esigenza della libertà creatrice coerente alle sue ossessive patologie, nel luogo in cui, il pensiero, si condensa in un’altra forma e tocca i territori della finitudine e del nulla. Questo per dire che nell’altro lato del sé, luogo praticamente inesplorato, possono tranquillamente giocare suggestioni, fascinazioni e un “sentire” del tutto personali. Ma chi ama la poesia sa che è necessario viverla entrando e uscendo dal suo ritmo, rispettando il suo canto, seguendo il suo percorso. E il poeta, che vive il presente, sa di essere estraneo al suo tempo ma non sa, da dove nasce e muore il canto, né, se il suo viaggio avrà mai un termine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#cccccc;"&gt;.»&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-2414250328393277143?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/2414250328393277143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=2414250328393277143' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2414250328393277143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/2414250328393277143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/01/carina-spurio-di-simone-gambacorta.html' title='Carina Spurio di Simone Gambacorta'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-4454958275537374442</id><published>2009-01-20T10:15:00.000-08:00</published><updated>2009-01-20T10:24:55.836-08:00</updated><title type='text'>Teramo. Poesia e Spettacolo. Narciso.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SXYVe0DiJ7I/AAAAAAAAAGo/BRWHMBql8Yc/s1600-h/Copertina_Narciso_2009.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293442031134320562" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 287px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SXYVe0DiJ7I/AAAAAAAAAGo/BRWHMBql8Yc/s400/Copertina_Narciso_2009.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Poesia e Spettacolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Teramo. 23 gennaio 2009. ore 21,00.&lt;br /&gt; Sala del Mutilato. Piazza Dante.&lt;br /&gt;Lettura scenica del testo “Narciso” Evoè Edizioni 2009 antologia poetica di Carina Spurio  a cura della Compagnia Teatrale “Gli Sbandati”  .&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Narciso&lt;br /&gt;Non si scrive per essere letti. Quasi mai.  Si inizia a scrivere quando sul foglio bianco si vorrebbe fermare una parola che dentro alcuni di noi  torna a cercare ragioni. Gli uomini e le donne sognano, certo, non allo stesso modo e nei luoghi riservati ai loro desideri ritrovano le immagini che vogliono vivere. Prossimamente, a Teramo, il suono delle pagine da sfogliare  arriva in Teatro.  In  un caffè al centro della città, tra sogno e realtà è nata l’idea di realizzare un’ Antologia dal titolo Narciso  (Evoè Edizioni, Teramo 2009) che raccoglie  quattro libri di Poesia di Carina Spurio, con il commento di Dott. Ivan Pozzoni, direttore culturale della Liminamentis Editore casa editrice culturale nata in Brianza nel 2007   e  la prefazione della scrittrice e regista teramana Asteria Casadio. In copertina Giampiero Pierini Ritratto: “Carina”, grafite su carta. Il libro sarà portato in scena dalla Compagnia Teatrale Gli Sbandati. La lettura scenica del testo avverrà nella “Sala del Mutilato” sita in Piazza Dante a Teramo, il 23 Gennaio 2009, ore 21,00.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.evoe-casaeditrice.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;http://www.evoe-casaeditrice.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.splinder.com/media/edit/19537068" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#cccccc;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976; si è laureato in diritto con una tesi sul filosofo ferrarese Mario Calderoni. Ha diffuso molti articoli dedicati a filosofi italiani dell’Ottocento e del Novecento, e diversi contributi su etica e teoria del diritto del mondo antico; collabora con numerose riviste italiane e internazionali. Nel 2007/2008 sono uscite sue raccolte di versi: Underground e Riserva Indiana, con A&amp;amp;B Editrice, Versi Introversi e Androgini, con Limina Mentis Editore, Lame da rasoi, con Joker; nel 2008 è stato inserito nell’Antologia Memorie del sogno, di A&amp;amp;B Editrice; nel 2008 ha curato il volume Grecità marginale e nascita della cultura occidentale. I Presocratici (Limina Mentis Editore).  In un’azienda della G.D. è logistico; è direttore culturale della Liminamentis Editore.&lt;br /&gt;Carina Spurio è nata a Teramo. Si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha scritto e pubblicato quattro raccolte poetiche: Il Sapore dell’estasi 2005 Edizioni Kimerik riproposto in edizione aggiornata nel 2006, Lacca di Garanza 2007 Ed. Il filo s.r.l Roma. Tra Morfeo e vecchi miti 2008 Ed. Nicola Calabria Editore. Le sue poesie sono state pubblicate in 25 Antologie Poetiche. Due sue Antologie Poetiche sono testo scolastico: Antologia “I Nuovi Poeti Italiani”. 2007, Vincenzo Grasso Editore e “Conoscere la Metrica” attraverso i Poeti Classici Contemporanei. 2008, Vincenzo Grasso Editore. Di recente redatto la premessa del testo poetico “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte Meravigliosa di Roma.  Collabora con  diversi mensili; Hermes Periodico Mensile Di Informazione e Cultura, Domus Periodico Di informazione Immobiliare, Buono e Bello tracciati di cultura, tradizione e società, Eidos Diario rosetano, Notizie Donna Editoriale della Provincia di Teramo, L’Unico quotidiano web di Roma, Il ReteGiornale .&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Asteria Casadio è nata il 9 marzo 1986 a Teramo, ove risiede. Laureata in Lettere (indirizzo classico) con lode presso l'Università D'Annunzio di Chieti, è specializzata in Filologia e letterature del mondo antico presso la stessa Università. Ha partecipato a diversi concorsi letterari, risultando quinta classificata nel premio Prospektiva-Les Nouvelles (2002) e prima (2003) e terza (2004) al premio Sever d'oro dell'Accademia Severiade di Milano. Per la saggistica filosofica ha vinto il premio Vincenzo Filippone&amp;shy; Thaulero (2003), con il saggio La società e la cultura occidentali tra crisi d'identità e il valore universale della Persona, di cui un sunto pubblicato in Prima Giornata di Studio Vincenzo Filippone-Thaulero: Sociologia Filosofia Poesia, Atti del Convegno, 20 maggio 203 - Roseto degli Abruzzi, a cura della Società Filosofica Italiana - Sezione di Teramo e del Centro Studi Vincenzo Filippone-Thaulero, Teramo 2004. Ha pubblicato nel 2006 il suo primo libro di narrativa, Passanti. È stata inserita nella terna finalista del 40° Premio Teramo - Sezione Mario Pomilio - con il racconto La porta pubblicato su I racconti XL Premio Teramo 2006-2007, Teramo, novembre 2007.  E’ stata finalista al premio nazionale Albero Andronico 2007 e semifinalista al premio Penna d’utore 2007.  Collabora con la rivista Pomezia Notizie, su cui pubblica racconti e saggi. È regista della compagnia "Gli Sbandati", che è in cartellone in diversi teatri italiani, dove porta in scena prevalentemente drammi dell'antichità classica E’ editor della Casa Editrice Evoé di Teramo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In copertina: Giampiero Pierini. Il padre, pittore anche lui, lo inizia al gusto per l' arte, in particolare alla pittura naturalista e impressionista, portandolo con sé a frequentare gli ambienti artistici del momento. Nel 1981 consegue il Diploma di Maturità Artistica presso il V liceo Artistico di Roma. Frequenta il Corso di Pittura presso la Scuola di Arti Ornamentali "San Giacomo". Autodidatta nella tecnica dell' acquerello, assimila gli studi dei maestri J.M.W. Turner, Roesler Franz e degli "Acquerellisti della Campagna Romana". Ha fatto parte dell'Associazione Nazionale Acquerellisti d'Italia (A.N.A.D.I.). Fa parte di diversi gruppi artistici con cui espone periodicamente. Ha ricevuto premi in molte estemporanee di pittura ed esposto in personali e collettive anche all'estero ottenendo segnalazioni e premi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#cccccc;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Narciso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;di Carina SpurioAnno: gennaio 2009Pagine: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;80 pagine in brossuraPrezzo: €9,00 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Descrizione: Torna con un’antologia curata direttamente dall’autrice, la poetessa che ha saputo emozionare il pubblico italiano e straniero (basti pensare al successo di Lacca di garanza – ed Il Filo – nelle librerie francesi). I suoi versi, di una musicalità unica, cantano il microcosmo delle percezioni e coinvolgono il lettore come solo la lingua dei veri poeti sa fare.Evocazione ed immedesimazione si fondono grazie alla forza emozionale di una voce che può considerarsi a buon diritto una delle più nuove delle letteratura. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-4454958275537374442?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/4454958275537374442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=4454958275537374442' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4454958275537374442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/4454958275537374442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2009/01/teramo-poesia-e-spettacolo-narciso.html' title='Teramo. Poesia e Spettacolo. Narciso.'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SXYVe0DiJ7I/AAAAAAAAAGo/BRWHMBql8Yc/s72-c/Copertina_Narciso_2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-9157306774039601854</id><published>2008-12-11T03:29:00.001-08:00</published><updated>2008-12-11T03:32:04.689-08:00</updated><title type='text'>Manuela Cappucci</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SUD5vQu2guI/AAAAAAAAAGA/sjuum4wRn0M/s1600-h/Manuela+Cappucci.foto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278493353618866914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 304px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SUD5vQu2guI/AAAAAAAAAGA/sjuum4wRn0M/s400/Manuela+Cappucci.foto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Circolo virtuoso Il nome della Rosa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;strong&gt;Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Info Line 338/9727534&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 12 ORE 21,30&lt;br /&gt;MANUELA CAPPUCCI&lt;br /&gt;Mostra&lt;br /&gt;A cura di PinoD’IGNAZIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;READING DI POESIE&lt;br /&gt;A cura di SimoneCICCOLONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Manuela Cappucci, classe 1971, l’arte é astrazione da ogni riferimento reale. Così potrei iniziare e chiudere la presentazione se in mezzo non ci fossero tanti elementi ad identificarne il percorso sia artistico che personale. Possiamo dire che il suo approccio all’arte riconduce a quella corrente post guerra (anni 50) definita "arte informale". Con il rifiuto di un atteggiamento costruttivo della forma rappresentativa l'essere e il fare dell'artista prendono il sopravvento sugli esiti materiali del suo lavoro e il prodotto artistico è sempre più una risultante che la meta del fare. Non è a caso che Manuela sia riconducibile a questa corrente: gli studi letterari con una tesi su Paul Klee e l' interesse per le filosofie orientali hanno spostato la sua attenzione sul processo creativo più che sul prodotto. Il colore (olii, acrilici, smalti) e la materia (sabbia ed altro) si integrano nel gesto di pennello e spatola che, agendo su superfici varie, li mischia e li dispone in un gioco compositivo astratto e definito. Questa apparente composizione, in alcuni tratti della sua ricerca, può ricondurre a scelte tipiche dell'astrattismo, tuttavia il suo stile non cerca mai veramente di compiere una ricerca strutturale ma anzi di liberarsene per dare libero sfogo all'atto che non cerca ma segna, che incide istintivamente. Ecco quindi che il quadro si chiude, in tutti i sensi: sia fisicamente che concettualmente, in una ricerca tesa a trascendere le strutture del conosciuto. Un’ultima osservazione su alcuni elementi formali delle opere che richiamano, per certi aspetti, quella tecnologia che ci ha introdotto a nuove forme e possibilità comunicative nell’ambito dell’arte contemporanea. Mentre una volta solo il segno aveva forza descrittiva, oggi i pixel dominano lo spazio deframmentando ogni minima composizione in altrettanti schemi costruttivi. Anche nei quadri di Manuela possiamo rintracciare questa sorta di scomposizione in frammenti che generano il tutto, un insieme di ri-quadri che coerentemente si intersecano per avallare il pensiero del gesto che segna. Le opere di Manuela esprimono strappi di pensiero sottratti alla mente senza ratio e lo spazio rappresentato si riformula in un immenso possibile, un profondo immenso metafisico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pino D'Ignazio&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:irash59@gmail.com"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;strong&gt;irash59@gmail.com&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;strong&gt; 346 8492791&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=170"&gt;http://www.ilnomedellarosa.com/schedanews.php?id=170&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-9157306774039601854?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/9157306774039601854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=9157306774039601854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/9157306774039601854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/9157306774039601854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2008/12/manuela-cappucci.html' title='Manuela Cappucci'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SUD5vQu2guI/AAAAAAAAAGA/sjuum4wRn0M/s72-c/Manuela+Cappucci.foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-8993663731087832694</id><published>2008-12-04T02:33:00.000-08:00</published><updated>2008-12-04T02:43:37.630-08:00</updated><title type='text'>Teramo. Asteria Casadio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/STeyynHJ1xI/AAAAAAAAAFI/7JrcVSN2YVg/s1600-h/Assenze_immagine.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275882071050016530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 201px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/STeyynHJ1xI/AAAAAAAAAFI/7JrcVSN2YVg/s400/Assenze_immagine.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/STeylzuhRRI/AAAAAAAAAFA/Oig1Jp6a6JU/s1600-h/asteria_casadio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275881851098055954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 157px; CURSOR: hand; HEIGHT: 187px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/STeylzuhRRI/AAAAAAAAAFA/Oig1Jp6a6JU/s400/asteria_casadio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#c0c0c0;"&gt;giovedì 04 dicembre 2008&lt;br /&gt;PASSANTI - LIBRO D'ESORDIO DI ASTERIA CASADIO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="PDF" onclick="window.open('http://www.lunico.eu/index2.php?option=com_content&amp;amp;do_pdf=1&amp;amp;id=3237','win2','status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no'); return false;" href="http://www.lunico.eu/index2.php?option=com_content&amp;amp;do_pdf=1&amp;amp;id=3237" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Stampa" onclick="window.open('http://www.lunico.eu/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=3237&amp;amp;pop=1&amp;amp;page=0&amp;amp;Itemid=114','win2','status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no'); return false;" href="http://www.lunico.eu/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=3237&amp;amp;pop=1&amp;amp;page=0&amp;amp;Itemid=114" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="E-mail" onclick="window.open('http://www.lunico.eu/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=emailform&amp;amp;id=3237&amp;amp;itemid=114','win2','status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no'); return false;" href="http://www.lunico.eu/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=emailform&amp;amp;id=3237&amp;amp;itemid=114" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Asteria Casadio&lt;br /&gt;Una costellazione di racconti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;di Carina Spurio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#c0c0c0;"&gt;"Rosso. Rosso sangue, rosso prima serata, rosso splendida. “Tutte quelle della tv in discoteca che portano?” si era detta. “Il glitter” si era risposta. Ma Il glitter non le era sembrato appropriato in quella occasione e allora si era ricordata di tutti quegli articoli rosa dei giornali rosa che consigliavano di abbandonare il rosa pomeriggio per un rosso notte:”Osate, donne della nuova generazione!” trendy, in, sexy e quant’altro fosse rigorosamente inglese. E Bocciolodirosa voleva osare quella sera. Passò il rossetto così come aveva visto fare in programma di moda, esagerando in contorni e ingrandendo le labbra. Tutto perfetto. Tutto pronto. Loro erano lì, i protagonisti della serata, pronti per creare un cocktail micidiale.” Da Passanti, AndreaOppureEditore - Roma 2006.&lt;br /&gt;(in foto Asteria Casadio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passanti è il titolo del libro che segna l’esordio di Asteria Casadio composto di sedici racconti condensati e leggeri. Hanno come protagonisti sedici passanti anonimi che camminano sulla strada. Si leggono tutti d’un fiato. Concentrano una scena e una vicenda mentre l’arte di narrare tutto in poche righe si trasforma in forza. Il tratto cruciale delle storie di Asteria Casadio è la brevità della narrazione e il lettore viene a sapere all’istante tutto ciò che c’è da sapere da chi sa immaginare e descrivere l’esistenza partendo dalle vicende delle persone comuni e nello spazio e nel tempo, scandisce le sequenze del tragico quotidiano immerso nei processi evolutivi. Su un foglio di vetro restano i malesseri di coloro che non hanno più la speranza e l’amaro sapore dell’assenza si perde e si ritrova in una testimonianza d’amore nell’ultima storia “senza eventi sconvolgenti o particolari, perché il suo protagonista è l’Evento stesso, che appare un giorno e cambia la vita di chi riesce a percepirlo: non è, infatti, possibile a tutti.”Asteria Casadio trova il suo centro nel dettaglio del vasto mondo in un tempo in cui la volontà di cancellazione della memoria del passato si espande, racconta per non dimenticare, racchiude la realtà dentro piccole bolle di sapone tra un gesto, un ricordo, un silenzio, una fuga e tanti modi di vivere la vita. Dopo la raccolta di racconti Passanti, Asteria Casadio torna con un nuovo libro: Assenze. Alfredo Guida Editore.Napoli.2008. “Scrissi alla Guida, senza sperarci troppo dopo essere stata inserita nella terna finalista della XL edizione del Premio Teramo – sezione Mario Pomilio - senza però ottenere l’ambito primo posto! Scrissi per delusione e per avere ancora qualcosa da attendere. Grazie alla Casa Editrice sono stata inserita nel progetto dell’Associazione Alfredo Guida Amici del libro ONLUS “Leggiamoci fuori scuola” che gode dell’alto patronato del Presidente della Repubblica cui hanno partecipato autori del calibro di Manfredi , De Silva e il popolare Moccia.” Segno che un percorso stabilito è come quello di un albero. Cresce. Ascende. Si protende verso il cielo. Asteria Casadio sceglie la strada che conduce l’uomo alla sua soggettiva verità. Ancora una volta descrive un divenire complicato che mette continuamente alla prova, lasciando il vuoto di parole non dette, dei gesti rimasti in sospeso mentre tutto da qualche parte può cambiare e forse, domani, qualcosa si potrà costruire. Forse. L’ambientazione realistica conduce a quella parte di noi in cui si trovano le ombre e gli spettri, che al di là del banale quotidiano, sembrano figure magiche. E nel realismo emozionale che il dettaglio illumina, le risposte sono spesso davanti agli occhi, semplici, chiare, chiuse in un determinato attimo, cristallizzate in un istante rivelatore all’interno di una costellazione di racconti: “Sedute al gran caffè, i loro pensieri sarebbero potuti diventare caldi e morbidi se solo Anna non avesse letto tanta tristezza negli occhi della sua interlocutrice. Sopra, il cielo si era rannuvolato come nelle migliori occasioni in cui aspetti aiuto da qualcuno che invece ti affonda. Dietro un caffè e una brioche, la maestra le raccontò la sua vita, il prepensionamento, il silenzio della casa e la routine delle faccende, l’allontanamento del figlio e la malattia che l’aveva presa per questo.” da Assenze. Alfredo Guida Editore.Napoli.2008.Ricordare, per quanto possa essere scomodo o doloroso, è essenziale, liberatorio, seppur nel dolore dell’assenza che queste storie denunciano nella loro diversità. E tuttavia i racconti intrisi di quotidiano, narrati con raffinata capacità introspettiva alla scoperta del viaggio interiore, scandiscono il mutamento del tempo attraverso la scrittura che in questo caso non è fine a se stessa ma è un mezzo per dare vita alla voce interiore. Asteria Casadio arriva là dove l’energia allo stato puro è viva, porta l’intuizione alla coscienza, la cattura, la trattiene sulla carta, in tempo per darle la parola. Lei stessa afferma: “Si scrive perché si legge, tanto. A casa si è sempre discusso di libri ma non credo che sarei diventata l’appassionata che sono ora se non avessi incontrato una persona che una mattina mi ha letto uno stralcio del Giulio Cesare di Shakespeare. Ho iniziato da lì per passare alle Biografie di Plutarco e solo più tardi alla narrativa: quello però che ho sempre cercato, e che cerco tuttora, nella lettura come nella scrittura, è il vero. Chi legge deve credere e se possibile identificarsi, e se è vero che tutte le cose belle sono inutili, i libri possono comunque far pensare, anzi devono. Questo è il mio impegno, cui ho cercato di adempiere con la mia prima raccolta di racconti (brevi perché purtroppo non amo le cose a lungo termine).”Asteria Casadio cerca il vero anche sulle scene che calca con la Compagnia teatrale “Gli Sbandati” di cui è regista. Lo cerca nei drammi dell’antichità classica riletti secondo i canoni del teatro verista. “Anche il percorso con la Compagnia, ora in scena in vari teatri italiani, è stato ed è lungo: odio infatti la faciloneria e l’improvvisazione, che non devono sporcare la creatività. A tale proposito ultimo progetto andato in porto (recentissimo, settembre) la fondazione, insieme ad un altro attore de Gli Sbandati, della Casa Editrice Evoè di cui sono editor e che non è stata creata per me, come si potrebbe pensare: ho un contratto di preclusione di otto anni con la Guida. La Evoè è stata creata per un’ulteriore possibilità di espressione in un periodo in cui l’ignoranza sembra essere più facile da gestire. La possibilità di creare, scegliere e discernere credo sia qualcosa per cui alzarsi felici ogni mattina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#c0c0c0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;color:#c0c0c0;"&gt;”Asteria Casadio è nata il 9 marzo 1986 a Teramo, ove risiede. Laureata in Lettere (indirizzo classico) con lode presso l'Università D'Annunzio di Chieti, è specializzata in Filologia e letterature del mondo antico presso la stessa Università. Ha partecipato a diversi concorsi letterari, risultando quinta classificata nel premio Prospektiva-Les Nouvelles (2002) e prima (2003) e terza (2004) al premio Sever d'oro dell'Accademia Severiade di Milano. Per la saggistica filosofica ha vinto il premio Vincenzo Filippone&amp;shy; Thaulero (2003), con il saggio La società e la cultura occidentali tra crisi d'identità e il valore universale della Persona, di cui un sunto pubblicato in Prima Giornata di Studio Vincenzo Filippone-Thaulero: Sociologia Filosofia Poesia, Atti del Convegno, 20 maggio 203 - Roseto degli Abruzzi, a cura della Società Filosofica Italiana - Sezione di Teramo e del Centro Studi Vincenzo Filippone-Thaulero, Teramo 2004. Ha pubblicato nel 2006 il suo primo libro di narrativa, Passanti. È stata inserita nella terna finalista del 40° Premio Teramo - Sezione Mario Pomilio - con il racconto La porta pubblicato su I racconti XL Premio Teramo 2006-2007, Teramo, novembre 2007. E’ stata finalista al premio nazionale Albero Andronico 2007 e semifinalista al premio Penna d’utore 2007. Collabora con la rivista Pomezia Notizie, su cui pubblica racconti e saggi. È regista della compagnia "Gli Sbandati", che è in cartellone in diversi teatri italiani, dove porta in scena prevalentemente drammi dell'antichità classica E’ editor della Casa Editrice Evoé di Teramo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-8993663731087832694?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/8993663731087832694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=8993663731087832694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8993663731087832694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/8993663731087832694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2008/12/teramo-asteria-casadio.html' title='Teramo. Asteria Casadio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/STeyynHJ1xI/AAAAAAAAAFI/7JrcVSN2YVg/s72-c/Assenze_immagine.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-6259093465654890298</id><published>2008-11-16T04:33:00.000-08:00</published><updated>2008-11-16T04:39:20.576-08:00</updated><title type='text'>Roma. Stefania Pierini di Carina Spurio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SSATRuuUhqI/AAAAAAAAAE4/2PzdU5KtkfY/s1600-h/Copertina-Silenziosi_frutti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269232759344498338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SSATRuuUhqI/AAAAAAAAAE4/2PzdU5KtkfY/s400/Copertina-Silenziosi_frutti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;Roma 14 Novembre 2008 ore 16:00&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Carina Spurio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E’ stata presentata oggi a Roma la silloge di poesie "Silenziosi frutti "di Stefania Pierini presso l'antico "Caffè Della Pace" in Via Della Pace (vicino Piazza Navona). Ha introdotto e coordinato l’evento Ottaviano Di Peco, Presidente dell' "Accademia Della Fonte Meravigliosa" che ha commentato le tematiche presenti nelle poesie “assolutamente fuori dal coro come poche altre. La poetica di Stefania (come scrive Ottaviano Di Peco nella prefazione della raccolta poetica) è racchiusa nelle valve devi versi, quasi preziosità nella conchiglia, ed è piacevole la ricerca di certi significati che la difficoltà di trasferire dal pensiero al discorso, difficoltà che ben conosciamo se vogliamo fare poesia del nostro muto elucubrare, rendono enigmatici e sfuggevoli a chi non ponga attenzione allo scritto e , più ancora, a ciò che vi si cela. Nelle pagine dedicate alle considerazioni dell’autore Stefania si racconta così "I frutti di questo albero non sono silenziosi, così come usualmente si pensa al silenzio. I frutti di questa raccolta, anzi, vogliono gridare, spezzare, deflagrare. Sono frutti nati dalla gestazione silenziosa, quasi impercettibile, ma che si manifestano in tutta la loro forza e necessità espressiva, in un parto gravoso ma liberatorio. Sono figli di un tempo, per me, oscuro." Stefania, che nelle sue poesie difende colori e sentimenti propone un’ interpretazione trascendentale nella conclusione della sua opera poetica in cui si specchia la sua storia interna: "Spesso non so decifrare completamente le voci che sento e di cui scrivo quasi automaticamente e la poesia accede alla mia anima per vie a me stessa sconosciute, e si avvicina alla mia verità e per questo mi spaventa e mi commuove. "Nella presentazione della Silloge di Stefania Pierini, la poetessa teramana Carina Spurio, sottolinea la sensibilità dell’Io poetante che non si perde nei gorghi del tempo che fugge e divora ogni cosa ma si imprime nel verso nerissimo posto al centro delle pagine del libro, testimoniando il Tempo (in cui maturano silenziosi frutti) che assilla e preoccupa l’autrice più di quanto si possa immaginare e Tra gli spazi della memoria/ frutti rossi/ incolti/ punti negati/ immobili/ daranno vita a lunghi paragrafi/ trascritti di corsa in cui nascerà il senso che vivrà di vita propria nel groviglio di emozioni contenute nella scatola nera/ del tempo incolore/ che imbrattava l’anima/ con false lusinghe./&lt;br /&gt;L’autrice, compie la sua metamorfosi nel verso, incontra i suoi demoni su labbra giovani umide di falsità innocenti, resiste alla tentazione, illumina lo spazio di un verso per rendere eterni quei silenziosi frutti/ non colti/ nella rincorsa./&lt;br /&gt;Stefania, entra con passi silenziosi nella stanza del tempo, cammina tra le pieghe della sua anima, si trova nel regno della creazione che le restituisce le immagini riflesse di /ovvie verità/ e si lascia alle spalle il rimpianto, comprese le facce della realtà che non aveva mai visto prima. Nelle storie di carta si agita sempre un sospiro insieme al vortice delle umane passioni. Davanti alle nude verità il mondo tace ma continua a girare nella magia di un alito di vita, si nutre del sapore di un bacio mai dato, mentre gocce di cielo cadono nel vuoto nella luce del giorno in cui indietreggiano le ombre (dalla presentazione). I lettori dell'Accademia della Fonte Meravigliosa: Augusto Lofrich, Marcello Forti, Gabriella Montano e Marcella Gianfrilli hanno recitato le pooesie di Stefania Pierini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Copertina: “Sanguigno melograno”&lt;br /&gt;Acquerello di Giampiero Pierini&lt;br /&gt;(35x50) anno 2003&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.giampieropierini.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color:#c0c0c0;"&gt;www.giampieropierini.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8809485036689828450-6259093465654890298?l=sensiparticolari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/feeds/6259093465654890298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8809485036689828450&amp;postID=6259093465654890298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6259093465654890298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8809485036689828450/posts/default/6259093465654890298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sensiparticolari.blogspot.com/2008/11/roma-stefania-pierini-di-carina-spurio.html' title='Roma. Stefania Pierini di Carina Spurio'/><author><name>Carina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11202045329571688759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-wUG2iQSfcaU/TpzB_gsfU7I/AAAAAAAAAR0/8ii9dfVoDfY/s220/kary0813.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SSATRuuUhqI/AAAAAAAAAE4/2PzdU5KtkfY/s72-c/Copertina-Silenziosi_frutti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8809485036689828450.post-755561864120121421</id><published>2008-11-05T04:53:00.001-08:00</published><updated>2008-11-06T05:14:08.312-08:00</updated><title type='text'>Frida Kahlo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SRGXf2cTUdI/AAAAAAAAAEw/jSF_86EoYFw/s1600-h/FRIDA.JPG"&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265156012818780626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 277px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_wFhS1y7uw88/SRGXf2cTUdI/AAAAAAAAAEw/jSF_86EoYFw/s400/FRIDA.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#ccccff;"&gt;Omaggio a Frida Kahlo, olio su tela di Anna Maria Magno. Quadro in permanenza presso la Galleria D'Arte "Il grifone", Lecce.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#ccccff;"&gt;Frida Kahlo &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;color:#ccccff;"&gt;di Carina Spurio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#ccccff;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;“L’amoroso abbraccio dell’universo”, 1949 di Frida Kahlo.&lt;br /&gt;Nel dipinto l’abbraccio è triplice, concentrico. Frida stringe l’universo, con esso, la fertile Madre Terra e Diego Rivera, suo marito.&lt;br /&gt;Frida Kahlo, sensibilissima pittrice dalla vita tormentata è abbracciata al suo grande amore, il famoso pittore di murales, Diego Rivera.&lt;br /&gt;La sua vita fu un continuo contrasto tra fatalità e tenerezza, piaceri e rinunce a causa di un incidente in cui un’asta di metallo le trapassò la schiena fuoriuscendo dall’addome. Per un lungo periodo fu costretta a letto. Inizia a dipingere. Decide il suo destino nella pittura.&lt;br /&gt;L’altra fatalità della sua vita sarà Diego Rivera incontrato nel 1938 quando Frida aveva 21 anni e lui 41. Frida, giovane artista va a trovare Diego, pittore affermato.&lt;br /&gt;Al suo cospetto afferma spavaldamente di non essere andata da lui per divertirsi ma di avere qualche qu
